Tag: Expo 2015

Più cittadinanza attiva per fare la cosa giusta davvero – Fa’ la cosa giusta

falacosagiustaÈ stata importante e varia la partecipazione dell’Arci Lombardia all’edizione 2016 di Fa’ la cosa giusta. Volontari e volontarie dell’associazioni si sono alternati allo stand particolarmente bello (e sarebbe stato ancora meglio allestito se un contrattempo non avesse dirottato una parte dei materiali preparati) e frequentato anche grazie alle buone cose da mangiare offerte.
L’Arci ha animato dibattiti e concerti in iniziative sempre caratterizzate dalla scelta di fare rete, di fornire strumenti di comprensione, non semplici adesioni, ma collaborazione fattiva. Così è stato anche per l’incontro del 20 marzo Pianeta Non Nutrito: presentazione del sondaggio Astra Ricerche – Mani Tese sulla fame dopo Expo 2015. In esso la ricerca di Mani tese presentata da Giosuè De Salvo ha permesso di affrontare con dati interessanti l’analisi della percezione del pubblico della kermesse milanese dedicata (almeno formalmente) a Nutrire il pianeta.
Ma non si è trattato di una mera ricognizione sugli insuccessi sostanziali, formativi e informativi di Expo.
L’aspetto più interessante della ricerca, sottolineato con coloriture diverse dagli interventi di Luca De Fraia (Action Aid), Chiara Pirovano (Wwf), Sergio Silvotti (Fondazione Triulza), Luciano Gualzetti (Caritas) e del moderatore Graziano Fortunato (Arci), è stato la dimostrazione che non è più possibile fondare la costruzione di un nuovo mondo possibile solo sul miglioramento dei comportamenti individuali. Al contrario la lotta alla fame, all’ingiustizia, allo spreco non può che passare per una rinvigorita capacità dei cittadini e delle cittadine di determinare e agire scelte politiche che ne risolvano le cause.
Per l’Arci questo nuovo approccio condiviso è una conferma della correttezza delle scelte che l’associazione ha fatto di non separare mai gli aspetti di trasformazione degli stili di vita dalla lotta per il protagonismo politico evitando che l’obbiettivo dell’azione fosse ridotto alla costituzione di isole privilegiate (spesso per reddito) nelle quali comportamenti virtuosi venivano sviluppati senza contaminare le scelte complessive del pianeta e le conseguenze di esse sulla vita dell’intera popolazione globale. Corrispondente alle teorie enunciate il finale nel quale tutti i relatori hanno condiviso l’appello per il Sì alla salvaguardia del mare nel referendum No triv.

Unico neo dell’incontro che si è protratto ben oltre l’orario di fine stabilità la pessima qualità ambientale. Una discussione di tale rilevanza e con tale profondità di intervento da parte della relatrice e dei relatori, coordinati dal nostro Graziano Fortunato, avrebbe meritato una collocazione acusticamente meno disastrata. Ve ne renderete conto ascoltando l’audio dei video che potete trovare sul canale youtube di Arci Lombardia. Abbiamo deciso di pubblicare tutti gli interventi nonostante il limite tecnico della registrazione: la qualità dei contenuti vale lo sforzo acustico per separarli dal brusio circostante. Come dire che le idee di futuro sono così chiare da non poter essere vinte dal rumore di fondo.

Guarda la galleria delle foto.

Già on line Sul canale di Arci Lombardia i video di tutte le relazioni dell’incontro del 20 marzo Pianeta Non Nutrito: presentazione del sondaggio Astra Ricerche – Mani Tese sulla fame dopo Expo 2015.

Articolo di Giampaolo Rosso

Posted in: Ambiente, Arci Lombardia

http://www.arcilombardia.it/?p=1143

 

Diritti d’autore e musica al PatamuLIVE Expo Milano 2015

patamulive
Il 30 Luglio dalle 19.30 in Cascina Triulza, il padiglione della Società Civile di Expo Milano 2015, si parlerà di diritto d’autore con Adriano Bonforti, fondatore della piattaforma per la tutela degli artisti Patamu.com, Federico A. Amico, responsabile nazionale cultura Arci e Felice Romeo, consigliere di Fondazione Triulza. Lo scopo è quello di sensibilizzare non solo i musicisti, ma anche gli addetti ai lavori e i proprietari dei locali adibiti a musica ed eventi live.

