Tag: razzismo

Presentazione “Quarto Libro Bianco sul razzismo in Italia”

PRE.Ce.DO – Un Passo Avanti
Sportelli ed eventi per il superamento delle discriminazioni etniche e razziali a Milano.
VI INVITA
Lunedì 15 gennaio – ore 18.30 alla Presentazione Quarto Libro Bianco sul razzismo in Italia
laFeltrinelli di Piazza Duomo.

Razzismo Brutta Storia, Arci Milano, Cooperativa Amelinc – ONLUS vi aspettano lunedì 15 gennaio 2018 alle 18.30 in libreria laFeltrinelli di Piazza Duomo per presentarvi – insieme ai co-autori Serena Chiodo di Lunaria e Giuseppe Faso dell’associazione Straniamenti – il Quarto Libro Bianco sul razzismo in Italia curato da Lunaria.

Un Passo Avanti è la campagna di sensibilizzazione del progetto @#PRECeDO – Progetto Regionale per il contrasto delle discriminazioni. Accanto ai tre sportelli anti-discriminazioni* attivi a Milano come spazi di ascolto, orientamento, sostegno e consulenza legale per cittadini italiani e migrati vittime o testimoni di forme discriminatorie, Un passo avanti organizza è un ciclo di eventi aperti alla cittadinanza, per approfondire i temi con un film o un libro.

#ILLIBRO
Quanti sono i casi in cui le offese, le minacce, le aggressioni, i danneggiamenti, i furti e le rapine di matrice razzista restano confinati nell’esperienza di chi li subisce, per timore di ritorsioni o per scarsa fiducia nelle istituzioni che dovrebbero garantire protezione e giustizia? Le norme consentono di delineare con certezza il confine che separa le legittime opinioni dai discorsi stigmatizzanti, intolleranti, denigranti e razzisti? Quanto la visibilità del razzismo dipende dalle fonti, dagli strumenti, dalle metodologie di monitoraggio utilizzati e dall’attenzione ad esso dedicata?

Lunaria si confronta con queste domande, e con il suo quarto Libro bianco torna a raccontare il razzismo quotidiano che attraversa il nostro paese a partire dal lavoro di monitoraggio, denuncia, informazione e sensibilizzazione che promuove con il sito www.cronachediordinariorazzismo.org.
I 1483 casi di discriminazioni e violenze razziste documentati tra l’1 gennaio 2015 e il 31 maggio 2017 in un database on line sono analizzati alla luce delle scelte istituzionali nazionali e europee, del dibattito pubblico e della rappresentazione mediatica delle migrazioni, grazie alla collaborazione di Paola Andrisani, Sergio Bontempelli, Serena Chiodo, Anna Dotti, Giuseppe Faso, Grazia Naletto, Annamaria Rivera.

#GLISPORTELLI
– Martedì dalle 10 alle 12 – Centro delle Culture, via Scaldasole 5 – ogni 2 settimane dal 7/11.
– Mercoledì dalle 14 alle 18 – Casa dei Diritti di Milano, via de Amicis 10.
– Giovedì dalle 10 alle 13 – Arci, viale Gambara 7/9.
– Giovedì dalle 14 alle 18 – Arci Metissage, via de Castillia 9.

IL PROGETTO
Pre.Ce.Do – è un progetto regionale che coinvolge diversi Comuni ed enti partner. Su Milano, gli sportelli anti-discriminazioni sono realizzati da Comune di Milano con Arci Milano, Associazione Il Razzismo è una brutta storia e Cooperativa Sociale Amelinc. Gli obiettivi sono 1) fornire alle vittime di discriminazioni, dirette e indirette, a carattere etnico/razziale, nazionale, religioso, uno strumento di mediazione e consulenza legale; 2) diffondere tra le minoranze, i gruppi e le persone vittime di discriminazione senso di sicurezza e consapevolezza dei propri diritti 3) diffondere all’interno della società la corretta percezione della gravità di azioni ed atteggiamenti discriminatori, primo passo per la rimozione degli stessi.

I have a Dream

Nella ricorrenza del celebre discorso “I have a dream” di Martin Luther King noi di Arci Milano non possiamo che pubblicarne stralci (dedicandoli a tutti i suprematisti del mondo, da Charlottesville ai nostri nazipadani…)

Buona lettura!

“Oggi sono felice di essere con voi in quella che nella storia sarà ricordata come la più grande manifestazione per la libertà nella storia del nostro paese.

