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Milano No Slot on the road: prima tappa Arci Bellezza!

Il Gioco D’Azzardo Patologico (GAP), secondo la nuova definizione del DSM-V, è un disturbo che rientra nell’area delle dipendenze (addictions) per le similarità tra il GAP e le dipendenze da alcol e altre sostanze d’abuso. Per la precisione, in clinica, il disturbo non viene più definito “gioco patologico” ma “disordered gambling” (gioco problematico). I messaggi che promettono vincite sono in grado di far sentire “potente” chi scommette, non tenendo in considerazione la componente “fortuna”, dando al giocatore l’illusione di controllare l’incontrollabile. Ecco dunque perché le pubblicità, sul gioco, così come sono oggi concepite, e oramai troppo insistenti, possono essere pericolose: “danno l’idea di un semplice passatempo per di più remunerativo, senza informare sulle reali probabilità di vincere”. Anzi alludono alla semplicità ed alla frequenza della vincita, confondendo volutamente la facilità della giocata con quella della vincita.

I  progetti che il Comune di Milano ha presentato a valere sul bando regionale NOSLOT  sono il frutto di una elaborazione unitaria che con un approccio multidisciplinare, intende affrontare il fenomeno nella sua complessità e articolazione.

I progetti mirano a costruire e radicare reti che possono, oltre il bando, rappresentare risorse diffuse territorialmente in modo capillare finalizzate all’ascolto, all’orientamento, all’accoglienza, al supporto dei giocatori d’azzardo patologici e delle loro famiglie; ma anche a lavorare sull’offerta (gli esercizi commerciali), sul presidio del territorio e sulla cultura/comunicazione.

Il Comune di Milano ha costruito una cabina di regia e messo in sinergica relazione fra loro risorse, saperi e competenze. Il cappello al titolo unico (“Milano NO slot”) vuole dare il senso del percorso fatto e in tal senso il presente portale vuole essere la porta di accesso e il sistema di comunicazione integrato e unitario dell’intero progetto che raggruppa tutti quelli presentati.

Arci Milano siede nella cabina di regia ed è partner storico del progetto. Grazie alla sua determinazione a far sparire qualsivoglia slot dai circoli (ad oggi l’obiettivo si può dire raggiunto al 99%!) il supporto al progetto è stato assai proficuo.

Per far conoscere l’estrema pericolosità sociale delle ludopatie, Arci Milano, in sinergia con il circolo Arci Bellezza e con l’assessorato al welfare del Comune di Milano organizza la prima serata del “Milano No Slot on the road”, un “tour” responsabile di 9 tappe nelle municipalità milanesi. E allora…partiamo “in Bellezza” giovedì 14 giugno, alle ore 18.30, allo storico circolo Arci Bellezza (via Bellezza 14/A): Pierfrancesco Majorino, Assessore al Welfare, aprirà la serata. A seguire verrà trasmesso il cortometraggio “La fortuna” alla presenza del regista Omar Nedjari con orchestra che eseguirà dal vivo la colonna sonora. A seguire concerto live e aperitivo…potete partecipare anche se non siete giocatori cronici!!!

Il Circolo Arci Ghezzi di Lodi rinuncia alle slot machines

slot-machinesMartedì sera nel corso dell’ultimo Consiglio Direttivo del Circolo Arci Ghezzi di Lodi è stato discusso lo scottante tema della presenza delle slot machines all’interno dei locali di Via Maddalena.

Una discussione – afferma la Presidente Bruna Soresina – che abbiamo avviato senza clamore già da qualche mese anche alla luce dei dati sempre più allarmanti che vengono diffusi sulle dipendenze da gioco di moltissimi cittadini.

Un fenomeno che, anche nel lodigiano, è diventato particolarmente preoccupante in un contesto in cui l’offerta di giochi è ampia e diversificata, tale per cui (soprattutto negli ultimi anni) le opportunità per gli individui di entrare in contatto con il mondo del gioco sono cresciute in maniera esponenziale.

Le slot sono solo una piccola parte di un fenomeno molto ampio. Basti pensare ai casinò, ai poker on line, bingo, giochi a base ippica, giochi a base sportiva, lotterie e lotterie istantanee che in questi anni hanno invaso, fisicamente e virtualmente, moltissimi spazi delle nostre città.

Pensiamo che nel lodigiano – prosegue la Presidente – in pochi anni il Ser.T, il servizio dipendenze dell’Asl, è passato da 13 utenti ai 76 del 2012. E questi sono solo i dati che emergono di un fenomeno che è sommerso perché nella maggior parte dei casi subentra il senso della vergogna nell’ammetter di essere dipendenti da gioco.

Sono state importanti le iniziative di comunicazione sul fenomeno come la campagna “Non giocare, vinci!” promossa dall’Asl nel 2012 che ha cercato di informare la cittadinanza su un fenomeno che è assolutamente in ascesa.

Dati che vanno letti anche con riferimento al grande business del gioco d’azzardo a livello europeo. Dal rapporto pubblicato da Eurispes nel dicembre 2009, emerge tutta la rilevanza che il mercato del gioco d’azzardo sta assumendo in Italia: con circa 35 milioni di italiani coinvolti e una raccolta complessiva, negli ultimi sei anni, di oltre 230 miliardi di euro, è una delle industrie di gioco più fiorenti in Europa e nel mondo.

Il Circolo Ghezzi – prosegue la Soresina – si vuole inserire nel dibattito che coinvolge cittadini, sindaci e comitati civici di un fenomeno che si allarga a macchia d’olio. Chiediamo regole che mettano fine all’impoverimento delle famiglie e dei territori evitando il dilagare delle ludopatie che ormai già interessano 800mila italiani.

Siamo consapevoli che togliere le “macchinette” da un singolo locale sia assolutamente inutile ma crediamo possa avere un grande significato simbolico ed emulativo.

In questo senso abbiamo deciso di diventare il primo locale di Lodi che toglie le slot machines dai propri locali. Una decisione che abbiamo assunto – aggiunge la Presidente – all’unanimità all’interno del Direttivo del Ghezzi e che ci vedrà impegnati, entro il termine del contratto con il fornitore previsto per il 2014, a eliminare definitivamente le slot dai locali del Circolo Arci di Lodi.

Contemporaneamente stiamo predisponendo un piano di iniziative di carattere sociale quali cene, incontri pubblici, dibattiti, che possano aiutare il Circolo a recuperare quella parte di risorse che derivavano dalle entrate delle “macchinette”.

L’appello che lanciamo alla Città e al quartiere – conclude Bruna Soresina – è quello di non lanciarci soli in questa battaglia con l’invito a frequentare alle attività del Circolo per sostenere una scelta forte da un punto di vista etico che abbiamo fatto in queste settimane.

Il Consiglio Direttivo del Circolo Arci Ghezzi di Lodi

Lodi, 10 ottobre 2013