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14 Gennaio @ Mudec: Pedagogia e Intercultura


Giovedì 14 Gennaio – 18.30
Presso MUDEC – Museo delle Culture – Via Tortona 56

Pedagogia e Intercultura.
Un caso studio: il progetto “Seconda generazione. Identità in evoluzione”

Nella complessa modificazione della composizione interculturale della società italiana, si è sviluppato un importante movimento di ricerca di nuove metodologie di formazione e di intervento nelle scuole.
Alcuni operatori, in collaborazione con alcuni istituti di ricerca e col supporto del Comune di Magenta, hanno sperimentato un percorso innovativo sul territorio coinvolgendo gli insegnanti e le famiglie. In questa serata proponiamo i risultati dell’esperienza e le possibili evoluzioni.

Relatori:

Inquadramento teorico sulla ricerca in pedagogia interculturale
Chiara Lugarini, Marta Franchi tutor Cattedra di Pedagogia interculturale università degli studi di Milano Bicocca

L’importanza di un sistema di rete in un intervento di pedagogia interculturale
Geppino Materazzi – ufficio intercultura Arci Milano

Legislazione in materia di intercultura
Donata Castiello – psicomotricista, formatrice, docente

Pedagogia e intercultura, l’arte di crescere un bambino
Laura Pomari – psicomotricista, formatrice

Laboratori interculturali: video e parole (focus su: I racconti in lingua madre, I giochi del mondo, i laboratori a scuola)
Vaninka Riccardi – operatrice teatrale, formatrice

“Seconda generazione: identità in evoluzione” Un progetto (territoriale) di comunità
Roberta Villa – operatrice teatrale, formatrice

Promuovono l’evento: Arci Milano; Ciridì – Associazione tra Artisti; Arte del sé – APS; ANUPI Educazione – Associazione Nazionale Psicomotricisti Italiani

 Evento facebook: www.facebook.com/events/1673857479498990

https://tavolomudec.wordpress.com

Sabato 28/3 ore 17: L’importanza della lingua madre in una società poliglotta e multiculturale

Sabato 28 marzo alle ore 17, all’interno della mostra-workshop MILANO CITTÀ MONDO nell’ambito delle attività alla Fabbrica del Vapore del progetto M-WAM Milan World Arts Map si terrà il laboratorio – seminario:

L’importanza della lingua madre in una società poliglotta e multiculturale
al quale partecipano :

Ana Pedroso Associazione Cubeart
Carmen Covito Associazione AsiaTeatro
Geppino Materazzi Arci Milano
Jorge Ojeda Equagruppo ed Concultura. Gruppo di Danza “Diavolo Huma”
Paola Pontani Cooperativa Chirone mediazione linguistica e culturale
Vermondo Brugnatelli Associazione Culturale Berbera

Si prevede anche una Video conferenza da Roma con Raul Bolaños (Academia Mayor de la lengua Quechua ) del Perù.

Milano è una metropoli internazionale e multiculturale dove convivono un grande numero di piccole e grandi comunità che provengono dai luoghi più diversi del nostro pianeta. Oltre l’italiano e le grandi lingue di comunicazione internazionale ogni persona porta la pratica o il ricordo della sua lingua madre.

La propria lingua familiare ricorda una ricchezza infinita di storie, di tradizioni, di sonorità, di sfumature, di suggestioni, di immagini che hanno accompagnato la propria crescita umana e sociale. Nel grande tritacarne della mondialità queste risorse possono andare disperse, soprattutto nell’uso quotidiano delle giovani generazioni.

Per questo ci sembra importante in tutte le situazioni rafforzare l’ importante valore della diversità linguistica e culturale, che nell’ambito creativo artistico creativo ritrova la sua materia organica fondamentale, rispondendo anche al messaggio dell’UNESCO e dell’ONU che promuovono per il 21 febbraio la Giornata Internazionale della Lingua Madre.

L’importanza della lingua madre in una società poliglotta e multiculturale
Sabato 28 marzo ore 17
Fabbrica del Vapore
ex locale Cisterne
Via Procaccini 4
Milano

Segnali in Transition

transition_segnalidifuturoVenerdì 6 marzo 2015 alle 20.15 nel Salone d’Onore della Triennale di Milano all’interno della progetto/evento SEGNALI DI FUTURO si terrà la presentazione SEGNALI IN TRANSITION – Accompagnare l’innovazione sociale.

