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I have a Dream

Nella ricorrenza del celebre discorso “I have a dream” di Martin Luther King noi di Arci Milano non possiamo che pubblicarne stralci (dedicandoli a tutti i suprematisti del mondo, da Charlottesville ai nostri nazipadani…)

Buona lettura!

“Oggi sono felice di essere con voi in quella che nella storia sarà ricordata come la più grande manifestazione per la libertà nella storia del nostro paese.

Un secolo fa, un grande americano, che oggi getta su di noi la sua ombra simbolica, firmò il Proclama dell’emancipazione.

Si trattava di una legge epocale, che accese un grande faro di speranza per milioni di schiavi neri, marchiati dal fuoco di una bruciante ingiustizia.

Il proclama giunse come un’aurora di gioia, che metteva fine alla lunga notte della loro cattività.

Ma oggi, e sono passati cento anni, i neri non sono ancora liberi.

Sono passati cento anni, e la vita dei neri é ancora paralizzata dalle pastoie della segregazione e dalle catene della discriminazione.

Sono passati cento anni, e i neri vivono in un’isola solitaria di povertà, in mezzo a un immenso oceano di benessere materiale.

Sono passati cento anni, e i neri ancora languiscono negli angoli della società americana, si ritrovano esuli nella propria terra.

Quindi oggi siamo venuti qui per tratteggiare a tinte forti una situazione vergognosa.

In un certo senso, siamo venuti nella capitale del nostro paese per incassare un assegno…”

Oggi, amici miei, vi dico: anche se dobbiamo affrontare le difficoltà di oggi e di domani, io continuo ad avere un sogno.

E un sogno che ha radici profonde nel sogno americano.

Ho un sogno, che un giorno questa nazione sorgerà e vivrà il significato vero del suo credo: noi riteniamo queste verità evidenti di per sé, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Ho un sogno, che un giorno sulle rosse montagne della Georgia i figli degli ex schiavi e i figli degli ex padroni di schiavi potranno sedersi insieme alla tavola della fraternità.

Ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, dove si patisce il caldo afoso dell’ingiustizia, il caldo afoso dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno, che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l’essenza della loro personalità.

Oggi ho un sogno”

Giovedì 5 maggio – La democrazia è un bene comune: i cittadini si mobilitano per abrogare l’Italicum e per dire no allo stravolgimento della Costituzione

no referendumMilano, giovedì 5 maggio 2016 ore 20.30
Salone di Vittorio, Camera del Lavoro CGIL, Corso di Porta Vittoria 43, Milano
Il Comitato Metropolitano milanese aderente ai comitati nazionali per il NO alla revisione costituzionale imposta dal governo e per il Sì all’abrogazione delle peggiori storture contenute nella legge elettorale vi invita a partecipare all’incontro con Vittorio Angiolini – costituzionalista -, Aldo Giannuli – storico – , Moni Ovadia -attore e autore teatrale -, Armando Spataro – magistrato.

Previsto un intervento di saluto dell’ANPI. Durante la serata si potrà firmare per i referedum.
Aderiscono ANPI, ARCI, Azione Civile, Centro di Iniziativa Sociale Sandro Pertini, Circolo Carlo Rosselli, Circolo La Riforma, Collettivo ACT, Comitato Milanese Acqua Pubblica, Costituzione Beni Comuni, Giuristi Democratici, Il Socialista, La Casa Rossa, L’Altra Europa con Tsipras, Libertà e Giustizia, Partito Comunista d’Italia, Più Democrazia a Sesto San Giovanni, Possibile, Rifondazione Comunista, SEL, Sinistra e Lavoro, Sinistra Nord.

Scarica la locandina

Referendum, the day after

Articolo di Marica Di Pierri apparso su HuffPost (18 Aprile 2016)

Le premesse

Il referendum popolare sulle trivellazioni in mare ha portato ieri alle urne, nonostante l’assordante silenzio mediatico e gli incessanti tentativi di delegittimazione e boicottaggio, più di 15 milioni di cittadini ed ha avuto il merito di imporre finalmente nel dibattito pubblico una discussione non più rimandabile sul modello energetico, i suoi impatti sui territori e l’urgenza di procedere verso un’economia a bassa intensità di carbonio.

Questo risultato, tutt’altro che scontato, rappresenta già, di per sé, l’importante affermazione – in termini di consenso pubblico – di una visione radicalmente alternativa a quella vigente rispetto alla tutela ambientale e al modo di produrre energia.

