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18 – 20 marzo 2016: Fa’ la cosa giusta! @ fieramilanocity

FLCG-Milano_OKVenerdì 18 Marzo inizia la Fiera Falàcosagiusta (Fiera Milano City) dove Arci sarà presente con i Comitati e i Circoli. Durante la fiera informazioni e proposte per il Referendum Costituzionale e sulle Trivelle.

Fa’ la cosa giusta! è la prima e la più grande fiera nazionale del consumo critico e stili di vita sostenibili. La tredicesima edizione dell’evento si svolge dal 18 al 20 Marzo 2016, nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity.

Nata nel 2004 da un progetto della casa editrice Terre di mezzo ha la finalità di far conoscere e diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.

Venerdì 18 Marzo

15:30 17:00 – Fiera Falàcosagiusta

Dibattito: “Approfondimento sul referendum costituzionale, le ragioni del NO ”; relatore Prof. Avv. Maria Agostina Cabiddu (docente di Diritto Pubblico), intervengono Tullio Montagna (Anpi Lombardia), Massimo Cortesi (Arci Lombardia).

Domenica 20 Marzo

12-13:30 Fiera Falàcosagiusta

Riflessioni sul dopo Expo “Pianeta Non Nutrito: presentazione del sondaggio Astra Ricerche – Mani Tese sulla fame dopo Expo 2015”. Intervengono: Luca De Fraia (Action Aid), Chiara Pirovano (WWF), Sergio Silvotti ( Fondazione Triulza), Giosuè De Salvo (Mani Tese), Luciano Gualzetti (Caritas) modera Graziano Fortunato (Arci).

Tutti i giorni dal 18 al 20 Marzo

Presso Falàcosagiusta

Stand con le proposte e le attività dei Comitati provinciali Lombardi e dei Circoli della città Metropolitana, Turismo, Eventi, attività sociali e culturali. Birra a km zero, Cucina Bio e Popolare. Pad 3 Pace e partecipazione

Biennale OFF: la Biennale dei Giovani Artisti Out of Fabbrica

biennalemediterranea17Dal 22 ottobre, con MEDITERRANEA 17 YOUNG ARTISTS BIENNALE, Milano sarà la capitale del Mediterraneo. L’evento metterà in mostra una variegata moltitudine di forme di espressione, come le arti visive e le arti applicate (Architettura, Industrial Design, Web Design, Moda, Creazione digitale), la narrazione, lo spettacolo (Teatro, Danza, Performance Metropolitane), la musica, il cinema e la gastronomia.

Mediterranea 17 si tiene alla Fabbrica del Vapore, ma non finisce all’interno delle sue mura.
Partendo dall’epicentro creativo della Fabbrica del Vapore, ci sarà una ricca offerta di eventi, workshop e residenze “OFF – Out Of Fabbrica“. Il programma di Out of Fabbrica (16/25 ottobre 2015) intende disseminare una serie di interazioni tra i giovani artisti provenienti dall’area euromediterranea e il tessuto socio-culturale milanese.
Out of Fabbrica, a cura di Marco Trulli,è un evento promosso da Arci con il sostegno del Comune di Milano e il patrocinio di Fondazione Cariplo.

 

IL PROGRAMMA

16 Ottobre
Ore 17.00
Residenze, Via Procaccini, 4
c/o Fabbrica del Vapore

La Ville Ouverte
Una geografia di definizioni dello spazio pubblico

17 Ottobre
Ore 19.00/20.30
Circolo Arci Ohibò, via Benaco, 1
No food’s Land. Mostra collettiva di grafica a cura di RUFA
Vernissage musicale in aperitivo
Ingresso gratuito con tessera Arci

18 Ottobre
ore 18.00
Circolo Arci Biko

Live painting “ACAB – All Comics at Biko” con Mattia Campo dall’Orto, Paolo Cammello, Neim e Jacopo Starace.
Sul palco Frank Sinutre e Dj Mile Soundbass.
A cura del Circolo Arci Malabrocca.

21 Ottobre
ore 18.00
Madama Hostel, Via Benaco 1

Aperitivo con presentazione degli esiti del workshop “La ricotta – disegnare un film”, a cura di Gianluca Costantini.

23 Ottobre
Ore 18.30
Via Termopili, 28

La Tunisia
Un progetto di Pelagica (Laura Lecce e Fabrizio Vatieri).
Artisti: Giuseppe de Mattia, Giuseppe Fanizza, Tothi Folisi, Rachele Maistrello, NASTYNASTY©, Anna Positano e Angela Zurlo.
Mostra a cura di Pelagica in collaborazione con Marco Trulli (La Ville Ouverte)

Ore 21.30
Circolo Métissage, Via Borsieri, 2

Gurdan Rayatt (UK) live
(Indian classical tabla)
Ingresso riservato ai soci Arci

24 ottobre
Ore 16:00
Ex Cisterne, Sala 2, Fabbrica del Vapore, Via Procaccini, 4

Presentazione di Here is elsewhere
Residenza a cura di Marco Trulli,
con Simona Di Meo, Marta Leite, Anna Raimondo e Fatima Bianchi, Anna White e con Mare Culturale Urbano

Ore 22.00
Circolo Arci L’impegno
Via Gian Battista Bodoni, 3

Live di “C is for noir”
(Electro-pop)
Ingresso riservato ai soci Arci

25 ottobre
Ore 10.00/16.30
Castello Sforzesco, Portico dell’Elefante
Piazza Castello 1, Milano

Parole dal Mediterraneo
Reading collettivo degli autori selezionati da Mediterranea 17 – Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo.

