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M’illumino di meno!

indexArci non brilla…dalle 17.30 alle 18.30 nella giornata di venerdì 24 febbraio 2017…

 

La direzione nazionale dell’ Arci hadeciso di aderire all’edizione 2017 di M’illumino di Meno.

 

 

Ecco  alcune informazioni tratte dal Comunicato nazionale, per tutti coloro che non conoscono nel dettaglio l’iniziativa promossa dalla trasmissione Caterpillar di RadioDue

“Arci Nazionale vuole coinvolgere le basi associative e i comitati dell’Arci nell’adesione al progetto, attraverso iniziative che potranno segnalarci al seguente indirizzo: ufficiostampa@arci.it Invitiamo, in ogni caso, tutti i circoli e le associazioni aderenti, così come i comitati territoriali e regionali, a spegnere tutte le luci e le apparecchiature elettriche dalle ore 17.30 alle 18.30 nella giornata di venerdì 24 febbraio 2017.

Qui di seguito il comunicato di Caterpillar RadioDue che contiene un appello alla condivisione che facciamo nostro, nonché il decalogo per una buona riuscita di M’illumino di Meno.

“Il 24 febbraio 2017 torna M’illumino di Meno, tredicesima edizione.
Caterpillar è in diretta dalle 18.00 alle 20.00 per seguire gli spegnimenti in giro per l’Italia.

Insieme a voi in questi anni abbiamo spento i principali monumenti italiani ed europei come gesto simbolico di risparmio energetico. Abbiamo cominciato quando ancora la sensibilità verso i temi ambientali era poco diffusa e dopo 13 anni di campagna la cura del pianeta è diventata sempre più impellente. Le sfide energetiche si rinnovano, così M’illumino di Meno si rinnova grazie alla partecipazione di centinaia di migliaia di sostenitori che si mettono in gioco in prima persona con azioni concrete.

Rinnoviamo l’invito a spegnere le piazze, le illuminazioni private e pubbliche il 24 febbraio 2017.

Oltre agli spegnimenti quest’anno invitiamo tutti coloro che aderiscono a compiere un gesto di condivisione contro lo spreco di risorse. E’ dimostrato come la più grande dispersione energetica sia causata dallo spreco in tutti ambiti dei nostri consumi: alimentari, trasporti, comunicazione. Per questo Caterpillar invita tutti gli ascoltatori il 24 febbraio a condiVivere: dando un passaggio in auto ai colleghi, organizzando una cena collettiva nel proprio condominio, aprendo la propria rete wireless ai vicini e in generale condividendo la proprie risorse come gesto concreto anti spreco e motore di socialità.

Ci rivolgiamo come ogni anno alle istituzioni di tutti i livelli, alle associazioni culturali e a quelle sportive, alle scuole di ogni ordine e grado e soprattutto ai singoli cittadini perché M’illumino di Meno è soprattutto una giornata di festa energetica aperta a tutte le forme di creatività.

Quest’anno al mondo della scuola e dell’infanzia proponiamo di giocare a immaginare un supereroe del risparmio energetico e al mondo dello sport di mobilitarsi per il giorno di M’Illumino di Meno organizzando attività sportive di sensibilizzazione perché l’energia più pulita è quella che produciamo noi muovendoci senza inquinare.

Negli anni la partecipazione a M’Illumino di Meno è cresciuta in modo straordinario ed è giunto il momento di far diventare questa festa diffusa un appuntamento fisso e riconosciuto: stiamo portando avanti la proposta dell’istituzione della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.

Non ci resta che augurarvi Buon M’illumino di Meno!”

Non si investa in nuovi Cie – Lettera aperta della presidente nazionale dell’Arci, Francesca Chiavacci

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Non si investa in nuovi Cie e si riconvochi il Tavolo Immigrazione con le organizzazioni sociali

 

Lettera aperta della presidente nazionale dell’Arci, Francesca Chiavacci,
al Ministro dell’Interno Minniti

Roma, 2 gennaio 2017

Caro Ministro Minniti,
Se il buongiorno si vede dal mattino, la proposta di affidare ancora una volta le politiche sull’immigrazione a un investimento sui Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), è vecchia e stantia ancor prima di essere avviata.

Ci hanno già provato – sapendo che si tratta solo di un’uscita propagandistica, che alimenta odio e razzismo e favorisce i predicatori d’odio – Ministri e governi precedenti, senza ottenere alcun risultato concreto.

