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Ex Ansaldo, ecco come diventerà

Partono a maggio i lavori di ristrutturazione degli spazi dell’Ex Stecca delle Acciaierie Ansaldo, nel cuore di zona Tortona.

Sarà un luogo nuovo per Milano, punto di riferimento trasversale, multidisciplinare e attento ai linguaggi della contemporaneità, per l’incontro di idee e produzione creativa.

La diversità come punto di forza, la cultura come linguaggio, il luogo come spazio d’incontro aperto e partecipativo fra idee, opportunità e produzione.

Sarà un nuovo progetto creativo per Milano che chiama la città stessa a partecipare fin dai suoi primi passi.

Arci Milano, Avanzi, esterni, h+, Make a Cube, insieme al Comune di Milano, stanno sviluppando un nuovo spazio pubblico all’interno dell’Ex Stecca delle Acciaierie Ansaldo, dopo essersi aggiudicati lo scorso luglio il bando pubblico per la gestione degli spazi per i prossimi 12 anni.

Il progetto degli spazi Ex-Ansaldo pone le sue fondamenta a partire da un concetto di trasformazione culturale e produttiva attenta a recepire i nuovi linguaggi della contemporaneità in costante divenire, che mette la cultura al centro di ogni processo decisionale come chiave per comprendere e interpretare il mondo e le sue evoluzioni.

Una filosofia d’intenti che è anche punto di forza e di sinergia dei cinque partner culturali aggregati sul progetto, tra i più rappresentativi operatori culturali e di innovazione sociale milanese. Un gruppo eterogeneo, con competenze diversificate e complementari e ampie reti relazionali, che ha voluto e saputo mettere a fattor comune le proprie diverse esperienze in materia di progetti culturali per immaginare l’Ex-Ansaldo quale futuro punto di riferimento per l’industria della creatività nelle sue varie forme.

L’Ex-Ansaldo sarà una moderna “fabbrica” di produzione culturale dove incubazione, produzione e fruizione coesistono in un unico spazio per la formazione, la creatività, gli eventi, l’impresa, la ristorazione e il tempo libero. Al suo interno si producono idee e imprese, si copre tutto il ciclo dei prodotti, per far sì che ricerca e sperimentazione possano diventare motore di crescita sociale e culturale. Un acceleratore nella creazione di brand culturali e di imprese della creatività del tessuto cittadino, per sviluppare economia virtuosa e rigenerativa. Un luogo aperto a tutta la città ma dal respiro internazionale dove far crescere le proprie idee e i propri progetti in una dimensione collettiva.

 

PRINCIPALI FUNZIONI

Sulla base di questa filosofia d’intenti, sono state individuate le principali funzioni degli spazi, tradotte nel progetto architettonico di onsitestudio: grandi spazi di incontro, di studio, di riflessione e di lavoro – luminosi, fluidi, aperti anche di notte – con laboratori e negozi, sale prova e palchi, serre e cucine. Tutti collegati e in dialogo tra loro dove giovani e meno giovani possano incontrarsi, comunicare, creare o semplicemente riposarsi.

Il progetto prevede la realizzazione di spazi per lavorare in piccoli o grandi gruppi in quello che sarà incubatore e laboratorio, banco di prova e acceleratore per imprese e associazioni, per investitori di venture capital ed early adopter, per progettisti e ricercatori. Uno spazio dove speriamo che tutto diventi possibile e dove le diversità saranno forza creativa e sicurezza.

Le due grandi sale al pianterreno saranno il luogo di partenza alla scoperta degli spazi dell’Ex-Ansaldo e ospiteranno un bar-gastronomia sempre aperto, un bookshop, un cinema- teatro, diversi palchi a disposizione per prentazioni e spettacoli con un fitto programma di eventi.

Salendo al primo piano, invece, sarà possibile immergersi in un mondo fluido e in continua evoluzione, composto da diversi spazi sempre in sinergia tra loro: il co-working sarà a stretto contatto con i laboratori, favorendo una contaminazione reciproca e genuina; l’ostello sarà anche una residenza per ospiti e artisti di passaggio, un po’ come una seconda casa, un recapito provvisorio ma personale; il ristorante, tra laboratorio e azienda agricola, valorizzerà la produzione e la trasformazione di materie prime.