Verrà presentato il progetto Contaminafro – festival di cultura africana di Arci Mo O’ Me Ndama.

Cosa hanno in comune un festival di cultura africana e un laboratorio di restauro di auto d’epoca? Come costruire percorsi di supporto ai segnali di futuro?
Transition apre la seconda fase di accompagnamento alle idee di innovazione sociale, con il racconto di due esperienze in corso, con un nuovo calendario e con nuovi appuntamenti.

TRANSITION – Transnational Network for Social Innovation Incubation è un progetto europeo di 30 mesi che ha l’obiettivo di promuovere e sostenere lo scaling-up delle esperienze di innovazione sociale in tutta Europa. POLIMI DESIS Lab (Politecnico di Milano) e Make a Cube³ sono i partner italiani della rete europea TRANSITION. Insieme hanno sviluppato un percorso per accompagnare gli innovatori sociali e dar loro la possibilità di sviluppare le proprie idee, approfondirle e sperimentarle.

organizzato da POLIMI DESIS LAB e Make a Cube3
http://www.transition.milano.it/

20.15 – 20.20 Introduzione
20.20 – 20.30 Esperienze in progress: i-Battilatra
20.30 – 20.40 Esperienze in progress: Contaminafro
20.40 – 20.50 Transition 2° round: lancio del secondo ciclo di incubazione sperimentale

Milano 4ever: il libro di Urmila Chakraborty

Ho conosciuto mio marito nel 1976, quando eravamo a scuola a Calcutta e credo che l’Italia fosse nel nostro karma. Entrambi abbiamo studiato in una scuola privata (…)

Dall’India a Milano per amore per poi scoprire una città dal cuore grande, dallo spirito attivo e positivo, dalle tante storie che con pazienza Urmila Chakraborty, professoressa del Dipartimento di Scienze della mediazione linguistica e di studi interculturali dell’Università degli Studi di Milano, ha raccolto e raccontato in Milano 4Ever.

Il libro è disponibile qui in formato ebook e cartaceo. Dal sito possibile scaricare un’anteprima.

Dalla recensione di Mariangela Giusti:

E’ un libro su Milano ma, direi meglio, sui milanesi, quello che Urmila Chakraborty – indiana e italiana/lombarda/milanese da quasi vent’anni- propone all’attenzione dei lettori italiani e di tutte le parti del mondo, dato che Milano 4ever si presenta già in doppia lingua (italiano e inglese). Vi si trovano racconti ambientati nel centro di Milano e nelle zone periferiche; brevi storie di uomini e donne milanesi da più generazioni e di nuovi milanesi, arrivati da varie parti del mondo e da varie regioni d’Italia, che a Milano si sentono ormai a casa propria, non più stranieri, non più estranei. Si tratta di un libro a più voci, che ha richiesto all’autrice circa due anni di lavoro, con venticinque docu-stories, come lei stessa le definisce, che raccontano episodi minuti della vita di tutti i giorni accaduti nelle strade o nelle piazze di Milano o in uno dei suoi innumerevoli quartieri (appartamenti, abitazioni, bar, uffici postali…) o in uno dei suoi tanti luoghi della cultura (cinema, musei, teatri…).

E’ una Milano che invita ad esserci, a sostare, a rimanere perché la diversità delle lingue, delle provenienze, delle identità, dei comportamenti, dei tic, delle solitudini di ciascuno rappresenta il presente e il futuro. Urmila Chakraborty è riuscita a cogliere questi tanti aspetti degli abitatori della Milano di oggi. E questo è un altro, ulteriore motivo del fascino e dell’originalità di questo libro.

10° Forum della Società Civile Asia-Europa – Milano, 10-12 ottobre

AEPFinvitoIl 10° Forum della Società Civile Asia-Europa (AEPF10) si riunirà nelle giornate del 10, 11 e 12 Ottobre 2014 con il titolo:
“Towards a Just and Inclusive Asia and Europe – Building States of Citizens for Citizens”.
AEPF10 affronterà temi di primo piano partendo dal punto di vista della società civile, come:

  • Commercio e Investimenti Socialmente Giusti
  • Protezione Sociale Universale – Garanzia di un Lavoro Dignitoso, Accesso ai Servizi Essenziali e
  • Sicurezza Sociale
  • Sovranità Alimentare e Gestione Sostenibile della Terra e delle Risorse Naturali
  • Cambiamento Climatico, Produzione di Energia Sostenibile e Riduzione degli Sprechi
  • Pace e Sicurezza