Nel suo messaggio di fine anno, il Presidente Mattarella, è intervenuto con autorevolezza per lanciare un monito contro il collegamento sbagliato tra immigrazione e terrorismo. Che invece è proprio quello che sottostà alla proposta di aumentare il numero dei CIE e quindi delle espulsioni.

La storia recente, d’altra parte, dimostra come sia impossibile aumentare il numero dei rimpatri degli irregolari attraverso i Centri d’identificazione e di espulsione.

Basterebbe andarsi a rileggere le conclusioni della Commissione De Mistura, voluta dall’allora Ministro dell’Interno Amato e alla quale anche l’ARCI partecipò, per sapere che si tratta di uno strumento ingiusto perché introduce un percorso differenziato per gli stranieri, meno garanzie e meno diritti, negando la nostra Costituzione e il principio di uguaglianza davanti alla legge.

Uno strumento sbagliato perché non è di sanzioni per chi non rispetta le regole che c’è bisogno in un Paese che ha una legislazione concretamente impraticabile, ma di canali d’accesso regolari, sia per ricerca di lavoro sia per richiesta di protezione internazionale (canali da sempre chiusi, in particolare negli ultimi anni, nei quali non è stato emanato il decreto flussi, se non per gli stagionali, favorendo gli ingressi irregolari).

Uno strumento inutile: dati alla mano, un rimpatrio reale, e non fittizio come quelli a cui si riferiscono i giornali in questi giorni, attraverso i CIE, costa cifre esorbitanti, colpisce quasi esclusivamente persone che hanno perso il lavoro, riguardando comunque, anche quando i CIE erano 14, poche migliaia di persone.

Se non si vuole consegnare questo Paese ai Salvini e alle destre xenofobe, bisogna mettere in campo una politica che punti a impedire le morti da frontiera, lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, le diseguaglianze crescenti, la povertà diffusa, fermare l’odio contrastando gli argomenti di cui si nutre e raccontando la verità.

E’ sulla base della nostra esperienza concreta di questi anni, dei dati concreti che sono in possesso del suo Ministero e del fallimento di esperienze simili attuate in altri Paesi dell’UE  che Le chiediamo, signor Ministro, di congelare ogni iniziativa volta ad aumentare il numero dei CIE e di aprire un confronto con le organizzazioni sociali, laiche e religiose, con i sindacati e le organizzazioni di categoria, riaprendo quel Tavolo Immigrazione Nazionale che da anni è stato bloccato, per mettere in campo iniziative concrete nel campo dell’immigrazione e dell’asilo, a partire dall’ esperienza dei soggetti del Terzo settore e delle organizzazioni sociali che quotidianamente, nei territori, si confrontano con le persone, con le loro storie e i loro diritti.

In attesa di un cortese riscontro, cordiali saluti.

                                                                                                            Francesca Chiavacci

 

Arci Milano sulle prossime elezioni amministrative

Nel prossimo mese di giugno i cittadini di Milano, e di alcuni comuni della città metropolitana, del lodigiano e della Brianza, vivranno un momento di partecipazione molto importante, le elezioni amministrative, che delineerà anche il “futuro di comunità” per i prossimi anni.

I nostri circoli, soggetti che vivono grazie appunto alla partecipazione; e i nostri soci saranno un elemento importante nel suggerire un progetto di comunità frutto delle nostre esperienze reali che hanno come centralità il bene comune e la società civile.

Per questo motivo noi ci proponiamo come soggetti attivi che dialogano con chi amministra il governo delle città. Non ci limitiamo a chiedere risposte, ma ci poniamo come soggetti che aiutano a trovare risposte e che le mettono in pratica. Solo con il contributo di tutti, e la partecipazione di tutti, la comunità potrà crescere e comunicare; non costruirà muri, che sono il fallimento della politica, ma ponti che favoriscono la convivenza, la solidarietà e il mutualismo.

Per poter costruire una simile comunità va in prima battuta agito un grande impegno verso un sempre maggior sviluppo culturale. È la storia che ci mostra come siano più forti le società che impegnano risorse importanti per la loro crescita culturale. Una comunità che alimenta il suo sapere è una comunità che favorisce il lavoro, il welfare, la solidarietà e che sconfigge prima di altri le crisi sociali ed economiche che la coinvolgono. E l’impegno dell’Arci è da sempre in questa direzione sia nelle proprie realtà, sia collaborando con altre, sia con un impegno diretto nelle forze politiche che guidano, o si candidano a guidare, Milano e gli altri comuni.

