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Tag: Scighera

Una settimana libertaria in Bovisa

Come sempre settimana ricchissima di idee, note, suggestioni e libertà al circolo Arci Scighera!

Si parte con l’appuntamento fisso del martedì: difatti tutti i martedì che Bakunin mette in terra ci si ritrova nell’osteria del circolo (al termine del Corso di canto popolare 2018-2019, primo modulo): un tavolo sarà riservato al cantare e suonare liberamente in compagnia e con un buon bicchiere di vino! Pronti? Voce davanti, via! Altro appuntamento fisso del circolo? Ogni giovedì, alle 16,30 la Scigherina apre il suo Giardino d’Inverno, accogliente, spazioso e con la qualità di relazioni che piace al circolo! Tutti i giovedì dalle 16,30 la Scighera accoglie i più piccini e i grandi che li accompagnano, lo spazio e il tempo li si gestiranno insieme, per gioco libero e attività auto organizzate. E se poi viene fame, tutti i ghiottoni insieme in osteria. Andate a condividere lo spazio… stare insieme fa bene a tutte le età!

Venerdì 16 via alla musica improvvisata! Brevi composizioni, allusioni, schizzi, partenze. Il resto è improvvisazione: viaggio. Un trio che, nel secondo set, sarà integrato dai musicisti del Milano Music collective. Per i golosi la cucina apre alle 19.00. Il giorno dopo ancora musica: serata milonga (del pueblo!)…ll nome scelto per queste serate vuole sottolineare la natura del tango dove musica, poesia e ballo sono sintetizzati in una cultura che ha orgogliosamente conservato la sua nobile origine popolare, raggiungendo esiti estetici raffinatissimi e forse imprevisti anche dai suoi stessi protagonisti. Pasadiscos sarà il maestro Franco Finocchiaro.

Domenica, alle ore 16.30 teatro “scigherina”. In scena “VOLO”, spettacolo di teatro danza e oggetti volanti. Una storia raccontata nel disegno teatrale di forme volatili e nella danza dei due performer. Questo etereo spettacolo di teatro danza ci porterà lontano dai problemi della materia, in un viaggio per immagini attraverso i nostri sogni, primo fra tutti quello archetipico del volo! Uno spettacolo che lascia a bocca aperta grandi e piccini e invita tutti a godere della gioia della vita. In scena e nella regia Valentina Fariello e Massimo Politi. Lo spettacolo è adatto a sognatori di ogni età.
Lo spazio sarà aperto dalle ore 16.00, durante il pomeriggio e fino a sera il bar osteria sarà aperto per merende e aperitivi.

Infine alle ore 21.00 al circolo si parlerà di violenza di Stato. Per la rassegna “La pianta Anarchica: sotto le nuove fronde” si dibatterà di come lo Stato illegittimamente eserciti violenza: L’uccisione di Stefano Cucchi, raccontata nel film che ripercorre i suoi ultimi giorni di vita, è solo uno dei casi di abusi e brutalità commesse da appartenenti alle forze di polizia emersi pubblicamente, soprattutto per il loro esito tragico. Aldrovandi, Cucchi, Uva, Bianzino, Ferrulli, Mastrogiovanni, le donne e gli uomini massacrati dalla Diaz e a Bolzaneto… è lungo l’elenco delle persone uccise o malmenate durante l’arresto, nel corso dell’esecuzione di un TSO o mentre erano trattenute nelle stanze delle questure o delle caserme dei carabinieri. Poi ci sono i proiettili sparati da agenti delle forze dell’ordine, come quelli che, ad esempio, hanno ucciso Carlo Giuliani e Gabriele Sandri.

Dietro questi casi, divenuti pubblici, si intravvede un uso diffuso e sistematico della violenza da parte delle cosiddette “forze dell’ordine”. Non è una novità: la brutalità della polizia è talmente usuale e nota da essere citata in romanzi, film, canzoni. I casi di abuso, tortura e assassinio commessi da ufficiali e agenti di polizia non sono peraltro storia recente, ma sono connaturati all’esistenza stessa degli apparati repressivi dello stato. La memoria del movimento anarchico, in questo senso, non può che continuare a richiamare l’uccisione del compagno Giuseppe Pinelli, coi depistaggi e la rimozione pubblica che ne sono seguite.

Mentre Salvini e Meloni continuano a invocare la libertà di azione della polizia, e i vertici delle forze di polizia e dello stato ricorrono, quando non possono più depistare le indagini o giustificare gli assassini, all’espediente retorico delle “mele marce”, la lotta di pochi familiari e avvocati, sostenuti solo da alcune associazioni, ha aperto uno squarcio nel muro di omertà che difende gli apparati statali anche quando commettono i peggiori abusi.

Stasera per la PIANTA ANARCHICA ne parliamo con Rossana Noris (Associazione Stefano Cucchi), Eugenio Losco e Claudia Pinelli. IPer la Scighera Andrea Molteni.

 

Scighera e la movimentata settimana bovisasca!

Settimana fitta come al solito in via Candiani: il circolo Scighera, ci farà “ballare” tra alieni a Lagos, jazz, orchestre vocali e yoga e teatro meditativo!