Tendere verso la realizzazione di tali visioni o alternative è la via d’uscita dalle molteplici crisi che cittadini, Stati e istituzioni stanno affrontando. Le crisi ecologiche, ambientali, alimentari, energetiche e economiche causate dalle politiche e dalle pratiche di molti governi sia nei Paesi ricchi sia in quelli poveri e i loro approcci alla regolamentazione degli affari hanno causato una crescente polarizzazione sociale fra cittadini e Stati. In Asia le crisi hanno esacerbato povertà e ineguaglianze, già diffuse prima della crisi. In Europa la crisi sta invece creando indebitamento, disoccupazione e insicurezza.
Stiamo sempre più sperimentando una “cattura” da parte delle multinazionali, che strutturano e decidono le nostre vite. Le risposte dei cittadini sono spesso ferme a livello locale o nazionale: per andare a completarle l’AEPF cercherà di incoraggiare e rafforzare cooperazione e solidarietà nelle reti di cittadini a livello regionale, inter-regionale e globale.
Si tratta di un appello a movimenti sociali, comunità di frontiera e reti di campagne, ONG progressiste, ricercatori, accademici e membri dei parlamenti di Asia ed Europa, affinché questi si uniscano a noi per fare parte del Forum AEPF10. Sarà un evento aperto, dinamico e inclusivo, che si focalizza su discussioni pratiche e ricche di significato su come avviare processi di cambiamento.

Scarica il programma

Dal 18 maggio Pane e Musiche porta i milanesi alla scoperta delle cucine e delle musiche del mondo

pane-e-musiche-fb-coperDal 18 maggio al 1 giugno in diversi ristoranti della città si svolgerà il progetto Pane e Musiche, all’interno di Expo in Città promosso dal Comune di Milano, a cura dell’Associazione Città Mondo, in collaborazione con Arci Milano e con la partecipazione del Forum Città Mondo.

Oltre 30 piatti differenti proposti, un appuntamento musicale per ogni sera, Pane e Musiche per 14 giorni accede i riflettori sulla grande varietà di proposte di cucine e di musiche del mondo presenti a Milano.

Pane e Musiche permette di scoprire nuovi piatti delle tradizioni culinarie di tutti i continenti, accompagnati da performance musicali che immergeranno le persone nell’atmosfera delle feste tradizionali.

Guidati da una mappa, disponibile su www.paneemusiche.it i partecipanti andranno alla scoperta delle culture e delle abitudini dei diversi Paesi e delle rispettive comunità internazionali presenti a Milano.

Pane e Musiche coinvolgerà tutta la città con i linguaggi universali della musica e del cibo, con i menù a tema proposti dai ristoranti etnici, e le iniziative di promozione della musica, organizzate dalle associazioni, con esperienze artistiche provenienti dalla stessa cultura del piatto proposto o da culture affini.

Pane e Musiche verrà inaugurato il 18 maggio in concomitanza con il Miglio delle Culture, giornata di chiusura al traffico di corso Buenos Aires dedicata alle culture del mondo e alle comunità internazionali di Milano.

Pane e Musiche è il primo progetto curato dall’Associazione Città Mondo, associazione che vede l’adesione di 84 associazioni rappresentative delle numerose comunità internazionali presenti nel territorio milanese, rappresentative di tutti i continenti.

L’Associazione Città Mondo è nata alla fine di un lungo e partecipato percorso che ha coinvolto le oltre 500 associazioni che fanno riferimento al Forum della Città Mondo, istituito dal Comune di Milano e luogo di partecipazione attiva in ambito culturale delle comunità internazionali.

L’Associazione Città Mondo è un’associazione di secondo livello che si pone l’obiettivo di costruire percorsi e promuovere azioni che garantiscano una piena cittadinanza dei migranti nella vita sociale, politica e culturale, promuovere percorsi di valorizzazione delle esperienze e delle competenze di cui sono portatori i cittadini migranti, promuovere azioni e strumenti atti a favorire la crescita, lo sviluppo ed il potenziamento dei propri aderenti nel tessuto sociale.

