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Tag: decreti attuativi riforma terzo settore

Arci, quelli che…

La Riforma del terzo settore ti mette in difficoltà?

Non vedi il senso dietro la burocrazia?

Il tempo che dedichi alla tua associazione non basta più?

NON SEI IL SOLO…

La riforma del Terzo Settore può essere un’opportunità; un solo registro, certezze maggiori, e ruolo centrale delle reti associative, ma può anche essere un grande stress e creare difficoltà a chi non ha competenze specifiche…

MA NON SEI PIÙ SOLO!

Arci può aiutarti a comprendere la normativa e a strutturare il tuo lavoro. ARCI LOMBARDIA è la casa di più di 5oo associazioni di promozione sociale, è sede regionale della filiera Arci, protagonista del Terzo Settore prima e dopo la Riforma. Se hai bisogno di aiuto, contattaci; possiamo aiutarti ad unire i puntini e a ristrutturare il tuo lavoro. Per conoscere le normative ed identificare le opportunità. Per recuperare il senso del tuo operato sul territorio. Per risparmiare tempo e lavorare meglio e per aiutarci a tutelare la tua associazione.

QUELLI CHE… LO FACCIAMO DA 60 ANNI!

Se avete l’idea giusta ma non avete chiaro da dove partire Se avete paura di dovervi occupare di burocrazia e non della vostra mission…E se la vostra mission è quella dell’aggregazione, della promozione culturale, del protagonismo dei cittadini per il bene comune… ARCI è la rete giusta per il vostro progetto! Costruire oggi un’associazione è meno complicato di quanto possa sembrare.

Tirate fuori il sogno dal cassetto ed affidatelo a…

QUELLI CHE… LO FANNO DA 60 ANNI!

Aderendo ad ARCI farai parte di una rete associativa nazionale prevista dal nuovo Codice del Terzo Settore (D.lgs 117/2017) che attribuisce funzioni importanti alle reti in termini di semplificazioni per i propri associati (iscrizione al registro unico, adeguamenti statuti, bilanci, relazioni di missione). Se siete una associazione già costituita o ne create una nuova aderendo ad arci troverete tutela, sostegno consulenze e servizi:

  • consulenza (legale, fiscale, associativa) e formazione sulla normativa in vigore
  • assistenza legale e servizi assicurativi (infortuni e tutela giudiziaria)
  • sconti per i soci e per i circoli, convenzioni con Siae e Scf (diritti d’autore e diritti connessi)
  • sostegno alla progettazione di attività culturale di promozione sociale e di volontariato
  • servizi bancari in convenzione con Banca Popolare Etica
  • piattaforme di crowdfunding su produzioni dal basso (raccolta fondi online)

per info:

Arci Milano, piazzale Gambara 7/9 – tel. 02.23058139 – circoli.mi@arci.it

Arci Bergamo

Arci Brescia

Arci Como

Arci Cremona

Arci Lecco – Sondrio

Arci Mantova

Arci Pavia

Arci Varese

 

 

La Riforma del Terzo Settore: opportunità e complessità sotto la lente di Arci Milano

Nel nostro mondo se ne parla da un anno e mezzo, il tempo della sua gestazione, ed adesso è realtà: è stato approvato il 2 agosto il testo della Riforma del Terzo Settore, e sono usciti i primi decreti attuativi. In molti si stanno sbilanciando, con articoli e post sulla rete (ma anche con le telefonate mirate alle associazioni ed i convegni a tema, con offerte formative e descrizioni terroristiche) sul reale contenuto della nuova legge, oltre che sul “cambio di paradigma” che questa rappresenta.

I nostri circoli ci contattano continuamente per chiedere lumi e ne siamo contenti, anche perché i professionisti della consulenza profit cercano di vendere i loro servizi alle reti associative, più che ai singoli: ma noi teniamo molto alla nostra economia di scala, e stiamo organizzando la nostra formazione interna.

Ma la domanda posta finora è un po’ semplicistica: “cosa dobbiamo fare per essere in regola” è una preoccupazione che denota il diffuso denso di legalità dei circoli, ma per rispondere serve che i decreti attuativi vengano pubblicati e che escano i modelli ministeriali per gli statuti, i rendiconti, i libri sociali…

Allora, cosa sappiamo finora?

FINALITA’. Il cambio di paradigma esiste, e questo è indiscutibile: cambia infatti il rapporto fra finalità ed attività. La nostra finalità è sempre stata l’aggregazione sociale, la promozione della cultura come bene popolare, la promozione dell’autonomia della persona attraverso la formazione. In poche parole, siamo sempre stati – e rimarremo – APS, Associazioni di Promozione Sociale. Questo a prescindere all’attività di ogni circolo; musica dal vivo, fotografia, doposcuola, cultura alimentare, corsistica di varia natura… L’attività è sempre stato lo strumento per raggiungere il fine della coesione sociale. Ora a nuova legge identifica una lista di attività riconosciute, da indicare nello Statuto, il cui espletamento identifica l’associazione come Ente di Terzo Settore (d’ora in avanti ETS), ed in secondo grado come Associazione di Promozione Sociale quando le attività hanno natura mutualistica. Questo ci impone una riflessione ‘tecnica’ sul nuovo modello statutario, perché inevitabilmente dovremo aggiornare gli Statuti, anche se il nostro legame storico con le Società di Mutuo Soccorso viene ripreso e ribadito, e di questo siamo contenti.

FISCALITA’. Su questo siamo protagonisti di un altro cambiamento epocale, perché la legge dice espressamente che sarà possibile per l’ETS fare attività commerciale senza che ne venga messa in discussione la natura associativa, mentre ricordiamo tutti quanto la nostra natura sia stata messa in discussione nel recente passato!