Ma procediamo con calma e soprattutto in ordine cronologico:

giovedì 7 giugno, a partire dalle 19.00, presentazione dell’insolito libro di fantascienza “Laguna” di Nnedi Okorafor, Edizioni Zona42: Libro insolito e fuori dai classici schemi. In estrema sintesi – chè sennò si rovina il finale! – Cosa ci fanno gli alieni a Lagos, in Nigeria? “Non vogliamo comandare, colonizzare, conquistare, né occupare. Vogliamo semplicemente una casa”. Il loro arrivo nella città africana innesca una vicenda a più livelli che si intreccia con le divinità mitologiche e si innesta sulla realtà complessa, vivace e articolata della metropoli. Se il consueto arrivo di alieni nelle città occidentali delle invasioni aliene, un classico della fantascienza (ma sempre a NewYork vanno?), avrebbe innescato distruzione e sterminio, a Lagos costruisce relazioni e, soprattutto, stimola il cambiamento. La scrittrice afro-americana Nnedi Okorafor, grazie anche alla bellissima traduzione di Chiara Reali per i coraggiosi tipi di Zona42, scrive un romanzo potente e affascinante, che non ha caso ha stuzzicato la fantasia e il desiderio di organizzare la rassegna FUTURO IMPERFETTO. Insomma una serata dedicata alla fantascienza innovativa, fuori dai canoni, spiazzante. Sarà presente Chiara Reali, traduttrice del libro; per la Scighera Andrea Perin.

Dalle 19.00per tutti i golosi di novità letterarie ma non solo… cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Manco 24 ore – venerdì 8 – e dalla fantascienza si passerà all’inconsueta Orchestra Vocale Ancore d’aria con il suo repertorio che rompe gli schemi e spazia tra i generi. Giocose e coinvolgenti improvvisazioni ti trasporteranno in sorprendenti habitat sonori. Ancore d’Aria rompe gli schemi, spazia e ricerca tra i diversi generi nuovi orizzonti percorribili. Gli arrangiamenti e le composizioni di Oskar Boldre enfatizzano le doti di versatilità e duttilità stilistico/timbrica del gruppo. Molti brani non usano il linguaggio delle parole bensì un linguaggio oltre i linguaggi fatto di colori vocali che attingono alla grande forza primordiale di quei suoni nati ben prima della parola. Grazie a questo allenamento attorno all’arte del suono Oskar Boldre e l’orchestra vocale coinvolgono gli ascoltatori da cuore a cuore, aldilà degli stili e delle categorie musicali. I concerti delle Ancore d’Aria si articolano e si intrecciano tra brani del repertorio (Boldre, Dibango, Gabriel, Garbarek, King Crimson, McFerrin, ZapMama, Yes…) ed improvvisazioni demonimate Tell Impro per l’interazione tra i racconti improvvisati da Fabio Maccioni (www.teatribu.it) e le sonorità evocative delle Ancore d’Aria: un viaggio raffinato e sorprendente!

Il fine settimana parte con il doppio appuntamento di sabato: dalle 16.00 alle 18.00 Yoga Beat Live: electronic session, Lezione di yoga multivello tenuta da Silvia Paonessa con accompagnamento musicale dal vivo di Domenico Toscanini
Campionatori, strumenti elettro-acustici, giradischi vintage, in un inedito dialogo tra musica, Yoga e performances multimediali, in scena in una suggestiva cornice olistica. Per info e iscrizioni:

http://scighera.org/eventi/yogabeat-live-electronic-session

Dopo aver fatto yoga cosa di meglio di un ottimo tagliere del circolo e un concerto jazz? Detto fatto: alle 22.00 sul palco del circolo Tiziano Tononi & the Ornettians plus Milano Music Collective.

Protagonista del jazz italiano ed internazionale da decenni, senz’altro uno dei più apprezzati batteristi che abbiamo, ha collaborato con moltissime formazioni e musicisti tra cui occorre menzionare il gruppo Nexus di cui è coleader con Daniele Cavallanti e l’Italian Instabile Orchestra. Da anni ha dato vita a questo progetto sulla musica di Ornette Coleman da cui sono nate diverse produzioni discografiche compresa l’ultima di prossima pubblicazione.Con lui saranno in questa serata le ance di Daniele Cavallanti e  e il basso di Tito Mangialajo Rantzer, a cui si aggiungeranno i musicisti del Milano Music Collective ed altri graditissimi ospiti!

Infine domenica 10 al circolo, alle 21.00, in scena, per la rassegna Brume della Ribalta, lo spettacolo teatrale “Un giorno qualunque”. Un giorno qualunque nasce dalla mente di Alessia Punzo e dalla penna di Rodolfo Ciulla, con l’intento di parlare di Alda Merini e farla conoscere a tutti, ma soprattutto ai giovani della generazione 2.0, coloro che in questi anni stanno combattendo per trovare un proprio ruolo e una propria stabilità nel mondo. Da qui la domanda: che rapporto può esserci fra la poesia e la vita della Merini e questa nuova generazione? Possono intrecciarsi? Può diventare l’una l’arma e il simbolo dell’altra? In un doppio binario che si sovrappone Un giorno qualunque parla di rivoluzione e di amore; parla di Alda Merini e di chi invece Alda Merini la conosce solo per il nome. Un giorno qualunque è uno spettacolo scritto non solo per la generazione 2.0 (di cui fanno parte i due autori), ma anche per chi ama la poesia e soprattutto per chi crede – e per chi non lo fa – che fra i personaggi della nostra storia italiana possa esserci chi diventerà un simbolo di coraggio, di forza, di iniziativa e di speranza per le nuove generazioni.

Qui un assaggio dello spettacolo:

https://www.youtube.com/watch?v=fG2rkFuWY1A

https://vimeo.com/207834236
E se la cultura vi mette fame dalle 19.00 cucina aperta con ben altri generi di assaggio!