Anteprima nazionale del film 18+ della Comunità del Bangladesh di Milano

scena18+Sabato 14 settembre alle ore 19 al Piccolo Teatro Grassi nell’ambito del festival Tramedautore si terrà l’anteprima nazionale del film 18+ del regista bengalese Kazi Tipu, promosso e prodotto dall’associazione della Comunità del Bangladesh di Milano, che fa parte del Forum Milano Città Mondo.

Il film rappresenta  la prima importante iniziativa di una comunità che decide di leggere e rappresentare con un linguaggio potente come il cinema una storia che coinvolge personaggi della comunità nei loro percorsi di integrazione nella vità sociale e culturale della comunità milanese.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=P6XQwYqTIpM]

Un racconto che si sviluppa su due  diverse dimensioni: la crisi di crescita di un  giovane che  cerca la sua strada e si confronta con i sentimenti, le paure, le confusioni del diventare uomo- protagonista della sua vita e dei ruoli che comporta, l’altra è quella di un giovane in bilico tra le tradizioni familiari della comunità a cui appartiene,  la personalità più aperta e positiva della sua ragazza  e la sua fragilità  di giovane alla ricerca.

Attraverso questa storia  che diventa un momento speculare delle trasformazioni che la società milanese sta vivendo, si realizza uno spaccato della vita interiore e della crisi di tanti giovani italiani nella cultura e nella formazione  che non ritrovano una positiva risposta di accompagnamento e di riconoscimento della loro realtà a partire dal più fondamentale diritto che è quello della cittadinanza .

Alla realizzazione di questo progetto che speriamo venga accolto e promosso positivamente sia nelle sale pubbliche che nei circuiti associativi l’ARCI ha collaborato con passione per l’importanza che riveste nel panorama  della produzione culturale della metropoli Milanese.

18 +

Soggetto e regia  Kazi Tipu
Sceneggiatura Syeda Tanjia

Attori Pawmba Marina, Sardar Tanzil , Nicu Luthan, Borkot Mirdha, Md Abdullah Al Mamun, Geppino Materazzi, Yesmin Nilufar, Filippo Materazzi, Giovanna Pennucci, Samvida Carolina Mahmud, Raisa Binte Showkat etc…
una produzione di BMC+
presentato da Associazione Bangladesh Milano – Lombardia
con il patrocinio del Comune di Milano e la collaborazione di Milano Scuola di Cinema e Televisione, Arci Milano, Film Commission Milano Lombardia

Per ulteriori informazioni visita il sito www.outis.it/tramedautore

Guarda che ti capisco: il bello di essere stranieri

il-bello-di-essere-stranieriArticolo di Mary Pan pubblicato originariamente su Yalla Italia

Quando diciamo di essere fortunati ad appartenere a due culture, è soprattutto perché capiamo le due culture. Di conseguenza anche il nostro sense of humor è ampliato.

Chi ha detto che lo “straniero” è sempre triste e sbronciato, che lotta contro le discriminazioni e il razzismo reagendo solamente con la rabbia?
Quante volte lo abbiamo fatto con grasse risate dopo situazioni imbarazzanti che si creano nelle nostre vite di tutti i giorni, “grazie” ai nostri lineamenti esotici e al colore della nostra pelle? Quante persone abbiamo ingannato con il nostro fisico spiazzando il nostro vicino che per semplice apparenza dettata dalla sua conoscenza, ci ha giudicato tornandogli indietro solo vergogna? A me quasi sempre, e sono sicura succede ed è successo a tutti. Perché in fondo, diciamocelo…. Siamo tutti un pò stranieri, no?

E così ho deciso (di mia spontanea e sfacciata volontà) di far diventare l’articolo di oggi un contenitore di storie e gaffe, dove gli amici di Yalla potranno condividere le proprie esperienze (se vi va), nei commenti.
Un modo per non sentirsi “discriminati” in solitudine, una condivisione che riguarda tutti, ma soprattutto ricordarsi di riderci sopra quando si può, nonostante quel pizzico di rammarico.