Un secolo fa, un grande americano, che oggi getta su di noi la sua ombra simbolica, firmò il Proclama dell’emancipazione.

Si trattava di una legge epocale, che accese un grande faro di speranza per milioni di schiavi neri, marchiati dal fuoco di una bruciante ingiustizia.

Il proclama giunse come un’aurora di gioia, che metteva fine alla lunga notte della loro cattività.

Ma oggi, e sono passati cento anni, i neri non sono ancora liberi.

Sono passati cento anni, e la vita dei neri é ancora paralizzata dalle pastoie della segregazione e dalle catene della discriminazione.

Sono passati cento anni, e i neri vivono in un’isola solitaria di povertà, in mezzo a un immenso oceano di benessere materiale.

Sono passati cento anni, e i neri ancora languiscono negli angoli della società americana, si ritrovano esuli nella propria terra.

Quindi oggi siamo venuti qui per tratteggiare a tinte forti una situazione vergognosa.

In un certo senso, siamo venuti nella capitale del nostro paese per incassare un assegno…”

Oggi, amici miei, vi dico: anche se dobbiamo affrontare le difficoltà di oggi e di domani, io continuo ad avere un sogno.

E un sogno che ha radici profonde nel sogno americano.

Ho un sogno, che un giorno questa nazione sorgerà e vivrà il significato vero del suo credo: noi riteniamo queste verità evidenti di per sé, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Ho un sogno, che un giorno sulle rosse montagne della Georgia i figli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni di schiavi potranno sedersi insieme alla tavola della fraternità.

Ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, dove si patisce il caldo afoso dell’ingiustizia, il caldo afoso dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità.

Oggi ho un sogno”

Interdit aux chiens et aux italiens

Che sia di rame e oro o di carbone, come quella raccontata da Zola in «Germinale» o quella di Marcinelle che l’ 8 agosto 1956 seppellì 262 lavoratori, sempre di miniera sotterranea si tratta: buio, gallerie e vene secondarie, armature per tener su le pareti, facce sporche, polvere, martelli, rumore assordante, caldo e freddo senza mezze misure, paura… Sembra che il tempo non sia passato, e che il lavoro infernale sia rimasto infernale, il peggiore, forse, che si possa immaginare, oggi come ieri.

L’otto agosto ricorre il sessantunesimo anniversario della tragedia di Marcinelle. Una ferita lacerante nella storia del lavoro e del movimento operaio. Sessantanni dal giorno in cui a Marcinelle, nella miniera di carbone del Bois du Cazier, un rogo bruciò la vita di 262 minatori. Di cui 136 italiani. 136 compagni “venduti” come merce di scambio in un accordo siglato col Belgio nel 1946, Una contropartita di forza lavoro in cambio della fornitura di carbone all’Italia. Il boom degli anni sessanta era anche questo.

La tremenda esplosione lacerò il velo di omertà sulla situazione miserevole in cui gli immigrati di allora, in gran parte italiani, vivevano. Ai margini degli impianti minerari, ai margini della vita.

Baraccopoli, contesti precari dove le famiglie italiane, giovani, donne, bambini, vivevano in condizioni disumane. Orari di lavoro e condizioni lavorative sfiancanti e distruttivi, mancanza di igiene, condizioni precarie di salute per tutti i minatori (polveri respirate in continuazione, ore e ore di lavoro a centinaio di metri sottoterra in spazi angusti e in posizioni estremamente scomode. I dannati della terra, i dannati nella terra.

In questo contesto aberrante povertà, miseria, degrado non erano l’unica tragedia che dovevano scontare i nostri migranti. Ostilità, politiche discriminatorie, pratiche razziste. Questo era l’ambiente dove, finito il massacrante lavoro, i migranti dovevano vivere, dovevano confrontarsi.

L’italiano, lo straniero era, per purtroppo molti belgi, un essere inferiore, detestabile, detestato.
Vi ricorda qualcosa della recente attualità?

La memoria, in questa Europa edificatrice di muri, forse si è persa.
In molti politici italiani che agitano paure a soli fini elettorali sicuramente si è persa. O è volutamente offuscata.

Come Arci Milano coltiviamo la memoria, non per mero esercizio storiografico, ma per cercare di evitare errori, orrori del passato. Per affrontare le sfide del presente con le esperienze maturate, avendo i giusti anticorpi contro tutte le pulsioni che si agitano intorno alla paura dell’altro da sé.