Metti una settimana in Bovisa…

Settimana a 360° in Bovisa: bambini, temporali, milonghe popolari e buona musica. Il tutto annaffiato dagli ottimi vini e dalle golosità sfornate dalla cucina del circolo Arci Scighera! Prendete nota in agenda:

giovedì 24, a partire dalle 17.00, “Storie nel Bosco”, laboratorio per bambine e bambini. Terzo ed ultimo appuntamento per scoprire da vicino il mondo del bosco, penetrandolo con gli occhi, il corpo e le orecchie. Preparandoci alla parata festosa di quartiere del 17 giugno. In questo appuntamento i bambini scopriranno gli oggetti del bosco – Legni, sassi, noccioli per costruire oggetti sonanti (quindi un laboratorio di costruzione rivolto ai bambin* dai 5 ai 9 anni della durata di 90 minuti. Costo a partecipante: 6 euro). Come al solito caldamente consigliata la prenotazione scrivendo a scigherina@schighera.org) . Organizzato in collaborazione con Minima Theatralia e il sotegno di Fondazione Cariplo

Nello stesso giorno, ma alle 20.00, al Scighera si svolgerà l’evento “Temporale”. Ritorna il Gruppo Temporale, per la prima volta alla Scighera, con una performance artistica unica e irripetibile. Sempre dediti all’analisi e alla realizzazione di opere incentrate sul tema del tempo, il Gruppo Temporale abbraccerà in questa occasione il Tempo Presente, spogliandosi del precedente Tempo Passato cui siamo profondamente legati. Nel corso della serata il Gruppo si aprirà al contatto con il pubblico, anche attraverso esperienze interattive di disegno e pittura.

Il Gruppo Temporale è formato da Daniela Reina Cervera, Irene Raschellà, Veronica Galofaro, Davide Ausenda, Massimiliano Antonini, Laura Salomoni e Massimiliano Russo

Ed ora la musica:

Venerdì 25 – dalle 22.00 – si esibiranno i “Canto Antico” con il loro spettacolo “A metà strada c’è la nebbia”: Filippo Gambetta e Sergio Caputo incontrano Canto Antico: una serata di balfolk e musica del sud, per ritrovarci ballatori “A Metà Strada” – Info 3492192192 – Come sempre dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Sabato 26 il maestro Franco Finocchiaro, riconosciuto musicista di tango, storico di questa cultura e da qualche tempo “pasadiscos” che si ispira all’arte del celebre e compianto Felix Picherna su cui ha scritto un importante libro,  sarà il conduttore che con le sue eleganti selezioni musicali animerà l’energia della Milonga del Pueblo. ll nome scelto per queste serate vuole sottolineare la natura del tango dove musica, poesia e ballo sono sintetizzati in una cultura che ha orgogliosamente conservato la sua  nobile origine popolare, raggiungendo esiti estetici raffinatissimi e forse imprevisti anche dai suoi stessi protagonisti. La linea di questa iniziativa è perciò impostata nel quadro della milonga tradizionale, con le classiche alternanze di tandas e cortine, mentre, dal punto di vista musicale, la guida di Finocchiaro sceglie con la sua approfondita conoscenza del genere di privilegiare quella linea evoluzionista del tango che, attraverso  il trattamento sofisticato degli arrangiamenti, sa suscitare inesauribili emozioni ai  ballerini. E si sa…l’appetito vien danzando e la Scighera, con la sua cucina del pueblo, saprà come rifocillarvi.

Le settimana del circolo della Bovisa si chiuderà domenica 27 maggio  – a partire dalle 21.30 – con un doppio concenrto danzereccio. Sul palco i Canabal e Andrea Capezzuoli. I primi fanno sposare il canto popolare, sociale e d’autore con il ball folk: un percorso musicale tutto da ascoltare e da ballare. I Canabal sono: Davide kortatub Bergna (Voce e chitarra), Silvia Baldini (voce), Jacopo Soler (Flauto traverso), Andrea Stanzione (Contrabbasso), Laura Tebaldi (Voce), Juliane Reiss (Violino).

A seguire Andrea Capezzuoli presenterà un ballo in versione “solo” di danze folk provenienti dal nord Italia, da svariate regioni della Francia, dalle isole britanniche e dal Québec, il Canada francofono. Il repertorio, comunemente chiamato “balfolk” è composto da danze di coppia (valzer, valzer impari, scottish, mazurke, polche) e danze di gruppo (circolo circassiano, chapelloise,bourrées, rondeaux, endro, hanterdro, gavottes, kostarkoaht, bal limousine, ecc).

Settimana Scigherina!

Il ricco calendario di appuntamenti settimanale della Scighera si apre giovedì 17: a partire dalle 16.30 con un’iniziativa “scigherina”: il circolo accoglie più piccini e i grandi che li accompagnano, lo spazio e il tempo si gestiranno insieme, per gioco libero e attività auto organizzate. Perchè Il giardino d’inverno??? Perché i compagni del circolo vogliono momenti che non siano impegni.
Perché i modi e i giochi per stare insieme si inventano al momento. Perché questo spazio offre ad adulti e bambini/e la possibilità di non prevaricarsi a vicenda. Perché la Scighera vuole essere un luogo di incontro nel quotidiano e perché chiusa non fa bene a nessuno. Perché non si deve pagare né consumare per vivere un luogo ma si può partecipare alla vita di un progetto. Perché i compagni credono che lo scambio tra adulti e bambini/e di età diverse, sia una risorsa per tutti.
Perché la libertà di gestire un tempo e uno spazio con i/le nostri/e bambini/e rende capaci di sognare e progettare. Perché d’inverno a Milano fa freddo (e d’estate abbiamo il cortile!)

Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.  Ingresso con tessera Arci

Dopo il giardino d’Inverno, sempre giovedì, dalle 19.00 aperitivo musicale “Jazz live looping”: ogni concerto è un’esperienza differente, un viaggio tra lounge, hip hop e jazz, tutto è suonato e improvvisato dal vivo, senza basi o sequenze pre-impostate…con Niccolò Pozzi, aka Loop-O (voce, trombone, tastiera midi e loop-station) e Federico De Zottis (sax alto e tastiera midi). I due musicisti provenienti dalla scena milanese decidono di creare un duo ispirandosi alle sonorità lounge, hip hop e jazz. La sfida è quella di ricreare sonorità sempre diverse attraverso l’uso della loop-station, strumento che permette di registrare e ripetere suoni all’infinito. E’ questo il punto di partenza per creare e ricercare ogni volta nuove atmosfere e nuove sonorità, commentate poi da interventi di strumenti acustici come sax e trombone.

Venerdì 18 maggio, alle ore 22.00 potrete assistere al frutto di uno di quei casi che la vita ha in serbo: un incontro internazionale tra un arpista, un percussionista e un sassofonista/fisarmonicista, che ha dato immediatamente vita a un trio di artisti che propongono musica da ballare e da ascoltare! Le composizioni originali contengono buon umore, energia e poesia: Virevoltes vi farà viaggiare fino a notte fonda! Valzer, Mazurke, Bourrées, scottish, ecc. oltre ad una vasta gamma di composizioni originali per danze popolari/tradizionali di paesi diversi (Francia/Belgio).

I virevoltes sono Léo Danais – Percussioni, chitarra, Jennifer El Gammal – Organetto diatonica, sassofono soprano, Camille Heim – Arpa celtica.

Dalle 20 menù del ballerino: primo piatto e bicchiere di vino 5€ – Ingresso con sottoscrizione e tex Arci

Sabato 19 maggio, alle ore 22.00 concerto con Luppi Monico Duo e Daniele Cavallanti Nu Creative Jazz Ensemble: Doppio set per l’appuntamento mensile col jazz a cura del Milano Music Collective:

Domenica 20 maggio, alle ore 17.00 torna il classico e intramontabile torneo di burraco della Scighera : Saranno accettate le iscrizioni fino ad un massimo di 20 coppie (40 giocatori).

L’iscrizione è di 10 € a coppia, ossia 5 € a giocatore. Ecco il programma: ore 17:00 Iscrizione e sistemazione Tavoli da gioco. Ore 17:30 Avvio del Torneo. Si richiede la massima puntualità!
Il torneo si svolge in tre turni da quattro mani ciascuno. Verrà premiata la prima coppia classificata con buone bottiglie della nostra cantina.

Sempre domenica in Scighera sorgerà la pianta antifascista per eccellenza, la pianta anarchica: I nuovi fascismi, e i vecchi fascisti, hanno forse cambiato maschera e a volte linguaggio, ma la loro sostanza resta sempre la stessa, impregnata com’è di violenza, razzismo, nazionalismo e machismo. Al di là dell’analisi, pur necessaria, dei corsi e ricorsi storici del fenomeno fascista (di quello delle stragi come di quello degli stadi, di quello eversivo come di quello parlamentare), ci pare che l’urgenza sia quella che correttamente individua l’editoriale del numero di aprile di A Rivista anarchica e, così, anche noi “ci ritroviamo d’accordo che oggi l’impegno deve essere innanzitutto quello di un approfondimento della comprensione della [sua] realtà odierna”.
Ripartendo dal ruolo che gli anarchici hanno avuto nel combattere il fascismo – tutti i fascismi nelle diverse forme e nei differenti luoghi in cui si sono manifestati – ci sembra necessario approfondire quali siano le fondamenta culturali, politiche e sociali che ne sostengono l’attuale riacutizzazione, per continuare efficacemente e quotidianamente a contrastarle, opponendo alla violenza fascista la nostra ‘esagerata idea di libertà’. Al circolo della Bovisa se ne parlerà con Saverio Ferrari, che dirige l’Osservatorio democratico sulle Nuove Destre, e con Paolo Finzi, direttore di A Rivista anarchica.

Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.  Ingresso con tessera Arci

Scighera: non lasciamo impolverare la storia!

“Mi si reclamava insomma una rappresentazione, e rappresentazione ho fatto, affinché testimonianza resti del fatto, di lui, delle violenze subite, del dolore di Licia, di Claudia e di Silvia”…

Con queste parole Enrico Baj presentava la sua opera I funerali dell’anarchico Pinelli, dall’esplicito messaggio politico oltre che dal riconosciuto valore artistico. Ma anche un aiuto concreto alla famiglia a cui donò l’opera e poi, viste le dimensioni e l’ingombro, vendette alla Galleria Marconi assicurando il ricavato a Licia e alle figlie. E ora troviamogli una casa a questo “Funerali dell’anarchico Pinelli”, gigantesca opera di Enrico Baj, da quarant’anni peregrina da un magazzino, a una mostra a Rotterdam, a un’altra a Stoccolma, e poi Dusseldorf e anche a Milano, sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, ma per poche settimane.

E poi di nuovo alla Fondazione Marconi, in via Tadino, Milano, dove è stata visibile fino al 17 febbraio. Molti lo vorrebbero, arrivano offerte di denaro non indifferenti da mezzo mondo. Ma il “Funerali dell’anarchico Pinelli” non è in vendita, si regala. Si regala al Comune di Milano, purché lo accetti e lo tenga esposto al pubblico in modo adeguato. Il proprietario dell’opera, il gallerista Marconi ha espresso da diversi anni l’intenzione di donare l’opera alla città di Milano, a condizione che il comune trovasse un luogo adeguato a ospitarla.

