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La Riace che ci piace!

Il Consiglio Comunale di Milano, ieri sera ha approvato la mozione che impegna il Sindaco e la Giunta a concedere al cittadinanza onoraria a Mimmo Lucano.
Questo è un altro importantissimo passo di resistenza culturale ad un governo dominato da Salvini, e che nasconde – nemmeno troppo velatamente – dietro ad un denso fumo di propaganda e odio quotidiano, il desiderio di uno stato autoritario ed illiberale (come i suoi amichetti di Visegrad).
Il prossimo passo? La candidatura di Riace a Nobel per la Pace!

“Scuotiventatevi” e affrontate i tempi dell’odio!

Il 27 ottobre scorso si è tenuto, presso il circolo Arci Scuotivento, il convegno « Affrontare i tempi dell’odio » che ha rappresentato un momento ricco e vivace di elaborazione collettiva e che ha visto una significativa partecipazione. Un punto da cui ripartire insieme, con un ventaglio di informazioni più completo, con la forza dei giusti e la tenacia di resistere all’agghiacciante inverno dell’umanità rappresentato dal nostro tempo. I compagni del circolo Scuotivento e tutti gli organizzatori ringraziano i relatori, naturalmente, che con generosità hanno messo a disposizione le loro conoscenze ; e ringraziano tutte le persone e le realtà che hanno dato il loro contributo ai gruppi di lavoro territoriali, offrendo analisi e spunti di riflessione per attività concrete da sviluppare nei luoghi in cui viviamo. Conoscersi e riconoscersi, sul palco dello Scuotivento, come attori di un percorso comune in un territorio difficile come quello brianzolo non è cosa da poco. Ovviamente gli “scuotiventisti” vogliono ringraziare tutti coloro che hanno nutrito il folto pubblico del convegno: “se avete scelto di impegnare questa giornata di fine ottobre in questo modo, vi muove un bisogno profondo di ridisegnare un senso, riprendere un filo comune di riflessione e di lotta contro la crisi delle coscienze e della cultura”

I compagni monzesi, vista la grande partecipazione, sono dunque felici di invitarvi già ad alcuni dei prossimi appuntamenti, in attesa di sviluppare e dare corpo agli interessanti stimoli che sono pervenuti dalla importante giornata del convegno.

Martedì 13 novembre, 21.00, Arci Scuotivento: ASSEMBLEA di Brianza Antifascista Antirazzista Antisessista__OdG : valutazione convegno; atti del convegno; attivazione gruppi di lavoro territoriali; adesione manifestazione Piazza Fontana 12 dicembre
Domenica 18 novembre, dalle 19.30, Arci Scuotivento: Al lavoro, alla lotta! Una serata di riflessione sul tema del lavoro, e dei diritti sempre più negati in materia. Interverrà Luca Federici della Cooperativa Ri-Maflow. A seguire spettacolo teatrale di Davide Fabbrocino. https://www.facebook.com/events/266396064079221/
Domenica 2 dicembre, dalle 19.30, Arci Scuotivento: Salvini and the Beast. Come capire e smontare la comunicazione social del leader leghista. Con la giornalista Gea Scancarello.
https://www.facebook.com/events/2131685910426848/

 

Ovviamente per partecipare a tutti gli eventi bisogna avere in tasca la nuova tessera Arci”Più cultura meno paura”. Con questo slogan Arci rilancia la campagna tesseramento 2018-2019. I compagni monzesi, e tutta l’associazione, credono nella cultura come strumento per sconfiggere l’odio e l’intolleranza! tutti i circoli Arci lo fanno quotidianamente negli spazi di aggregazione diffusi sul territorio, luoghi di confronto e di Resistenza contro la disumanità dilagante. Arci Scuotivento porta avanti questa lotta quotidiana nella città di Monza.

E oggi più che mai ha bisogno di tutt* voi: Sostieni il tuo circolo, sottoscrivi la nuova tessera Arci 2018-2019!