Presentazione di
Io sto bene e così spero di te – per un possibile poema plurale, a cura di Luca Basso.
in collaborazione con Bookcity.
Ingresso libero fino esaurimento posti.

25 Ottobre
Ore 22.00
Spazio TU di Maschere Nere,
Via Procaccini 4
c/o Fabbrica del vapore

Party off!
DJ set Palm Wine
Post Global Sound

WORKSHOP, AZIONI E RESIDENZE

19/21 Ottobre
La ricotta – disegnare un film
Workshop diretto da Gianluca Costantini
Partecipano Mattia Campo Dall’Orto, Arianna Farricella e gli studenti di Rufa
Con la partecipazione di Enrico Parisio

16/24 Ottobre
Here is elsewhere
Residenza a cura di Marco Trulli,
partecipano Simona Di Meo, Marta Leite, Anna Raimondo, Anna White e con la partecipazione di Fatima Bianchi.
In collaborazione con Careof e Mare Culturale Urbano

22/25 ottobre
“Io sto bene e così spero di te” – per un possibile poema plurale
Workshop a cura di Luca Basso

22/25 Ottobre
BreRaum
Azioni per Mediterranea 17
Fabbrica del vapore
Via Procaccini, 4
A cura di Massimo Mazzone, Ufficio relazioni internazionali Accademia di Brera

In Vino Veritas
a cura di: Nicoletta Braga,
Con Rossana Bossini, Lenia Georgiou, Chrysoula Plakioti, Lilia Ruocco, Floida Skraqi.

Una serie finita di Ciao come Stai
di Giampaolo Algieri, Dario Bitto, Antonio Gramegna, Luca Petti
Con Benson Otasowie

Info su:
www.mediterraneabiennial.org
www.bjcem.org      https://www.facebook.com/events/1649229495325212/
communication@bjcem.org

Convengo “Sviluppo sostenibile in agricoltura” ad EXPO

Sviluppo sostenibile in agricoltura: l’importanza del patrimonio agricolo nel sistema sostenibile della produzione di cibo e il contributo della ricerca e dell’educazione.

28 Settembre – 4 Ottobre 2015 – EXPO Milano 2015

Giovedì 1° Ottobre 2015 – Padiglione WAHF-IASS

Ore: 15.00 – 19.00 – Responsabile prof. Massimo Scalia

Il programma di questa giornata verteràsui cambiamenti climatici e il loro impatto sul ciclo agroalimentare, un tema di drammatica importanza, che è invece del tutto sottovalutato, per usare un eufemismo, da EXPO 2015. Verranno quindi allestiti dei poster e una proiezione di slide che illustrino il carattere di rottura della stabilità dei grandi cicli climatici ad opera del global warming e le conseguenze generali di tale rottura. In particolare, l’impatto sul ciclo delle acque, delle quali l’agroalimentare è tributario per l’80% dei consumi di acque dolci. Nella tarda serata, o anche dopo cena la giornata sarà chiusa da un dibattito al quale hanno assicurato la loro partecipazione, oltre a Massimo Scalia, Gianni Mattioli, Sergio Ferraris e Mario Agostinelli. La partecipazione è aperta e saranno presenti Parviz Koohafkan e Stefano Grego.

SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO (PDF)

Amazon Butterfly, Chico Mendes oggi

amazon-butterfly In occasione dellaella presenza in Italia della delegazione dell'Acre, lo Stato brasiliano che include buona parte della Foresta Amazzonica per la "Giornata dell'Amazzonia", che si terrà il 5 Settembre presso il Padiglione del Brasile ad Expo, proponiamo la serata la serata 'Amazon Butterfly, Chico Mendes oggi', dedicata alle bellezze e ricchezze dell'Amazzonia.

Vi saranno due appuntamenti:

4 Settembre 2015

Teatro Lirico, via Cavallari, MAGENTA - ore 21.00

8 Settembre 2015

Teatro Binario 7, via Turati 8 MONZA - ore 21.00

Presentazione del libro “Amazon Butterfly – salute e bellezza dalla foresta”

Proiezione di filmati sulle ricchezze e bellezze dell’Amazzonia Esibizione di un gruppo folkloristico brasiliano Interventi del Governatore dello stato amazzonico dell’Acre, dei sindaci di Magenta e di Monza, Mario Agostinelli e tanti altri. Incontri condotti e coordinati da Energia Felice.