Il più delle volte però, con le pochissime parentesi accennate l’opera giace nei magazzini della Galleria, vittima anche delle sue dimensioni: 3 metri di altezza e 12 di lunghezza, con 18 figure ritagliate nel legno e unite con la tecnica del collage.

Solo in questi ultimi mesi, grazie alla campagna di Radio Popolare, si sta tornando ad affrontare la possibilità di una sua esposizione permanente. Obiettivamente si tratta di un’opera dalle dimensioni importanti, ma probabilmente il vero motivo della difficoltà del Comune a trovarle un posto è la sua portata politica, infatti quello di Baj è un dito puntato su una grande ingiustizia che ha portato alla morte di Giuseppe Pinelli, precipitato dalla finestra della questura nel dicembre 1969 durante l’interrogatorio dopo la strage di piazza Fontana che lo vedeva ingiustamente accusato.

Vittime, carnefici, crudeli pupazzi, divise e medaglie, popolo sgomento, donne, bimbe attonite. Riferimenti espliciti alla Guernica di Picasso, icona della Guerra di Spagna e a “I funerali dell’anarchico Galli” ultimato da Carlo Carrà nel 1911.

E’ un grande spettacolo che evoca un’epoca di bombe, fascisti, servizi segreti, poliziotti, carabinieri, una guerra alla democrazia che falciò tante vittime tra gli anni ’60 e ’70, e una di queste vittime fu il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, falsamente indicato come terrorista, precipitato da una finestra della Questura di Milano, e la cui memoria fu salvata da un grande instancabile schieramento di lotta fino a che, quarant’anni dopo, fu il presidente della repubblica Napolitano a dover chiedere scusa, riabilitandone la figura.

Un’opera, quella di Baj, che appartiene alla nostra storia e alla storia della città,

La campagna/ sondaggio di Radio Popolare ha fatto emergere i luoghi più gettonati: Palazzo Reale, il Museo del ‘900, la Triennale, il MUDEC, il Padiglione d’Arte Contemporanea e ancora altri.

Grazie alla partecipazione degli ascoltatori di Radio Pop si è riusciti a muovere le acque, infatti l’assessore alla cultura Del Corno ha risposto in Consiglio comunale all’interpellanza sulla questione di Paola Bocci, presidente della Commissione Cultura, dicendo che è partito l’iter per verificare se è idoneo lo spazio di via Larga presso l’anagrafe, luogo caldeggiato dall’assessore, che però non entusiasma i tanti che si sono mossi per la collocazione.

Di tutto questo, della storia, del dolore e dell’ingiustizia che l’opera trasmette si parlerà giovedì 15, alle ore 19.00, al circolo Arci “La Scighera”. Ospiti saranno Claudia Pinelli e Lia Giachero, storica dell’arte. Per la Scighera Andrea Perin.

Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Ingresso con tessera Arci

 

PS: vi suggeriamo inoltre di curiosare sul sito della Scighera…appuntamenti musicali, corsi, dibattiti: al solito la ricca offerta settimanale!

Metti una settimana in Bovisa…

Ci sono artisti italiani cocciuti come muli, morsi dal serpente del folk-blues di derivazione americana. Sonagli ai piedi e grancassa, o voce e chitarra soli. Sono cantautori che macinano chilometri e concerti, che non sognano solo i grandi scenari americani ma a volte li calpestano davvero, alzando la polvere dietro di loro, regalandoci sempre un soffio di libertà.
Arci Scighera ha dedicato la rassegna “Fargo” a questi ostinati e contrari. Venerdì 9 marzo il palco scigherino ospiterà i “Comaneci”. Alle Olimpiadi del 1976 Nadia Comaneci, un’esile ragazzina rumena, lasciò il mondo senza fiato per la grazia con cui fluttuò tra le parallele, vedendosi assegnare il primo “dieci” della storia della ginnastica artistica. A lei, alla leggerezza con cui sorprese ogni aspettativa e arrivò là dove nessuno avrebbe immaginato potesse arrivare, rimanda il nome del gruppo ravennate formato da Francesca Amati e Glauco Salvo.

Il loro è un progetto musicale minuto e originale, di canzoni semplici in cui il folk incontra il blues, di lentezze acustiche attraversate da una voce sorprendente per la sensualità e l’infanzia che porta con sé. I loro concerti – ospitati spesso in spazi particolari, quasi che il luogo ne sia uno dei protagonisti – sono quanto di più lontano da uno “spettacolo”: piccoli riti collettivi, in cui artisti e pubblico si confondono e la musica è un filo teso, un modo di abitare il mondo, un piccolo tempo donato. Per i golosi dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Il giorno dopo nuovamente in Bovisa per stage di danze guasconi con Cristina Zecchinelli e Stefano Baldan. Quattro ore che ci porteranno in Guascogna, antica regione del sud della Francia, dove i ricercatori sono riusciti a trovare e salvare alcune forme di danza tradizionale ancora vive intorno alla metà del secolo scorso. Studieremo due danze che presentano una forma simile: in processione e in coppia aperta, retaggio dell’antica catena. Per info e iscrizione: http://www.lascighera.org/corsi/stage-di-danze-guasconi-con-cristina-zecchinelli-e-stefano-baldan

Nella serata di sabato rassegna “scighera in folk”: Presentazione del primo disco dei Kesako.

Stefano Baldan (mandola, voce, loop station, stompbox) e Adriano Sangineto (arpe celtiche e voce), due prodigi del folk italico, amatissimi lungo tutto lo stivale già come solisti, in duo hanno incantato anche festival internazionali quali Gennetines (Francia), Cadansa (Olanda), Capodanze (Puglia) e Folkambroeus. Proprie composizioni e brani tradizionali italiani, guasconi, francesi rivisitati magistralmente, il duo vi coccolerà con dolci melodie su cui l’arpa farà da sovrana e vi scatenerà con ritmi incalzanti sospinti dalla mandola.