Solidarietà al sindaco Mimmo Lucano e alla comunità di Riace da Anpi, Arci, Articolo 21, Cgil

Riace, un piccolissimo paese quasi spopolato della profonda Calabria, è diventato un simbolo nel mondo.

Il modello Riace è semplicemente la straordinaria dimostrazione che si può costruire un efficace sistema di accoglienza diffusa, che l’integrazione rappresenta una importante occasione di sviluppo per il  territorio, che costruire una società inclusiva e accogliente è un vantaggio per tutti.

Un’utopia contro la quale negli ultimi mesi aveva fatto già balenare le sue accuse il Ministro dell’Interno: la colpa di Riace sarebbe quella di aver accolto troppo, anche oltre le decisioni delle commissioni prefettizie.

Sta di fatto che i finanzieri stamattina hanno arrestato, ai domiciliari, l’uomo-simbolo di quella esperienza, il sindaco Mimmo Lucano, con l’accusa – tra l’altro – di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Le inchieste della magistratura si rispettano sempre, ma questa ordinanza nei fatti blocca l’esperienza più significativa che dimostra come integrazione e accoglienza siano la chiave di volta per risollevare l’intero Paese.

Restiamo in attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, ma esprimiamo solidarietà al sindaco Mimmo Lucano e ci mobiliteremo per confermare tutta la nostra vicinanza alla comunità di Riace.

 

ANPI, ARCI, ART.21, CGIL

 

“Per un’Italia senza muri”, un coordinamento per unire il fronte comune contro razzismo e neofascismo

Sarà un importante momento di impegno comune la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018
Le numerose crisi che affliggono le nostre società hanno intaccato le fondamenta della democrazia, riportando alla luce un atteggiamento violento e aggressivo nei confronti di uomini e donne che vivono in condizioni di miseria e in pericolo di vita, accusandoli di essere la causa dei nostri problemi.

La serie di episodi di violenza nei confronti di immigrati, con una evidente connotazione razzista e spesso neofascista, impone una seria e immediata azione di contrasto che parta da una doverosa riflessione: il tessuto sociale impoverito divenuto, giorno dopo giorno, campo fertile per fomentatori di odio e di esclusione sociale.

Si stanno frantumando  i legami di solidarietà e, progressivamente, spostando l’attenzione dalle vere cause e dalle responsabilità dei governi nazionali e delle istituzioni internazionali.

La crisi è di sistema, è universale e la risposta non è più contenibile dentro i propri confini o ristretta a soluzioni parziali. Le interdipendenze tra crisi ambientale, modello di sviluppo, migrazioni forzate, guerre, illegalità, corruzione, corsa al riarmo, razzismo, rigurgiti fascisti e crisi delle democrazie, sono oramai ampiamente documentate.

È necessaria un’azione che coinvolga l’intera Europa, oggi incapace di rispondere al fenomeno delle migrazioni in modo corale, senza permettere agli egoismi dei singoli di prevalere. La solidarietà è premessa indispensabile per la lotta alle disuguaglianze e per la difesa dei diritti.

La società civile, il mondo della cultura, dell’associazionismo, dell’informazione, l’insieme delle istituzioni democratiche sono chiamate a impegnarsi nel contrasto a questa deriva costruendo una nuova strategia di mobilitazione, partendo da una piattaforma unitaria capace di fare sintesi tra le tante sensibilità e diversità che esprime la nostra società e di riaffermare il principio sancito 70 anni fa nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Nel percorso che ci vede coinvolti unitariamente, dopo le  mobilitazioni che ci hanno visti impegnati a Catania e Milano, gli episodi di mobilitazione locale che si stanno moltiplicando in queste settimane e le prossime iniziative, compresa una manifestazione unitaria nazionale quando le condizioni lo permetteranno, riteniamo un importante momento di impegno comune la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018.