Su questo, prendiamo atto dell’abolizione del famoso DLGS 398/91 da cui il nome del “regime 398” o forfettario a cui ci eravamo abituati. In attesa dei decreti attuativi in merito, innanzitutto non fasciamoci la testa troppo presto: il nostro comportamento cambierà dal 1 gennaio 2019. Ovviamente dobbiamo fare, nel 2018, i passaggi che ci porteranno verso la corretta gestione senza essere colti di sorpresa. Quanto alla tassazione vera e propria, per il momento sappiamo solo che dipenderà da fasce di reddito da verificare (è necessario che sulla compatibilità si esprima anche l’Europa): questa parte sarà oggetto di analisi approfondite e per il momento conviene registrare il fatto che non abbiamo adempimenti immediati da fare.

RENDICONTO ECONOMICO. Negli anni abbiamo strutturato il nostro piano dei conti e ne abbiamo fatto oggetto di formazione interna, cercando di uniformare il più possibile il comportamento dei nostri circoli. Adesso dobbiamo registrare due importanti novità: la prima è che verranno pubblicati dei modelli ministeriali, quindi dobbiamo attendere questi prima di lavorare sulle definizioni e sulle voci. La seconda è che finalmente esiste una maggiore chiarezza sugli obblighi degli Enti, e sulla base degli incassi andranno tenuti documenti e comportamenti diversi: alcuni di noi dovranno ad esempio pubblicare i compensi ai soci e l’eventuale utilizzo di fondi pubblici, dandone evidenza sul sito web. Ma anche su questo, attendiamo i decreti prima di muoverci.

 

Tutto qui? No! C’è ancora molto altro, dalle donazioni ai Social Bonus, per non parlare delle responsabilità degli amministratori, come dovremo abituarci a chiamare i membri del Consiglio Direttivo. Insomma, è una rivoluzione culturale, ma che come rete associativa più grande d’Italia possiamo studiare ed affrontare insieme.

Vi aspettiamo ai prossimi incontri organizzati da Arci Milano!

Legge 106/2016: il dedalo e il lampadiere

Ed eccola qua. Dopo un travaglio durato legislature due settimane fa è stata definitivamente approvata nei suoi decreti attuativi la Legge 106/2016, ovvero la Riforma del Terzo Settore. Una riforma importante e impegnativa. Più di 300.00 organizzazioni non profit, più di 6.000.000 cittadini dovranno – volenti o nolenti – leggerla, approfondirla, recepirla.

Una Riforma che toccherà, in superficie o in profondità, tutto il nostro tessuto associativo.
In molti avete partecipato agli incontri da noi organizzati, e altri ne faremo per districarci nella materia. Già durante le affiliazioni (anche per quest’anno inizieremo a fissare appuntamenti da settembre, mano alle agende compagni!) approfondiremo aspetti e tematiche con voi. Analizzando gli statuti sapremo trovare soluzioni, metabolizzare codici. In modo partecipato e condiviso come è nella nostra storia, nel nostro DNA.
Arci è anche questo: saggia e collettiva.

Sessant’anni di lotte, sogni, elaborazioni in nome della socialità, dell’associazionismo ci avranno pur insegnato qualcosa. La prima e più importante è quella di sedersi e approfondire la legge punto per punto. Senza frette, accelerazioni, inutili strepitii. Nessun pericolo, nessuna paura compagni. La legge non è un mostro a sette teste. Spesso anzi ci agevola e ci semplifica procedure. E questo vi racconteremo a settembre e negli incontri che da qui alla fine dell’anno organizzeremo per approfondire assieme a voi la “106/2016”

Come già in passato, sappiamo che alcuni di voi stanno ricevendo mail da presunti esperti o da organismi di consulenza per associazioni, che ci vedono come un “mercato da aggredire” in un momento in cui c’è una grande novità da metabolizzare. Alcuni dicono che la Riforma non si farà più, altri che ci vogliono cancellare….. Ancora una volta vi invitiamo a non sottoscrivere servizi di formazione, specie se a pagamento, con soggetti che non conoscete, per non vanificare lo sforzo del Nazionale, del Regionale e del Provinciale di Arci nel filtrare le informazioni che ci servono senza “terrorismo”. Stiamo aggiornando i nostri documenti e verificando le scadenze con cui dovremo adeguarci ai vari “pezzi” della nuova normativa, e lo faremo, come sempre, insieme.

I nostri uffici saranno aperti, dal 25 agosto 2017 in poi, per rispondere ad ogni vostra sollecitazione, per dipanare problemi di comprensione dei decreti attuativi, per intraprendere in modo congiunto percorsi volti a tutelare la nostra storia e a preservare le nostre tante e stupende diversità.

Ovviamente accoglieremo per consulenze a tutti i cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario, a tutte le realtà che sono radicate nelle comunità e che non sono (ancora, ci piace pensare) ARCI.

Come sempre ci è caro ricordare le parole del compianto Tom Benettollo:

“In questa notte scura,
qualcuno di noi, nel suo piccolo,
è come quei “lampadieri” che,
camminando innanzi,
tengono la pertica rivolta all’indietro,
appoggiata sulla spalla,
con il lume in cima.
Così, il “lampadiere” vede poco davanti a sé,
ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri…”
Anche questa legge, che tanti consulenti e presunti esperti dipingono come un “dedalo pericoloso da affrontare in una notte buia”, verrà affrontata così: con la serenità che nasce dal nostro stare assieme. Coesi.

Come da sessant’anni a questa parte…

 

per info:

circoli.mi@arci.it

tel. 02. 84304238