Agli uffici pubblici
L’ambientazione più frequente è senz’altro il luogo pubblico, soprattutto quando si tratta di fare cose burocratiche.
Ero una volta a sbrigare delle faccende di casa in un ufficio del mio comune. Neanche a dire che stavo zitta, comunicavo al mio interlocutore in italiano sforzandomi anzi a non parlare in romano. L’addetta allo sportello però comincia a rispondermi come se fossi una sorda o un apparecchio elettronico di nuova generazione (spero che l’interpretazione in scritto renda l’idea): “SEN-TAAA, MA LLLEI E’ SSSI-CU-RA CHE PRI-MA (gesticolamento del braccio verso indietro) DI LLEI, NON A-BBI-TTA-VVA NE-SSSU-NO (movimento dito destra-sinistra) IN QUE-STO APPAR-TA-MENTO?”
Io la guardo un po’ perplessa, e senza stare al suo gioco le rispondo “No guardi, la casa l’abbiamo presa mentre era in costruzione quindi non è possibile”. “NNON C’ERA UN ALTRO PROPRIE-TTARIOOO….. PRI-MAAA….?” “Signora, guardi che la capisco e le ho già detto di no”.

All’aereoporto
Se in esperienze del genere esco poi con una risatina, ciò che accade agli aeroporti italiani mette veramente alla prova il mio yin e yang. Sarà per i bagagli che non arrivano mai o per i carrelli a pagamento, ma oltre a questo… l’attitudine del personale verso lo straniero lo trovo tremendo.
Ero all’aeroporto di Fiumicino in partenza per Shanghai. Essendo un volo intercontinentale dovevo passare per i controlli ai documenti. Come ben saprete, c’è la fila per la comunità UE e una per tutti gli altri disgraziati. Io vado nella parte nobile e il poliziotto dentro la cabina mi lancia un’occhiata direi poco amichevole (davanti a me solo una persona, mentre nell’altra fila decina di persone, ma guarda un po’!) e la collega della cabina dei disgraziati fa al mio futuro interlocutore (con voce udibile): “Guarda questi qua… pensano di poter saltare la fila!”.
Al mio turno il caro poliziotto alla vista del mio passaporto, lo sfoglia come ha fatto per quello prima di me e me lo restituisce. “Grazie e buonasera” gli dico io. Silenzio. Subito l’oca in divisa fa a lui “Ma come… l’hai fatta passare così?”. “Ha il passaporto italiano” le risponde. Lei mi guarda. Io la guardo. Lei guarda in basso. Finalmente se ne sta zitta.

Lo straniero medio
Ma non parliamo sempre di me! Anche se potrei scrivere un’enciclopedia su situazioni simili che mi sono capitate.
Mi piacerebbe raccontarvi di una situazione che mi fece riflettere. Conobbi in un’occasione una signora indiana e tra una chiacchera e l’altra, mi raccontò che vive una barzelletta quasi tutti i giorni. La signora in questione è un medico. E come tutti i medici ha una borsa da medico. Ovvio. “Non sarò forse il massimo dell’eleganza, ma ogni mattina anche se esco con la mia borsa per andare a lavoro, la mia portiera mi chiede sempre e comunque se la mia signora stia bene o meno”. Incomincia a ridere. “Le prime volte cercavo di farle capire che di mestiere faccio altro, ma niente… per lei io rimango la donna di una certa signora, e io oramai le lascio credere così”.

Una volta invece ascoltai la fantastica testimonianza durante un convegno, di un altro medico, questa volta togolese, che intitolò il suo intervento proprio sui suoi “imbarazzismi” quotidiani.
Ci raccontò che una volta gli fu chiesto la classica domanda: “Da dove vieni?” “Dal Togo” rispose lui. E quello ebbe il coraggio e la sfacciataggine di dire ad un’altra persona accanto “poverino, non sa neanche come si dice il suo paese…” e tornando verso di lui gli disse “Guarda che si dice Congo”, con un tono comprensivo. Ma con fare altrettanto comprensivo, il medico gli rispose “So che forse il mio italiano non sarà perfetto, ma almeno so come si chiama il mio paese… O pensi che Togo siano solo dei biscotti?”.

“Tanto non mi capiscono”
Pensate forse che io sia di parte? Invece no. L’ignoranza colpisce anche le seconde generazioni e i cinesi. (Ohhhhh…..).
Mia cugina si trovava in Cina per una piccola vacanza insieme alla cognata. Decisero un giorno di farsi una pedicure. Evidentemente si trovava in quei centri estetici classici delle periferie, un po’ open air, dove chi fa cure tipo manicure e pedicure si trova accanto a quello che si sta sistemando i capelli. In quella situazione, si era ritrovata in quello stesso posto con un gruppo di ragazzi cinesi evidentemente cresciuti in Italia, perchè parlavano tra di loro in italiano. Nell’attesa di farsi a turno il taglio, cominciarono a deridere del fatto della cura ai piedi ad alta voce pensando che lei non li capisse. “Guarda quella, ma perché si fanno fare queste cose ai piedi? Con queste zampe di maiale poi, che schifo!”. Beh, lascio alla vostra immaginazione il seguito.

