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Tag: diritti

“Per un’Italia senza muri”, un coordinamento per unire il fronte comune contro razzismo e neofascismo

Sarà un importante momento di impegno comune la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018
Le numerose crisi che affliggono le nostre società hanno intaccato le fondamenta della democrazia, riportando alla luce un atteggiamento violento e aggressivo nei confronti di uomini e donne che vivono in condizioni di miseria e in pericolo di vita, accusandoli di essere la causa dei nostri problemi.

La serie di episodi di violenza nei confronti di immigrati, con una evidente connotazione razzista e spesso neofascista, impone una seria e immediata azione di contrasto che parta da una doverosa riflessione: il tessuto sociale impoverito divenuto, giorno dopo giorno, campo fertile per fomentatori di odio e di esclusione sociale.

Si stanno frantumando  i legami di solidarietà e, progressivamente, spostando l’attenzione dalle vere cause e dalle responsabilità dei governi nazionali e delle istituzioni internazionali.

La crisi è di sistema, è universale e la risposta non è più contenibile dentro i propri confini o ristretta a soluzioni parziali. Le interdipendenze tra crisi ambientale, modello di sviluppo, migrazioni forzate, guerre, illegalità, corruzione, corsa al riarmo, razzismo, rigurgiti fascisti e crisi delle democrazie, sono oramai ampiamente documentate.

È necessaria un’azione che coinvolga l’intera Europa, oggi incapace di rispondere al fenomeno delle migrazioni in modo corale, senza permettere agli egoismi dei singoli di prevalere. La solidarietà è premessa indispensabile per la lotta alle disuguaglianze e per la difesa dei diritti.

La società civile, il mondo della cultura, dell’associazionismo, dell’informazione, l’insieme delle istituzioni democratiche sono chiamate a impegnarsi nel contrasto a questa deriva costruendo una nuova strategia di mobilitazione, partendo da una piattaforma unitaria capace di fare sintesi tra le tante sensibilità e diversità che esprime la nostra società e di riaffermare il principio sancito 70 anni fa nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Nel percorso che ci vede coinvolti unitariamente, dopo le  mobilitazioni che ci hanno visti impegnati a Catania e Milano, gli episodi di mobilitazione locale che si stanno moltiplicando in queste settimane e le prossime iniziative, compresa una manifestazione unitaria nazionale quando le condizioni lo permetteranno, riteniamo un importante momento di impegno comune la partecipazione alla Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018.

In quanto promotori di questa iniziativa siamo impegnati:

in un coordinamento tra i soggetti che condividono le preoccupazioni e le finalità fin qui presentate;
a promuovere la più ampia partecipazione alla Marcia PerugiAssisi del 7 ottobre;
a organizzare il 15 settembre un’assemblea di coordinamento nell’ambito del Meeting Internazionale Antirazzista di Cecina;
a creare un osservatorio online contro il razzismo;
a condividere e diffondere un Manifesto antirazzista che rappresenti le preoccupazioni e le proposte dell’insieme dei soggetti che aderiranno a questo percorso e che servirà da punto di partenza per le prossime campagne e mobilitazioni.

Anpi, Arci, Articolo 21, Aoi, Beati i Costruttori di pace, Cgil,  Cipsi, Legambiente, Libera, Rete della Pace, Tavola della Pace

 

Milano 28 agosto 2018, il presidio dell’umanità

 

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” (Art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana”

 

Salvini sogna un’Italia sul modello ungherese. Muri e paure, chiusure fisiche e mentali, razzismo.

Un ministro solo al comando. Un governo ombra, fagocitato dalla spocchiosità e dalla voce forte del ministro degli interni.

Salvini domani – martedì 28 agosto – incontrerà a Milano Viktor Orban, leader del partito Fidesz, ultraconservatore, sovranista e anti-immigrati, ad oggi al governo in Ungheria.

