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Tag: musica live milano

“Quando la memoria dura solo un giorno, in realtà si chiama oblio”, all’Arci Bellezza tra giornata della memoria, giustizia e improvvisazioni jazz

Il Progetto 27 1 365 accadrà dalle h.15.00 alle h.23.00 in tutti gli spazi del circolo Arci Bellezza con mostre, installazioni, proiezioni, musica, eventi e performance. Avrà come innesco la ricorrenza internazionale della Giornata della Memoria, 27/1, data di Liberazione dei superstiti del campo di Auschwitz. Il progetto vuole essere memoria storica. Vuole essere un modo di vivere la Memoria dell’olocausto come consapevolezza dei genocidi di cui, in ogni tempo, anche quello presente, l’umanità è stata ed è responsabile. Vuole essere specchio del presente per la costruzione del futuro. Vuole essere punto di vista su un’umanità errante. Vuole essere una riflessione sul concetto di umanità, inteso come valore e possibilità di vera comprensione dell’altro. Vuole essere un viaggio dentro di noi alla ricerca di ciò che abbiamo dimenticato o diamo per scontato. Vuole essere una chiamata a diverse forme d’arte per indagare il concetto di Memoria. Vuole essere una rete tra generazioni. Vuole essere indagine dell’ovvio, perché possa diventare nuovamente poesia. Vuole esser un’esperienza che vive della partecipazione di artisti di tutte le età e discipline, con le loro opere e performance, e della partecipazione dei visitatori, con il loro sguardo e le loro emozioni.
VUOLE NON ESSERE L’UNICO GIORNO IN CUI RICORDARE. 27/1 per 365. Perché «Quando la memoria dura solo un giorno, in realtà si chiama oblio»

Se volete saperne di più curiosate l’evento qui: https://www.facebook.com/events/318781085698740/

Esattamente il giorno dopo altra serata per riflettere al circolo. L’Associazione Culturale Rosso Si Spera organizza, in collaborazione con il circolo Arci Bellezza “La giustizia è sempre giusta?”. Spesso osserviamo che gli strumenti di cui la Giustizia si avvale, si dimostrano inadatti a proteggere la società. Le pene, il carcere in particolare, assolvono al compito che la Costituzione gli affida di rieducare il condannato? Quali strumenti alternativi sarebbero possibili? Le riforme che si stanno discutendo, la legge Orlando per esempio, rispondono a questi problemi?
A partire dalle ore 18.00, presso il circolo, Gherardo Colombo, ex Magistrato e Fondatore dell’Associazione “Sulleregole”, ci parlerà e risponderà alle domande dei soci.

Infine arriviamo a martedì 29 gennaio alle ore 21.30: Soci, Musicisti e Appassionati di Jazz/Latin/Fusion sorpresa…riprendono le serate di live jazz organizzate dall’Associazione JAZZ@MILANO alla Palestra Visconti del Circolo ARCI Bellezza. L’ associazione Jazz a Milano promuove l’incontro, l’aggregazione e la performance di quei musicisti jazz, dagli studenti a quelli che si dedicano anche ad altre professioni, ai quali Milano raramente offre occasioni di esibirsi in pubblico. La Palestra Visconti ha sul palco il piano a coda Yamaha C5 ‘Capolinea’ (200cm), su cui tra il 1982 e il 1999 hanno suonato circa 100 pianisti di fama nazionale e internazionale. Inoltre il palco ha in dotazione 2 Sistemi BOSE L1, che offrono un’amplificazione di qualità e spazialità decisamente migliore rispetto all’usuale PA per strumenti musicali, una batteria TAMA completa per il jazz e due conga. La prima parte del concerto vedrà la partecipazione dei gruppi che si prenoteranno via mail, a cui seguirà la consueta ‘Jam Session’, alla quale chiunque potrà iscriversi al momento. Invitiamo dunque singoli musicisti o formazioni a contattare via mail (info@jazzamilano.org o aminetti@icloud.com) proponendo la propria partecipazione.