In quanto promotori di questa iniziativa siamo impegnati:

in un coordinamento tra i soggetti che condividono le preoccupazioni e le finalità fin qui presentate;
a promuovere la più ampia partecipazione alla Marcia PerugiAssisi del 7 ottobre;
a organizzare il 15 settembre un’assemblea di coordinamento nell’ambito del Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina;
a creare un osservatorio online contro il razzismo;
a condividere e diffondere un Manifesto antirazzista che rappresenti le preoccupazioni e le proposte dell’insieme dei soggetti che aderiranno a questo percorso e che servirà da punto di partenza per le prossime campagne e mobilitazioni.

Anpi, Arci, Articolo 21, Aoi, Beati i Costruttori di pace, Cgil,  Cipsi, Legambiente, Libera, Rete della Pace, Tavola della Pace

 

Milano 28 agosto 2018, il presidio dell’umanità

 

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” (Art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana”

 

Salvini sogna un’Italia sul modello ungherese. Muri e paure, chiusure fisiche e mentali, razzismo.

Un ministro solo al comando. Un governo ombra, fagocitato dalla spocchiosità e dalla voce forte del ministro degli interni.

Salvini domani – martedì 28 agosto – incontrerà a Milano Viktor Orban, leader del partito Fidesz, ultraconservatore, sovranista e anti-immigrati, ad oggi al governo in Ungheria.

Arci sarà in presidio per gridare un forte NO a questa politica ottusa, al farneticante “prima gli italiani” che sottotraccia significa solo il riportare indietro le lancette dell’orologio: prima dell’Unione europea, prima della Costituzione, prima della Convenzione di Ginevra: prima gli italiani in un’Italia nazionalista, autoritaria, con un governo al di sopra delle leggi e dell’umano buon senso.

Arci in sessant’anni di storia mai si era trovata a manifestare contro un governo di queste fattezze. I circoli mai si erano trovati a fronteggiare un’ondata di insensibilità simile: ci si trova di fronte un egoismo politico di tali proporzioni, egoismo che rovescia le regole del buon senso, dell’umanità, dove compi un reato penale se aiuti qualcuno in difficoltà, dove le ronde paramilitari terrorizzano – per il momento – le spiagge strizzando l’occhio al Ministro che queste ronde dovrebbe proibire.

Dove soffia forte il vento dell’intolleranza, del pregiudizio e dell’antisemitismo.

Siamo sicuri che i cittadini italiani che non vogliono essere privati dei diritti, dell’umanità, della possibilità di vivere in un paese migliore, siano maggioranza.

Per questo invitiamo tutti i compagni dei circoli ad iniziare a manifestarsi domani a Milano (ore 17.00, P.zza San Babila) , per dire no alle politiche sovraniste dei due sinistri figuri che si incontreranno a Milano. Per ribadire che l’Europa che vogliamo non è quella cinta da muri ma un ‘Europa ricca di umanità, partecipazione e democrazia.

Adesso tocca ai rom: per Salvini bisogna schedarli tutti

 

Dichiarazione di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Nel mirino di Salvini adesso ci sono i rom. D’altra parte già se ne parlava nel “contratto di governo”, quando si minacciava di smantellare i campi.

Ora, dopo la provocazione delle impronte digitali del suo predecessore Maroni, Salvini, non potendoli cacciare tutti come vorrebbe, li vuole contare, per schedarli e controllarli meglio. Poco importa che in Italia sia vietato  il censimento su base etnica (che periodo buio ci ricorda una simile proposta!) e che non solo i rom italiani non possano essere cacciati ma nemmeno gli altri, essendo o cittadini comunitari o apolidi.

In tutto stiamo parlando di 200 mila persone, secondo le stime dell’opera Nomadi, una percentuale insignificante rispetto ai quasi 60milioni abitanti del nostro Paese.

Ma per il capo della Lega l’importante è spararle grosse, avere ogni giorno un titolo sui giornali, anche quando è costretto a correggere un po’ il tiro, come in questo caso, e a non parlare più di censimento ma di “ricognizione”. Persino il suo alleato Di Maio, schiacciato più che mai dall’attivismo propagandistico di Salvini,   è infatti costretto a battere un colpo e a spiegargli che “se è anticostituzionale non si può fare”.