Arci sarà in presidio per gridare un forte NO a questa politica ottusa, al farneticante “prima gli italiani” che sottotraccia significa solo il riportare indietro le lancette dell’orologio: prima dell’Unione europea, prima della Costituzione, prima della Convenzione di Ginevra: prima gli italiani in un’Italia nazionalista, autoritaria, con un governo al di sopra delle leggi e dell’umano buon senso.

Arci in sessant’anni di storia mai si era trovata a manifestare contro un governo di queste fattezze. I circoli mai si erano trovati a fronteggiare un’ondata di insensibilità simile: ci si trova di fronte un egoismo politico di tali proporzioni, egoismo che rovescia le regole del buon senso, dell’umanità, dove compi un reato penale se aiuti qualcuno in difficoltà, dove le ronde paramilitari terrorizzano – per il momento – le spiagge strizzando l’occhio al Ministro che queste ronde dovrebbe proibire.

Dove soffia forte il vento dell’intolleranza, del pregiudizio e dell’antisemitismo.

Siamo sicuri che i cittadini italiani che non vogliono essere privati dei diritti, dell’umanità, della possibilità di vivere in un paese migliore, siano maggioranza.

Per questo invitiamo tutti i compagni dei circoli ad iniziare a manifestarsi domani a Milano (ore 17.00, P.zza San Babila) , per dire no alle politiche sovraniste dei due sinistri figuri che si incontreranno a Milano. Per ribadire che l’Europa che vogliamo non è quella cinta da muri ma un ‘Europa ricca di umanità, partecipazione e democrazia.

1 marzo antirazzista: i diritti per le/i migranti = diritti per tutte e tutti

La Milano antirazzista si mobilita come “Milano Senza Frontiere” e chiama tutte e tutti a scendere in piazza l’1 marzo per riportare l’attenzione sui diritti negati o violati delle cittadine e dei cittadini migranti.

La manifestazione dell’1 marzo è diventata uno degli appuntamenti simbolo distintivi dell’antirazzismo italiano.
Anche quest’anno vogliamo ribadire in modo nonviolento a gran voce che garantire i diritti delle e dei migranti vuol dire garantire i diritti di tutta la società.

Manifestazione cittadina a Milano 
partenza da Piazzale Loreto/arrivo in Duomo
Concentramento alle ore 14,30

Solo insieme, migranti ed autoctoni, possiamo rispondere al clima di razzismo e di paura, che alcuni esponenti di istituzioni, partiti politici o mass media vogliono affermare nel paese.

Solo insieme possiamo costruire una risposta alla crisi economica e reagire contro chi fomenta la guerra tra poveri facendo crescere la solidarietà per rendere concreto il sogno di una società di convivenza, in cui tutte le persone possano godere degli stessi diritti, senza distinzioni basate sulla provenienza nazionale.

Per ciò chiamiamo tutte e tutti a manifestare l’1 Marzo a Milano, in preparazione della prossima manifestazione nazionale contro ogni forma di razzismo e per i diritti delle e dei migranti.

Il ritrovo è alle 14.30 in Piazzale Loreto/angolo via Padova.
fino a Piazza Duomo, dove in ultimo si concentrerà, e dal palco allestito sotto l’Arengario si potranno ascoltare testimonianze e contributi sui temi e le richieste che vogliamo riportare in primo piano nel dibattito politico nazionale:

  • La chiusura immediata dei Centri di Identificazione ed Espulsione e la chiusura definitiva del Centro di via Corelli a Milano
  • Una nuova legge sull’immigrazione
  • Svincolare il permesso di soggiorno dal lavoro
  • Il diritto di cittadinanza per le bambine e i bambini nati e/o cresciuti in Italia
  • Il diritto di voto per i/le migranti che risiedono in Italia
  • Il diritto al lavoro per tutti e tutte come previsto dalla Costituzione
  • Parità di diritti fra cittadini
  • Il diritto al reddito per tutti e tutte
  • Una legge per il diritto d’asilo e reali politiche di accoglienza
  • No alla discriminazione nell’acceso ai diversi servizi
  • Garantire l’esercizio della libertà di culto