Subito dopo si darà il via alla musica live targata Patamu.com, con un open-mic in cui ruoteranno diverse band e artisti della scena emergente meneghina e lombarda. Grazie al nuovo servizio di Patamu, PatamuLIVE, tutti gli artisti che si esibiranno riscuoteranno direttamente e interamente i propri compensi per il diritto d’autore senza alcuna intermediazione.

“Il fatto che una startup come Patamu sia stata invitata all’Expo da realtà come ARCI e Cascina Triulza, da sempre attente all’arte ed alla cultura” – sottolinea Adriano Bonforti – “è molto importante, perché questo ci consente di portare all’esposizione universale un servizio innovativo e totalmente rivoluzionario per l’Italia, che esplora nuovi modelli di diritto d’autore e che rovescia totalmente sul piano concettuale il principio in base al quale hanno lavorato fino ad oggi le collecting: mentre queste riscuotono le royalties e ne restituiscono in seguito una percentuale, più o meno alta, all’autore, con PatamuLIVE, invece, è l’autore che riscuote per intero le royalties e decide poi liberamente se donare una quota per sostenere il progetto ed aiutarlo a crescere e a migliorare. Le dinamiche messe in moto da questo progetto non solo restituiscono dignità alla figura degli artisti come categoria professionale, ma hanno anche l’effetto positivo di arricchire la biodiversità delle proposte artistiche che arrivano alle nostre orecchie ed ai nostri occhi, in un’Italia sempre più compressa da una proposta culturale standardizzata.”

Patamu.com è una piattaforma per la tutela degli artisti e delle loro opere dal plagio istantanea. Ha vinto due premi per l’innovazione ed è stata una delle prime start-up in Italia, iscritta al registro delle imprese innovative, cui è stata riconosciuta legalmente la propria vocazione sociale da parte dello Stato Italiano. 

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New Farms for Expo

new farms for expo
L’associazione New Generations, con il patrocinio del Comune di Milano, di Expo2015 e dell’Ordine degli Architetti di Milano organizza dal 24 al 30 giugno a Milano “New Farms for Expo”: tra le cui attività verrà proposto anche un workshop internazionale multidisciplinare con lo scopo di indagare i temi principali di Expo2015 – produzione agricola, alimentazione, sostenibilità – calandoli nella realtà urbana milanese, al fine di riusare e riattivare alcuni edifici abbandonati di Milano, in particolare le cascine demaniali abbandonate o sottoutilizzate del Comune di Milano.

Qui il bando del workshop

Expo 2015: servirà davvero a nutrire il pianeta?

Come ci ricordano i sempre più frequenti spot pubblicitari, manca davvero poco all’inizio ufficiale dell’Expo. Ma, alla fine, l’immenso sforzo economico, il carico ambientale, la mastodontica e energivora macchina organizzativa saranno serviti solo a contare i cinesi venuti in Italia, ad apprezzare le leccornie servite nei padiglioni, a rilanciare i consumi nella illusione di un ritorno alla crescita di un pianeta stremato? Che ne è e che ne sarà degli slogan ambiziosi “nutrire il pianeta” e “energia per la vita”? Coglieremo invece l’occasione di un Expo diffuso, dentro e fuori il recinto della mostra, sottratto alla retorica che lo circonda come grande vetrina commerciale?

Non dimentichiamo che Expo 2015 si tiene a Milano in una fase della globalizzazione nel segno della privatizzazione e del primato dell’economia sulla società. Semplificando, si può dire che il Forum di Davos dei potenti ha messo all’angolo i Forum Sociali susseguitisi dopo i successi di Porto Alegre, offrendo una sua narrazione, a volte mitigata e perfino allettante, del governo mondiale che una oligarchia ristretta intende rafforzare anche in questa ricorrenza. Le multinazionali, tra cui quelle del settore agro-alimentare e le corporation energetiche, vorrebbero convincere miliardi di persone che, mantenendo le disuguaglianze sociali e alimentando la speculazione finanziaria, si possa superare con i miracoli della tecnologia la crisi creata a dispetto del degrado naturale, dello sfruttamento del lavoro, della democrazia.

