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Tag: violenza sulle donne

25 novembre, sulla violenza contro le donne nessuna incertezza: partecipazione milanese

ARCI aderisce alla manifestazione nazionale del 25 novembre indetta da Nonunadimeno  a Roma (partenza piazza della Repubblica, ore 14.00) in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne.

La manifestazione di quest’anno mette al centro la risposta delle donne agli stupri e ai femminicidi quotidiani, alla violenza sessista nei posti di lavoro, alle molestie, alle discriminazioni e agli abusi di potere, allo sfruttamento e alla precarietà delle vite, ai ruoli di vittime o colpevoli che i giornali cuciono sui corpi delle donne e che i social media amplificano fino  al razzismo istituzionale.

Per la partecipazione milanese “Nonunadimeno” sta organizzando il pullman per andare alla manifestazione globale contro la violenza sulle donne del 25 novembre, a Roma.

INFO
Il pullman partirà e rientrerà nella giornata del 25 novembre
La quota di partecipazione è standard (40€ a/r) o agevolata (20€ a/r)■ PARTENZA DA MILANO – Luogo in via di definizione
25/11: incontro a mezzanotte – Partenza alle ore 00.30
■ RITORNO DA ROMA – Luogo in via di definizione
25/11: incontro ore 22 – Partenza ore 22.30

Per info e adesioni:
– nonunadimenomilano@gmail.com
– Elena: 338 4638527
– Alessandra: 348 0929677
[non verranno prese in considerazione le adesioni senza riscontro via mail]
 

Violenza sulle donne: numeri che sembrano un bollettino di guerra

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

 

 

 

E’ un bollettino di guerra. Gli episodi di violenza maschile contro le donne si ripetono giorno dopo giorno. Stupri e femminicidi hanno ormai raggiunto numeri impressionanti.

Si calcola che gli stupri – e parliamo di quelli denunciati, perché in molti casi la vittima non denuncia il suo aggressore, soprattutto  se si tratta di un familiare –  siano quasi 11 al giorno.

Quasi 7 milioni di donne hanno vissuto una qualche forma di violenza, dallo stalking all’insulto verbale, fino alla violenza sessuale vera e propria subita, secondo l’Istat, da un milione e 157mila donne.  Ma i numeri reali sarebbero molto maggiori, con una parte considerevole di “sommerso”. Pensiamo soltanto a  quante bambine tengono nascosta la violenza per un senso di “vergogna”.

Altissimo anche il numero dei femminicidi: uno ogni tre giorni, 120 nel 2016, per lo più perpetrati da chi con la vittima ha un legame sentimentale o sessuale.

Molto scalpore giustamente suscitato le violenze di questi giorni a Rimini, di cui i colpevoli presunti sarebbero stranieri. Questo ha immediatamente dato adito alle più vili strumentalizzazioni, per cui il problema principale non sarebbe più   il reato commesso ai danni di una donna ma la nazionalità presunta di chi l’ha commesso. A uccidere sono soprattutto italiani, e a essere uccise sono anche donne straniere: lo ripetiamo per chi, anche su episodi così dolorosi, vuole fare della speculazione politica.

C’è bisogno di una grande operazione culturale, che convinca gli uomini, ma anche molte donne, che lo stereotipo della loro debolezza congenita e del dominio maschile deve saltare. Molte, che questo modello culturale hanno rifiutato, hanno pagato un prezzo troppo alto. Ma insieme, come è successo con le manifestazioni mondiali dello scorso 8 marzo, un mondo nuovo e migliore possiamo davvero costruirlo.

Roma, 1 settembre 2017

Finché morte non ci separi

FinchemortenoncisepariUn evento teatrale a diffusione nazionale il 25 novembre 2013, per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne  in 21 teatri italiani: Finché morte non ci separi

alle 18.30 Arci Milan Noeuva, via Pascoli 4 – Milano
alle 21 a Macao, viale molise 68 – Milano

Karin De Ponti | Valentina Scattolin
Testo di Francesco Olivieri

in collaborazione con l’associazione culturale Liberi Pensatori di Paul Valery

FINCHE’ MORTE NON CI SEPARI” PRESENTAZIONE:

“Finché morte non ci separi” è un progetto di sensibilizzazione nato dalla volontà di tre attrici ed un drammaturgo torinesi, sostenuto dall‘Associazione Culturale Liberipensatori “Paul Valéry” e diffusosi poi capillarmente in tutta Italia e non solo: 20 sono le città coinvolte dove in contemporanea verrà recitato il medesimo testo di Francesco Olivieri.

L’idea di un risveglio comune, come un’ondata di consapevolezza, una rete condivisa che possa a suo modo portare un qualche cambiamento in tante persone allo stesso momento è una delle interessanti caratteristiche che ci ha coinvolte come attrici e come persone sensibili all’argomento.

“Finché morte non ci separi” è la storia di due donne che vengono ammazzate dai loro rispettivi compagni. È una denuncia contro il femminicidio scritta da un uomo che si è messo nei panni delle vittime. Due donne all’apparenza molte diverse, una che rispecchia tutti i luoghi comuni della donna maltrattata e spesso uccisa, l’altra che elude ogni luogo comune e che nonostante viva una vita agiata e ripiena di affetto finisce come l’altra.