E’ impossibile ricordare i tanti soci che ci stanno mettendo un impegno diretto, ci limitiamo a menzionare i dirigenti impegnati per le elezioni comunali come Luciano Muhlbauer e Rosario Pantaleo. Per i municipi di Milano Edda Pando (candidata presidente municipio 2) e Salvatore Basile (municipio 2).

Fuori dalla città di Milano ci piace evidenziare l’impegno di Chiara Fiocchi candidata a sindaco del comune di Pessano con Bornago.

Un grande in bocca al lupo alle socie e ai soci impegnati per costruire comunità e un invito a tutti nell’essere partecipi a questo importante momento di democrazia.

Arci Milano

21-22 maggio: Social Street Festival – Differenze e Incontri

socialstreetfestivalDue giorni di musica, sport, teatro, fotografia, attività per bambini e tanto altro nei quartieri di Barona e Porta Romana! Leggi tutto

21 marzo 2016 – Ponti di memoria, luoghi d’impegno

XXI giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

0001Il 21 marzo è la giornata della memoria e dell’impegno di Libera, da più di vent’anni un momento per ritrovarsi tutti insieme e stringerti attorno ai familiari delle vittime di mafia. Quest’anno si svolgerà in contemporanea in tante città d’Italia.

Con il Patrocinio del Comune faremo di Milano una delle città che costituiranno questa grande e ideale staffetta del richiamo all’impegno nel nome della memoria di chi, proprio per il proprio impegno, ha perso la vita.
In piazza Cesare Beccaria a Milano, il 21 marzo dalle 10.00, ricorderemo gli stessi nomi che saranno evocati in contemporanea a Messina e in tutte le altre città collegate.
Un appuntamento che mira a coinvolgere tutta la cittadinanza, in un momento collettivo di condivisione di una memoria altrettanto collettiva e un’occasione per rilanciare l’impegno civile contro ogni forma di mafia.

Il programma della mattinata sarà:
9.45: Ritrovo in piazza Beccaria;
10.15: Interventi dal palco;
11.00: Lettura dei nomi delle vittime innocenti di mafia. A seguire flash mob a cura dei ragazzi: “e perché la memoria diventi impegno…adesso tocca a noi”

 

Qui potrete seguire tutti gli eventi che ci saranno in previsione del 21 in tutti i territori di Milano e provincia.

https://www.facebook.com/events/210345309320370/

#memoriaeimpegno #21marzo #milano21marzo

Convenzione AIED Milano

StampaIncontri CINEMAMME Milano & Monza – AIED Milano

Grazie alla partnership tra il progetto Cinemamme Milano & Monza e Aied, saranno disponibili per le mamme (e per i papà) spazi allattamento dedicati e incontri tematici mensili legati all’esperienza della maternità e della genitorialità.

Tutti i mercoledì mattina, alternati alle proiezioni in sala di Cinemammme, dalle 11.30 alle 13.00 sarà possibile presso la sede di Aied Milano ricevere supporto durante l’allattamento del bambino insieme a un’ostetrica del consultorio che sarà a disposizione anche per eventuali altre problematiche riportate dalle mamme. 

Infine l’ultimo lunedì del mese dalle 15 alle 17 sarà possibile partecipare, presso Aied Milano, allo spazio di gruppo ad accesso libero coordinato dalla psicologa e dall’assistente sociale per parlare insieme, condividere e confrontarsi intorno a tematiche che riguardano la neomamma, il bambino, la tutela in sostegno alla genitorialità.

Potete proporre la tematica che più vi interessa affrontare sul sito di Cinemamme tramite il seguente link: http://www.cinemamme.milano.it/gli-incontri/

Per saperne di più: http://www.aiedmilano.com/category/sostegno-alla-genitorialita/

Milanosifastoria 2015: 6 e 12 novembre nei circoli Arci

milanosifastoria2015Milano: il lavoro, la storiaseconda edizione (5 novembre 2015 – ottobre 2016) del Progetto pluriennale Milanosifastoriapromossa da Comune di Milano Rete Milanosifastoria, in collaborazione con Archivio di Stato di Milano, Soprintendenza Archivistica per la Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia – Ambito Territoriale di Milano; con il patrocinio del Dipartimento di Pedagogia dell’Università Cattolica di Milano, del Dipartimento di Studi storici dell’Università degli Studi di Milano e del FAI (Fondo Ambiente Italiano) – Presidenza Regionale Lombardia; in gemellaggio con la Festa Internazionale della Storia di Bologna; con il contributo di BPM (Banca Popolare di Milano) e Fondazione Cariplo.