Si tratta di uno sforzo imponente, ma che non regge nei fatti, se appena si ragiona. Deve impressionare come e perché sia stato di fatto tolto di scena il tema del rapporto tra energia e vita. Questa ‘decapitazione’, serve per eludere la questione climatica. Aldilà del cibo, del gusto, del valore culturale di ciò che mangiamo nel piatto, c’è il pianeta che ‘ci ospita’, che fornisce tutto quello che ci alimenta, che ci scalda, che ci fa muovere e di cui non riusciamo ancora a comprenderne pienamente il valore.

Ad esempio la cementificazione del territorio italiano ha eroso negli ultimi cinquant’anni 8 milioni di ettari di coltivazioni: una superficie pari all’intera regione Umbria, perdendo la capacità di assorbire Co2. Inoltre, sempre per i riflessi sul clima, l’agrobusiness da cibo, rivolto solo al 30% degli abitanti del pianeta, è responsabile dell’emissione del 48% dei gas serra totali. (v. CibononCibo, edito da Mc Editrice). Per di più i cambiamenti climatici soffrono e sono causati da un fabbisogno energetico mondiale ancora soddisfatto per oltre l’80% dai combustibili fossili.

Su tutto questo Expo glissa, se non affidando a piccole voci di contorno il tema di maggior attualità. Eppure il disordine climatico sta già avendo e sempre più avrà drammatiche conseguenze proprio sull’agricoltura e sull’alimentazione per tutti gli abitanti del pianeta, non solo per il miliardo di persone che oggi è sotto il livello di sopravvivenza. Il cambiamento climatico determina, nell’alternarsi degli effetti nelle varie aree del Pianeta, un impatto complessivo negativo e rappresenta una minaccia alla sicurezza alimentare, che dall’agricoltura dipende. Inoltre la rottura della stabilità dei grandi cicli climatici, è la più grave alterazione del riprodursi del ciclo delle acque e della loro disponibilità sulla Terra. Una profonda svolta nella gestione umana del circuito energia, acqua, terra, biosfera si rende necessaria e inderogabile. Verso nuove forme di sviluppo economico-sociale, che impieghino saperi, tecnologie e intelligenza dell’uomo nella gigantesca impresa di praticare tutte le attività umane in sintonia coi grandi cicli della natura.

Perciò occorre discutere di come ridurre da subito l’uso di combustibili fossili (e le relative emissioni); fermare il nucleare non solo in Italia ma almeno in tutta Europa; vietare la estrazione di gas da scisto e da sabbie bituminose; puntare a produrre il 100% di elettricità da rinnovabili. Ma di tutto questo non sembra che Expo voglia proprio occuparsi, al di là di una retorica che rimbalza in tutte le comunicazioni.

Per questo è stato lanciato da studiosi, scienziati, ambientalisti e artisti un appello che chiede che, durante tutto il periodo dell’esposizione, Expo dedichi a questi temi – i quattro ‘elementi’ energia, acqua, terra, biosfera e il link con i cambiamenti climatici – una sessione centrale e permanente, sotto l’egida della Fao e dell’Unesco e all’insegna degli Obiettivi del Millennio, aperta al dibattito tra gli esperti e le esperienze e le proposte che cittadini e portatori di interessi vorranno mettere a confronto.

Bando Servizio Civile per Expo 2015

LogoSCNExpoE’ stato pubblicato il bando sperimentale di servizio civile che vedrà la presenza di 140 giovani in servizio civile alla grande manifestazione mondiale di EXPO 2015, che si svolgerà a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre prossimo.

Due sono i progetti di servizio civile attivi, collegati al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” promossi da una rete di enti e di realtà della società civile, i cui principali ambiti di intervento sono:

  • Comunicazione,
  • Supporto alla realizzazione delle attività,
  • Accoglienza dei visitatori.

Il progetto Expo 2015: partecipazione della società civile e cittadinanza attiva impiegherà 50 giovani in servizio civile, che svolgeranno servizio negli Padiglioni della Società Civile: Cascina Triulza, Caritas Internationalis e Casa don Bosco.