Una settimana libertaria in Bovisa

Come sempre settimana ricchissima di idee, note, suggestioni e libertà al circolo Arci Scighera!

Si parte con l’appuntamento fisso del martedì: difatti tutti i martedì che Bakunin mette in terra ci si ritrova nell’osteria del circolo (al termine del Corso di canto popolare 2018-2019, primo modulo): un tavolo sarà riservato al cantare e suonare liberamente in compagnia e con un buon bicchiere di vino! Pronti? Voce davanti, via! Altro appuntamento fisso del circolo? Ogni giovedì, alle 16,30 la Scigherina apre il suo Giardino d’Inverno, accogliente, spazioso e con la qualità di relazioni che piace al circolo! Tutti i giovedì dalle 16,30 la Scighera accoglie i più piccini e i grandi che li accompagnano, lo spazio e il tempo li si gestiranno insieme, per gioco libero e attività auto organizzate. E se poi viene fame, tutti i ghiottoni insieme in osteria. Andate a condividere lo spazio… stare insieme fa bene a tutte le età!

Venerdì 16 via alla musica improvvisata! Brevi composizioni, allusioni, schizzi, partenze. Il resto è improvvisazione: viaggio. Un trio che, nel secondo set, sarà integrato dai musicisti del Milano Music collective. Per i golosi la cucina apre alle 19.00. Il giorno dopo ancora musica: serata milonga (del pueblo!)…ll nome scelto per queste serate vuole sottolineare la natura del tango dove musica, poesia e ballo sono sintetizzati in una cultura che ha orgogliosamente conservato la sua nobile origine popolare, raggiungendo esiti estetici raffinatissimi e forse imprevisti anche dai suoi stessi protagonisti. Pasadiscos sarà il maestro Franco Finocchiaro.

Domenica, alle ore 16.30 teatro “scigherina”. In scena “VOLO”, spettacolo di teatro danza e oggetti volanti. Una storia raccontata nel disegno teatrale di forme volatili e nella danza dei due performer. Questo etereo spettacolo di teatro danza ci porterà lontano dai problemi della materia, in un viaggio per immagini attraverso i nostri sogni, primo fra tutti quello archetipico del volo! Uno spettacolo che lascia a bocca aperta grandi e piccini e invita tutti a godere della gioia della vita. In scena e nella regia Valentina Fariello e Massimo Politi. Lo spettacolo è adatto a sognatori di ogni età.
Lo spazio sarà aperto dalle ore 16.00, durante il pomeriggio e fino a sera il bar osteria sarà aperto per merende e aperitivi.

Infine alle ore 21.00 al circolo si parlerà di violenza di Stato. Per la rassegna “La pianta Anarchica: sotto le nuove fronde” si dibatterà di come lo Stato illegittimamente eserciti violenza: L’uccisione di Stefano Cucchi, raccontata nel film che ripercorre i suoi ultimi giorni di vita, è solo uno dei casi di abusi e brutalità commesse da appartenenti alle forze di polizia emersi pubblicamente, soprattutto per il loro esito tragico. Aldrovandi, Cucchi, Uva, Bianzino, Ferrulli, Mastrogiovanni, le donne e gli uomini massacrati dalla Diaz e a Bolzaneto… è lungo l’elenco delle persone uccise o malmenate durante l’arresto, nel corso dell’esecuzione di un TSO o mentre erano trattenute nelle stanze delle questure o delle caserme dei carabinieri. Poi ci sono i proiettili sparati da agenti delle forze dell’ordine, come quelli che, ad esempio, hanno ucciso Carlo Giuliani e Gabriele Sandri.

Dietro questi casi, divenuti pubblici, si intravvede un uso diffuso e sistematico della violenza da parte delle cosiddette “forze dell’ordine”. Non è una novità: la brutalità della polizia è talmente usuale e nota da essere citata in romanzi, film, canzoni. I casi di abuso, tortura e assassinio commessi da ufficiali e agenti di polizia non sono peraltro storia recente, ma sono connaturati all’esistenza stessa degli apparati repressivi dello stato. La memoria del movimento anarchico, in questo senso, non può che continuare a richiamare l’uccisione del compagno Giuseppe Pinelli, coi depistaggi e la rimozione pubblica che ne sono seguite.