Proprio la profonda e radicale diversità delle vittime è il nocciolo di tutto il lavoro, è quello che scardina qualsiasi clichè e argomentazione ritrita, principale causa a nostro parere di un atteggiamento ancora oggi parzialmente giustificativo nei confronti di certo genere di violenza.

Con ironia e allo stesso tempo con toni tragici entrambe narrano da morte la loro condizione fino al momento dell’uccisione. Il messaggio che vuole dare l’autore è: cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Un invito alla riflessione e al porsi delle domande serie su come affrontare questo dramma che sempre più spesso si manifesta sul territorio nazionale.

Di seguito un breve filmato di presentazione del progetto legato alla raccolta fondi, la pagina e i profili FB creati ad hoc per stimolare il dibattito:

http://www.eppela.com/ita/projects/566/finche-morte-non-ci-separi

La pagina Facebook dell’evento

La pagina Facebook di Federica Mellori

La pagina Facebook di Ipazia Fiorentini

Il sito dell’Associazione Culturale Liberipensatori “Paul Valéry”

Interpreti:

Stefania Rosso e Daniela Vassallo – Torino

TeatroInRivolta – Val di Susa

Raffaella Tagliabue – Genova

Patricia Zanco – Vicenza

Sara Alzetta -Trieste

Francesca Botti – Ferrara

Silvia Giorgi – Rimini

Roberta Biagiarelli – Ancona

Monica Scattini accompagnata dalla violoncellista Julia Kent – Teatro Valle Occupato di Roma

Anna Garofalo – Bari

Ilaria Bordenca – Agrigento

Isabella Dilavello e Margherita Sciaretta – Verona

Carmela Savino – Milano

Eleonora Marzari – Venezia

Micaela Piccinini – Macerata

Italia Carroccio – Palermo

Roberta Torre – Stati Uniti

Anita Mosca – Brasile

Nadia Kibout – Matera

Maria Loi e Rita Atzeri – Cagliari

Alle radici della violenza maschile:dibattito e presentazione del progetto “Besame Mucho”

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Oggi all’Arci Ohibò una serata dedicata a “Besame Mucho” il progetto che indaga il tema della violenza contro le donne e degli abuser

Un punto di vista originale è quello che ha scelto Marina Catucci, giornalista e videomaker italiana che da anni vive e lavora a New York, per impostare il suo progetto Besame Mucho: a journey into the mind of abusers: un documentario che non partirà dal punto di vista della violenza subita, ma della violenza perpetrata, allo scopo di indagare l’identità degli abuser, di analizzare i processi mentali degli uomini che abusano e che perpetrano violenza fisica, e soprattutto psicologica, verso le proprie compagne. Besame Mucho è una sfida, anche perché per poterlo realizzare Marina Catucci con la collaborazione di Roberto Vincitore ha lanciato una campagna di crowdfunding su Kickstarter con l’obiettivo di raccogliere 35.000 $ per pagare il lavoro di tutti coloro che, a qualsiasi titolo, parteciperanno alle riprese, al montaggio, alla distribuzione e alla promozione del documentario.

 

In occasione della presentazione del progetto il Comune di Milano organizza un dibattito pubblico mercoledì 8 maggio ore 17.30 presso la Sala Appiani dell’Arena Civica “Gianni Brera”.

Parteciperanno:

Francesca Zajczyk– Delegata del Sindaco di Milano alle Pari Opportunità

Adolfo Ceretti– Professore Ordinario in Criminologia della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Milano-Bicocca

Marta Serafini– Giornalista de “La 27esima Ora”, Corriere della Sera

Emanuele Patti– Presidente di Arci Milano

Marina Petrillo– Direttore di Radio Popolare

Elena Codeluppi– Social Media Curator di Besame Mucho

Nerina Fiumanò– Produttrice del documentario “Una su tre”

Sveva Magaraggia– Curatrice di “Uomini contro le donne? Le radici della violenza maschile”

Una serata a sostegno del progetto giovedì 9 maggio a partire dalle ore 19 presso l’Arci Ohibò di Via Benaco: aperitivo e concerto dei W.Bluesh e Bravi Ragazzi soundsystem (ingresso con tessera Arci e sottoscrizione).

“Besame Mucho”: alle radici della violenza maschile

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Un punto di vista originale è quello che ha scelto Marina Catucci, giornalista e videomaker italiana che da anni vive e lavora a New York, per impostare il suo progetto Besame Mucho: a journey into the mind of abusers: un documentario che non partirà dal punto di vista della violenza subita, ma della violenza perpetrata, allo scopo di indagarel’identità degli abuser, di analizzare i processi mentali degli uomini che abusano e che perpetrano violenza fisica, e soprattutto psicologica, verso le proprie compagne. Besame Mucho è una sfida, anche perché per poterlo realizzare Marina Catucci con la collaborazione di Roberto Vincitore ha lanciato una campagna di crowdfunding su Kickstarter con l’obiettivo di raccogliere 35.000 $ per pagare il lavoro di tutti coloro che, a qualsiasi titolo, parteciperanno alle riprese, al montaggio, alla distribuzione e alla promozione del documentario.

 

 

LEGGI l’articolo su Huffington Post

LEGGI L’INTERVISTA A MARINA CATUCCI su You-ng