Il progetto Expo 2015 e la partecipazione dei paesi nei cluster tematici impiegherà 90 giovani in servizio civile, che svolgeranno servizio nei nove cluster dell’Expo 2015 previsti all’interno del sito espositivo. Questi sono nove spazi espositivi dedicati a Paesi che hanno in comune una caratteristica agricola o geografica.

In entrambi i progetti, la cui partenza è prevista per fine aprile, i giovani svolgeranno servizio per tutta la durata della manifestazione, per poi continuare nei 6 mesi successivi nelle sedi degli enti promotori della Lombardia e del Piemonte.

Le modalità di invio delle candidature sono tre:
– invio a mano presso la sede indicata
– invio postale direttamente presso la sede indicata (si ricorda che fa fede la data di ricezione);
-invio tramite PEC- Posta Elettronica Certificata da indirizzo PEC del candidato

La sedi per l’invio delle candidature sono due:
Arci Servizio Civile Lombardia, Via dei Transiti, 21, 20127, Milano
per il progetto: Expo 2015: partecipazione della società civile e cittadinanza attiva
Caritas Ambrosiana, Via San Bernardino, 4, 20122, Milano
per il progetto: Expo 2015 e la partecipazione dei paesi nei cluster tematici

Di seguito i link:
– al sito dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile dove è possibile prendere visione del bando e scaricare i moduli per presentare la propria candidatura.
http://www.serviziocivile.gov.it/menusx/bandi/selezione-volontari/bandoexpo2015/

– al sito dell’ente capofila del progetto Expo 2015: partecipazione della società civile e cittadinanza attiva dal quale è possibile scaricare il testo del progetto:
www.arciserviziocivile.it

– al sito dell’ente capofila del progetto Expo 2015 e la partecipazione dei paesi nei cluster tematici dal quale è possibile scaricare il testo del progetto:
www.caritasitaliana.it

Expo 2015 non sarà solo una fiera internazionale, sarà anche società

expo-milanoDi Emanuele Patti, presidente Arci Milano e coordinatore Arci Expo 2015.
Pubblicato su Arcireport n.2, 22 gennaio 2015

«Papà papà, ma davvero potremo fare tutte quelle cose? Ma noi ci andremo? … Io voglio andarci… Mi ci porti vero?» Incasso queste domande di mia figlia, 9 anni, dopo che ha visto per la prima volta lo spot di Expo in tv. Le rispondo che certo ci andremo, e ci andremo con l’Arci. Ovviamente marketing, retorica da Mulino Bianco, ma oggettivamente efficace.

Nonostante tutto questo mi si rafforza la convinzione che la scelta che stiamo facendo sia la più corretta. Apparentemente contraddittoria, complessa per tutti coloro che in questi anni hanno lavorato proprio sui temi che il claim di Expo 2015 mette in campo. La scelta di gran parte del Terzo Settore italiano di candidarsi a gestire il primo Padiglione della Società Civile nella storia delle Esposizioni Universali rimane l’unico modo per portare la voce di chi la forza da solo non l’avrebbe mai avuta. Così come la scelta di stare nella coalizione di organizzazioni che promuoveranno l’Expo dei Popoli a giugno, una grande tavola planetaria dove si incontreranno le grandi reti contadine della Terra con i movimenti altermondialisti, associazioni e sindacati per portare la voce dal basso sui grandi temi, a partire dalla sovranità alimentare, con uno straordinario impegno dei nostri dirigenti dei territori e di Arcs.
Expo non sarà solo una grande kermesse, una fiera internazionale, sarà anche società.

Il Comune di Milano sta lavorando a promuovere in quei mesi una Dichiarazione delle Città del Mondo sul tema del cibo. Il Mondo sarà a Milano e in Italia. L’Arci è anch’essa società, la agiamo e a volte la condizioniamo, lottiamo per i diritti, difendiamo i più fragili, promuoviamo le culture. Questa nostra funzione dobbiamo svolgerla anche dentro l’Expo, inteso sia come periodo, sia come luogo fisico. Però per far- lo dobbiamo pedalare. Mancano 100 giorni all’inizio e dobbiamo far capire meglio quali sono le nostre motivazioni e quale la nostra funzione. Dobbiamo coinvolgere i territori, perché è da lì che porteremo le nostre prassi, le nostre vertenze, le reti di cui facciamo parte. A Expo saremo fisicamente presenti in Cascina Triulza con un nostro stand.