Mentre Salvini e Meloni continuano a invocare la libertà di azione della polizia, e i vertici delle forze di polizia e dello stato ricorrono, quando non possono più depistare le indagini o giustificare gli assassini, all’espediente retorico delle “mele marce”, la lotta di pochi familiari e avvocati, sostenuti solo da alcune associazioni, ha aperto uno squarcio nel muro di omertà che difende gli apparati statali anche quando commettono i peggiori abusi.

Stasera per la PIANTA ANARCHICA ne parliamo con Rossana Noris (Associazione Stefano Cucchi), Eugenio Losco e Claudia Pinelli. IPer la Scighera Andrea Molteni.

 

Pessina: Watermelon Slim, dal Missisipi alla Vettabia passando per il Mekong!

Bill Homans, meglio conosciuto nel mondo con lo pseudonimo di Watermelon Slim, propone il suo blues, suonando il dobro con la slide. Il suo stile musicale affonda le radici blues del Delta del Mississippi. Esecutore poliedrico e polistrumentista, si è esibito negli anni con musicisti blues di notevole spessore artistico, come John Lee Hooker, Robert Cray, Champion Jack Dupree, Bonnie Raitt, “Country” Joe McDonald, e Henry Vestine dei Canned Heat.
Coerente con il suo stile musicale anche lo stile di vita adottato da Slim è poliedrico, infatti si dedica a qualsiasi lavoro gli venga proposto e gli consenta di sostenere economicamente la propria famiglia, dall’autista, al falegname, all’agente di recupero crediti. Nel suo vagabondare, in stile homeless, si ritrovò anche a lavorare in una coltivazione di meloni in Oklahoma, attività che gli fece guadagnare il suo famoso nome d’arte: Watermelon.
La vita da vagabondo non interferisce con la sua preparazione intellettuale: Slim riesce a conseguire in questi anni di vita frenetica ben due lauree, in storia e giornalismo e diventa anche membro del Mensa (associazione internazionale riservata alle sole persone che abbiano raggiunto o superato il 98 % del QI).
Figura complessa, intellettuale e popolare il suo tour europeo lo porterà anche in #Chiaravalley, un luogo che come Waermelon Slim è complesso, intellettuale e popolare allo stesso tempo.

E il Mekong direte voi? All’inizio degli anni ’70, come molti americani, passa il suo periodo di leva durante la guerra del Vietnam che lascia un segno indelibile nella sua vita. Al ritorno, nel 1973, pubblica un disco, come Merry Airbrakes, che viene definito l’unico disco di canzoni di protesta pubblicato da un veterano del Vietnam che era diventato un attivista contro la guerra (gli altri in Vietnam non ci erano andati). Alcuni brani di quel rarissimo album sono stati ripresi anche da Country Joe McDonald nel suo repertorio. Nei trenta anni successivi mille lavori, mille storie da raccontare attraverso le sue canzoni e le rughe che solcano la faccia e raccontano una vita al limite (le leggende intorno allasua figura raccontano abbia bazzicato anche la piccola criminalità). Un solo punto fermo: è rimasto un attivista e pacifista, coerente e solido nelle sue prese di posizione. Lui afferma di essere costantemente pedinato da due agenti della C.I.A. Esagerazione? Fantasie di un mito per autogenerare l’alone “mitologico”??? Fosse anche così, ad un musicista e ad un uomo di questo spessore gli si può perdonare tutto allo scoccare del secondo riff…riff che potrete ascoltare venerdì 6 luglio alle ore 21.30 al circolo Pessina. Mano alla tessera e andate ad incontrare una leggenda!

Il concerto di Watermelon Slim è una delle attività rivolte al territorio sotto il progetto #NuoviPaesaggiCulturali e come programmazione musicale del Circolo Arci Pessina, Sounds of #Chiaravalley.