Per maggiori informazioni:

www.energiafelice.it/4-settembre-a-magenta-amazon-butterfly-chico-mendes-oggi www.energiafelice.it/8-settembre-a-monza-amazon-butterfly-chico-mendes-oggi

Entrambi gli eventi sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

“Esserci” in EXPO 2015

Questo contributo si avvale di una discussione e di testi elaborati in sedi milanesi e lombarde, che costituiscono un sedimento per una critica impietosa ma non rinunciataria – orientata cioè su un piano propositivo – alla sfavillante manifestazione mondiale. Avendo partecipato alla discussione di alcuni di questi documenti (www.costituzionebenicomuni.it; www.energiafelice.it) sono debitore ad essa, anche quando la interpreto come qui a titolo personale.

IL DIRITTO DI CRITICARE EXPO

Sono tra coloro che ritengono che le rilevanti risorse messe in campo per la realizzazione di questo “grande evento” avrebbero potuto essere spese più utilmente in altri modi, con ricadute probabilmente superiori in termini di posti di lavoro, di benessere per i cittadini e di sviluppo per la città di Milano. In questi mesi, di fronte a tutto quello che è accaduto, dall’illegalità allo sperpero di ingenti risorse economiche per l’organizzazione di Expo in una città e in un Paese dove la povertà e la diseguaglianza crescono quotidianamente e che avrebbero urgenza di ben altri interventi, ho maturato un giudizio complessivamente negativo. L’occasione di Expo si è consumata oscillando fino ad arretrare sui contenuti più innovativi e dirompenti, ritenuti troppo vicini ad ipotesi di trasformazione. Idee e progetti che si possono azzardare e mostrare di condividere solo nei convegni, ma non si praticano in realtà né nella prassi amministrativa né nella pratica economica e politica.

La tragedia poi della confusa, contraddittoria e irregolare gestione preparatoria va rintracciata nella mancanza di una chiara catena di comando, con il ricorso alla nomina di commissari più o meno straordinari incardinati assurdamente su di una legge che riguardava la Protezione Civile e con provvedimenti che hanno rappresentato una specie di falso ideologico di Stato. Si è spalancata così la porta a chi voleva travolgere le norme urbanistiche e il Codice degli appalti – già debole di suo – e fare strame del controllo democratico. Premesse, dunque, tutt’altro che confortanti. ...continua la lettura

Expo 2015 non sarà solo una fiera internazionale, sarà anche società

expo-milanoDi Emanuele Patti, presidente Arci Milano e coordinatore Arci Expo 2015.
Pubblicato su Arcireport n.2, 22 gennaio 2015

«Papà papà, ma davvero potremo fare tutte quelle cose? Ma noi ci andremo? … Io voglio andarci… Mi ci porti vero?» Incasso queste domande di mia figlia, 9 anni, dopo che ha visto per la prima volta lo spot di Expo in tv. Le rispondo che certo ci andremo, e ci andremo con l’Arci. Ovviamente marketing, retorica da Mulino Bianco, ma oggettivamente efficace.

Nonostante tutto questo mi si rafforza la convinzione che la scelta che stiamo facendo sia la più corretta. Apparentemente contraddittoria, complessa per tutti coloro che in questi anni hanno lavorato proprio sui temi che il claim di Expo 2015 mette in campo. La scelta di gran parte del Terzo Settore italiano di candidarsi a gestire il primo Padiglione della Società Civile nella storia delle Esposizioni Universali rimane l’unico modo per portare la voce di chi la forza da solo non l’avrebbe mai avuta. Così come la scelta di stare nella coalizione di organizzazioni che promuoveranno l’Expo dei Popoli a giugno, una grande tavola planetaria dove si incontreranno le grandi reti contadine della Terra con i movimenti altermondialisti, associazioni e sindacati per portare la voce dal basso sui grandi temi, a partire dalla sovranità alimentare, con uno straordinario impegno dei nostri dirigenti dei territori e di Arcs.
Expo non sarà solo una grande kermesse, una fiera internazionale, sarà anche società.

Il Comune di Milano sta lavorando a promuovere in quei mesi una Dichiarazione delle Città del Mondo sul tema del cibo. Il Mondo sarà a Milano e in Italia. L’Arci è anch’essa società, la agiamo e a volte la condizioniamo, lottiamo per i diritti, difendiamo i più fragili, promuoviamo le culture. Questa nostra funzione dobbiamo svolgerla anche dentro l’Expo, inteso sia come periodo, sia come luogo fisico. Però per far- lo dobbiamo pedalare. Mancano 100 giorni all’inizio e dobbiamo far capire meglio quali sono le nostre motivazioni e quale la nostra funzione. Dobbiamo coinvolgere i territori, perché è da lì che porteremo le nostre prassi, le nostre vertenze, le reti di cui facciamo parte. A Expo saremo fisicamente presenti in Cascina Triulza con un nostro stand.