Per questo continuiamo a ribadire con forza “welcome refugees” . Solo in questo modo onoreremo la memoria dei 262 minatori di Marcinelle, dei milioni di italiani e di tutti i migranti che nei secoli passati sono stati ai margini della vita.

Ci piace ricordare le parole di Emile Zola, che nel suo “Germinale” ha descritto la dura vita dei minatori e le speranze di rinascita degli ultimi della terra:

“Quando il futuro è privo di speranze, il presente acquista un’ignobile amarezza”

Coltiviamo le speranze sicuri che, come il protagonista di Germinale, Etienne” un giorno si riuscirà ad eliminare l’ingiustizia dalla terra.

Università migrante : aperte le iscrizioni per l’annualità 2017/18

Il circolo Arci  Todo Cambia ci socializza il programma della nona edizione del corso di formazione Università Migrante.

L’associazione Università Migrante nasce nel luglio del 2009 da una costola di Todo Cambia, associazione interculturale e antirazzista attiva da quasi dieci anni a Milano. Con Todo Cambia ha quindi un rapporto privilegiato, ma considera essenziale e intende approfondire ed estendere la collaborazione con l’ampia rete di soggetti e di realtà associative che si è venuta intessendo durante gli anni, tramite il coinvolgimento nella realizzazione delle quattro edizioni del corso già realizzate.

Università Migrante promuove la diffusione dei saperi nell’ambito delle attività interculturali fornendo a volontari, operatori impegnati nel settore e a chiunque sia interessato a queste tematiche una gamma di strumenti e percorsi formativi, corsi di aggiornamento, luoghi di approfondimento, occasioni di specializzazione e discussione.

L’associazione considera la formazione interculturale permanente (teorica, metodologica e pratica) uno strumento indispensabile per l’affermazione di buone pratiche di incontro e di relazione interculturale in tutte le sfere della vita pubblica e sociale.

IL CORSO
Ogni anno si organizza un corso di formazione con docenti universitari, attivisti del movimento antirazzista e dei migranti, operatori interculturali, artisti e animatori.

Ecco il programma di Università Migrante 2017- 2018

BENVENUTI IN EUROPA
Frontiere e Accoglienza
Corso di formazione per animatori e promotori dell’associazionismo migrante e antirazzista, volontari e operatori della tematica interculturale, educatori, insegnanti, studenti, cittadini interessati all’argomento.
PROGRAMMA

MODULO I
ALLE ORIGINI DELLA DIVISIONE TRA NORD E SUD DEL MONDO
Primo incontro – Sabato 23 settembre 2017 dalle ore 9.30 alle 13.00
POVERI PER DESTINO? Le ragioni storiche ed economiche alla base dello sviluppo e del sottosviluppo economico delle società odierne.
Quali sono le ragioni storico- economiche che hanno determinato la divisione tra paesi ricchi e paesi poveri? Che ruolo ha avuto il colonialismo nello sviluppo del continente europeo da un punto di vista sociale ed economico?
A partire da questi quesiti l’incontro cercherà di offrire una panoramica sugli elementi strutturali che hanno contribuito a determinare nel mondo zone di sviluppo e di sottosviluppo, facendo particolare riferimento al continente europeo.
Relatore: Maurizio Ricciardi (Università di Bologna)

Secondo incontro – Sabato 23 settembre 2017 dalle ore 14.30 alle 18.00
LA COSTRUZIONE STEREOTIPA DELL’ALTRO. Il colonialismo come formazione discorsiva
Il colonialismo ha giustificato la sua azione affermando che vi è un diritto umano collettivo naturale delle razze superiori a governare quelle inferiori.
L’incontro approfondirà gli elementi che hanno permesso la definizione e affermazione ideologica del dominio coloniale e la costruzione del discorso della stereo tipizzazione dell’altro per la sua legittimazione.
Relatore: Miguel Melillo (Università degli Studi di Napoli)

Terzo incontro – Domenica 24 settembre 2017 dalle ore 9.30 alle 13.00
L’UNIVERSALISMO MANCATO?