 

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Lacittàintorno
Anguriera di Chiaravalle
Arci Pessina

#NuoviPaesaggiCulturali è un progetto a cura di terzo paesaggio, Federgat / Teatri del Sacro e Arci Milano, con il patrocinio di Comune di Milano – Cultura, nell’ambito del programma Lacittàintorno. Il programma triennale intersettoriale di Fondazione Cariplo, dedicato alla rigenerazione urbana e volto a trasformare le periferie, a partire da Milano, in luoghi di aggregazione sociale attraverso, tra l’altro, interventi culturali e creativi.

Un (quasi) spettacolo su Jannacci e un karaoke terapeutico al Pessina

Venerdì 8 giugno, in quel di Chiaravalle, risuonerà la scanzonata allegria di Jannacci, Al Pessina andrà in scena lo spettacolo “Andava a Rogoredo”. Come ricordava Gianni Mura “Mettiamola così: Jannacci non ha mai rifatto il verso a nessuno e nessuno lo ha mai imitato”. Lo spettacolo quindi non sarà una sua imitazione, ma una serata passata insieme per stargli vicino, vicino al suo ricordo. Andava a Rogoredo è un racconto, ad opera di Paolo Ronchetti e Gabriele Paludetto, che parte da lontano, dalla fine degli anni ’50, e che incontrerà nel suo cammino decine di persone e luoghi. Un pugno di canzoni scelte tra quelle scritte e pubblicate tra il 1964 e il 1966 dalla Jolly. Uno straordinario corpo di canzoni che rappresenta il giovane Jannacci: quello che scriveva in milanese, quello che fece tesoro della gavetta preziosa fatta suonando rock and roll e jazz in una scena milanese vivacissima (il clan di Celentano, Gaber, Mina, Tenco e tanti altri) che stava rivoluzionando la musica italiana nella forma e nel contenuto. Jannacci visse e crebbe, non a caso, nella stessa periferia, vicino agli stessi campi, dove vivevano i barboni di De Sica in Miracolo a Milano. Lì tra Lambrate e l’Ortica, a poche centinaia di metri dalla casa di Jannacci vicino a piazzale Susa erano le baracche dei protagonisti del film. Ecco, il bambino orfano che crescendo cerca il miracolo dell’autenticità dei rapporti umani tra i barboni, ha gli stessi occhi di chi, nello sguardo suo e dell’altro, sapeva riconoscere un’umanità unica e vivere l’incontro con l’altro in quella maniera creativa che ritroviamo in Jannacci. Ma il raccontare “l’altro”, da parte di Jannacci, non era “banalmente” neorealista era, piuttosto, una ricostruzione poetica della realtà.

Se anche a voi manca la sua surreale allegria, la sua scanzonata anarchia puntate il navigatore: Milano, via San Bernardo, 17 . Arci Pessina, e sai cosa ascolti!

Nemmeno 24 ore e, sempre al Pessina, potrete cimentarvi nel karaoke taumaturgico! La serata “canta che ti passa!” sarà un momento imbarazzante e allo stesso tempo bellissimo, come è giusto che sia una karaoke!. Non importa che siate intonati o meno, l’importante è essere convinti mentre lo si fa. In più si dice che la musica sia terapeutica… quindi, cantate con i compagni del circolo sabato 9 giugno, dalle 21.00, e vedrete che vi passa tutto!

PS. Se al cantare ci unite il cibo allora si che starete una pacchia. Potrete cenare presso il circolo con orecchiette condite con polpette al rosso e poi patatine. Come sempre info e prenotazioni allo 02 539 8546.

Tra musica e teatro: il week end a La Scighera!