Se volete unire il dilettevole al dilettevole (goderecci di tutto il mondo unitevi!) a partire dalle 20.00 La Scighera propone il suo “menu del ballerino”: primo e un bicchiere di vino a 5€!

Chiude la settimana la classica domenica teatrale. Per la rassegna “Brume della ribalta” alle ore 21.00 in scena lo spettacolo “Io. Ovvero come sopravvivere all’epoca del narcisismo”. Francesco Giorda sul palco è uno “one-man-show di natura commista, che nasconde sottotesti toccanti nell’apparente levità, nel divertimento per nulla innocuo. C’è sempre da ridere con Francesco…Ma tutto ha una misura, tout se tient, ed il gioco a cui l’attore fa partecipare i suoi interlocutori è molto serio. Io inizia e quasi finisce lì dove si barcamenano fiducia e dubbio, in cui il confine tra coscienza ed incoscienza e dunque anche di fine della coscienza, è labile. C’è la paura, ce n’è molta.” Parola di Maura Sesia di Sipario.it.

Se volete fare la doppietta cenetta e teatro nessun problema: anche domenica dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

Musicisti, studenti, artisti, teatranti soffocate per mancanza di spazi? Andate a respirare in Scighera!

Avete bisogno di uno spazio per convegni, residenze artistiche, prove teatrali, registrazioni album e video? Nessun problema, nema problema, ska problem! Da oggi potrete affittare il magnifico salone del circolo Arci La Scighera (Milano, in Via Candiani 131, nel cuore del quartiere Bovisa.).

Due parole per capire di cosa stiamo parlando: l’affitto interessa un ampio spazio (Superficie salone intero (ZONA A): 113,00 mq – Superficie palco: 28,00 mq) formato da due corpi accostati e uniti da un soppalco, sotto al quale sono ospitati i bagni e locali di servizio. La superficie è illuminata da ampie finestre disposte sul lato destro e su quello verso il cortile. Illuminazione artificiale fornita da grandi lampade a ioduri metallici e da faretti montati sulle travi. Estate: condizionamento
Inverno: riscaldamento con fan-coil. La zona destra e quella libera sottostante il soppalco sono occupate da salottini e aree giochi. La zona sinistra è occupata da un palco e un vasto spazio antistante. Il soffitto è molto alto a capriate lignee.

Ideale per registrare – (sono a disposizione impianto audio, proiettore con schermo, pianoforte, fonico, tecnico luci.) grazie alla collaborazione con InterPlay Recording Studio. Il palco e l’ottima acustica del salone vengono sfruttate insieme alle attrezzature e alla professionalità del’InterPlay Recording Studio per registrazioni musicali fino a 32 tracce separate: da un demo a un disco sia con l’approccio “Live in Studio” che con la realizzazione di sovraincisioni.
( www.interplayrecording.com www.facebook.com/InterPlayRecordingStudio )

Ideale per gruppi teatrali, prove, residenze artistiche – qui inutile dilungarsi…se avete trascorso una serata della vostra vita al circolo sapete che quello che si offre è ben più di uno spazio…un tanto a metro quadro. La Scighera, sarà anche la nebbiolina che bagna le barbe ma in questo caso è calore che vi avvolge, mille storie che hanno accarezzato i muri e i sogni che gli hanno ispirate. Un ambiente che potrà ispiravi…

Ideale per organizzare convegni – meeting (l’ampia metratura, gli impianti presenti, la disponibilità dei compagni del collettivo Scighera sono un biglietto da visita perfetto!)

Gli orari d’affitto degli spazi tendenzialmente segue questi orari:

da lunedì a mercoledì: dalle 9.00 alle 17.30
giovedì: dalle 9.00 alle 16.00
venerdì: dalle 9.00 alle 17.30
sabato/domenica: da verificare in base alla programmazione della Scighera

CONDIZIONI
È richiesta la tessera arci per ogni persona che entra in Scighera.
È possibile occupare lo spazio anche per periodi continuativi, compatibilmente con le attività della Scighera. Si chiede di restituire lo spazio nelle stesse condizioni in cui è stato trovato Si esegue fatturazione. I costi sono da concordare e variano a seconda dell’orario, del tipo di utilizzo e del tempo richiesto

 

 

Meglio libri. Editori Indipendenti in Scighera 2013

libri_scigheraCosa c’è meglio di un libro?

In Scighera, con la collaborazione di Edizioni Elèuthera, si apre la prima edizione di una fiera per incontrare il meglio degli editori indipendenti, case editrici che si muovono fuori dalla logica dello stretto guadagno commerciale e scelgono i titoli da pubblicare rispettando quello in cui credono e che reputano bello e importante.

Si comincia venerdì sera 29 novembre con un concerto di DJ Malatesta e Drowning Dog, per proseguire sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre (dalle 14.00 in poi) con l’esposizione delle case editrici insieme a presentazioni, readings e musica. E naturalmente i vini della Scighera e incursioni culinarie della Locanda dell’Assurdo.

Sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre sarà possibile acquistare tessera arci 2013 al prezzo di costo (5,00 €) e quella 2014 con un buono di 2,00€ per l’acquisto di un libro in Fiera.

Meglio libri insomma (che male accompagnati!).

Leggi il programma

19-21 aprile in Scighera: A sarà düra – no tav e altre resistenze

Una tre giorni No-Tav, promossa dalla Scighera proprio a ridosso del 25 aprile, per declinare al presente i principi che ispirarono la lotta partigiana. Dalla Valsusa alla Sicilia, passando per la Bovisa, le popolazioni di territori minacciati da speculazioni e grandi opere inutili e distruttive riprendono la parola, per rivendicare il protagonismo nella gestione dei loro territori.