Ci sarà spazio anche per la creatività giovanile considerate una di quelle ‘Energie per la Vita’ della seconda parte del claim Expo.
La Fondazione ha individuato 7 assi tematici che orienteranno il programma culturale della Cascina: consumo consapevole per una produzione e uno sviluppo di qualità; dar voce a chi non ha voce; esprimersi per esserci; protagonismo dei giovani; cittadini custodi dei beni comuni; vivere e convivere nelle comunità locali e globali; insieme per un mondo migliore.
L’Arci ha tanto da dire e da far vedere su questo. Ora serve impegnarsi per poter essere davvero efficaci.

È necessario che ogni nostro regionale si doti di un referente per meglio coordinare questa fase, ed è necessario che chi è interessato alla distribuzione dei biglietti di ingresso contatti subito l’Arci Lombardia alla mail expo2015@arci.it.
Saremo l’Arci per un Expo dei diritti, da difendere, da ottenere, da consolidare. Saremo l’Arci della libertà di pensiero dentro e fuori l’Expo. Saremo l’Arci della denuncia e quella dei fatti concreti.

Petrolio a gogò e lavoro usa e getta

C’è una relazione tra un presunto ritorno del petrolio ai fasti economici di inizio ’900 e la riduzione dei lavoratori a pura merce? Credo di sì, almeno nella testa di chiunque trasformi in valore economico ogni relazione e per profitto degradi natura e lavoro. Quanto sia illusoria questa pretesa di ritorno a duecento anni fa, lo dimostra la “guerra del prezzo del petrolio” che agita i mercati con le sue mille inquietanti contraddizioni.

Come ho già evidenziato nei post più recenti, gli attuali prezzi del petrolio sono imposti dai cartelli e dagli interessi geopolitici del momento, anche se costituiscono una tendenza non sostenibile a lungo termine, con una perdita di orientamento delle politiche energetiche, climatiche, industriali e per l’occupazione a livello mondiale. La volatilità che ne proviene è tale che la presunta vittoria degli Stati Uniti nel campo dei fossili con il ricorso alla produzione shale è stata in poche settimane messa in dubbio dall’azione dei Sauditi, disposti a buttare fino a 25 miliardi di dollari l’anno pur di tener botta sul mercato con un prezzo artificialmente basso, ancor più spinto di quello delle produzioni da scisto.

Giochiamo su un precipizio di cui non percepiamo la profondità, sprecando risorse finanziarie e naturali, con ferite all’ambiente e un accanimento miope verso il lavoro e la povertà, al punto da tradire ancora una volta gli appuntamenti sul clima e di fare della ripresa una fiammata che non crea occupazione, ma ulteriori disuguaglianze, profitti e speculazione finanziaria.

Se il petrolio rimane a 60 dollari, l’economia della Russia si contrarrà di circa il 4% nel 2015. Nella guerra fredda che si è riaperta, Bloomberg New Energy Finance del 5 gennaio ammonisce che la crisi del petrolio americano è alle porte. La Continental Resources Inc perde 4,6 miliardi di dollari nel 2015, avendo previsto un prezzo di 80 euro. Halliburton Co., il più grande fornitore al mondo di servizi di fracking alle compagnie petrolifere, ha annunciato il licenziamento di 1.000 lavoratori. Il petrolio di West Texas Intermediate, che aveva raggiunto un picco di 107,7 dollari nel mese di giugno, è sceso a 52 dollari il 2 gennaio e ben 37 dei 38 giacimenti di scisto americani l’hanno seguito nella caduta. Michael Feroli, capo economista americano presso JPMorgan, scrive che la crisi potrebbe spingere l’intero Texas in una “recessione regionale dolorosa”.

Anche per il carbone si addensano nubi: la Banca Mondiale rifiuta di finanziare nuovi progetti nel settore, mentre i conflitti europei non si limitano al gas: 66 delle 126 miniere di carbone ucraine non sono in attività a causa dei combattimenti a Donetsk e Luhansk.