Arci Milano è parte della Rete Milanosifastoria e come nella scorsa edizione organizza due incontri sul tema:

Venerdì 6 novembre ore 18 Arci Bellezza
Immigrazione, sport e passione: da Rocco e i suoi fratelli ad oggi

Giovedì 12 novembre ore 21 Arci Metissage
Dalla Milano delle fabbriche occupate degli anni Settanta alla società multiculturale di oggi
Il Cantastorie Franco Trincale e il griot Koffi Michel

milanosifastoria-bellezza    milanosifastoria-metissage

Venerdì 6 novembre ore 18 Arci Bellezza
Immigrazione, sport e passione: da Rocco e i suoi fratelli ad oggi

Nella sede dell’attuale Circolo Arci Bellezza nel dopoguerra era stata aperta una palestra popolare di Boxe dell’Unione Sportiva Lombarda.
Visconti la scelse per girare alcune scene di “Rocco e i suoi fratelli”.
Lo spazio ancora ricco di suggestioni attualmente ospita manifestazioni culturali.
L’incontro all’interno della seconda edizione di MILANOSIFASTORIA propone il tema del ruolo importante che l’associazionismo sportivo può sviluppare nel percorso di convivenza e di coesione sociale per lo sviluppo interculturale della Comunità Milanese.

Intervengono:

  • Chiara Bisconti, Assessora allo Sport, Benessere e Tempo Libero
  • Michel Koffi Fadonougbo, Presidente Associazione Città Mondo
  • Antonio Iannetta, Direzione Nazionale UISP
  • Mico Curatolo, Presidente Stella Rossa Rugby Milano
  • Ibrahima Cissè, Presidente Associazione Sinafrica
  • Souleyman Diallo, Presidente Associazione Deggo
  • Gary Jacome, Presidente Associazione Arbitri Latino Americani
  • Munir Ibrahim Mohamed, Presidente Associazione Milano Mondo

Giovedì 12 novembre ore 21 Arci Metissage
Dalla Milano delle fabbriche occupate degli anni Settanta alla società multiculturale di oggi
Il Cantastorie Franco Trincale e il griot Koffi Michel

Ad accompagnare e cantare le lotte e le manifestazioni delle classi popolari e degli immigrati al nord, negli anni sessanta si sviluppò un importante movimento di artisti e di musicisti colti e impegnati collegati al Cantacronache e al Nuovo Canzoniere Italiano.
Tra questi per la sua forza creativa e polemica si è distinto Franco Trincale cantastorie presente nelle occupazioni e nelle piazze di Milano fino agli anni 2000 a commentare fatti politici e storie umane con la sua intensità di artista e di immigrato.
Si accostano le storie e le lotte dei nuovi immigrati di oggi attraverso Michel Koffi, griot di origine beninese che con i suoi ritmi e la sua energia presenta immagini e racconti del mondo popolare africano ed il duro percorso dei migranti per una piena integrazione e conquista dei diritti nel contesto sociale e politico degli ultimi anni .

Documenti, filmati e interventi dal vivo di Franco Trincale e di Michel Koffi.

Presentano Claudio Piccoli, Rivista “Il Cantastorie” e Geppino Materazzi, Arci Milano.

Dal passato di Pisapia verso un nuovo programma di giunta

Articolo di Emanuele Patti.

Non ho commentato ancora e non lo farò ora in questo articolo la scelta di Pisapia, anche se personalmente capisco la coerenza delle cose dette e del suo stile, che lo fa identificare da tutti anche dell’opposizione come una persona per bene, a prescindere dal ritenerle soddisfacenti o meno; ma di una cosa sono al momento convinto ed è che a sto giro perde chi entra troppo velocemente in campagna elettorale, soprattutto nel fronte della Sinistra milanese.
C’è un anno abbondante di governo e tante cose ancora da fare e “dimostrare” , c’è un Expo difficile da gestire che sarà comunque decisivo, soprattutto saranno decisive le scelte sulle eredità dell’evento, dove sicuramente si potranno correggere errori grossi fatti secondo me nella gestione di questa “patata bollente” sganciata dalla Moratti e da Formigoni su Milano, sempre che la si voglia ovviamente gestire. Per cui meno nomi e più fatti direi.
Infinita inizia ad essere la lista dei papabili, sia nel frastagliato versante della destra che in quello apparentemente più coeso, che sta governando la Città. Ritengo abbastanza pericoloso in questo momento perdersi in questa ridda di ipotesi e penso invece si debba riflettere più seriamente sui bisogni attuali della Città e dei suoi cittadini.