MILANO SENZA FRONTIERE

Per informazioni e contatti:

e-mail:stessabarcamilano@gmail.com

www.facebook.com/1marzomilanosenzafrontiere

spot per radio
https://soundcloud.com/roberta-ravani/spot-1-marzo

Garantire a tutti uguale libertà di spostarsi o di restare: la Carta di Lampedusa

«La Carta di Lampedusa è un patto che unisce tutte le realtà e le persone che la sottoscrivono nell’impegno di affermare, praticare e difendere i principi in essa contenuti, nei modi, nei linguaggi e con le azioni che ogni firmatario/a riterrà opportuno utilizzare e mettere in atto».

Articolo di Giuliana Sanò, dirigente circolo Arci Thomas Sankara

A giudicare da queste prime battute la Carta di Lampedusa sembra interpretare al meglio il senso e l’autentico valore di una pratica politica condivisa e dal basso. La scelta di utilizzare la forma di un patto, infatti, avvicina l’impegno di chi sottoscrive questo documento al gesto radicale di chi non si limita a denunciare le politiche criminali e a segnalare le anomalie giuridico-istituzionali che ruotano intorno alle libertà fondamentali delle persone, ma di chi fa appello, in prima istanza, agli sforzi e alle potenzialità inscritte in un percorso collettivo e di rete. La posta in gioco è quella di riuscire a tenere insieme l’universalità dei principi sanciti dalla Carta e la singolarità delle esperienze territoriali, consegnando, così, a tutti e tutte l’opportunità di riconoscersi nei principi stabiliti e di sperimentare pratiche di lotta diversificate.
La natura positiva e dal basso del documento politico che il 2 febbraio è stato ufficialmente approvato a Lampedusa tiene sullo sfondo le politiche di governo e il controllo dei movimenti delle persone, segnalando, a più riprese, l’urgenza di una radicale trasformazione di tutti i rapporti sociali, economici, politici, culturali e giuridici che caratterizzano l’attuale sistema e che sono a fondamento dell’ingiustizia globale subita da milioni di persone.
Perché le libertà e i diritti fondamentali di tutte e tutti possano concretizzarsi è necessario, infatti, denunciare i disegni di politiche migratorie che, senza tener conto delle esigenze e dei desideri delle persone che si muovono, ricalcano le distinzioni di classe e le disuguaglianze prodotte dal capitale globale; ed è per questa ragione che la Carta di Lampedusa afferma «che non può essere accettata nessuna divisione tra gli esseri umani tesa a stabilire, di volta in volta, chi, a seconda del suo luogo di nascita e/o della sua cittadinanza, della sua condizione economica, giuridica e sociale, nonché delle necessità dei territori di arrivo, sia libero di spostarsi in base ai propri desideri e bisogni, chi possa farlo soltanto in base a un’autorizzazione, e chi, infine, per poter compiere quello stesso percorso, debba accettare di subire pratiche di discriminazione, di sfruttamento e violenza anche sessuali, di disumanizzazione e mercificazione, di confinamento della propria libertà personale, e di rischiare di perdere la propria vita». All’attuale sistema economico vengono imputati anche i conflitti armati, le catastrofi climatiche e l’ingiustizia globale; eventi, questi, che congiuntamente alle scelte personali, sono causa di migrazioni forzate e impediscono, a chi lo vorrebbe, di restare e, dunque, la Carta di Lampedusa afferma «la libertà di restare come libertà di tutti/e di non essere costretti/e ad abbandonare il paese in cui si nasce o che si abita quando non si sceglie di farlo. La Carta di Lampedusa afferma altresì la libertà di lottare, promuovere, costruire tutte le iniziative necessarie a rimuovere ogni forma di sfruttamento, assoggettamento economico, politico, militare e culturale che impedisca l’esistenza autonoma, libera, indipendente e pacifica di tutte le persone che abitano il mondo». Varrebbe senz’altro la pena soffermarsi su ogni singolo passaggio della Carta di Lampedusa, ma abbiamo scelto di congedarci dai nostri lettori con un suggerimento: «La Carta di Lampedusa afferma la libertà e il dovere di disobbedire a ordini ingiusti»