Saranno questi i luoghi di nascita di progetti che al centro del proprio ragionamento economico hanno la produzione di beni e servizi comuni, la loro conservazione e il loro sviluppo. Un luogo in cui l’utilità pubblica sarà generata dall’azione privata.
Vi saranno inoltre, sale prova, una sala giochi, una piccola Arena, un teatro, spazi per spettacoli, cinema, prove teatrali e prove di danza, presentazioni ed eventi serali.

Il progetto si concentra sulla relazione tra le grandi aule ex-industriali, finora vuote e in attesa di destinazione, e una serie di piccoli e grandi volumi che contengono i servizi, accuratamente disposti nello spazio a creare una sorta di città, di micro-urbanistica, di spazi urbani fatti di slarghi, strade, grandi e piccole piazze popolate giorno e notte.

É un posto unico, che tuttavia potrebbe replicarsi in ogni città del mondo. Un posto che paradossalmente non c’è ancora, ma di cui ogni città avrebbe bisogno. Un posto che nasce a Milano e da Milano si proietta verso il mondo.

A maggio verranno avviati i lavori di ristrutturazione , su progetto architettonico di onsitestudio, dei circa 6.000 metri quadri, distribuiti su due livelli, che si estendono tra via Bergognone e via Tortona, corpo centrale dello storico stabilimento Ansaldo, risalente al 1904 e acquistato dal Comune negli anni Novanta con lo scopo di promuovere e diffondere iniziative culturali. Altri 6.000 mq (livelli 3 e 4) sono inoltre interessati da un’opzione per un possibile futuro ampliamento del progetto. Un impianto architettonico di grande fascino, che documenta e testimonia la natura ex industriale della città, e in particolare di zona Tortona, divenuta oggi polo di riferimento del design e della moda Made in Italy a livello internazionale, ma anche cuore pulsante di uno dei distretti creativi più vivaci della città.

Benvenuta Primavera in Zona 5

benvenuta-primaveraDal 4 al 13 aprile 10 giorni per scoprire natura, arte, cultura, sapori e benessere con incontri, visite guidate, laboratori, conferenze e degustazioni.

Anche quest’anno il circolo Arci Conca Fallata organizza Benvenuta Primavera: dieci giorni di iniziative su diversi temi, quali la cultura, la musica, l’arte, il benessere, i sapori con la collaborazione e la partecipazione di numerose associazioni di zona, con il patrocinio del Consiglio di Zona 5.

Le iniziative si svolgeranno in diversi luoghi della zona 5: Spazio Barrili, Centro Comunitario Puecher, Serra Lorenzini, Cascina Chiesa Rossa e Biblioteca, Cascina Basmetto, Cascina Campazzo.

VENERDÌ 4 APRILE 2014
17:30 SERRA LORENZINI. Le Associazioni presentano l’evento “Benvenuta Primavera” Saluto del Presidente del CDZ5 Aldo Ugliano.
18:00 SERRA LORENZINI. Inaugurazione della mostra di pittura ad olio dell’UNITRE di Basiglio.
18:30 SERRA LORENZINI. Rinfresco. Offerto dagli alievi di UniTre.
21:00 SPAZIO SOLE E LUNA (CentroPuecher). Presentazione del libro di Laura Pelliciari “Non smetto di sognare”.