In questo scenario che non induce all’ottimismo, c’è, al contrario, la conferma di un andamento costantemente positivo del settore delle rinnovabili, cioè della possibilità di ricorrere ad energia pulita per sopravvivere alla caduta del prezzo del petrolio. Da metà ottobre, mentre il greggio è sceso di quasi 30 dollari al barile, non ci sono stati cambiamenti nelle quotazioni dell’energia da fonti naturali, come misurato dal Nex (New Energy Global Innovation Index). E questo perché godono ormai di fatto di un sostegno politico e sociale generale – anche se contrastato nei media e disdegnato da Governi alla giornata come il nostro – che assicura stabilità oltre la tempesta.

Di fatto, le rinnovabili continuano a dar risultati promettenti nell’eolico offshore, dopo che hanno raggiunto competitività nei due settori principali (vento onshore e Pv), con costi molto ridotti e una valutazione dei rischi da parte delle agenzie di credito all’esportazione che risultano inferiori a quelli per le opere di estrazione e trasporto dei fossili. Così si sono aperti mercati all’estero per le imprese tedesche, danesi, coreane e statunitensi, sostenute dalle azioni dei loro governi, quando il nostro latita in balia di vergognosi stop and go, nocivi per gli utenti, le imprese, l’occupazione, l’ambiente.

Possibile che Expo 2015 si sia ridotto solo al capitolo alimentazione, cancellando quel binomio energia-vita che era, assieme al cibo, nello slogan di presentazione al mondo della manifestazione? Certamente, in mancanza di una politica energetica nazionale che ci renda presenti con know-how, imprese e lavoro, oltre che sui mercati tradizionali (Europa, Cina e Usa), anche su quelli in autentica esplosione, come le Filippine, l’Africa, l’India e il Cile!

Eppure, nel 2014 l’energia “pulita” nel mondo è volata ancora in alto, superando le aspettative, con una crescita del 16% – pari a 310 miliardi di $ in investimenti – con un balzo record in Cina (+32%) e con crescite assai maggiori rispetto ai settori tradizionali anche in Usa (+8%), Giappone (+12%), Canada (+26%), India (+14%), mentre da noi gli investimenti sono calati del 60% rispetto al 2013.

E si capisce, se si riflette sul tipo di sviluppo pensato dal governo attuale: da una parte aspettative miracolistiche per il calo del prezzo del petrolio, accompagnato dalle prospettiva di trivelle lungo le coste e di costruzione di condotte e rigassificatori per 45 miliardi; dall’altra flessibilità e licenziabilità per i nuovi assunti e meno diritti e welfare per chi al lavoro c’è già. Se si ritiene che la “rivoluzione” stia nel Job Act e nella “riforma Fornero”, perché scervellarsi a ragionare anche sull’energia che il sole invia quotidianamente sul suolo del bel Paese?

Ultime settimane per la 2° Call Internazionale di Idee per il Programma Culturale del Padiglione Società Civile “Exploding your Idea! Destination Expo Milano 2015”

infografica-CT-2-xpost-750x750Call rivolta alle organizzazioni del Terzo Settore nazionali e internazionali e alle Istituzioni. Le Aziende possono partecipare in partenariato con le realtà non profit

Deadline: 15 settembre 2014

Ultime settimane per partecipare alla 2° Call Internazionale di Idee “Exploding your Idea! Destination Expo Milano 2015” – promossa da Fondazione Triulza ed Expo 2015 S.p.A – rivolta a tutte le realtà della Società Civile, nazionali ed internazionali, e agli enti pubblici interessati ad essere ospitati ed a partecipare al Programma Culturale del Padiglione della Società Civile – Cascina Triulza. Le aziende e i soggetti con finalità di lucro che non presentano caratteristiche mutualistiche e/o solidaristiche potranno partecipare in partenariato con una o più organizzazioni del Terzo Settore.