Ci sarà spazio anche per la creatività giovanile considerate una di quelle ‘Energie per la Vita’ della seconda parte del claim Expo.
La Fondazione ha individuato 7 assi tematici che orienteranno il programma culturale della Cascina: consumo consapevole per una produzione e uno sviluppo di qualità; dar voce a chi non ha voce; esprimersi per esserci; protagonismo dei giovani; cittadini custodi dei beni comuni; vivere e convivere nelle comunità locali e globali; insieme per un mondo migliore.
L’Arci ha tanto da dire e da far vedere su questo. Ora serve impegnarsi per poter essere davvero efficaci.

È necessario che ogni nostro regionale si doti di un referente per meglio coordinare questa fase, ed è necessario che chi è interessato alla distribuzione dei biglietti di ingresso contatti subito l’Arci Lombardia alla mail expo2015@arci.it.
Saremo l’Arci per un Expo dei diritti, da difendere, da ottenere, da consolidare. Saremo l’Arci della libertà di pensiero dentro e fuori l’Expo. Saremo l’Arci della denuncia e quella dei fatti concreti.

Festival della Biodiversità 2014

Festival Biodiversità 2014Sabato 20 settembre al Carroponte si terrà l’ottava edizione del Festival della Biodiversità, manifestazione nazionale sui temi della natura e della sostenibilità. Quest’anno l’evento si ispira ai valori e agli intenti stabiliti dall’ONU che ha proclamato il 2014 “Anno internazionale dell’agricoltura familiare”, che intende valorizzare i piccoli proprietari terrieri evidenziando il loro significativo ruolo nel combattere la fame, la malnutrizione e la povertà.

Sarà presente Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole con delega a Expo 2015 per esplorare in che modo la biodiversità si relazioni con l’idea di “nutrire il pianeta” e come il festival possa ambire ad essere il prototipo di riferimento per promuovere la cultura della sostenibilità e diventare un evento importante di Expo in città.

In programma dalle 14.30
– laboratori per bambini e famiglie a cura di ARCI,Novalis, Cooperativa sociale Koinè, Giò.CO.RE.
Prenotazione consigliata al 392-3244674
– Presentazione e distribuzione del pane e del dolce per Expo – Attività di panificazione insieme ai panificatori di Sesto San Giovanni e ProLoco
– Libri in movimento: il bibliobus del Consorzio Biblioteche Nord Ovest.

Dalle 17
– Cosa succede all’Expo 2015?
Incontro con alcuni protagonisti dell’Esposizione Universale
Introduce e modera: R.Gini – Parco Nord Milano
Partecipano: C.Pennasi – Fondazione Triulza, Padiglione Italia, C. Artusi – Expoincittà, P.A. Superti – Anci Lombardia, M. Marturano – AnciperExpo.

Dalle 19
– Prepariamoci all’Expo
Incontro con i Sindaci del Nord Milano in vista dell’Expo.
Introduce: G. Manni, Presidente Parco Nord
coordina: M. Chittò, Sindaco di Sesto e Anci Città Metropolitana
Interviene: M. Martina, Ministro delle Politiche Agricole con delega a Expo 2015

e in più… Happy Hour con musica dal vivo!

Call Internazionale di Idee per il Padiglione della Società Civile in Expo 2015

Potranno essere presentate fino al 30 aprile 2014 le proposte per la 1ª Call Internazionale di Idee “Exploding your Idea! Destination Expo Milano 2015” – promossa da Fondazione Triulza ed Expo 2015 S.p.A – rivolta a tutte le realtà della Società Civile, nazionali ed internazionali, interessate ad essere ospitate ed a partecipare al Programma Culturale del Padiglione della Società Civile – Cascina Triulza. Le Istituzioni pubbliche e i soggetti con finalità di lucro, che non presentano caratteristiche mutualistiche e/o solidaristiche, potranno partecipare in partenariato con una o più organizzazioni del Terzo Settore.

Fondazione Triulza, che gestisce Cascina Triulza in qualità di Non Official Participant, raccoglie, attraverso specifiche call internazionali, le istanze e le proposte delle organizzazioni della Società Civile e del Terzo Settore in vista di Expo Milano 2015 per organizzare la loro presenza in Cascina Triulza durante i 6 mesi dell’Esposizione Universale, per favorire l’incontro tra culture diverse, per accrescere la conoscenza e incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, specialmente dei più giovani, per garantire l’accoglienza e l’inclusione di tutti i soggetti sociali, a partire dai più svantaggiati.

Expo Milano 2015 sarà la prima Esposizione Universale con un padiglione dedicato alle organizzazioni nazionali e internazionali della Società Civile. L’Esposizione Universale del 2015 rappresenta un’opportunità unica di collaborazione per le reti locali, nazionali e internazionali del Terzo Settore e, soprattutto, un’occasione di incontro e confronto tra queste, le istituzioni, le imprese e la cittadinanza tutta.