Ma come non parlare invece delle gaffe che fanno ahimè, gli italiani all’estero?
Una cosa che mi chiedo sempre: ma perché gli italiani parlano sempre e comunque l’italiano, in qualunque posto vadano? Ero a Berlino e davanti al famoso muro si avvicina una coppia italiana. “Scusi ci può fare una foto?” (in italiano). E io, non ho potuto resistere. “Si certo, la preferite in orizzontale o in verticale?”. “Tutti e due grazie”. E mentre scatto la foto noto la ragazza che bisbiglia “Oh… ma perché questa ci parla in italiano?

A due mie zie (che vivono da anni in Italia) accadde invece una cosa ancora più buffa a Shanghai durante una vacanza. Erano ad aspettare che passasse un taxi durante l’ora di punta. Riuscirono finalmente a fermarne uno, e un italiano dall’altra parte della strada cominciò ad imprecare in modo opposto al gentleman correndo verso di loro… in italiano! “Oh, questo me lo prendo io, ho fretta! Voi andatevene a… (quel paese)” Mia zia senza neanche pensarci, scioccata più per il gesto che per il linguaggio usato, gli rispose (ovviamente in italiano) “ma che vuoi, c’eravamo prima noi!”. Quello si gira di scatto. Le guarda come se fossero extraterrestri, e sale lo stesso in macchina. E ovviamente al taxista fa più gola intascarsi i soldi dello straniero.

Sono tantissime le altre storie e sono sicura che in molti ci siamo trovati in situazioni simili. Tutti ci siamo sentiti stranieri in un contesto che non ci apparteneva.
Il problema è sentirselo anche quando l’ambiente ti appartiene. E questo… non vi fa un po’ ridere?

 

Il nostro augurio per il Ramadan 1434

ramadan-1434Come ogni anno vogliamo fare il nostro augurio a tutti gli amici musulmani ed all’intera comunità che risiede a Milano e in Italia, che il 9 luglio iniziano il mese di preghiera, di ricerca spirituale e di purificazione.

Anche quest’anno il Ramadan sarà un percorso particolarmente oneroso  nella lunghezza del periodo quotidiano di astensione: ci auguriamo che questo periodo di riflessione sia occasione per tutti per ragionare su percorsi di pace e di convivenza.

Riteniamo sia importante per lo sviluppo sociale della città metropolitana che le diverse culture e religioni trovino molteplici occasioni di incontro e confronto, costruendo una società sempre più aperta e dialogante.

“Il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185)

Il Ramadan detto anche il Digiuno (arabo: رمضان, ramaḍān) è, secondo il calendario musulmano, il nono mese dell’anno e ha una durata di 29 o 30 giorni. Per la rigorosa osservanza del digiuno diurno che ostacola il lavoro e per il carattere festivo delle sue notti, costituisce un periodo eccezionale dell’anno per i fedeli islamici in tutti i paesi a maggioranza musulmana: la sua sacralità è fondata sulla tradizione già fissata nel Corano, secondo cui in questo mese Maometto avrebbe ricevuto una rivelazione dall’arcangelo Gabriele. Il digiuno (sawm) durante tale mese costituisce il quarto dei Cinque pilastri dell’Islam e chi ne negasse l’obbligatorietà sarebbe kāfir, colpevole cioè di empietà massima e dirimente dalla condizione di musulmano.

Nel corso del mese di Ramadan i musulmani praticanti debbono astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Chi è impossibilitato a digiunare (perché malato o in viaggio) può anche essere sollevato dal precetto, ma appena possibile, dovrà recuperare il mese di digiuno successivamente.

Lo scopo del devoto è quello di purificarsi da tutto quello che di materiale esiste nel mondo corrotto e corruttibile, e ogni ingestione gradevole è considerata corruzione del corpo e dell’anima perchè distoglierebbe dagli aspetti penitenziali cui mira l’istituzione. Il calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell’anno solare), quindi il mese di Ramadan di anno in anno cade in un momento differente dell’anno solare. Al termine del ramadan, viene celebrato lo Id al-fitr(“festa della interruzione [del digiuno]”), detta anche la “festa piccola” (id al-saghir).