La dichiarazione del 1789 affermava l’eguaglianza naturale di tutti gli uomini (non delle donne). La tradizione universalistica repubblicana si fonda su questa premessa; tuttavia la questione coloniale sembra rappresentare un’evidente contraddizione. L’incontro offrirà spunti di riflessione per comprendere come abbiano potuto convivere l’idea dell’eguaglianza naturale degli esseri umani e le politiche “racialisés” tipiche di ogni situazione coloniale.
Relatrice: Sofia Ciuffoletti (Università degli Studi di Firenze)
Sede degli incontri del 23 e 24 settembre 2017:
Sala in attesa di conferma: Casa dei Diritti, via Edmundo de Amicis n. 10 – Milano
IMMIGRATI: RESPONSABILI DELLA CRISI O CAPRI ESPIATORI DELLA CRISI?
Quarto incontro – Sabato 30 settembre 2017 dalle ore 9.30 alle 13.00
CI RUBANO IL LAVORO! SONO TERRORISTI!
La crisi economica che sta vivendo il vecchio continente e gli attentati terroristici avvenuti in alcune città europee hanno contribuito a creare un clima di incertezza e insicurezza. Dilaga un senso comune, supportato anche da forze politiche, che individua negli immigrati e nei rifugiati i responsabili.
Chi sono i veri responsabili della crisi odierna? La marcia inarrestabile della globalizzazione e l’affermazione del neoliberismo hanno migliorato o peggiorato la condizione di vita delle persone? Attraverso questi interrogativi l’incontro fornirà elementi di analisi per comprendere la situazione odierna.
Relatori Nadia Garbellini e Matteo Gaddi (associazione culturale Punto Rosso)

Quinto incontro – Sabato 30 settembre 2017 dalle ore 14.30 alle 18.00
QUESTA È UN’INVASIONE! BISOGNA FERMARLI!
Nel 2015 circa 65.3 milioni di persone sono state costretta alla fuga. Più della meta (40.8 milioni) hanno dovuto lasciare la propria casa ma si trovano ancora all’interno dei confini del loro paese. Solo 21.3 milioni hanno ottenuto lo status di rifugiato e l’86% di loro si trova in Paesi a basso e medio reddito, in particolare in Africa. Nessun paese europeo è nella lista dei primi dieci paesi che nel mondo accolgono i rifugiati. L’Unione Europea dall’ottobre 2015 ha sviluppato una strategia politico- economica volta ad aumentare il controllo delle sue frontiere esterne con l’obiettivo di bloccare i migranti avvalendosi del sostegno di Stati in cui i diritti umani non vengono rispettati (Turchia, Libia, Egitto, ecc). L’incontro approfondirà le politiche di esternalizzazione delle frontiere europee in particolare nel ultimo periodo.
Relatrice: Sara Prestianni (Migraeurop)
Sede degli incontri del 30 settembre 2017:
Arci Martiri di Turro, via Gerolamo Rovetta 14 – Milano

MEDITERRANEO: TRAGEDIE IN MARE O CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ?
Sesto incontro – Sabato 14 ottobre 2017 dalle ore 10.00 alle 13.30
DIRITTO ALLA VITA: UN DIRITTO INVIOLABILE?
Nelle monarchie assolute il Re aveva la sovranità totale sulla vita e la morte dei suoi sudditi. Con la nascita dello stato moderno il diritto di uccidere viene esercitato tramite la guerra. Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione in cui le politiche e gli accordi degli Stati determinano, nei fatti, chi può vivere e chi deve morire. Nel Mediterraneo sono morte o disperse oltre 35 mila persone dal 2000 ad oggi. Le politiche nazionali ed europee non offrono ai migranti e ai rifugiati la possibilità di arrivare nel vecchio continente tramite canali regolari di ingresso costringendoli a rischiare la vita affidandosi ai trafficanti.
Di chi è la responsabilità della morte e della scomparsa delle persone migranti nel Mediterraneo? L’’incontro cercherà di offrire elementi teorici e di analisi per affrontare questo delicato quesito.
Relatrice: Orsetta Giuolo (Università di Ferrara)

Settimo incontro – Sabato 14 ottobre 2017 dalle ore 14.30 alle 18.30
MIGRANTI MORTI E DISPERSI: I NUOVI DESAPARECIDOS
«Sono i nuovi desaparecidos, vittime del reato di lesa umanità. I migranti morti nel Mediterraneo per precise responsabilità politiche al di là degli incidenti e delle colpe degli scafisti “cattivi”». È quanto afferma l’ex vice- console italiano in Argentina ai tempi della dittatura militare, Enrico Calamai, in merito alla strage che si sta consumando nel Mediterraneo. Calamai, portavoce del Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, esporrà il suo impegno per offrire alle famiglie dei migranti scomparsi un’opportunità di testimonianza e rappresentanza con l’obiettivo di accertare le responsabilità e le omissioni di individui, governi e organismi internazionali.
Relatore: Enrico Calamai (Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos)
Alla fine dell’incontro si svolgerà una sessione collettiva di valutazione del Modulo I del corso dalle ore 17 alle 18.30
Sede degli incontri del 14 ottobre 2017:ChiAmaMilano, via Laghetto 2 – Milano