Leggi tutto sul sito della Fondazione Triulza

Come Expo 2015 potrebbe rovinare Milano e i milanesi

expopolisIntervista agli autori di “Expopolis”, presentato il 15 luglio al Carroponte, a cura di Francesco Birsa Alessandri pubblicata originariamente su Vice Italia 

Venerdì 7 luglio Giorgio Napolitano ed Enrico Letta hanno partecipato all’evento “Verso Expo 2015”, organizzato alla Villa Reale di Monza per fare il punto della situazione sui lavori e gli investimenti in vista dell’Esposizione Universale del 2015. Napolitano ha insistito tantissimo sull’importanza dell’evento quale opportunità di rilancio per il paese, e Letta ha aggiunto “L’Expo vince e vincerà, se sarà simbolo dell’unità nazionale” e “in anni di turbolenza politica nazionale l’Expo è stata sempre riferimento di unità.”

Dal 2008, anno in cui si è deciso che Expo si sarebbe fatta a Milano, non sono mancate tuttavia nemmeno le voci critiche, convinte che l’Esposizione lascerà un’eredità molto pesante in termini di debito pubblico, spazi urbani ed economia reale, nonché di conflitti d’interessi e speculazioni sfiancanti per il “corpo” della città e per chi la vive, con trasformazioni che stanno già interessando molti quartieri e frazioni milanesi. Oltre a questo, gli attivisti denunciano il sovrapporsi di conflitti di interessi tra le aziende aggiudicatesi appalti e subappalti, il fatto che si è ignorato per anni come i terreni destinati ad ospitarlo fossero altamente inquinati, così come la poca chiarezza, ad oggi, su cosa conterrà effettivamente questo grande evento.

Alcune di queste voci di opposizione hanno deciso da tempo di creare uno strumento di controinformazione molto particolare: ExpoPolis, una versione alternativa di Monopoli scaricabile gratuitamente e modificabile a piacimento. Dall’esperienza è nato un libro, una narrazione completa, per quanto non lineare, di quello che Expo sta generando e genererà a Milano, ampliando il discorso a tutti i fatti che in questi anni hanno evidenziato le urgenze sociali tipiche di una metropoli europea in tempo di crisi. Per saperne di più ho deciso di intervistare due dei principali autori: Roberto Maggioni, giornalista per Radio Popolare e MilanoX, e Abo, attivista del collettivo Off Topic. Li ho raggiunti nello spazio occupato Piano Terra, nel cuore del quartiere Isola, e all’ombra del “bosco verticale” cantiere-simbolo della cementizzazione e gentrificazione che, secondo il loro lavoro, stanno mandando Milano in metastasi.

VICE: Come prima cosa vorrei che mi raccontaste la gestazione del libro.
Roberto Maggioni: C’erano già due lavori che correvano paralleli da un tot di anni, almeno dal 2008-09: quello che portava avanti il Comitato No Expo con Off Topic e il Centro Sociale Fornace, e quello che facevo io in radio. L’anno scorso Off Topic ha fatto un dossier autoprodotto su Expo e per presentarlo si sono inventati Expopolis, il monopoli in versione milanese, proprio per tentare di coinvolgere le persone in maniera nuova. Da quello poi il passaggio è stato abbastanza automatico. Ci è venuta l’idea di far diventare il gioco un libro e quindi ci siamo messi a scriverlo. Gran parte del materiale in realtà ce l’avevamo già davanti, chiaramente. [Del gioco] rimangono la grafica e alcuni espedienti come probabilità e imprevisti, proprio per differenziarlo dai soliti libri. Lo abbiamo scritto perché altrimenti non lo avrebbe fatto nessun altro, ce ne stiamo accorgendo proprio in questi giorni.
Abo: Abbiamo scommesso su un prodotto collettivo, realizzato da un collettivo di persone già stabile con in più l’aggiunta di Roberto. Per questo c’è un continuo cambio di registri e linguaggi, molto narrativo e molto lontano dalla saggistica classica. Anche un po’ confuso, se vuoi… È interrotto da QR Code, dagli “imprevisti” e dalle “probabilità”. Al di là del libro, Expopolis è rimasto come immaginario, come modo di presentare la cosa in generale più simile alla performance. Lo abbiamo fatto in molte occasioni, organizzando partite di Expopolis con pedine umane in luoghi pubblici come il centro di Rho e il politecnico.