A questo grande passo in avanti va sommata – è importante ricordarlo – l’altra grande vittoria riconducibile all’iniziativa referendaria: è stato infatti soltanto grazie alla mobilitazione popolare di migliaia di cittadini e centinaia di comitati e associazioni, raccolta poi dalle Regioni che hanno formalmente chiesto la convocazione del referendum, se il contenuto di 5 dei 6 quesiti estesi per il voto popolare è stato recepito nella legge di stabilità di dicembre, costringendo il governo ad una marcia indietro in assoluta controtendenza rispetto alla direzione precedentemente intrapresa.

Tra i principi reintrodotti dal governo con la chiara intenzione di evitare di aggiungere altri quesiti al voto di ieri troviamo il ripristino del divieto di nuove concessioni estrattive entro le 12 miglia, introdotto per la prima volta nel 2010 – non nel 2006 come i detrattori del referendum hanno più volte affermato – ed eliminato poi nel 2012 dal decreto sviluppo salvo ricomparire nella legge di stabilità del dicembre scorso non certo per una ritrovata velleità ambientalista dell’esecutivo di unità nazionale.

Per la medesima via è stata ottenuta dal movimento referendario la sostanziale cancellazione del contestatissimo art.38 del decreto Sblocca Italia che avrebbe messo una pietra tombale sulla possibilità degli enti locali di dire la propria in materia energetica, anche in presenza di progetti impattanti per il territorio.

Sono ben 27 i procedimenti concessori bloccati grazie all’infaticabile pressione esercitata sul governo. Se non avessimo in tal modo osteggiato la piena implementazione dello Sblocca Italia e della Strategia Energetica Nazionale del marzo 2013 (governo Monti) staremmo oggi combattendo in tutto il paese contro il raddoppio delle frontiere estrattive in terra e in mare.

Questi elementi, di grande importanza, sono da ricordare a mo’ di premessa a chiunque abbia come obiettivo la ridicolizzazione del referendum quale strumento di democrazia diretta, utile non solo alla cancellazione di norme sbagliate, ma anche ad indirizzare chi ci governa verso scelte virtuose.

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Referendum: un’infografica per far breccia nel cuore degli indecisi

Ciò che conta più di tutto, è informarsi e andare a votare sapendo esattamente di cosa si tratta. Qualsiasi sia la casella che sceglieremo. Ecco perché proponiamo un’infografica creata da BioEcoGeo che, in modo immediato e senza lasciare dubbi, racconta velocemente di che cosa parla il Referendum del 17 Aprile. infografica trivelle

3/03 – Laudato sì e Cop21. Tra il dire e il…decarbonizzare

Un bilancio dopo il messaggio dell’Enciclica e le conclusioni della conferenza di Parigi

Giovedì 3 Marzo 2016 – dalle 18 alle 21

Centro Culturale San Fedele P.za San Fedele – via Hoepli, 3/b – MILANO

Solo una fiammata profetica e uno sgravio di coscienza dei governanti? O l’avvio di una svolta irreversibile nel produrre consumare, amministrare?

PROGRAMMA

Ore 17.45 – Accoglienza e distribuzione materiale

Ore 18.00 – Discussione

Un impegno popolare per un’ecologia integrale

Don Virginio Colmegna, Casa della carità

 

Luci e ombre da Parigi

Stefano Caserini, Politecnico di Milano

 

L’esperienza locale e le sue criticità

Fulvio Fagiani, già presidente Agenda 21 Laghi

Decarbonizzare la Lombardia: soggetti e scelte

Debora Rizzuto, consulente energia

Interviene un esponente del Comitato per il Sì al Referendum Trivelle

Ore 19.30 – Tavola Rotonda

Quanto manca a mezzanotte? Che fare?

con

Massimo Scalia, facolta Scienze di Roma

Antonio Pizzinato , già Segr. Gen CGIL

Giovanni Pivetta, HabitaMi

Pierattilio Superchi, direttore ANCI Lombardia

Alfredo Somoza, presidente ICEI>/p>

coordina

Mario Agostinelli Energiafelice

Programma completo

Buon Natale e Buon 2016… nonostante Cop21

Per un buon clima per il nuovo anno, meno deleghe in bianco ai governi e più gioia e partecipazione tra i cittadini!

La differenza la potete vedere in questi due video artigianali: uno festoso girato alla marcia di Luino, tra la gente del lago Maggiore in attesa dell’avvio della Cop 21…

… l’altro girato proprio alla conferenza di Parigi nell’atmosfera opaca di negoziati per un accordo sempre di là da venire…

Le musiche di sottofondo valgono un auspicio e un augurio di cuore!