INCONTRI PUBBLICI:
Venerdì 20 ottobre 2017 ore 20.30
Sala in attesa di conferma: Casa dei Diritti, via Edmondo de Amicis 10 – Milano
INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DELLE FAMIGLIE DEI MIGRANTI MORTI E DISPERSI ED ESPONENTI DELLE ASSOCIAZIONI CHE LI SOSTENGONO
Relatori:
un/una rappresentante delle associazioni delle famiglie dei migranti tunisini dispersi
un/una rappresentante del Collectif de familles des Harraga d’Annaba (Algeria)
un/una rappresentante della Asociación familias victimas de Tarajal (Cameroun)
un/una rappresentante dell’associazione Caminando Fronteras (Marruecos)
Proiezione del video: La Ricerca di Lemnaouer Ahmine

Domenica 22 ottobre 2017

Circolo Arci Ohibo, via Benaco 1 – Milano
ore 18, 30 – Aperitivo musicale con il gruppo “Va de Bolero”
ore 20.30 – Spettacolo teatrale “ALEGHER – Che fatica essere uomini”
con Eugenio Vaccaro ed Alessandro Angelelli. Testo e regia Icdun Teatro.
Lo spettacolo è stato vincitore del Festival ExPolis 2016 – Teatro della Contraddizione Milano
Ingresso gratuito

MODULO II
WELCOME REFUGEES
Primo incontro – Sabato 20 gennaio 2018 dalle ore 9.30 alle 13.00
QUADRO SULLA NORMATIVA IN MATERIA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE E ACCOGLIENZA RICHIEDENTI ASILO
L’Italia è tra i pochi paesi europei che non si sono dotati di una normativa organica in materia di asilo. L’incontro esporrà le normative internazionali, comunitarie e italiane che regolano le diverse forme di protezione internazionale e le modalità di accoglienza.
Relatrice: Benedetta Tonetti (Avvocato)
Sede dell’incontro del 20 gennaio 2018: Arci Martiri di Turro, via Gerolamo Rovetta 14 – Milano

Secondo incontro – Sabato 3 febbraio 2018 dalle ore 9.30 alle 13.00
ESPERIENZE DI ACCOGLIENZA A LIVELLO NAZIONALE
L’incontro darà a voce a esponenti delle istituzioni, operatori del settore e attivisti i quali offriranno una descrizione delle diverse esperienze di accoglienza sviluppatesi nelle loro realtà territoriali.
– L’esperienza di Riace – Mimmo Lucano, Sindaco del Comune di Riace, (Reggio Calabria)
– L’esperienza di accoglienza del CARA di Mineo (Catania) – Un rappresentante della Rete NO BORDERS SICILIA
– L’esperienza di accoglienza del Centro Baobab (Roma)- Giovanna Maria Seddaiu Consigliera del Municipio Roma II
– L’esperienza del Consorzio Piam (Asti) – Francesca Pia (Legale)
Sede dell’incontro del 3 febbraio 2018
Sala in attesa di conferma: Casa dei Diritti, via Edmondo de Amicis 10 – Milano

Terzo incontro – Sabato 10 febbraio dalle ore 9.30 alle 13.00
ESPERIENZE DI ACCOGLIENZA A MILANO E PROVINCIA
L’incontro offrirà una panoramica relativa alle diverse tipologie di progetti di accoglienza che si stanno sviluppando a Milano e Provincia. Dall’intervento istituzionale e del terzo settore, all’iniziativa di singoli cittadini. Inoltre sarà data voce ai diretti protagonisti: i richiedenti asilo che vivono in quei luoghi di accoglienza.
– Manuela Brienza dello Staff Assessore Politiche Sociali, Diritti e Salute del Comune di Milano
– Un rappresentante del Progetto Arca (Milano)
– Un rappresentante del Progetto Refugees Welcome
– L’accoglienza vissuta in prima persona: ospiti del centro di accoglienza nel Parco Nord a Bresso, della Caserma Montello a Milano e del progetto Blackpanthers.
Sede dell’incontro del 10 febbraio 2018:
Sala in attesa di conferma: Casa dei Diritti, via Edmondo de Amicis 10 – Milano