Dici che Expo è solo una delle componenti del mutamento della città. Me ne sono accorto leggendo il libro, ma soprattutto vivendo a Milano in questi anni. Anzi sembra essere stato più un pretesto, uno strumento attraverso il quale il cambiamento è stato accentuato.
Abo: Ci sono tre esempi che secondo me aiutano molto a capire la situazione. Negli anni precedenti all’assegnazione dell’esposizione a Milano vengono progettati una serie di nuovi poli—MaciachiniPorta Nuova—la nuova fiera di Milano e l’avvicendamento dal piano regolatore tradizionale al pgt. Dispositivi differenti tra loro che precedono l’Expo ma che leggiamo in quella chiave. Lo vediamo non come un evento che dura sei mesi ma come un evento che suggella un cambiamento e funziona a molti livelli: economico, finanziario, urbanistico, architettonico politico… In questo senso è un po’ la tag, la parola chiave per dare un nome al cambiamento, trovare il rapporto tra questi livelli che magari a volte sembrano anche incoerenti tra loro. Una parola che da oggi al 2015 sarà sempre più importante. Siamo a due anni dall’evento e ci deve essere un cambio di passo, sia istituzionale che dal punto di vista di chi, come noi, lo considera un osservatorio. Per questo era anche il momento di fare un punto su Milano oggi, e sulla parabola di questo evento, la sua economia, la sua storia i cambiamenti che sono stati giustificati attaccando un‘iniziativa all’altra in maniera tentacolare. Un’operazione di marketing territoriale che spesso giustifica iniziative speculative, debiti, vuoti, opere incompiute che spesso sono l’unica eredità materiale dei grandi eventi.

E riguarda (o riguarderà) solo Milano?
Roberto: No. Si parla sempre di più di Expo come possibilità di sperimentare cose nuove in ambito lavorativo e di governo dei territori. Non lo diciamo noi, ma i diretti protagonisti: il presidente della commissione lavoro Sacconi in un’intervista ha dichiarato che il modello di flessibilità sperimentato qui, se dovesse funzionare, si potrebbe allargare a tutta la città. Dal loro punto di vista non fa una piega, ma apre una crepa pazzesca. Expo al momento è controllato da un commissario straordinario, che agisce in deroga alle leggi, e in nome delle emergenze e dei ritardi permette di sperimentare anche cose che vanno al di là della speculazione. Si sta proprio aprendo un’altra fase: se Expo è un’occasione bisogna capire per chi e di sperimentare cosa.


Uno dei progetti per Expo 2015.
Nel libro evidenziate alcune cose che sono dei fatti conclamati: dai palesi conflitti di interesse internialla società Arexpo alle aziende subappaltatrici sospettate di mafia, fino alla nozione che tutti i recenti grandi eventi europei hanno indebitato fino al collo le città che li hanno ospitati. Roba sotto gli occhi di tutti, eppure si continua a ignorarla, e a sottolineare solo i presunti vantaggi. Come pensate sia possibile?
Roberto: Be’, Expo è un evento bipartisan: quando Milano si è aggiudicata l’evento nel 2008 al governo c’era Prodi col centrosinistra, a Milano e in Lombardia governava il centrodestra con la Moratti e Formigoni. Adesso a Milano c’è un governo di centrosinistra, a Roma le larghe intese e in regione la Lega, ma le cose non cambiano. L’evento è voluto sia dal centrosinistra che dal centrodestra, si vede negli appalti: i due principali sono andati alla CMC (legata alla lega delle cooperative, quindi vicina al PD) e alla Mantovani (cordata di imprese venete legata al PDL). Sotto di loro c’è tutta una rete interpolitica di aziende subappaltatrici spesso in odore di mafia. Non mi sbilancio oltre perché non ci sono sentenze ma solo inchieste aperte. Queste sono state escluse dal cantiere, o quantomeno ci hanno provato. Comunque Expo fagocita tutte le voci in un coro unico. Chi si pone fuori lo fa in maniera abbastanza drastica.
Abo: Regione, imprese, associazioni, cooperative lo vedono come un’occasione di rilancio. Poi magari non va a buon fine perché in Pedemontana si costruisce un solo lotto, però questo può muovere per un po’ delle economie. Poi bisogna capire di che tipo: a noi non piace perché è un’occasione per lavoro nero, caporalato, precarietà, una scusante per promuovere nuove tipologie contrattuali che superano addirittura la riforma Fornero. Tutti sono interessati. È mancato da sempre uno sguardo laico, o meglio un dibattito laico sull’opportunità di farlo o meno. Oramai sono cinque anni che la città mastica l’Expo, ma un confronto sereno non c’è mai stato. Quando la giunta Pisapia ha votato l’accordo di programma ci sono stati solo tre astenuti, neanche un voto contrario.