5-6 novembre a Parma: convegno Rigenerare il futuro

RIGENERARE IL FUTURO OLTRE LA CRESCITA OLTRE IL PATRIARCATO

Seminario di studi sui movimenti sociali per la decrescita, l’ecologia, il femminismo

Parma 5 -6 novembre 2015

Aula F, Strada Pietro del Prato, 3, Parma

Negli anni difficili della “crisi economica e finanziaria” il pensiero mainstream ha continuato senza posa ad invocare politiche e ricette basate sul rigore e l’austerità per rilanciare la crescita come unica possibilità di salvezza e speranza per il domani. Eppure da qualche decennio studi e ricerche hanno sempre più messo in discussione la presunta connessione tra crescita, felicità e qualità della vita. I dubbi e le critiche hanno riguardato gli effetti negativi in termini di impatto ambientale, di disuguaglianze socio-economiche, di relazioni tra generi e generazioni. Le analisi hanno posto l’attenzione o l’accento su aspetti differenti: il nodo produzione e cura, il nodo antropocentrismo e antispecismo, il nodo metabolismo e sostenibilità, il nodo consumo e demercificazione, il nodo privatizzazione e pubblicizzazione, il nodo reddito ed equità, il nodo flessibilità e sicurezza sociale. In questo seminario studiosi e studiose provenienti dall’alveo del femminismo, dell’ecologia e della decrescita si confronteranno sulle possibilità di ripensare i nostri modelli di benessere e di immaginare una transizione verso una civiltà sostenibile e rispettosa delle differenze.

Giovedì 5 novembre

h 9.30 – 13.00 Sessione introduttiva

Rivoluzioni in corso: linguaggi e prospettive di cambiamento in tre movimenti sociali

h 15.00 – 18.30 Sessioni di approfondimento

Decrescita, ecologia e femminismo: temi per la ricerca e il dibattito

h 20.30 Conferenza pubblica

Debito e democrazia in Europa

con Serge Latouche

Venerdì 6 novembre

h 9.00 – 13.00 Sessioni di approfondimento

I movimenti ambientalisti, femministi e per la decrescita: conflitti e convergenze

h 15.00 – 18.30 Tavola Rotonda finale

Dopo la crescita, dopo il patriarcato: verso nuove forme di civiltà

PROGRAMMA COMPLETO

10 ottobre: manifestazione Stop TTIP in Darsena a Milano

Dal 10 al 17 ottobre in tutta Europa si celebra la Settimana europea di mobilitazione Stop TTIP (l’accordo di libero scambio e investimenti tra Unione Europea e Stati Uniti), ma che si pone l’obiettivo di accendere i riflettori anche sul TPP (il trattato di libero commercio e investimenti transpacifico appena sottoscritto tra Stati Uniti, Canada e vari Paesi asiatici), il TISA (il negoziato di liberalizzazione dei servizi, che tocca molti settori) e il CETA (il trattato di libero scambio e investimenti tra Canada e Unione Europea. Dal 15 al 17 ottobre a Bruxelles, insieme ai movimenti europei contro l’austerità, molte associazioni che si battono contro il TTIP, forti di oltre 3 milioni di firme di cittadini raccolte in tutta Europa, protesteranno contro il Vertice europeo, mentre il 14 ottobre negli Usa si celebrerà una giornata d’azione sull’impatto dei cambiamenti climatici.

Il 10 OTTOBRE IN TUTTA EUROPA SI MANIFESTA CONTRO IL TTIP. Si svolgeranno eventi in centinaia di città nella maggior parte dei Paesi dell’Unione. La più grande manifestazione è attesa aBerlino (il Comitato Stop TTIP Bolzano parteciperà).

A Milano il Comitato Stop TTIP organizza, il 10 ottobre dalle 15 alle 20, una manifestazione alla Darsena, con interventi qualificati sui vari aspetti del trattato, teatro di strada per i bambini con l’associazione Pane e Mate, musica dal vivo con Mi Toca Samba e Fonc, flash mob, raccolta firme contro il TTIP,  volantinaggi e distribuzione di materiale informativo, aperitivo bio. Sulla piazza innalzeremo una grande mongolfiera per sorreggere un megastriscione contro il TTIP.