Questa guida di sinistra-centro di Milano, non ancora terminata come dicevo più sopra, aveva degli obiettivi alcuni dei quali deve avere ancora cercare di centrare, ma questi anni di amministrazione ora ci forniscono molti elementi per poter cominciare un primo bilancio sincero e senza pregiudizi dei risultati ottenuti e di quelli ancora ottenibili. Questo esercizio non potrà che essere a mio avviso, il punto di partenza per valutare cosa serve fare per il futuro.
Bisognerà partire proprio dagli aspetti più critici o dalle aspettative non pienamente soddisfatte, soprattutto di un corpo elettorale a cui toccherà riesprimersi alle prossime elezioni amministrative della nostra Città. Bisognerà ricordarsi delle condizioni politiche e sociali in cui iniziò l’avventura di governo di questa Giunta Pisapia, e analizzare la situazione attuale, profondamente cambiata, in questi pochi anni. Bisognerà non dimenticare il clima in cui si disputarono le Primarie, e capire se questo strumento sarà ancora utile come strumento di selezione del prossimo candidato Sindaco o Sindaca che sia, in una fase politica in cui questo strumento non gode certamente di esempi esaltanti.

Detto questo è innegabile che nella nostra Città si respira un’altra aria rispetto alle Amministrazioni precedenti, soprattutto se ci vogliamo ricordare delle pesanti condizioni economiche e finanziarie di partenza ereditate da una inguardabile Giunta Moratti, aggravate dalla crisi economica di questi anni, dal conseguente difficile rapporto con lo Stato, dalla fine di fatto dei trasferimenti per la spesa sociale e dalle difficoltà di bilancio dovute al Patto di Stabilità.
L’aggravamento delle condizioni di vita generale, la povertà crescente e il lento impoverimento anche dei ceti medi, la definitiva precarizzazione di tutti i lavori, ci devono convincere a mio parere che la prossima campagna elettorale si giocherà sui temi legati al welfare, al sistema di protezione sociale dei cittadini, di tutti i cittadini.

Sarà io credo il campo di battaglia dove si giocheranno le sorti delle prossime elezioni. Inevitabilmente ci sarà chi giocherà sulle paure vere o percepite di insicurezza dei cittadini/elettori e parlerà come sappiamo bene alla pancia degli elettori e ci sarà chi proverà io spero a trovare le soluzioni e le politiche più corrette e giuste per rispondere a questi bisogni, senza farsi condizionare solo dai numeri dei sondaggi, magari cercando di parlare alla testa e al cuore delle persone.
Platea attenta non saranno solo i singoli cittadini ma le molte forze sociali presenti nella città, fatte di movimenti, gruppi informali di cittadini, Comitati di quartiere, ma soprattutto tante organizzazioni di Terzo Settore, associazioni e cooperative, centinaia di volontari, attivisti e operatori del Sociale. I radicali cambiamenti di questi anni prefigurano una situazione molto mutevole, un futuro non molto certo, ansie legate alla mancanza di lavoro che incideranno profondamente nei convincimenti dei nostri concittadini, non tenerne conto sarebbe colpevole.

Milano è una città però in grado di elaborare una sua risposta in primis culturale, sociale e politica, progressista e moderna, attenta al suo ruolo di città davvero metropolitana e internazionale, ma dovrà in ogni sua componente sociale poter far contribuire tutte e tutti alla creazione di questa risposta.
Diamoci quindi la possibilità di Primarie, ma vere. Aperte, autonome, di coalizione e civiche, che prefigurino il futuro quadro e la temperatura di governo, piuttosto che essere solo una contesa tra correnti, candidati e partiti. Mi piacerebbe ritrovarmi in quel clima di fermento in cui spopolò l’hashtag #tuttacolpadipisapia. Ci serve quella leggera ironica consapevolezza di avere bisogno ancora di gentilezza assieme a una solida fermezza di contenuti e proposte. Se cadiamo nel politicismo addio! Ci perdiamo un popolo, che sta già faticando a capire.
Non sottovalutiamo quello che si riuscì a fare proprio con i cittadini. Certo ci sono molte delusioni ma capiamole prima di stigmatizzarle, e per quanto possibile partiamo proprio dagli insuccessi. Una coalizione sociale in fondo Milano l’aveva messa in campo. E si erano visti i risultati. Per quello che conta penso questo.