Rosa Shocking: Fumetti LGBT a Milano

locandina wot&ren

Giovedì 13 febbraio alle 19 la fumetteria WoT – Waste of Time si tingerà di “Rosa Shocking” per ospitare RenBooks e i suo fumetti LGBT.

Renbooks è la prima casa editrice italiana di fumetti totalmente dedicati al pubblico GLBTQI. Una nuova realtà editoriale dedicata a donne e uomini omosessuali orgogliosi di esserlo, caratterizzata da una linea di fumetti pop e divertenti, ma anche romantici e sensuali provenienti da ogni parte del globo.
La fumetteria WoT crede fortemente nel progetto di Ren:durante la serata verranno presentati tutti i titoli di RenBooks, che entreranno da quel momento a far parte stabilmente del catalogo di WoT.

Ci sarà inoltre la possibilità di incontrare alcuni degli autori e disegnatori dei titoli Ren come:
Flavia Biondi (disegnatrice), Massimiliano Basili (disegnatore), Luca de Santis (autore) e Damiano Clemente (disegnatore).

WoT telefono: 0249756000
www.wasteoftime.it
www.facebook.com/wasteoftime.wot
www.renbooks.it
www.facebook.com/Renbooks

Assemblea verso la manifestazione antirazzista del Primo Marzo

Giovedì 6 febbraio alle 20.30 all’Arci Corvetto si terrà un’assemblea cittadina per costruire a Milano la manifestazione antirazzista del Primo Marzo.

L’appello per la manifestazione cittadina
I DIRITTI DEI E DELLE MIGRANTI SONO DIRITTI UMANI
1 marzo 2014 ore 14,30 luogo da definire

Il 1 marzo è diventato uno degli appuntamenti simbolo dell’antirazzismo. Anche quest’anno vogliamo ribadire a gran voce che garantire i diritti dei e delle migranti vuol dire garantire i diritti di tutta la società.

Solo insieme, migranti ed autoctoni, possiamo rispondere al clima di razzismo e di paura, che alcuni esponenti di istituzioni, partiti politici o mass media vogliono affermare nel paese.

Solo insieme possiamo costruire una risposta alla crisi e a chi fomenta la guerra tra poveri facendo crescere la solidarietà per rendere concreto il sogno di una società di convivenza, in cui tutte le persone possano godere degli stessi diritti, senza distinzioni basate sulla provenienza nazionale.

Per ciò chiamiamo tutti e tutte a manifestare il Primo Marzo a Milano, in preparazione della prossima manifestazione nazionale contro ogni forma di razzismo e per i diritti dei e delle migranti.

Vogliamo far risuonare per le strade di Milano le nostre richieste:

  • Una nuova legge sull’immigrazione
  • Il diritto di cittadinanza per le bambine e i bambini nati e/o cresciuti in Italia
  • Il diritto di voto per i/le migranti che risiedono in Italia
  • Il diritto al lavoro per tutti e tutte come previsto dalla Costituzione e parità di diritti fra cittadini
  • Una legge per il diritto d’asilo e reali politiche di accoglienza
  • La chiusura immediata dei Centri di Identificazione ed Espulsione

Nella Stessa Barca Milano
www.facebook.com/StessaBarcaMi

La proposta fatta dal Comitato Nella Stessa Barca di Milano
Una manifestazione cittadina a Milano in occasione della Giornata del Primo Marzo in base ai seguenti contenuti:

  • La denuncia del razzismo come sentimento xenofobo esasperato in Italia dalla crisi economica
  • Il diritto di cittadinanza per le bambine e i bambini nati e/o cresciuti in Italia
  • Il diritto di voto per i/le migranti che risiedono in Italia
  • Il diritto al lavoro come previsto dalla Costituzione e parità di diritti fra cittadini
  • Una legge per il diritto d’asilo e reali politiche di accoglienza
  • La chiusura immediata dei CIE e di ogni altro luogo di reclusione amministrativa
  • Una nuova legge sull’immigrazione con la completa abolizione della Legge Bossi-Fini e del cosiddetto pacchetto sicurezza.

La sintesi della discussione della scorsa assemblea
Seguendo i diversi approci si è deciso di:

  • organizzare la manifestazione cittadina a Milano il primo marzo
  • organizzare un dibattito pubblico dopo il primo marzo su alcuni dei contenuti della manifestazione (p.e la cittadinanza per i figli degli immigrati, il diritto di voto) in cui discutere più nel dettaglio sulle diverse proposte che esistono.
  • lo slogan della manifestazione del primo marzo sarà: I diritti dei e delle migranti sono diritti umani
  •  Il volantino per la manifestazione sarà firmato come “Milano Senza Frontiere”, nome sotto il quale si riconoscono le associazioni che decidono di organizzare la manifestazione.
  • si farà un breve appello che convochi alla manifestazione in base al testo usato per convocare l’assemblea.
  • Tutte le associazioni ed organizzazioni presenti cercheranno di coinvolgerne altre

Un grande concerto per i diritti

Concerto per i diritti LedhaGiovedì 5 dicembre Ledha chiuderà la campagna “I diritti non si pagano… ma costano” con un concerto di Alberto Bertoli, figlio del grande cantautore Pierangelo Bertoli, che assieme alla sua band eseguirà anche i più famosi successi del padre. “Ero amico di Pierangelo oltre che un suo ammiratore – spiega Franco Bomprezzi, presidente di Ledha – e quando ho chiesto al figlio Alberto di affiancarci con un suo concerto nella nostra battaglia per i diritti delle persone con disabilità, ho incontrato subito il suo entusiastico appoggio. Sarà una serata memorabile, di musica, di ricordi, di speranza per il futuro”. Il concerto è realizzato in collaborazione con Anffas Lombardia.

Il concerto “Alberto Bertoli per Ledha” si svolgerà alle ore 21 presso l’auditorium del Pime (Pontificio istituto missioni estere) in via Mosè Bianchi 94. L’auditorium è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (MM linea uno – fermata Lotto) e dall’autostrada. Possibilità di parcheggio interno per le persone con disabilità.

I biglietti sono in vendita al prezzo di 20 euro l’uno. Potranno essere acquistati senza spese di prevendita direttamente presso gli uffici di Ledha in via Livigno, 2 (MM linea tre – fermata Maciacchini).

“La via maestra”: appello e manifestazione nazionale del 12 ottobre.In difesa della Costituzione

costitutioGiovane, nuova, da riscoprire e da attuare: è la descrizione, di certo originale ma molto efficace, della Costituzione italiana, fatta da Sandra Bonsanti durante la conferenza stampa di lancio della manifestazione ‘Costituzione. La via maestra’ che si svolgerà a Roma il prossimo 12 ottobre. Proprio per la difesa e l’attuazione della Costituzione è stato concepito l’appello La via maestra – promosso da Lorenza Carlassare, Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky. È online il sito www.costituzioneviamaestra.it che raccoglie tutte le informazioni utili.

La manifestazione si svolgerà a Roma sabato 12 ottobre. Un corteo partirà alle 14 da Piazza della Repubblica per raggiungere Piazza del Popolo dove, alle 15.30, inizieranno gli interventi dal palco.