SABATO 5 APRILE 2014
09:00-18:00 SERRA LORENZINI. Mercato agricolo e mercatino delle associazioni.
09:30 SERRA LORENZINI. Laboratorio di panificazione (Coop, Contina) con cottura nel forno
della cascina Campazzo (Associazione Parco Ticinello).
10:00 SERRA LORENZINI. Yoga della risata, saggio con Loretta Bert. (Conca Fallata).
13:00 SERRA LORENZINI. Pranzo con gli agricoltori. Collabora il ristorante Kitchen.
16:00 SERRA LORENZINI. Laboratorio per la conoscenza del “traforo su legno” con Marianna Marigo
19:30 SERRA LORENZINI. Cena anni 60. Organizza il ristorante Kitchen. 20:00 SERRA LORENZINI. “Su di Giri con il 45 Giri” anni 60 sul vinile
21:00 SERRA LORENZINI. “La Canzone Popolare”. Serata di musica e canto.
Con il gruppo “Controcanto e i partecipanti al corso di canto popolare della Conca
14:30 BIBLIOTECA CHIESA ROSSA. Affabulazioni: letture animate, laboratori creativi e merende per tutte le età (organizza La biblioteca Chiesa Rossa).

DOMENICA 6 APRILE 2014
09:00-18:00 SERRA LORENZINI. Mercato agricolo e mercatino delle associazioni.
10:00 SERRA LORENZINI. Laboratorio di pittura per grandi e piccini con Marianna (Consorzio Sir).
13:00 SERRA LORENZINI. Pranziamo insieme. Organizza il ristorante Kitchen.
16:00 SERRA LORENZINI. Concerto: al pianoforte Sam Rotman, (U.S.A.). Chiesa Evangelica Stadera Brani di Mozart, Beethoven, Schubert.

LUNEDI’ 7 APRILE 2014
10:00 Visita guidata alla chiesa romanica di SANTA MARIA ALLA FONTE. Comitato Cascina Chiesa Rossa prof. Enrica Garlati, arch. Francesco Grossi.
19:00 SPAZIO BARRILI. Lezione di Tai-chi. Maestro Francesco Flora.
21:00 SPAZIO BARRILI. Lezione di “Canto Popolare” con Grazia Grossetto.

MARTEDI’ 8 APRILE 2014
16:00 CASCINA BASMETTO. Visita guidata alla cascina con M.G. Papetti.
16:30 CASCINA BASMETTO. Lezione di “ortoterapia” con Emanuele Piovesana (agronomo)
Te’ sull’Aia offerto dal Consorzio Sir e Coop. “I percorsi”.
18:00 SERRA LORENZINI. Lezione: “La piramide alimentare italiana” con Paola Grilli (naturopata).
19:00 SPAZIO BARRILI. Lezione di Hata Yoga con Enrico Tamagni.
18:30 BIBLIOTECA CHIESA ROSSA. Presentazione del libro “Nel nome del figlio” di Giuseppe Deiana (organizza La biblioteca Chiesa Rossa).
21:00 BIBLIOTECA CHIESA ROSSA. Serata di “Tango Argentino” a cura di Marcelo Caracoche (organizza La biblioteca Chiesa Rossa).

MERCOLEDI’ 9 APRILE 2014
10:00 SPAZIO BARRILI. Lezione di Feldenkrais con Francesca Fabris (Conca Fallata).
15:00 SPAZIO BARRILI. Laboratorio donne simpatiche, manifatture.
18:00-20:00 BIBLIOTECA CHIESA ROSSA. 3° incontro del ciclo sui diversi tipi di scrittura e linguaggi con Fabrizio MontecchI. (organizza La biblioteca Chiesa Rossa).
18:00 SERRA LORENZINI. Presentazione del laboratorio di editoria creativa (Liber-i libri liberi). 21:00 SALONE SOTTO CHIESA (via Neera 24 Milano). “Ensemble 3⁄4” Concerto d’Archi:
Musiche di Bach, Mozart, Paisiello e Piazzola. (MiMuSa).
GIOVEDI’ 10 APRILE 2014
15:30 CAM (via Palmieri 20, Milano). Canzoni Milanesi dal vivo con Teresa della Martesana e Enrico Tamagni (Conca Fallata).
17:00 SPAZIO BARRILI. Lezione di teatro per bambini con Livia Rosato (Conca Fallata).
18:30 SPAZIO BARRILI. Lezione di ginnastica Hipopressia con Adele Gorgato (Conca Fallata).
18:00 SERRA LORENZINI. Lezione di “giardinaggio domestico” con Laura Pagani (agronomo).
21:00 SERRA LORENZINI. “Improvvisamente è Primavera” Spettacolo di improvvisazione teatrale a cura della compagnia del Teatro del Vigentino, rinfresco.
21:00 BIBLIOTECA CHIESA ROSSA. Incontro con prof. Claudio Gallonet sul tema:
“Gli sviluppi della rivoluzione russa e l’avvento del fascismo in Italia” (organizza La biblioteca Chiesa Rossa).