INCONTRO PUBBLICO:
Venerdì 16 febbraio ore 20.30 – ChiAmaMilano, via Laghetto 2 – Milano
L’ACCOGLIENZA POSSIBILE
A partire dall’esperienza di esponenti istituzionali e di organizzazioni direttamente impegnate nel settore l’incontro cercherà di offrire elementi contenutistici e pratici volti a garantire un’accoglienza inclusiva e mirata all’autonomia dei soggetti ospitati.
Relatori:
Daniela Di Capua – Direttrice del servizio centrale SPRAR
Filippo Miraglia – Vicepresidente ARCI
Gianfranco Schiavone – Vicepresidente ASGI
ISCRIZIONE AL CORSO
E’ possibile iscriversi al corso compilando il modulo di iscrizione che si trova nella pagina web www.unimigrante.net
È previsto un numero limitato di posti (50)

QUOTA DI ISCRIZIONE
La quota di iscrizione è di 50 euro e serve a coprire le spese del corso.
Deve essere versata tramite bonifico bancario al seguente conto corrente:
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE TODO CAMBIA
IBAN: IT65A0301503200000003568312
Banca: FinecoBank S.p.A.
Causale: corso università migrante

Una copia del bonifico deve essere spedita via mail a: info@unimigrante.net

Le iscrizioni devono essere realizzate entro il 10 settembre e saranno considerate valide solo se è stato effettuato il bonifico bancario.

ATTESTATI E CREDITI FORMATIVI
Su richiesta verrà rilasciato un attestato di frequenza, in formato cartaceo o PDF, a chi ha frequentato l’intero corso con un massimo di tre assenze.
TodoCambia Newsletter by Associazione TodoCambia
via Oglio 21 Milano, Italy

Omofobia e transfobia diventano reato. Il testo del provvedimento va però corretto al Senato per garantirne l’efficacia

omofobiaCon l’approvazione alla Camera della proposta di legge contro omofobia e transfobia, per la prima volta viene deciso di introdurre nel codice penale questa fattispecie di reato, estendendo anche ad esso le aggravanti previste dalla legge Mancino per i reati di razzismo e antisemitismo.

Si tratta di un risultato importante, che avvicina a quella europea la legislazione italiana in materia.

Purtroppo questo significativo passo avanti nella tutela dei diritti delle persone lgbt rischia di venire in buona parte vanificato dall’inserimento nel testo di legge del subemendamento Gitti, pericoloso per le interpretazioni cui può dare adito.

In nome della salvaguardia del ‘pluralismo delle idee’ si individua, con quell’emendamento, una sorta di zona franca, che riguarda partiti, sindacati, istituzioni culturali, sanitarie, di istruzione, di religione o di culto, cioè gli ambiti in cui si costruisce opinione o istituzionalmente dedicati ad attività formative.

Un specie di salvacondotto per partiti xenofobi e razzisti (e non a caso l’emendamento è stato votato anche dalla Lega), ma soprattutto per quegli insegnanti, parroci, medici che potranno, in nome di una distorta concezione della salvaguardia del pluralismo delle idee, continuare a esprimere su problematiche così delicate il loro libero pensiero, senza nessun vincolo e perpetuando quella cultura discriminatoria (se questo è ciò che pensano) che proprio con questa legge si voleva cominciare a estirpare.

La violenza contro i ‘diversi’ non si sostanzia infatti solo in aggressioni fisiche o verbali, ma anche, e in modo molto più subdolo e pericoloso, con atti e giudizi fatti passare per oggettivi e invece intrisi della più retriva ideologia. Così si costruisce quel substrato culturale che può generare comportamenti apertamente razzisti. La storia che abbiamo alle spalle ha molto da insegnarci in questo senso.

La discussione parlamentare ha dimostrato quanta strada ci sia ancora da fare per eliminare ogni forma di pregiudizio e per la piena affermazione della dignità e dei diritti di tutte e tutti, compreso il diritto a vivere liberamente il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere.

Ci auguriamo che in sede di seconda lettura al Senato il testo venga migliorato, eliminando le parti che rendono il provvedimento contradditorio e scarsamente efficace per i fini che si propone.

 

Assemblea nazionale antirazzista per un’Italia giusta

assembleaantirazzistaArticolo di Kossi Komla-Ebri pubblicato su ecoinformazioni

È possibile questa convergenza per «condividere una battaglia di civiltà in cui sia visibile un’Italia che non discrimina, un’Italia più giusta, un’Italia che valorizza e riconosce pari dignità sociali e uguaglianza davanti alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali?» Con quali contenuti? Quali azioni intraprendere?