Per quanto riguarda la musica una certezza: le vostre orecchie faranno il pieno di sonorità e suggestioni. Sul palco della Schigera, sabato 2 giugno, a partire dalle 21.30, saliranno gli Eptalidon con le loro sperimentazioni, accostamenti sonori e strutture musicali poco sentite. Sebbene si possa percepire una certa familiarità con generi musicali già noti, come il progressive psichedelico, la musica lounge-elettronica, quella etnica, tutte queste suggestioni vengono rimescolate in modo originale, per comporre qualcosa di insolito, che mette al centro la sperimentazione ma cerca di sublimarsi in melodie semplici, per realizzare l’ambizione di essere sempre piacevole da ascoltare. Tutte le musiche sono composte da eptalidon e distribuite sotto licenza Creative Commons. BY (Attribution) NC (Non Commercial) SA (Share Alike). Gli Eptalidon sono: Danilo Bellavia (synths and samplers), Fabio Brambilla aka Pizzo (percussions, voice, flute, maranzano, electric guitar and sounds), Francesco Camagna (piano and synths), Mario Menta (bass), Federico Timeus (classic guitar, setar and voice), Jacopo Timeus (drums). Se volete farvi un assaggio della loro musica ecco il link:

https://www.youtube.com/watch?v=sbMuYm97FBQ.

Sempre parlando di “assaggi”: dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri. Ingresso con sottoscrizione libera e tessera Arci

Il giorno dopo sarà serata teatrale in via Candiani 131: dalle 21.00 “Parola d’ordine, disordine”. Più di un semplice spettacolo comico, un vero e proprio viaggio attraverso giochi di parole che ci accompagnano nel caotico mondo del pensiero. Partendo da come cerchiamo di fuggire dal pensiero senza riuscirvi, sentendoci naturalmente e inevitabilmente attratti da esso, arriveremo alla consapevolezza di essere una disordinata massa di pensieri che cerca espressione attraverso la parola. Lo dico e non lo penso, lo penso e non lo dico o se l’ho detto non me ne sono accorta. Perché? Pensavo ad altro. Inutile cercare di mettere ordine. Siamo schiavi del pensiero, di noi stessi? In un turbinio di parole, personaggi, risate, emozioni e musica dal vivo, scopriremo la risposta. Spettacolo comico. Monologo solista con accompagnamento musicale. Made “Anomalia Teatro”, di e con: Silvia Saponaro – Musiche: Giulia Antoniotti.

Se siete affamati di cultura swerata imperdibile! se siete affamati e basta nessun problema: dalle 19.00 la cucina schigherina sarà aperta e vi delizierà con mille golosità…

La musica chiama, via Benaco risponde…

Ohibò, via Benaco 1, Milano. Latitudine: 45.444657 – Longitudine: 9.211962, ovvero le coordinate per ascoltare grande musica in uno spazio polivalente e multiculturale, dedicato alla musica, all’arte e alla cultura in tutte le sue forme, ma anche un luogo di aggregazione, di solidarietà e promozione sociale. In una parola sola: in un circolo Arci!

Questa settimana la proposta musicale spazia dal cantautorato spregiudicato all’indie folk, dal rock (nostalgicamente “fm”) alla miscela esplosiva di britpop, shoegaze e psychedelic rock. E chiude con l’indie rock dei We Are Scientists. Tante latitudini di divertimento. Ma procediamo con ordine: mercoledì 23 saliranno sul palco del circolo Ohibò Elton Novara e Marco Levi con il loro live “in concerto dal vivo per davvero!”. Elton è uno spregiudicato cantautore e chitarrista di Milano; il suo genere è una miscela di pop, electro, e cantautorato contraddistinti da una forte venatura rock e da una marcata ironia nei testi. Marco e un trentenne cantautore milanese che ha scelto un registro ironico e divertente per raccontare anche cose serie, solitamente legate alle delusioni d’amore…

Il giorno dopo, giovedì 24, saliranno sul palco i Giulia’s Mother, ovvero Andrea Baileni, voce e chitarra (premio ADGPA Miglior Chitarrista Acustico 2013) e Carlo Fasciano alla batteria. Pubblicano nel 2016, l’album di debutto “Truth” che riceve consensi unanimi sia da pubblico che critica venendo inserito anche tra i miglior dischi dell’anno da riviste di settore come Il Mucchio o webzine come Rocklab.
I Giulia’s Mother con il primo disco vengono accostati ad artisti quali Bon Iver, James Blake, Antony and the Johnsons. Il 13 Ottobre 2017 esce il loro secondo Album “Here” registrato negli Studi Andromeda di Max Casacci (Subsonica). Ad aprire gli Oregon Trees, una band indie/folk italiana nata a Brescia nel Novembre 2015 da un’idea di Andrea Piantoni, Stefano Borgognoni e Andrea Buffoli. Contemporaneamente ai primi concerti cittadini, la band comincia a scrivere fin da subito pezzi propri prendendo ispirazione da sonorità folk/pop vecchie e nuove.