Emanuele Patti

Ex Ansaldo, ecco come diventerà

Partono a maggio i lavori di ristrutturazione degli spazi dell’Ex Stecca delle Acciaierie Ansaldo, nel cuore di zona Tortona.

Sarà un luogo nuovo per Milano, punto di riferimento trasversale, multidisciplinare e attento ai linguaggi della contemporaneità, per l’incontro di idee e produzione creativa.

La diversità come punto di forza, la cultura come linguaggio, il luogo come spazio d’incontro aperto e partecipativo fra idee, opportunità e produzione.

Sarà un nuovo progetto creativo per Milano che chiama la città stessa a partecipare fin dai suoi primi passi.

Arci Milano, Avanzi, esterni, h+, Make a Cube, insieme al Comune di Milano, stanno sviluppando un nuovo spazio pubblico all’interno dell’Ex Stecca delle Acciaierie Ansaldo, dopo essersi aggiudicati lo scorso luglio il bando pubblico per la gestione degli spazi per i prossimi 12 anni.

Il progetto degli spazi Ex-Ansaldo pone le sue fondamenta a partire da un concetto di trasformazione culturale e produttiva attenta a recepire i nuovi linguaggi della contemporaneità in costante divenire, che mette la cultura al centro di ogni processo decisionale come chiave per comprendere e interpretare il mondo e le sue evoluzioni.

Una filosofia d’intenti che è anche punto di forza e di sinergia dei cinque partner culturali aggregati sul progetto, tra i più rappresentativi operatori culturali e di innovazione sociale milanese. Un gruppo eterogeneo, con competenze diversificate e complementari e ampie reti relazionali, che ha voluto e saputo mettere a fattor comune le proprie diverse esperienze in materia di progetti culturali per immaginare l’Ex-Ansaldo quale futuro punto di riferimento per l’industria della creatività nelle sue varie forme.

L’Ex-Ansaldo sarà una moderna “fabbrica” di produzione culturale dove incubazione, produzione e fruizione coesistono in un unico spazio per la formazione, la creatività, gli eventi, l’impresa, la ristorazione e il tempo libero. Al suo interno si producono idee e imprese, si copre tutto il ciclo dei prodotti, per far sì che ricerca e sperimentazione possano diventare motore di crescita sociale e culturale. Un acceleratore nella creazione di brand culturali e di imprese della creatività del tessuto cittadino, per sviluppare economia virtuosa e rigenerativa. Un luogo aperto a tutta la città ma dal respiro internazionale dove far crescere le proprie idee e i propri progetti in una dimensione collettiva.

 

PRINCIPALI FUNZIONI

Sulla base di questa filosofia d’intenti, sono state individuate le principali funzioni degli spazi, tradotte nel progetto architettonico di onsitestudio: grandi spazi di incontro, di studio, di riflessione e di lavoro – luminosi, fluidi, aperti anche di notte – con laboratori e negozi, sale prova e palchi, serre e cucine. Tutti collegati e in dialogo tra loro dove giovani e meno giovani possano incontrarsi, comunicare, creare o semplicemente riposarsi.

Il progetto prevede la realizzazione di spazi per lavorare in piccoli o grandi gruppi in quello che sarà incubatore e laboratorio, banco di prova e acceleratore per imprese e associazioni, per investitori di venture capital ed early adopter, per progettisti e ricercatori. Uno spazio dove speriamo che tutto diventi possibile e dove le diversità saranno forza creativa e sicurezza.

Le due grandi sale al pianterreno saranno il luogo di partenza alla scoperta degli spazi dell’Ex-Ansaldo e ospiteranno un bar-gastronomia sempre aperto, un bookshop, un cinema- teatro, diversi palchi a disposizione per prentazioni e spettacoli con un fitto programma di eventi.