Questi i quesiti posti sabato 6 luglio a Firenze all’assemblea convocata dall’Associazione nazionale Prendiamo la parola presieduta da Mercedes Frias, Edda Pando e Rachid Khay al Dopolavoro ferroviario di via Alamanni, dalle 10 alle 17.

Il contesto italiano attuale è stato affermato, è attraversato da una serie di contraddizioni, tra cui lo sdoganamento del razzismo più becero e una discriminazione dilagante di fronte ad isolate proteste e al silenzio assordante della maggioranza.

A questa convocazione hanno risposto rappresentanti di associazioni di migranti e di persone di origine migrante (Prendiamo la parola, Todo cambia, Convergenza delle culture, Redani), associazioni antirazziste (Associazione nazione Rom, Lunaria, Rete dei diritti senza voce di Bolzano, Associazione petit rosso di Terni, Rete antirazzista di Firenze, Comitato stop razzismo di Prato, Ass. Laicità e diritti, Brescia diritti per tutti, Rete primo marzo) organizzazioni laiche (Arci, Naga, Associazione sopra i ponti, Casa delle donne) e religiose (Comboniani), sindacati (Cgil) e partiti (Prc, Sel, Socialismo rivoluzionario, Pd forum migrazione) e singoli, provenienti dal nord al centro. Un prossimo incontro è già in programma con le realtà del sud a Matera.

L’atmosfera era quella delle adunate in cui si respirano sensazioni ed emozioni di persone militanti convinti e determinate in totale sintonia, consapevoli dell’importanza dell’occasione e carichi d’entusiasmo. L’ultima esperienza di grande manifestazione nazionale antirazzista risale al 1995 e l’ultimo incontro delle organizzazioni antirazziste, sempre a Firenze nel 2010, era finito male.

È stato ritenuto urgente allearsi e convogliare forze ed energie per una rinnovata battaglia per i diritti. Una campagna non solo per i diritti degli immigrati ma una prospettiva di diritti per tutta la società, da costruire tra tutte le soggettività e cittadini.

I partecipanti, circa ottanta persone, hanno condiviso la necessità di una convergenza-senza omologazione- su una cornice comune: l’orizzonte di una società non più caratterizzata dal razzismo in tutte le sue sfaccettature.

In quel panorama sono emersi i diversi punti da affrontare: dal razzismo istituzionale a quello diffuso, dalla negazione dei diritti d’uguaglianza come il tema della cittadinanza, e del voto come esercizio di cittadinanza attiva. Il tema del lavoro, diritto primario, emerso come un punto cruciale a sé in questo momento di crisi perché vincolato per i migranti al permesso di soggiorno. La negazione d’ingresso legato al lavoro è già in partenza una negazione di tanti diritti. L’urgenza di una legge, tanto attesa sul diritto d’asilo, la revisione delle politiche d’ingresso e di libera circolazione e la denuncia del fiorire di luoghi di reclusione come le Cie, aeroporti, Lampedusa hanno completato il quadro dei contenuti per il quali impegnarsi.

L’assemblea ha elaborato un appello rivolto a tutte le associazioni per una manifestazione nazionale da costruire fin d’ora entro la seconda settimana di settembre, con un lavoro capillare sul territorio, organizzando assemblee o iniziative cittadine aperte come stimolo a favorire con un percorso lo sviluppo della coscienza civile in difesa dei diritti e che possano articolare meglio le proposte emerse.

A conclusione dell’incontro i partecipanti si sono dati un secondo appuntamento nazionale a Firenze per sabato 21 settembre 2013 per fare il punto delle riflessioni emerse dal territorio e organizzare la manifestazione nazionale da svolgersi entro la prima quindicina di novembre 2013. [Kossi Komla-Ebri per ecoinformazioni] [Foto Mercedes Frias]

Appello per Assemblea Nazionale antirazzista a Firenze, 6 luglio 2013

945Per far sentire la voce dell’Italia che non si rassegna al razzismo!

Per esigere una legge sull’immigrazione che affermi i diritti dei e delle migranti e rifugiati!

Per il riconoscimento del diritto alla cittadinanza di chi nasce o cresce in Italia!

Per il diritto di voto a chi risiede e lavora in Italia!