VENERDI’ 11 APRILE 2014
10:00-18:00 SERRA LORENZINI. La Giornata del Ben-Essere della Persona (consulenze e prove pratiche di yoga-reiki-shiatsu-fiori di Bach-massaggio pietre e metamorfico-feldenkrais).
18:00 Presentazione del libro: “Quando il sorriso nasce dal dolore” di Loretta Bert.
20:30 Serata dedicata alla bellezza, alla musica e alla poesia. Proiezione video in ricordo del Prof. Emilio del Giudice Lettura di poesie con il “Laboratorio di parole” condotto da Ester Grancini. Laura Peco e Anna Verderio al pianoforte, brani a quattro mani di Debussy e Mozart. A cura di MiMuSa (Milano Musica e Sapere).
21:00 SPAZIO SOLE E LUNA (Centro Puecher). Presentazione del libro di Ercole Ongaro “Resistenza non violenta 43-45”.

SABATO 12 APRILE 2014
09:00-18:00 SERRA LORENZINI. Mercato degli agricoltori e Mercatino delle Associazioni.
10:00 SERRA LORENZINI. “Yoga della risata” con Loretta Bert (Conca Fallata).
13:00 SERRA LORENZINI. Pranzo con gli agricoltori. Organizza il ristorante Kitchen.
17:00 SERRA LORENZINI. “Quando arrivarono i lupi…” Spettacolo di narrazione per bambini con musica dal vivo (Livia Rosato e Mario Toffoli). Merenda con la Conca Fallata.
16:00 SERRA LORENZINI. Lezione di Danze Greche con Nicoletta Battistella (Conca Fallata)
19:30 SERRA LORENZINI. Cena “Risi e Blues”. Organizza il Ristorante Kitchen.
21:00 SERRA LORENZINI. “Serata Jazz” con Michelangelo Decorato al pianoforte (Mi.Mu.Sa.).
10:00 CASCINA CHIESA ROSSA. Visita guidata per la conoscenza della
Chiesa romanica di Santa Maria alla Fonte. Prof. E. Garlati e Arch. F. Grossi. (Cascina Chiesa Rossa).
16:00 BIBLIOTECA CHIESA ROSSA. Letture animate e musiche, del libro per bambini “Un sogno vero di Laura Boerci (organizza La biblioteca Chiesa Rossa).
15:00 PERCORSO GUIDATO per la conoscenza dei siti storici della zona 5. Prof. Giuseppe Deiana. (Associazione C.C. Puecher). Info: 3687760893.

DOMENICA 13 APRILE 2014
09:00-18:00 CASCINA CHIESA ROSSA. “La Campagna Nutre la Città”, mercato contadino organizzato dalla CIA Lombardia (Confederazione Italiana Agricoltori) in collaborazione con
il Circolo dei Talenti e mercatino delle associazioni.
10:00 Biciclettata. Partenza da Via Dini 7 (percorso: Campazzo – Ronchetto delle Rane – Cascina Basmetto – Cascina Chiesa Rossa).
Camminata nel parco del Ticinello (Associazione Parco Ticinello).
10:00 Saggio di tai-chi maestro Francesco Flora
10:30 CASCINA CHIESA ROSSA. Laboratorio di “Improvvisazione Teatrale” con Isabella Cremonesi del Teatro del Vigentino.
12:30 CASCINA CHIESA ROSSA. Pranziamo Insieme. Organizza il Circolo dei Talenti
18:00 BARRIOS (via Barona) La compagnia del Teatro del Vigentino va in scena con l’improvvisazione
teatrale “Match” (prenotazioni al n. 0255230298)
16:00 CASCINA CAMPAZZO. “Festa degli Aquiloni” organizza: Associazione Parco Ticinello. 19:00 CASCINA CAMPAZZO. Chiusura della Festa di Primavera Edizione 2014.