Arci organizza un pullman per raggiungere Roma da Milano e partecipare alla manifestazione: 25€ il costo del biglietto che prevede andata da Milano (ore 5.30) e ritorno (entro le ore 24).

Per info e prenotazioni: telefonare allo 02.541781 la mattina dalle 9.30 alle 13. 

 

APPELLO LA VIA MAESTRA

L’appello è stato lanciato da personalità come Luigi Ciotti, Lorenza Carlassare, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelski.

 L’intento dei promotori è costruire, intorno alla difesa e alla realizzazione della Costituzione, uno spazio pubblico sociale democratico, aperto e inclusivo, che aiuti la convergenza delle tante energie, intelligenze ed esperienze che nel nostro paese difendono quotidianamente la democrazia e i diritti.

L’obiettivo dichiarato  è contribuire a dare più forza e più efficacia alle pratiche di partecipazione, e praticare dal basso l’unica via credibile per ridare senso e dignità alla politica.

Ecco di seguito l’appello:

 

La via maestra

Il documento in difesa della Costituzione firmato da Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky

1. Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. La difesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testo scritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore, superato dai tempi. Non abbiamo forse, oggi più che mai, nella vita d’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazione bonificante nel nome dei principi e della partecipazione democratica ch’essa sancisce?

Invece, si è fatta strada, non per caso e non innocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; che essa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; che la solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione di individui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che il governo debba essere solo efficienza della politica economica al servizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque, un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto deve subordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che la democrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempo post-democratico: il tempo  della sostituzione del governo della “tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica” democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme”  –  come sono state definite  – , ineludibili per passare da una costituzione all’altra.

La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorso politico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà di cambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ci accorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzione che pone il lavoro alla base, a fondamento della democrazia: un articolo a lungo svalutato o sbeffeggiato come espressione di vuota ideologia. Oggi, riscopriamo il valore dell’uguaglianza, come esigenza di giustizia e forza di coesione sociale, secondo la proclamazione dell’art. 3 della Costituzione: un articolo a lungo considerato un’anticaglia e sostituito dall’elogio della disuguaglianza e dell’illimitata competizione nella scala sociale. Oggi, la dignità della persona e l’inviolabilità dei suoi diritti fondamentali, proclamate dall’art. 2 della Costituzione, rappresentano la difesa contro la mercificazione della vita degli esseri umani, secondo le “naturali” leggi del mercato. Oggi, il dovere tributario e l’equità fiscale, secondo il criterio della progressività alla partecipazione alle spese pubbliche, proclamato dall’art. 53 della Costituzione, si dimostra essere un caposaldo essenziale d’ogni possibile legame di cittadinanza, dopo tanti anni di tolleranza, se non addirittura di giustificazione ed elogio, dell’evasione fiscale. Ecco, con qualche esempio, che cosa è l’idea di società giusta che la Costituzione ci indica.

Negli ultimi anni, la difesa di diritti essenziali, come quelli alla gestione dei beni comuni, alla garanzia dei diritti sindacali, alla protezione della maternità, all’autodeterminazione delle persone nei momenti critici dell’esistenza, è avvenuta in nome della Costituzione, più nelle aule dei tribunali che in quelle parlamentari; più nelle mobilitazioni popolari che nelle iniziative legislative e di governo. Anzi, possiamo costatare che la Costituzione, quanto più la si è ignorata in alto, tanto più è divenuta punto di riferimento di tante persone, movimenti, associazioni nella società civile. Tra i più giovani, i discorsi di politica suonano sempre più freddi; i discorsi di Costituzione, sempre più caldi, come bene sanno coloro che frequentano le aule scolastiche. Nel nome della Costituzione, ci si accorge che è possibile parlare e intendersi politicamente in un senso più ampio, più elevato e lungimirante di quanto non si faccia abitualmente nel linguaggio della politica d’ogni giorno.