Assemblea Nazionale a Firenze, 6 luglio 2013

per costruire una manifestazione nazionale antirazzista e per i diritti negati

dalle 10 alle 17  presso il Dopo lavoro ferroviario in Via Alamanni 4/A

Ancora una volta abbiamo dovuto assistere al ritorno di cori xenofobi e razzisti di vario stampo negli stadi, sui muri delle città, nella stampa, ma anche in seno alle istituzioni della Repubblica. Ancora una volta un episodio di cronaca nera è stato usato per scatenare una campagna di criminalizzazione dell’immigrazione, unico fondo di commercio di una destra xenofoba che non ha più null’altro da offrire. La Ministra Cécile Kyenge anche lei è stata bersaglio di gravi offese ed insulti. Perché nera, perché donna, perché ha rivendicato la pluralità della sua identità, e perché ha scelto di non rimanere in silenzio.

Invece noi crediamo che c’è anche un paese che desidera il cambiamento e che continua a lottare perché quel cambiamento si produca e si affermi il diritto a una vita dignitosa e a un futuro migliore per tutti e tutte.

Crediamo sia necessario far sentire la voce di un paese che rivendica le idee dell’antirazzismo e dell’antifascismo.

Crediamo che l”esperienza della migrazione ormai appartiene a tutti i popoli e ha contribuito a costruire ricchezza, da tutti i punti di vista, in tutti i continenti. Il futuro risiede nella capacità che le società e le istituzioni avranno di  instaurare l’uguaglianza di diritti e doveri.

Crediamo sia necessario unire le forze di chi non smette di esigere più diritti per tutti affinché ci sia una legge sull’immigrazione che concepisca l’immigrato come un essere umano e non come mera forza lavoro; una legge che tuteli realmente i profughi e i richiedenti asilo, una legge che riconosca il diritto alla nazionalità italiana a chi nasce o cresce in questo paese; una legge che permetta a un pezzo importante di società di esprimere il proprio voto; una politica sull’immigrazione che non sia improntata sulla repressione e criminalizzazione degli immigrati ma che invece favorisca la costruzione di una società di convivenza.

Crediamo sia ora che si senta la voce di tutti i soggetti che in Italia rivendicano questi contenuti. Crediamo sia possibile farlo unitariamente, valorizzando la diversità di approcci.

Per ciò chiamiamo le associazioni di migranti e di persone di origine migrante, le associazioni antirazziste e non solo, le organizzazioni laiche e religiose, i movimenti, sindacati e partiti ad un assemblea nazionale il 6 luglio a Firenze (Luogo ancora da stabilire) per definire e costruire collettivamente una manifestazione nazionale per condividere una battaglia di civiltà in cui sia visibile un’Italia che non discrimina, una Italia più giusta, un’Italia che valorizza e riconosce pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Per raggiungerci e promuovere questa assemblea insieme a noi scrivere a:    

Direttivo Prendiamolaparola,    Mercedes Frias:    riprendiamolaparola@gmail.com

Contatti telefonici:

Mazara del Vallo: Abdelkarim Hannachi (3490545497);                  Milano: Edda Pando (3278841359);

Torino: Karim Metref (3498628153);                                               Genova: Rachid Khay (3939008577);

Treviso: Said Chaibi (3345903250);                                                Roma: Charo Caceres (3398406345)

 

Céline e gli scheletri nell’armadio

Un grande scrittore imbarazzante.
Altissimo testimone della crisi di passaggio di un’epoca  dove la caduta dei  grandi valori etici storici comuni dell’Europa post prima guerra mondiale adombra la desolata solitudine dell’anima  e la fuga  di molte  intelligenze dalla coscienza sociale  europea  liberale verso mitologie totalitarie e razziste. Una storia affascinante nella descrizione della crisi e nelle sue gabbie di dispersione, totalmente sbagliata nelle analisi deliranti di  testi “bagattelle per un massacro” testimonianza imbarazzate e poco credibile della follia dell’epoca. Perché averne paura! Non so. Gli scheletri nell’armadio, chiusi in quello stato termico permanente mantengono una loro integra stabilità. Alla luce ed all’aria fresca si dissolvono.

Forse bisogna leggerlo e parlarne come si fa per  i filmati dei campi di concentramento  per comprendere la follia lucida  individuale e collettiva adombrata da apparente razionalità che ha oscurato la nostra storia e dalla quale bisogna premunirsi iniettando anticorpi di intelligenza e conoscenza e non rifiutandone di parlarne e giudicarli.

 

Geppino Materazzi