Il movimento No-Tav, da venti anni tenacemente in trincea, è ormai divenuto il modello di riferimento per chi non intende arrendersi all’indifferenza e al disinteresse di alcuni nè tantomeno all’arroganza di altri che fanno l’interesse di lobby affaristiche e speculative.
Da ciò il desiderio di promuovere l’incontro tra la delegazione di valsusini che verrà a farci visita e i comitati e le associazioni che si battono, a livello locale, contro progetti che regalano aree pubbliche ai privati per sotterrarle sotto nuove colate di cemento.

Ci sarà spazio per analisi e discussioni, ma anche per momenti conviviali con buon cibo e vino, il teatro comico civile, la musica, il ballo e l’azione diretta. Perchè quello per cui lottiamo è un mondo in cui stare tutti meglio, in armonia con l’ambiente che abitiamo.

Aderiscono: Arci Milano e Teatro Comico Civile

PROGRAMMA COMPLETO

Venerdì 19 Aprile – ore 21.30-23.30
NO TAV! E NON C’È UN CAZZO DA RIDERE… – Una serata ad alta comicità

La prima delle tre serate della Scighera dedicate alla lotta della popolazione valsusina e al movimento NO TAV!

In nostro aiuto accorrono i più disparati e sparuti comici saltimbanchi guerrieri, che armati delle loro più taglienti battute, ci trascineranno in un varietà condotto dalla spumeggiante Rita PELUSIO.

Saranno con noi:

Claudio BATTA

Diego PARASSOLE

Claudia PENONI

Alberto PATRUCCO

Antonello TAURINO

Luca KLOBAS

Oscar AGOSTONI

Federico VALERA

il DUO PERDUTO (Marta Marangoni e Fabio Wolf)

il DUO TEZ (Laila Sage e Lorenzo Valera)

e tanti altri ribelli e refrattari… Accorrete anche voi, oh pubblico!

Ingresso con sottoscrizione libera e tessera Arci.
Attenzione: le sottoscrizioni raccolte saranno interamente devolute ai valsusini in lotta.

 

Sabato 20 Aprile -ore 21.30

A sarà düra – storie di vita e di militanza no tav

Presentazione del libro “A sarà düra – storie di vita e di militanza no tav” (a cura del Centro sociale Askatasuna, DeriveApprodi 2012)

“(…) Ci riferiamo a soggetti sociali e politici, cioè a soggetti collocati in ambiti territoriali che si uniscono, agiscono e si contrappongono per fini che si danno e che perseguono. Sono collettivi e individuali, esistono quindi come aggregati e come singoli. In tempi e condizioni date più soggetti singoli possono costituire un gruppo, possono raggrupparsi per sostenere una lotta, soggetti singoli e gruppi  possono, convergendo, dar vita a un movimento. Più movimenti che si radicano in differenti situazioni sociali danno vita a un conflitto, a una lotta di classe”.

Parteciperanno all’incontro, oltre agli autori del libro e a diversi militanti no tav: Comitato la Goccia (Bovisa), Seminatori di Urbanità (ex op Paolo Pini), komitato giovani valsusini, Arci Valsusa.

Ingresso libero con tessera Arci

 

Domenica 21 Aprile -ore 21.30-23.30
Un radio-crochet sulla montagna

Cantanti, musicisti, attori, ballerini, fantasisti, ma anche ragionieri, baristi e saldatori: per 5 minuti il palco è aperto a tutti. Un’occasione per sperimentarsi anche e soprattutto per artisti amatori e appassionati, non necessariamente professionisti. Autoironia e leggerezza saranno anche più apprezzate di una performance perfetta. Quindi buttatevi!
Questa volta, approfittando della concomitanza con la tre giorni no tav, il tema sarà la montagna. Come sempre sarà possibile declinarlo in tutte le accezioni possibili, ma invitiamo tutti a porre l’accento sul rapporto tra montagna e resistenza.
Per partecipare è necessario PRIMA leggere il regolamentoe POI iscriversi, compilando il modulo che si trova qui.
Le iscrizioni sono aperte fino al termine della serata finchè non si raggiunge il numero massimo di 20 iscritti. Conduzione e animazione a cura di Radio Bandita.


Che cos’è un Radio-Crochet? In origine era una sorta di concorso radiofonico, poi la formula si è estesa agli spettacoli dal vivo: ciascuno dei partecipanti, secondo un ordine completamente casuale, ha diritto a 5 minuti di palco per interpretare un determinato tema, utilizzando il mezzo espressivo che preferisce. Il risultato è uno spettacolo variegato e pieno di sorprese, soprattutto se anche i più ritrosi sapranno vincere il timore della scena. In questo caso la serata sarà dedicata proprio al cantautore genovese, alla sua produzione musicale, alle sue idee e alle sue suggestioni. Un mondo artistico e culturale che potrà essere interpretato e rimaneggiato senza alcun tipo di limitazione.

Ingresso libero con tessera Arci

Sequestro La Casa 139: l’ennesimo attacco alla vita culturale della città

pubblicato su Arci Report del 15 marzo 2011, anno IX, n. 10

L’ultimo palco milanese in ordine di tempo è stato quello de La Casa 139, il circolo Arci di Via Ripamonti, attivo da oltre 10 anni nella promozione culturale e musicale della città che ospiterà l’Expo 2015. Prima è toccato all’Arci Bitte, all’Arci Scighera. Ancora circoli Arci. Ma non solo. Il sequestro cautelativo de La Casa 139 non è né un caso isolato né un accanimento nei confronti della nostra Associazione, si inquadra piuttosto in una serie di azioni contro alcuni dei più importanti spazi musicali della città, in termini anche di proposta indipendente e di base. Preoccupano infatti le recenti chiusure di locali come Le Scimmie, Rainbow, Rolling Stone, Atomic, Black Hole, Plastic, o la “morte” di luoghi come Cascina Monluè. Gli appigli giuridici sono i più disparati: uscite di sicurezza, bagni a norma, inquinamento acustico, tesseramento contestuale.