Le proposte potranno essere presentate fino al 15 settembre 2014. Tutta la documentazione sulla 2° Call, con la descrizione degli spazi del Padiglione, è disponibile al link: http://www.fondazionetriulza.org/2-call-internazionale/


Informazione stampa

Fondazione Triulza
Padiglione Società Civile Expo 2015
Ufficio Stampa – Pilar Sinusia
comunicazione@fondazionetriulza.org
Tel. + 39 02 39297777
Cell. 333-2098813
www.fondazionetriulza.org

Appello di Expo Milano 2015 e Fondazione Triulza ai governi e istituzioni UE per promuovere partecipazione Società Civile

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Cascina Triulza si candida a ospitare attori e iniziative che contribuiscano a rafforzare il settore dell’economia civile e i progetti europei di cooperazione per lo sviluppo

Nell’ambito del semestre di presidenza italiana della UE, Expo Milano 2015 e Fondazione Triulza lanciano un invito ai governi e alle istituzioni europee perché promuovano la partecipazione delle imprese sociali e delle organizzazioni non profit nel Padiglione Società Civile per sviluppare progetti e politiche per una Europa sociale ed economica sostenibile.

Expo Milano 2015 sarà la prima Esposizione Universale con un padiglione dedicato alle organizzazioni nazionali e internazionali della Società Civile: Cascina Triulza. Con questa scelta Milano ha voluto riconoscere l’importante ruolo e il contributo essenziale della Società Civile nell’affrontare i grandi problemi del pianeta e dell’umanità. Un ruolo e un contributo riconosciuto formalmente da decenni dai principali governi europei e dalle istituzioni UE, anche attraverso il coinvolgendo della società civile nella definizione delle politiche sociali ed economiche nazionali ed europee.

Il Padiglione della Società Civile si candida ad ospitare durante i sei mesi di Expo Milano 2015 le organizzazioni del terzo settore di tutta Europa per condividere best practices, consolidare reti, avviare iniziative che servano a rafforzare il settore della economia civile e promuovere nuovi progetti di cooperazione per lo sviluppo. Con questo obiettivo e nell’ambito del semestre di presidenza italiana dell’UE, Expo 2015 e Fondazione Triulza lanciano un invito esplicito ai governi e alle istituzioni UE perché promuovano la partecipazione delle imprese sociali e delle organizzazioni non profit nel Padiglione Società Civile per sviluppare progetti e politiche per una Europa sociale ed economica sostenibile.

Il “settore della economia sociale” in Europa – che include il mondo delle cooperative, degli enti mutualistici e dell’associazionismo – da lavoro ad oltre 14,128 milioni di persone (il 6.53% degli occupati totali della UE -27) e ha continuato a crescere nonostante la crisi: dal 2002 al 2010 il numero di occupati nelle imprese cooperative europee è cresciuto del 31.51% e nelle associazioni il 24.06%, secondo l’ultimo report commissionato dal CESE-Comitato Economico e Sociale Europeo (*). In Italia, nelle oltre 300.000 organizzazioni non profit censite dall’ultimo rapporto Istat (28% in più rispetto al 2001) operano 4,7 milioni di volontari, 681 mila dipendenti, 270 mila lavoratori esterni e 5 mila lavori temporanei.

Cascina Triulza sarà il luogo dove le realtà della Società Civile potranno confrontarsi con le istituzioni pubbliche, le aziende e gli enti filantropici per sperimentare nuovi modelli di lavoro e di responsabilità sociale e riuscire a dare una risposta efficace e partecipata alle problematiche sociali. Ospiterà le grandi reti internazionali della Società Civile e, attraverso la partnership con Fondazione Cariplo, i delegati dell’AGA Meeting 2015 – l’Assemblea Annuale dell’European Foundation Centre (EFC). Il Ministero degli Affari Esteri ha inoltre individuato Cascina Triulza come uno dei luoghi del sito espositivo dove il sistema della cooperazione italiana organizzerà eventi a carattere divulgativo e tecnico-scientifico.

Il 24 giugno è stata pubblicata la 2° Call Internazionale di Idee “Exploding your Idea! Destination Expo Milano 2015” – promossa da Fondazione Triulza ed Expo 2015 S.p.A – rivolta a tutte le realtà della Società Civile, nazionali ed internazionali, e agli enti pubblici interessati ad essere ospitati ed a partecipare al Programma Culturale del Padiglione della Società Civile. Le proposte potranno essere presentate fino al 15 settembre 2014. Tutta la documentazione sulla 2° Call, con la descrizione degli spazi del Padiglione, è disponibile al link: http://www.fondazionetriulza.org/2-call-internazionale/

(*) “The Social Economy in the European Union”, report commissionato dal CESE-Comitato Economico e Sociale Europeo al CIRIEC – Centre international de recherches et d’information sur l’économie publique, sociale et coopérative. (Brussels,2012).