Infatti una cosa che si nota molto è come la cittadinanza di Milano non sia né molto consapevole dei fatti né coinvolta nel dibattito, tranne quella che vive nei quartieri su cui gli interventi sono stati più aggressivi. 
Abo: Un po’ il problema è che l’esposizione non suscita né affetto né opposizione. Noi parliamo di attitudine No Expo, cioè di una rete di soggetti che lavorano insieme, ma non c’è un vero e proprio movimento No Expo. Da parte di tutti c’è una sorta di sospensione del giudizio, intanto perché non si è capito ancora cosa succederà. Cioè, il progetto vero qual è? Milano ha vinto con un dossier di candidatura che conteneva un progetto che non c’entra più niente con quello che stanno facendo ora: gli orti planetari, tutta quella roba. È difficile capire quale sarà veramente il rapporto tra questo evento e la città, quale sarà il suo impatto sui posti di lavoro e l’economia reale, ma anche quale sarà l’esperienza vera e propria dell’esposizione. È una fiera del turismo o un parco giochi? È un’esposizione per i maker e i creativi o una borsa delle idee ad uso e consumo dei grandi soggetti? Sono tutti lì un po’ che aspettano, poi ovviamente più ci avviciniamo all’evento più si polarizzeranno gli interessi della gente. Noi vogliamo capire questo cambiamento e in che tipo di città ci troveremo il 31 ottobre 2015 per non esserne pedine.

Tra le varie pedine del Monopoli, a Pisapia avete assegnato il fiasco. È abbastanza eloquente come immagine, ma spiegatemi come mai l’avete dato proprio a lui.
Roberto: Noi diciamo sempre che il sindaco ha sbagliato la prima mossa. Pisapia non era sicuramente un Expo-entusiasta e ne avrebbe fatto volentieri a meno. Se l’è ritrovato, e nei primi mesi della sua giunta gli è mancato quel pizzico di coraggio per dare una svolta all’evento. Anzitutto ha ratificato l’accordo di programma stilato dalla giunta precedente, lo strumento che in gran parte vincola il destino dell’area Expo dopo l’evento e secondo il quale si potrà edificare su metà dell’area, per cui l’idea che ne rimanga un grande parco cittadino è remota. I terreni alla fine dell’esposizione saranno di proprietà della azienda Areaxpo, di cui il comune fa parte solo minimamente. E comunque dal 2016 Pisapia potrebbe decadere, per cui potrebbero anche cambiare destinazione. C’è stato un momento in cui uscire da Expo era possibile, quando la penale da pagare al BIE era ancora gestibile.
Abo: Ogni anno la penale aumenta. Ora mi pare che siamo a 270 milioni, però vannno aggiunte tutte le piccole penali per gli appalti già assegnati.
Rob: L’unica cosa che Pisapia sta facendo è promettere che ci sarà questo parco e provare a coinvolgere le associazioni del terzo settore, quelle ambientaliste… Cercare di tirare su un carrozzone magari più spendibile presso il suo elettorato, più sensibile a questi argomenti. La Moratti non avrebbe avuto questa esigenza.

Ricordo che in campagna elettorale uno dei punti di Pisapia era proprio quello di un Expo sostenibile, all’insegna della green economy e in linea col tema “Nutrire Il Pianeta”.
Abo: Dal progetto del 2007 a quello di oggi è stata introdotta sì una dimensione di diffusione, ma con partecipazione, green economy e sostenibilità non ha niente a che fare. I progetti che lasceranno in eredità, le vie d’Acqua o Cascina Merlata sono un pacco. Tant’è che il comune su alcuni progetti che poi sono naufragati come le vie di terra ora ripropone un bando: tipo mettere gli alberi in piazza Duomo: non è una roba nuova, ma un’appendice di Expo che si è sgretolata strada facendo, e viene ripensata in chiave minima come se fosse qualcosa di altro. Il comune di Milano ha già 500 milioni di debiti e ne sta investendo 350 in Expo. In un periodo in cui il mantra è “non ci sono soldi” e si finanziano solo progetti a costo zero, si è scelto di investirli in quell’evento. Quindi non è che non ci sono soldi in assoluto, ma che la strategia della città di Milano va in questa direzione.

Buffo anche che ci si nasconda sempre dietro l’edilizia “ecologica”. Il progetto originale era stato firmato da Stefano Boeri, che è stato assessore alla cultura ma anche l’architetto del grattacielo che ci troviamo alle spalle. 
Abo: Diciamo che nel suo curriculum ci sono tante di queste cose. Ha avuto una forte leadership nel progetto di Cascina Cuccagna, nel rapporto tra la cooperativa e il comune, avendo modo di giocare tra Expo e la Cuccagna. Ha avuto un ruolo importante nel progetto di Porta Nuova, non solo da architetto, ma esponendosi in maniera forte. È stato anche, cosa più importante, uno dei pochi rimasti dal governo di Expo della Moratti a quello di Pisapia. Quindi sicuramente è stato un uomo chiave per un periodo, poi evidentemente non più.