Nel caso specifico riguardante il nostro circolo, vengono contestate in maniera arbitraria le nostre modalità di tesseramento, nello specifico la contestualità con cui è rilasciata la tessera ai nostri soci. In realtà la polizia annonaria classifica i nostri circoli come locali pubblici, non riconoscendogli lo status di circoli privati. Ma come ben sappiamo tutti, essi invece in quanto circoli privati non sono sottoposti alle stesse regole previste per quella tipologia di spazi, ma ad altre leggi che riguardano il nostro settore, il settore del no profit.

Siamo i primi a voler contrastare il malcostume dell’Associazionismo pro forma che nasconde attività di altro tipo ma riteniamo che i criteri di verifica per il nostro settore debbano essere diversi e volti piuttosto ad accertare il criterio del no profit, o la reale vita democratica di un’associazione. La contestualità del tesseramento non può essere un elemento limitante e lesivo del diritto garantito dalla Costituzione sulla libertà di associarsi. Per questo abbiamo deciso di far sentire la nostra voce organizzando un presidio musical-creativo “Liberiamo la musica” previsto per sabato 19 marzo in Piazza Fontana.

Anche perchè quello che spaventa è la politica del Comune di Milano che sembra orientata da tempo verso l’impoverimento e lo svilimento degli spazi giovanili, musicali e culturali della città.

I provvedimenti adottati dall’Amministrazione denunciano un’azione mirata contro la promozione della musica dal vivo, sia essa proposta da associazioni no profit, da un centro sociale, piuttosto che dalla produzione musicale profit. Il risultato è una netta penalizzazione delle giovani generazioni e un impoverimento generale della città. Perché essi sottraggono spazi di fruizione, promozione e produzione culturale, di divertimento e di crescita professionale, nonché spesso di coesione sociale. Molti nostri circoli, come molti locali pubblici, si inseriscono in quartieri difficili, spesso sono presidi sociali a tutela di tutti i cittadini. La stessa giunta Moratti si divide sull’argomento: al vicesindaco De Corato che liquida la vicenda con “una questione di ordine pubblico” replica l’Assessore ai Grandi Eventi Giovanni Terzi “Le priorità della sicurezza devono essere altre. Milano torni ad essere città della musica”. Aggiungiamo: interroghiamoci su come applicare le regole, ma non facciamo morire una città.

Sigilli e Sigilli

Pubblicato su Milano X n. XXV, 11-17 marzo 2011

E adesso tocca al circolo Arci di via Ripamonti. Un altro circolo. Dopo il Bitte pochi mesi fa, l’Arci Bellezza, la Scighera qualche anno fa. Un altro palco milanese. Perché la chiusura de La Casa 139 non è un caso isolato e si inquadra in una serie di azioni contro alcuni spazi musicali della città come Le Scimmie, Atomic, Black Hole, Plastic, Rolling Stone, Rainbow, Cascina Monluè, Music Drome, Zoe, Spazio Concept. I motivi sono i più disparati: uscite di sicurezza, bagni a norma, inquinamento acustico, tesseramento contestuale. Non si tratta di un accanimento nei confronti della nostra associazione ma piuttosto di un piano di distruzione di luoghi arci e non, no profit e profit, dove ci si incontra, si discute, si produce e ascolta musica, si fa cultura. Ovvero spazi che sono un appassionante momento di coesione sociale. Un piano che sta progressivamente spegnendo le luci sulla vitalità e sulla cultura della nostra città, sempre più chiusa e vecchia.

Venerdì scorso la polizia annonaria ha posto i sigilli al nostro circolo contestando la regolarità con cui sono emesse le tessere associative. Una questione annosa, perché in realtà le associazioni hanno la libertà di decidere in modo autonomo la modalità con cui procedere al tesseramento. “Non si capisce perché la contestualità con cui viene emessa la tessera diventa un elemento presuntivo di colpevolezza da parte dei nostri circoli- dice Emanuele Patti presidente di Arci Milano- mentre il concetto non è limitante per altre attività di tipo associativo. I nostri soci, al momento del tesseramento, vengono resi edotti sulla natura dell’associazione alla quale si legano, e sul diritto di partecipare alla vita attiva dell’Associazione stessa”. “Siamo i primi a voler contrastare il malcostume dell’Associazionismo pro forma che nasconde attività di altro tipo – continua Patti- ma riteniamo che i criteri di verifica debbano essere diversi e volti piuttosto ad accertare il criterio del no profit, la reale vita democratica di un’associazione. La contestualità del tesseramento non può essere un elemento limitante e lesivo del diritto garantito dalla Costituzione sulla libertà di associarsi”. Quello che spaventa è la politica del Comune di Milano che sembra orientata da tempo verso l’impoverimento e lo svilimento degli spazi giovanili, musicali e culturali della città.

“Bisogna interrogarsi sul modo in cui la città applica le regole. Da una Milano che aspetta l’Expo, la gente è costretta a migrare nei paesi limitrofi per cercare nuovi spazi di aggregazione e auto-organizzazione che contribuiscono alla vita culturale di una città. Cascina Monluè insegna.”