Comitato Stop TTIP Milano

Stiamo dalla parte giusta. Con l’Europa dei popoli

grecia

In una sola settimana la campagna dell’Arci per il sostegno urgente ai centri di solidarietà sociale in Grecia ha raccolto più di 15.000 euro.

L’Arci ringrazia di cuore le persone e i collettivi che hanno raccolto per primi l’invito a compiere un gesto politico concreto. Stiamo insieme dimostrando che esiste un’Europa che sta dalla parte giusta.

Dalla parte dell’Europa dei popoli, che è fatta di giustizia sociale, di diritti, di partecipazione. Che sta vicino al popolo greco e alla sua resistenza democratica e sociale.

Siamo in contatto permanente con Solidarity for All, la struttura di servizio ai centri di mutuo soccorso e solidarietà sociale in Grecia a cui i fondi verranno destinati.

La raccolta di fondi prosegue, e andrà avanti nei prossimi mesi, anche attraverso la costruzione di gemellaggi permanenti fra strutture greche, comitati e circoli dell’Arci e altri collettivi interessati.

Ma in Grecia in questo periodo le necessità sono tante, ed urgenti. Le restrizioni imposte ai prelievi bancari aggravano la situazione.

Per informazioni: www.arci.it

EXPO – Energia per la vita

Al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente del Comitato Scientifico di EXPO 2015

Energia per la vita

“Nutrire il Pianeta, Energia per la vita” recita il logo di Expo. Impressiona subito l’eliminazione di fatto del tema energia dal contesto organizzativo e dai contenuti, mentre il progetto da offrire deve convergere su tutti e quattro gli elementi congiuntamente – energia, acqua, terra, biosfera – e sulle relazioni fra essi, se si vuole offrire un quadro di prospettiva e di azione in cui anche il nostro futuro sia considerato un bene comune. Già, Expo non parla di diritto all’acqua potabile e di acqua per l’agricoltura familiare, non parla di diritto alla terra e all’autodeterminazione a coltivarla, privilegiando così un’interlocuzione con le fasce di popolazione ricca e gli interessi preminentemente commerciali.

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG >>>

Expo rischia di diventare la vetrina per nutrire le multinazionali, non certo il pianeta, e, non recependo il link energia – clima, sottovaluta il contesto globale nel quale si colloca un’iniziativa che vorrebbe essere globale: quello dei cambiamenti climatici in atto, causati da un fabbisogno energetico mondiale ancora soddisfatto per oltre l’80% dai combustibili fossili, e delle conseguenze sul mondo vegetale e sulla produzione agro-alimentare. L’urgenza di far fronte a questa minaccia è stata segnalata, ormai da molti anni, dai pronunciamenti delle Accademie delle Scienze (2005, 2006), dai vertici mondiali sul clima e dallo stesso obiettivo politico della UE dei tre 20% al 2020, che per scongiurare gli effetti punta con decisione sull’efficienze energetica e sulle fonti rinnovabili abbandonando il nucleare. Un obiettivo divenuto il punto di riferimento del dibattito dei 195 governi che si stanno preparando per CoP 21 a Parigi, proprio in concomitanza con la chiusura di Expo. ...continua la lettura

Tunisi – FSM2015 In marcia fino al Bardo per la libertà contro terrore ed oppressione

C’era attesa per la manifestazione d’apertura del Forum Sociale Mondiale 2015 che ha scelto di arrivare davanti al Museo Bardo. In orario superpuntuale alle 15.00 precise il corteo è partito da Bab Saadoun per dirigersi verso il Bardo. Una pioggia battente ha accompagnato la partenza dei manifestanti.

Ad aprire la manifestazione le realtà tunisine, il sindacato, le organizzazioni di donne, una lunga bandiera palestinese, che non poteva mancare e poi tante e tanti, soprattutto giovani che affermano tra slogan e canti che contro il terrore ci vuole libertà. Che non si può giustificare con la lotta al terrorismo la restrizione degli spazi di democrazia, che ci vuole giustizia sociale reale.

Arrivati davanti al Bardo sono continuati gli interventi, gli slogans davanti alle transenne poste di fronte al cancello del Museo. Poliziotti e un mezzo blindato facevano bella mostra, ma come ci hanno detto tanti manifestanti “la sicurezza non è la presenza di polizia ed esercito, ma la presenza, la forza, la lotta della gente per non tornare indietro e continuare a conquistare i diritti, le libertà che ci hanno portato ad abbattere Ben Ali”. ...continua la lettura

a cura della Associazione Ya Basta di Padova