In breve: mentre lo spazio pubblico ufficiale si perdeva in un gioco di potere sempre più insensato e si svuotava di senso costituzionale, ad esso è venuto affiancandosi uno spazio pubblico informale più largo, occupato da forze spontanee. Strade e piazze hanno offerto straordinarie opportunità d’incontro e di riconoscimento reciproco. Devono continuare ad esserlo, perché lì la novità politica ha assunto forza e capacità di comunicazione; lì si sono superati, per qualche momento, l’isolamento e la solitudine; lì si è immaginata una società diversa. Lì, la parola della Costituzione è risuonata del tutto naturalmente.

3. C’è dunque una grande forza politica e civile, latente nella nostra società. La sua caratteristica è stata, finora la sua dispersione in tanti rivoli e momenti che non ha consentito di farsi valere come avrebbe potuto, sulle politiche ufficiali. Si pone oggi con urgenza, tanto maggiore quanto più procede il tentativo di cambiare la Costituzione in senso meramente efficientistico-aziendalistico (il presidenzialismo è la punta dell’iceberg!), l’esigenza di raccogliere, coordinare e potenziare il bisogno e la volontà di Costituzione che sono diffusi, consapevolmente e, spesso, inconsapevolmente, nel nostro Paese, alle prese con la crisi politica ed economica e con la devastazione sociale che ne consegue.

Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.

(08 settembre 2013)

LEGGI il comunicato stampa Arci su modifiche costituzionali

Passaporto universale ad Edda Pando

Citoyennete_UniverselleDomani 23 maggio presso la Maison dell’ UNESCO di Parigi l’Organisation pour une Citoyenneté Universelle (O.C.U) (fondata congiuntamente da  Emmaüs International, France Libertés – Fondation Danielle Mitterrand et le Mouvement Utopia) nell’ambito di un’iniziativa sulla cittadinanza universale e la libertà di circolazione delle persone, conferirà il prestigioso riconoscimento del passaporto universale tra gli altri anche ad Edda Pando.

Edda, peruviana da ventuno anni in Italia, è stata tra i pionieri dell’autorganizzazione immigrata in Italia, è fondatrice dell’Associazione Todo Cambia e responsabile Rete Sportelli Immigrati per Arci Milano,  da anni impegnata per i diritti dei migranti e tra i soci fondatori dell’Università migrante di Milano.

 

Ecco una bella intervista ad Edda che racconta molto della sua storia e del suo impegno

(Fonte: www.simultanee.it)

Aperte le iscrizioni al Laboratorio Antimafie 2013 di Lecco

mettiamoinscenalegalitaL’antimafia sociale, costruita dal mondo dell’associazionismo e del terzo settore, ha nei campi e nei laboratori antimafia uno dei suoi principali cardini. I campi sono organizzati dall’Arci nella convinzione che la promozione di cultura e diritti sia strumento essenziale nella contrapposizione ai fenomeni mafiosi, che si alimentano delle pratiche del privilegio e del ricatto. Sono l’esempio che, anche in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e il rispetto della persona. Si tratta di uno straordinario strumento di promozione sociale, come dimostra la restituzione del lavoro che in molti territori si sta verificando con la scelta di tanti partecipanti ai campi che provano a trasformare il proprio impegno da stagionale in quotidiano.
La Lombardia è la quarta regione per beni confiscati e la terza per aziende sottratte alle mafie. Per il reato di estorsione viene seconda, subito dopo la Campania.
Il fenomeno criminale si è così esteso da permeare in modo intensivo perfino le istituzioni. Le ultime inchieste dell’autorità giudiziaria hanno visto coinvolti un gran numero di amministratori regionali e locali.
A Lecco fin dai primi anni ’80 ci sono presenze della criminalità organizzata pronta a sfruttare la vicinanza con la Svizzera per agevolare i propri interessi. Oggi è presente la seconda generazione di ’ndrangheta che non perde il vizio di fare affari e tenta di vestirsi bene e di operare in quella che il Gip di Milano Giuseppe Gennari definisce «economia bianca», cioè legale e dal volto pulito.
A questo quadro desolante la società civile ha trovato forze e idee per reagire e ha saputo mettere in pratica esperienze e buone prassi.