La cosa strana è che ai tempi passava anche come interlocutore principale tra la gente dei quartieri e il comune. 
Abo: È uno che fa 30 lavori e vedi sempre il personaggio: è fuori da alcuni schemi, non è stato un uomo di partito per molto tempo, e ha anche dei modi molto giovani e ammiccanti. Però poi i conti si fanno sulle scelte, e Boeri è stato uomo chiave all’interno di un progetto partecipativo farlocco che ha trasformato il vero bosco di Gioia in un bosco verticale incompiuto, la cui società edificatrice ha portato i libri in tribunale e che forse ripartirà dopo mesi di stop. È stato anche l’architetto del mancato G8 alla Maddalena, così come uno degli attori del “cambiamento” del PD che poi non c’è stato. Ha scommesso su cose che poi non hanno funzionato: il suo progetto di Expo era irrealizzabile, tutto il sistema di serre e biomi, gli orti interplanetari… Tutti sapevano che non si sarebbe fatto, ma sapevano che era la cartolina con cui vincere contro Smirne. L’ennesima operazione di immagine. A parte una piccola collina mediterranea ci saranno un centro commerciale, forse un laghetto e per il resto solo padiglioni nazionali tematici—strutture in cui faranno borse del turismo e basta. Quella roba lì che ci avevano raccontato non esiste.

Expo dei Popoli incontra cittadini e istituzioni agli Expo Days e a Terra Futura 2013

Expo dei Popoli continua il percorso della società civile verso Expo 2015 in due importanti eventi di maggio: gli Expo Days a Milano e Terra Futura a Firenze.

Expo dei Popoli partecipa alla seconda edizione degli Expo Days (1 maggio – 2 giugno), organizzati al Comune di Milano in collaborazione con Expo 2015 spa, patrocinando diversi eventi e iniziative organizzate dalla società civile su diversi temi e per diversi soggetti: dagli insegnanti, agli studenti, dalle istituzioni ai cittadini in generale.
Il percorso verso Expo 2015 è avviato e la diffusione e approfondimento dei temi chiave dell’esposizione cibo ed energia, è oggi uno degli obiettivi principali per richiamare i cittadini italiani e milanesi a partecipare a questo importante evento.

“Expo 2015 è una grande opportunità per la società civile, che per la prima volta è partecipante non-ufficiale dell’esposizione universale”– ribadisce il Comitato Expo dei Popoli, “e portare il suo contributo in tutti gli ambiti possibili è uno degli scopi che Expo dei Popoli si è dato per questi anni”.

Dal 17 al 19 maggio invece, Expo dei Popoli sarà a Firenze all’interno del programma delle iniziative di Terra Futura – appuntamento ben conosciuto dalla società civile italiana, dedicato al tema del futuro sostenibile, che quest’anno festeggia i 10 anni.

Gli appuntamenti sono consultabili sui siti:
Expo 2015 spa
Terra Futura
Expo dei Popoli

A Milano procede il progetto Expo dei Popoli

Il Consiglio Comunale approva una mozione a favore del progetto. E’ un primo passo verso la collaborazione tra istituzioni e società civile

Il Comitato per l’Expo dei Popoli esprime grande soddisfazione per l’approvazione della mozione a favore del progetto Expo dei Popoli, avvenuta ieri sera (15 gennaio 2013) da parte del Consiglio Comunale di Milano con 27 voti a favore e 7 astenuti.
La mozione, che vedeva come primi firmatari i consiglieri Pantaleo e Lazzarini, «impegna il Sindaco e la Giunta a sostenere il percorso del Comitato Expo dei Popoli e la realizzazione dell’assemblea Expo dei Popoli che – in concomitanza o a ridosso dell’Assemblea delle Nazioni Unite che dovrà valutare i risultati della Campagna del Millennio e definire le successive strategie – si svolgerà a Milano nel 2015 con l’obiettivo di discutere le politiche di sviluppo e di lotta alla povertà e far giungere a tutti i governi riuniti alle Nazioni Unite le proposte della società civile e dei popoli del mondo».
Per le associazioni e le Ong firmatarie del Manifesto per l’Expo dei Popoli e promotrici
dell’omonimo comitato, questo riconoscimento è il primo passo concreto verso una indispensabile collaborazione fra istituzioni e società civile milanese, nazionale e internazionale. L’auspicio è che anche gli altri enti pubblici che hanno responsabilità dirette e poteri decisionali sull’Expo 2015 ‐ in primis Regione Lombardia e Ministero del Tesoro ‐ dichiarino il loro impegno in favore del protagonismo di coloro che ogni giorno si battono in prima linea per l’affermazione e tutela dei diritti umani, per la difesa dell’ambiente, per la dignità del lavoro e l’affermazione della giustizia e della pace nel mondo.

 

Fanno parte del Comitato per l’Expo dei Popoli:
ACLI, ACRA, ActionAid, AMREF, ARCSARCI, ARCI, Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’Acqua Onlus, Chico Mendes, COE, CoLomba – Cooperazione Lombardia, COSPE, Fratelli dell’Uomo, Intervita, Legambiente, Mani Tese, Oxfam Italia, Pax Christi, WWF, Iscos Cisl, Deafal, Ai.Bi., GVC, Ipsia.

 

Per informazioni e contatti:
Cristina Sossan cell. 3290299991
info@expodeipopoli.it,
www.expodeipopoli.it