Intanto il dibattito corre sui social, tanto qualcuno che gli dà credito e lo applaude si trova sempre, purtroppo.

Ma in questo modo il livello di civiltà del nostro Paese si abbassa ogni giorno di più.

 

Roma, 19 giugno 2018

Anpi, Arci, Legambiente, Libera e Rete della Conoscenza sulla chiusura dei porti italiani

Si aprano i porti all’arrivo di vite umane che fuggono da conflitti e disperazione

La chiusura dei porti italiani alla nave Aquarius e alla Sea Watch 3, annunciata dal ministro Salvini, è una soluzione inaccettabile. La Convenzione di Amburgo del 1979 e le altre norme internazionali sul soccorso marittimo, oltre che i fondamentali principi di solidarietà, impongono che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel primo “porto sicuro” sia per prossimità geografica sia dal punto di vista del rispetto dei diritti umani. L’Italia non può voltare le spalle, ogni migrante, tra cui tante donne e bambini indifesi, è prima di tutto una persona costretta a lasciare la propria terra, a causa di guerre, fame, siccità e disastri ambientali, per cercare la sopravvivenza altrove chiedendo accoglienza e asilo. Non si faccia l’imperdonabile errore di chiudersi nei confini della propria nazione, di alzare nuovi muri di odio e paura che non fanno bene al Paese e che aumentano ancora di più le disuguaglianze. Per questo chiediamo al Governo che vengano riaperti immediatamente i porti italiani per accogliere le navi che soccorrono i migranti”. A ribadirlo sono le associazioni Anpi, Arci, Legambiente, Libera e Rete della Conoscenza che lanciano un appello affinché vengano riaperti i porti italiani all’arrivo di vite umane che fuggono da conflitti e disperazione.

 

Verità e giustizia per Sacko

Verità e giustizia per Sacko – Dignità e diritti per tutti i lavoratori migranti

 

Si chiamava Sacko Soumaila, aveva 29 anni, era regolare in Italia ed era originario del Mali. Era un sindacalista dell’ Unione sindacale di base (Usb) ed era sempre in prima linea per difendere i diritti dei lavoratori immigrati di Gioia Tauro, sfruttati e costretti a vivere nelle baraccopoli tenute su da pezzi di lamiere.

Ed era proprio la lamiera per aiutare due amici a rinforzare la loro baracca quella che Soumali stava andando a prendere, non rubare, perché quella zona è una discarica a cielo aperto dove i rifiuti sono abbandonati senza nessuna proprietà.

Colpito alla testa, Soumali è morto in ospedale e ora gli investigatori stanno lavorando per individuare il colpevole.

Ancora un episodio di violenza finita nel peggiore dei modi, in quella piana di Gioia Tauro dove i migranti lavorano nei campi  per pochi euro al giorno, senza nessun rispetto per i propri diritti (anche quello a un salario equo e un orario di lavoro umano) e per la propria dignità. Nonostante le promesse delle autorità dopo la rivolta di Rosarno, sono costretti ancora a vivere in baraccopoli tirate su alla meglio, senza servizi igienici, senza acqua corrente, veri e propri ghetti che periodicamente le autorità minacciano di buttar giù.

Un bell’esordio per il nuovo ministro dell’Interno, che non una parola ha speso su questa tragica vicenda.

Chiediamo che finalmente si offra una sistemazione dignitosa a questi lavoratori, che si rispetti il diritto al salario e all’orario di lavoro previsto per i lavoratori agricoli da contratto nazionale.

Chiediamo che venga prestato aiuto alla famiglia del giovane ucciso,  e ai parenti dei feriti.

Chiediamo che umanità e civiltà non vengano considerati un optional valido solo in alcuni casi, ma che vengano garantiti a ogni essere umano.

Roma, 4 giugno 2018

Segreteria di Presidenza
Paola Ciabatta