Venerdì 25 maggio al circolo suonerà la “Rock FM All Stars Band”. C’era una volta un’ “isola felice” nell’etere italiano, dal nome semplice e programmatico, che non dava adito a fraintendimenti: Rock FM. Alcuni dei suoi Dj decisero di sostituire la classica squadra di calcetto con una band di Rock’n’roll, la prima band aziendale d’Italia, Max Deriu alla voce, Edo Rossi e Ariele Frizzante alle chitarre, Mox Cristadoro alla batteria (con l’ausilio di Mr.Pinguino dei PAY) diedero cosi vita alla ROCK FM ALL STARS BAND. 10 anni dopo la chiusura di Rock FM sono pronti a tornare dal vivo e farci ballare fino allo sfinimento…e infine domenica 27: l’indie rock dei We Are Scientists arriverà in via Benaco! Nati dal fortunato incontro di Keith Murray  e Chris Cain al Pomona College di Claremont, California, i We Are Scientists arrivano al successo mondiale col secondo album With Love And Squalor (2006) grazie al singolo Nobody Move, Nobody Get Hurt e iniziano presto a calcare i palchi dei maggiori festival europei e ad aprire i concerti di Kings Of Leon, Editors e molti altri. Dopo qualche avvicendamento nella formazione, nel 2016 esce Helter Seltzer, il quinto album della band, che ottiene buoni riscontri di pubblico e critica. Lo stile leggero e ironico dei We Are Scientists si riflette anche al di fuori della carriera discografica. Murray e Cain, infatti, nel 2009 creano Steve Wants His Money, una serie comica di 7 episodi che durante lo stesso anno viene ospitata all’interno del programma Lil MTV su MTV UK. Ad aprire i The Backlash sono caratterizzati da un “british sound”, miscela di britpop, shoegaze e psychedelic rock. Le principali influenze sullo stile ed il suono dei The Backlash sono da ricercare principalmente nel Madchester Sound (The Stone Roses, The Charlatans), nel britpop (Oasis, The Verve) e nell’alternative/indie rock dei 2000 (Arctic Monkeys, We Are Scientists, Black Rebel Motorcycle Club). La musica dei The Backlash gioca con la ricerca di un equilibrio tra le linee melodiche del cantato, dirette ed orecchiabili, e l’arrangiamento degli strumenti, dove chitarre sporche, delay, basso distorto e loop di batteria incalzanti strizzano l’occhio allo shoegaze…

Per tutte le altre mille iniziative andate a curiosare sul sito! Centro estivo, spacci di golosità a km zero – o quasi (Verdura, frutta, carne, salumi, riso, latticini di capra e vacca, miele, puoi trovare di tutto in un Alveare. Arci Ohibò tutti i martedì dalle 18.00 alle 19.30 si trasforma nell’alveare Benaco: si potranno incontrare i produttori e, se siete interessati, scegliere i prodotti! Il tutto sostenendo l’agricoltura locale) e grande fucina di corsi (portatevi avanti e scegliete il vostro corso prossimo venturo!)

 

 

 

 

Biko e la Barona black!