Salendo al primo piano, invece, sarà possibile immergersi in un mondo fluido e in continua evoluzione, composto da diversi spazi sempre in sinergia tra loro: il co-working sarà a stretto contatto con i laboratori, favorendo una contaminazione reciproca e genuina; l’ostello sarà anche una residenza per ospiti e artisti di passaggio, un po’ come una seconda casa, un recapito provvisorio ma personale; il ristorante, tra laboratorio e azienda agricola, valorizzerà la produzione e la trasformazione di materie prime.

Saranno questi i luoghi di nascita di progetti che al centro del proprio ragionamento economico hanno la produzione di beni e servizi comuni, la loro conservazione e il loro sviluppo. Un luogo in cui l’utilità pubblica sarà generata dall’azione privata.
Vi saranno inoltre, sale prova, una sala giochi, una piccola Arena, un teatro, spazi per spettacoli, cinema, prove teatrali e prove di danza, presentazioni ed eventi serali.

Il progetto si concentra sulla relazione tra le grandi aule ex-industriali, finora vuote e in attesa di destinazione, e una serie di piccoli e grandi volumi che contengono i servizi, accuratamente disposti nello spazio a creare una sorta di città, di micro-urbanistica, di spazi urbani fatti di slarghi, strade, grandi e piccole piazze popolate giorno e notte.

É un posto unico, che tuttavia potrebbe replicarsi in ogni città del mondo. Un posto che paradossalmente non c’è ancora, ma di cui ogni città avrebbe bisogno. Un posto che nasce a Milano e da Milano si proietta verso il mondo.

A maggio verranno avviati i lavori di ristrutturazione , su progetto architettonico di onsitestudio, dei circa 6.000 metri quadri, distribuiti su due livelli, che si estendono tra via Bergognone e via Tortona, corpo centrale dello storico stabilimento Ansaldo, risalente al 1904 e acquistato dal Comune negli anni Novanta con lo scopo di promuovere e diffondere iniziative culturali. Altri 6.000 mq (livelli 3 e 4) sono inoltre interessati da un’opzione per un possibile futuro ampliamento del progetto. Un impianto architettonico di grande fascino, che documenta e testimonia la natura ex industriale della città, e in particolare di zona Tortona, divenuta oggi polo di riferimento del design e della moda Made in Italy a livello internazionale, ma anche cuore pulsante di uno dei distretti creativi più vivaci della città.

Milano 4ever: il libro di Urmila Chakraborty

Ho conosciuto mio marito nel 1976, quando eravamo a scuola a Calcutta e credo che l’Italia fosse nel nostro karma. Entrambi abbiamo studiato in una scuola privata (…)

Dall’India a Milano per amore per poi scoprire una città dal cuore grande, dallo spirito attivo e positivo, dalle tante storie che con pazienza Urmila Chakraborty, professoressa del Dipartimento di Scienze della mediazione linguistica e di studi interculturali dell’Università degli Studi di Milano, ha raccolto e raccontato in Milano 4Ever.

Il libro è disponibile qui in formato ebook e cartaceo. Dal sito possibile scaricare un’anteprima.

Dalla recensione di Mariangela Giusti:

E’ un libro su Milano ma, direi meglio, sui milanesi, quello che Urmila Chakraborty – indiana e italiana/lombarda/milanese da quasi vent’anni- propone all’attenzione dei lettori italiani e di tutte le parti del mondo, dato che Milano 4ever si presenta già in doppia lingua (italiano e inglese). Vi si trovano racconti ambientati nel centro di Milano e nelle zone periferiche; brevi storie di uomini e donne milanesi da più generazioni e di nuovi milanesi, arrivati da varie parti del mondo e da varie regioni d’Italia, che a Milano si sentono ormai a casa propria, non più stranieri, non più estranei. Si tratta di un libro a più voci, che ha richiesto all’autrice circa due anni di lavoro, con venticinque docu-stories, come lei stessa le definisce, che raccontano episodi minuti della vita di tutti i giorni accaduti nelle strade o nelle piazze di Milano o in uno dei suoi innumerevoli quartieri (appartamenti, abitazioni, bar, uffici postali…) o in uno dei suoi tanti luoghi della cultura (cinema, musei, teatri…).

E’ una Milano che invita ad esserci, a sostare, a rimanere perché la diversità delle lingue, delle provenienze, delle identità, dei comportamenti, dei tic, delle solitudini di ciascuno rappresenta il presente e il futuro. Urmila Chakraborty è riuscita a cogliere questi tanti aspetti degli abitatori della Milano di oggi. E questo è un altro, ulteriore motivo del fascino e dell’originalità di questo libro.