 

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Al via la 2° Call Internazionale di Idee per lo Sviluppo del Programma Culturale del Padiglione della Società Civile in Expo Milano 2015. Deadline: 15 settembre

Interview-Sergio-Silvotti-Civil-society-pavillon-Expo-2015Alla prima edizione di “Exploding your Idea! Destination Expo Milano 2015” hanno partecipato 105 realtà del Terzo Settore con 133 proposte culturali

È stata pubblicata la 2° Call Internazionale di Idee “Exploding your Idea! Destination Expo Milano 2015” – promossa da Fondazione Triulza ed Expo 2015 S.p.A – rivolta a tutte le realtà della Società Civile, nazionali ed internazionali, e agli enti pubblici interessati ad essere ospitati ed a partecipare al Programma Culturale del Padiglione della Società Civile – Cascina Triulza. Le aziende e i soggetti con finalità di lucro che non presentano caratteristiche mutualistiche e/o solidaristiche potranno partecipare in partenariato con una o più organizzazioni del Terzo Settore. Le proposte potranno essere presentate fino al 15 settembre 2014. Tutta la documentazione sulla 2° Call, con la descrizione degli spazi del Padiglione, è disponibile al link: http://www.fondazionetriulza.org/2-call-internazionale/

Alla prima edizione della Call, chiusa alla fine di aprile, hanno partecipato 105 organizzazioni del Terzo Settore proponendo 133 progetti per costruire il programma culturale e artistico del Padiglione Società Civile durante i 6 mesi dell’Esposizione Universale. Più della metà dei progetti presentati, 74, vedono la collaborazione tra realtà italiane e organizzazioni della Società Civile estera. http://www.fondazionetriulza.org/133-progetti-presentati-alla-1call-internazionale/

Uno degli aspetti più innovativi del modello gestionale del Padiglione Società Civile è proprio l’effettivo coinvolgimento delle organizzazioni italiane e internazionali del Terzo Settore nella costruzione del Programma Culturale: esse possono proporre eventi, attività culturali, espositive, convegni e momenti d’intrattenimento partecipando a specifici concorsi di idee e dimostrando la fattibilità economica della proposta.

Lo scopo di Fondazione Triulza, l’ente incaricato di gestire gli spazi e le attività del Padiglione della Società Civile, è organizzare la presenza di queste realtà durante i 6 mesi dell’Esposizione Universale e dare loro la possibilità di partecipare attivamente e da protagoniste alla costruzione dei contenuti e della legacy di Expo Milano 2015. Il programma culturale di Cascina Triulza ha come obiettivo favorire l’incontro tra culture diverse, accrescere la conoscenza e incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini, specialmente dei più giovani, garantire l’accoglienza e l’inclusione di tutti i soggetti sociali, a partire dai più svantaggiati.

Expo Milano 2015 sarà la prima Esposizione Universale con un padiglione dedicato alle organizzazioni nazionali e internazionali della Società Civile: Cascina Triulza. Si tratta di uno dei padiglioni più grandi, dell’unico manufatto già esistente all’interno del sito espositivo – un’antica costruzione rurale lombarda – e, soprattutto, è stato individuato come uno dei principali lasciti materiali e immateriali di Expo Milano 2015. Cascina Triulza sarà, di fatto, una delle due uniche strutture del sito che rimarranno dopo l’Esposizione Universale per ospitare le attività e la progettualità delle realtà della Società Civile. Fondazione Triulza gestirà l’intero Padiglione della Società Civile in qualità di Non Official Participant, coordinando un ricco programma di eventi in collaborazione con Expo 2015 S.p.A. Fondazione Triulza è un ampio e plurale network partecipato dalle principali 60 organizzazioni del Terzo Settore di Italia. www.fondazionetriulza.org

 

Immagini e materiali utili:

http://www.fondazionetriulza.org/area-stampa/

 

Visita la pagina dedicata per accedere al testo integrale della Call e a tutta la documentazione utile.

http://www.fondazionetriulza.org/2-call-internazionale/

 

Per informazioni ed approfondimenti sulla Call è possibile scrivere all’indirizzo: programma.culturale@fondazionetriulza.org