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Tag: scighera musica

Tra musica e teatro: il week end a La Scighera!

Per quanto riguarda la musica una certezza: le vostre orecchie faranno il pieno di sonorità e suggestioni. Sul palco della Schigera, sabato 2 giugno, a partire dalle 21.30, saliranno gli Eptalidon con le loro sperimentazioni, accostamenti sonori e strutture musicali poco sentite. Sebbene si possa percepire una certa familiarità con generi musicali già noti, come il progressive psichedelico, la musica lounge-elettronica, quella etnica, tutte queste suggestioni vengono rimescolate in modo originale, per comporre qualcosa di insolito, che mette al centro la sperimentazione ma cerca di sublimarsi in melodie semplici, per realizzare l’ambizione di essere sempre piacevole da ascoltare. Tutte le musiche sono composte da eptalidon e distribuite sotto licenza Creative Commons. BY (Attribution) NC (Non Commercial) SA (Share Alike). Gli Eptalidon sono: Danilo Bellavia (synths and samplers), Fabio Brambilla aka Pizzo (percussions, voice, flute, maranzano, electric guitar and sounds), Francesco Camagna (piano and synths), Mario Menta (bass), Federico Timeus (classic guitar, setar and voice), Jacopo Timeus (drums). Se volete farvi un assaggio della loro musica ecco il link:

https://www.youtube.com/watch?v=sbMuYm97FBQ.

Sempre parlando di “assaggi”: dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri. Ingresso con sottoscrizione libera e tessera Arci

Il giorno dopo sarà serata teatrale in via Candiani 131: dalle 21.00 “Parola d’ordine, disordine”. Più di un semplice spettacolo comico, un vero e proprio viaggio attraverso giochi di parole che ci accompagnano nel caotico mondo del pensiero. Partendo da come cerchiamo di fuggire dal pensiero senza riuscirvi, sentendoci naturalmente e inevitabilmente attratti da esso, arriveremo alla consapevolezza di essere una disordinata massa di pensieri che cerca espressione attraverso la parola. Lo dico e non lo penso, lo penso e non lo dico o se l’ho detto non me ne sono accorta. Perché? Pensavo ad altro. Inutile cercare di mettere ordine. Siamo schiavi del pensiero, di noi stessi? In un turbinio di parole, personaggi, risate, emozioni e musica dal vivo, scopriremo la risposta. Spettacolo comico. Monologo solista con accompagnamento musicale. Made “Anomalia Teatro”, di e con: Silvia Saponaro – Musiche: Giulia Antoniotti.

Se siete affamati di cultura swerata imperdibile! se siete affamati e basta nessun problema: dalle 19.00 la cucina schigherina sarà aperta e vi delizierà con mille golosità…

Scighera: non lasciamo impolverare la storia!

“Mi si reclamava insomma una rappresentazione, e rappresentazione ho fatto, affinché testimonianza resti del fatto, di lui, delle violenze subite, del dolore di Licia, di Claudia e di Silvia”…

Con queste parole Enrico Baj presentava la sua opera I funerali dell’anarchico Pinelli, dall’esplicito messaggio politico oltre che dal riconosciuto valore artistico. Ma anche un aiuto concreto alla famiglia a cui donò l’opera e poi, viste le dimensioni e l’ingombro, vendette alla Galleria Marconi assicurando il ricavato a Licia e alle figlie. E ora troviamogli una casa a questo “Funerali dell’anarchico Pinelli”, gigantesca opera di Enrico Baj, da quarant’anni peregrina da un magazzino, a una mostra a Rotterdam, a un’altra a Stoccolma, e poi Dusseldorf e anche a Milano, sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, ma per poche settimane.

E poi di nuovo alla Fondazione Marconi, in via Tadino, Milano, dove è stata visibile fino al 17 febbraio. Molti lo vorrebbero, arrivano offerte di denaro non indifferenti da mezzo mondo. Ma il “Funerali dell’anarchico Pinelli” non è in vendita, si regala. Si regala al Comune di Milano, purché lo accetti e lo tenga esposto al pubblico in modo adeguato. Il proprietario dell’opera, il gallerista Marconi ha espresso da diversi anni l’intenzione di donare l’opera alla città di Milano, a condizione che il comune trovasse un luogo adeguato a ospitarla.

Il più delle volte però, con le pochissime parentesi accennate l’opera giace nei magazzini della Galleria, vittima anche delle sue dimensioni: 3 metri di altezza e 12 di lunghezza, con 18 figure ritagliate nel legno e unite con la tecnica del collage.

Solo in questi ultimi mesi, grazie alla campagna di Radio Popolare, si sta tornando ad affrontare la possibilità di una sua esposizione permanente. Obiettivamente si tratta di un’opera dalle dimensioni importanti, ma probabilmente il vero motivo della difficoltà del Comune a trovarle un posto è la sua portata politica, infatti quello di Baj è un dito puntato su una grande ingiustizia che ha portato alla morte di Giuseppe Pinelli, precipitato dalla finestra della questura nel dicembre 1969 durante l’interrogatorio dopo la strage di piazza Fontana che lo vedeva ingiustamente accusato.

Vittime, carnefici, crudeli pupazzi, divise e medaglie, popolo sgomento, donne, bimbe attonite. Riferimenti espliciti alla Guernica di Picasso, icona della Guerra di Spagna e a “I funerali dell’anarchico Galli” ultimato da Carlo Carrà nel 1911.

E’ un grande spettacolo che evoca un’epoca di bombe, fascisti, servizi segreti, poliziotti, carabinieri, una guerra alla democrazia che falciò tante vittime tra gli anni ’60 e ’70, e una di queste vittime fu il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, falsamente indicato come terrorista, precipitato da una finestra della Questura di Milano, e la cui memoria fu salvata da un grande instancabile schieramento di lotta fino a che, quarant’anni dopo, fu il presidente della repubblica Napolitano a dover chiedere scusa, riabilitandone la figura.

Un’opera, quella di Baj, che appartiene alla nostra storia e alla storia della città,

La campagna/ sondaggio di Radio Popolare ha fatto emergere i luoghi più gettonati: Palazzo Reale, il Museo del ‘900, la Triennale, il MUDEC, il Padiglione d’Arte Contemporanea e ancora altri.

Grazie alla partecipazione degli ascoltatori di Radio Pop si è riusciti a muovere le acque, infatti l’assessore alla cultura Del Corno ha risposto in Consiglio comunale all’interpellanza sulla questione di Paola Bocci, presidente della Commissione Cultura, dicendo che è partito l’iter per verificare se è idoneo lo spazio di via Larga presso l’anagrafe, luogo caldeggiato dall’assessore, che però non entusiasma i tanti che si sono mossi per la collocazione.

Di tutto questo, della storia, del dolore e dell’ingiustizia che l’opera trasmette si parlerà giovedì 15, alle ore 19.00, al circolo Arci “La Scighera”. Ospiti saranno Claudia Pinelli e Lia Giachero, storica dell’arte. Per la Scighera Andrea Perin.

Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Ingresso con tessera Arci

 

PS: vi suggeriamo inoltre di curiosare sul sito della Scighera…appuntamenti musicali, corsi, dibattiti: al solito la ricca offerta settimanale!