Il circolo Arci Biko è una garanzia. Buona musica sempre, sorrisi a cascate e colori lisergici…

Ecco a voi il programma del circolo milanese di via Ettore Ponti 40: giovedì 3, alle 21.30, saliranno sul palco i “Sonata Islands Kommandoh” per un concerto di presentazione del disco “Zeuhl Jazz”, disco pubblicato in vinile dall’etichetta italiana ADN e disponibile in formato digitale sulla piattaforma della newyorkese Chant Records. Dedicato allo spirito della musica dei Magma, direttamente dal pianeta di Kobaïa. Sotto la direzione del loro fondatore Christian Vander, questa mitica band francese, a partire dal 1970 ha offerto all’ascoltatore una musica “celestiale” (“zeuhl” in linguaggio kobaïano), dove il cosmo evocato poteva anche essere un cielo terso, però sempre e costantemente sotto minaccia di tempesta. Tutti i brani ripropongono quell’approccio, sia dal punto di vista compositivo che interpretativo, con evidenti richiami al cosiddetto avant-progressive, al jazz modale, al rhythm’n’blues e alla musica folk dell’Europa orientale.
Venerdì 4, dalle 22.00, live dei DEAF KAKI CHUMPY. Prosegue il felice sodalizio tra Jazz:Re:Found  e BIKO Milano. La ricerca e l’attenzione ai nuovi fenomeni che rappresentano al meglio l’immaginario della black music, ha prodotto sorprendenti risultati con una grande sorpresa proprio a due passi da casa! A Milano, in Italia, una band davvero giovane ma già da “colossal”, costituita da ben 18 elementi, sta tracciando un nuovo ed ambizioso percorso abbattendo i confini tra jazz e club culture.  Alla stregua di gruppi come Snarky Puppy, Vulfpeck, Cory Henry, il collettivo Deaf Kaki Chumpy si racconta in un’identità sonora attraversata da jazz, funk, r’n’b, latin, sino ad arrivare ad elettronica e progressive. Puro caleidoscopio di pelli, ottoni, legni, voci, corde, organi, synth per il gruppo più grande e variegato che abbiate mai visto e un’esperienza live assolutamente unica.
Prima e dopo il concerto il dj set black a cura di ANDREA PASSENGER ambasciatore di JZ:RF, Dj e selector illuminato capace di raccontare storie intense mixando dischi..

Sabato 5 maggio, dalle 22.00, infine SPACE JAM ft Steve Dub & Mokambo Brothers. Il Party hip hop & funk più infuocato di Milano, con i dj set di Steve Dub (Akasoulsistaradio), Mokambo Brothers. Pronti per ballare? Steve Dub è il dj che prima ha portato l’hip hop a Milano negli anni ’80 al Plastic, poi lo ha fatto crescere negli anni ’90 al Soul To Soul e in questi anni ha sempre continuato a esibirsi in tanti altri locali che propongono musica black di qualità; attualmente è anche autore del programma AkaSoulsistaradio insieme a Irene Lamedica. Le sue selezioni sono frutto di una continua ricerca svolta più che altro nel panorama black statunitense. I Mokambo Brothers, milanesi, dopo essersi fatti le ossa nei club londinesi, sono tornati qui nella loro città di origine facendosi un nome per la loro capacità di riportare indietro fino alle atmosfere festose dei block party che hanno generato la cultura hip hop. Collezionisti di vinili, il loro viaggio sonoro parte dal funk per arrivare a suoni e ritmi urbani contemporanee.

Infine il lunedì di Ettore Ponti: irriverente, libertario, immaginifico e tanghista: sulle rive del tango è un progetto di ricerca e sperimentazione musicale che viaggia attraverso le più disparate scene musicali internazionali, contemporanee e non, selezionando brani che hanno in comune il respiro segreto del tango e la capacità di evocarne l’abbraccio. Tale ricerca si concretizza nell’omonimo progetto discografico, che in diverse compilation ne racconta i percorsi e le scoperte.

Alla sperimentazione musicale si affianca la ricerca sul corpo e sul movimento, che a partire dall’esperienza del tango argentino tradizionale, approfondisce l’aspetto dell’improvvisazione e il possibile incontro fra tango ed altre discipline corporee. Con queste idee nasce sulle rive del tango uno spazio espressivo aperto e creativo, uno spazio in divenire fatto di ricerca, libertà e immaginazione. Dalle 22.00 Biko e la sua milonga irriverente aspettano frotte di ballerini belli carichi pronti a ballare selezioni di tango argentino e non argentino a cura di dj Ausländer
www.sullerivedeltango.it/