L’Arci di Lecco dal 2009 promuove e organizza laboratori e campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia.
Nell’agosto dello scorso anno, presso Colico, abbiamo dato vita  al laboratorio antimafie “Legalità Resistente”, frequentato da un nutrito gruppo di ragazzi che, fra le tante attività svolte,  hanno  anche stilato un interessante diario dell’esperienza.
Clicca qui per leggere il diario del campo antimafie 2012.

Quest’anno, dal 26 luglio al 4 agosto, presso   Campsirago (Lecco), l’ antico borgo rurale sulle pendici del Monte San Genesio, da cui si possono ammirare splendidi panorami (le Prealpi Lariane, i laghi della Brianza, la valle del fiume Adda e le colline Orobiche) Arci Lecco, in collaborazione con Arci Sondrio, Arci Lombardia, CGIL, SPI, Auser e Libera Lecco darà vita al laboratorio antimafie Mettiamo in scena la legalità.
Qui, mediante attività di   formazione  e lavoro manuale presso beni confiscati alle mafie nelle province di Lecco, Bergamo e Monza e Brianza, sperimenteremo l’utilizzo dei linguagggi del teatro  quale  veicolo alternativo per  avvicinare  giovani e non solo alle tematiche dell’antimafie e della legalità democratica.

Scarica da qui il volantino del  laboratorio “Mettiamo in scena la Legalità”.
Se vuoi, puoi compilare la scheda di iscrizione, uno strumento che ci permette di metterci in contatto con te , rispondere  a domande e richieste, inviarti maggiori informazioni.

Per iscriversi al laboratorio , per ricevere maggiori informazioni, inviare la scheda di iscrizione:
legalitademocratica@arcilecco.it  e   campidellalegalita@arci.it

Il Presidente nazionale dell’Arci Paolo Beni candidato alla Camera nelle liste del PD

Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, la più grande associazione italiana di promozione sociale, ha accettato la proposta avanzata dal Partito Democratico di far parte del ‘listino nazionale’ che verrà candidato alle prossime elezioni politiche.

Correrà quindi per un seggio alla Camera in Toscana, nel collegio di Firenze, città in cui è nato e dove ha iniziato la sua militanza nell’Associazione, dirigendo a lungo l’Arci provinciale.

“Siamo consapevoli delle grandi difficoltà del Paese, anzitutto sul piano economico e sociale, ma anche su quello culturale, dell’etica pubblica e dei valori condivisi, della tenuta del suo tessuto democratico” – ha dichiarato Beni, che continua “Il compito sarà arduo e sappiamo che nessuno può farcela da solo. Partiti, istituzioni, organizzazioni sociali, nessuno è autosufficiente. Serve uno straordinario sforzo collettivo in cui ognuno, nel rispetto dei diversi ruoli, faccia la propria parte.

In questi anni di crisi e di derive populiste le organizzazioni sociali hanno svolto un ruolo essenziale di sostegno al welfare, hanno tenuto aperti spazi di partecipazione e di confronto democratico, hanno contribuito a salvaguardare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a diffondere i valori della Costituzione.

L’Arci – ha concluso Beni – è una grande associazione popolare impegnata sui temi della cultura, dei diritti e dell’uguaglianza, dei beni comuni, della pace, dell’antimafia sociale, dell’antirazzismo.

Dal mondo del volontariato, del terzo settore e dell’associazionismo può venire un grande contributo alla ricostruzione economica, sociale e culturale del paese. E’ necessario però che a queste energie civili venga riconosciuta un’adeguata rappresentanza nelle istituzioni, per potervi portare il proprio originale contributo di competenze ed esperienze”.