• Spazio Barrili (via Barrili 21, Milano) • Centro Comunitario Puecher (via Dini 7, MIlano) • Serra Lorenzini (via dei Missaglia 44/2, Milano) • Cascina Chiesa Rossa e Biblioteca (via San Domenico Savio 3, Milano) • Cascina Basmetto (via Chiesa Rossa 265, Milano) • Cascina Campazzo (via Dudovich 10, Milano)

L’importanza della cultura per ripensare il futuro

strati2013

Il dibattito sull’importanza della cultura per ripensare il futuro del nostro Paese e dell’Unione Europea è ancora attualissimo. Esiste un’ampia letteratura economica e autorevoli prese di posizione del nostro governo e della Commissione europea che sottolineano la necessità di rafforzare il settore dei beni e delle attività culturali, così come quelli legati a Conoscenza e tutela del Paesaggio. Purtroppo i provvedimenti concreti e gli impegni finanziari non sono all’altezza della sfida. Si registrano solo timidi segnali di cambiamento rispetto al passato. In Italia si cerca di risparmiare sulle spese per il funzionamento della ‘macchina’ pubblica e si accrescono di poco le risorse. I programmi europei prevedono 1462 milioni di euro per l’intero settore di Media e Cultura per i 27 Paesi dell’Unione nel periodo 2014-2020. Non molto, in verità. Si spera che si possano attivare altri fondi sui programmi Erasmus+ e Horizon. D’altra parte è ormai chiaro che per costruire una vera strategia di Sviluppo che parta da Cultura e Conoscenza c’è bisogno del coinvolgimento di ministeri diversi: Sviluppo Economico, Giovani, Istruzione e Ricerca, Coesione territoriale. E’ altresì evidente che la sfida di artisti, operatori, associazioni ed organizzazioni culturali si giocherà sulla capacità di promuovere progetti innovativi, inclusivi, a rete per sfruttare al meglio ogni possibile opportunità. Per questo abbiamo voluto intitolare ‘Incubatori di Cultura’ il nostro appuntamento annuale Strati della Cultura dedicato alla riflessione e al confronto su questi temi. L’incontro, che si è svolto a Reggio Emilia il 15 e 16 novembre, è iniziato con un interessante racconto di esperienze Arci. Circoli e progetti culturali hanno sviluppato in questi anni nuove modalità organizzative per rispondere da una parte a bisogni ‘creativi’ e di accesso alla cultura, dall’altra a una crisi economica che ha colpito territori e comunità. Trasformazioni di grande interesse per la definizione del nuovo progetto associativo che dovrà scaturire dal percorso congressuale. La sessione di confronto con ospiti esterni è stata ricca di spunti e sollecitazioni: Fondazione Unipolis ha raccontato del suo progetto pluriennale Culturability, l’Anci ha messo in evidenza l’importanza delle prossime politiche di coesione e sviluppo territoriale, Fondazione Cariplo, insieme ad altre fondazioni, ha lanciato con successo il bando Funder35 di promozione di imprenditorialità culturale. Sono poi intervenuti SmartIT che ha messo l’accento sulle problematiche del lavoro in questo settore, Bottega Finzioni che ha sottolineato le difficoltà di operare nell’ambito delle culture contemporanee. Massimo Mezzetti, assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna, e Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, hanno convenuto sulla necessità di un orientamento più netto delle politiche pubbliche a sostegno di Cultura e Conoscenza per rafforzare le capacità culturali delle persone e dare maggiore protagonismo alle giovani generazioni. A chiudere la due giorni ci hanno pensato gli 80 operatori e dirigenti dell’Arci che si sono confrontati su progettazione culturale e rigenerazione urbana, strumentazione per l’associazionismo culturale e nuova imprenditorialità profit e no profit. Tre grandi temi saranno oggetto del nostro prossimo lavoro: rafforzare la capacità progettuale delle nostre esperienze circolistiche, definire nuovi modelli sostenibili economicamente, rispondere a una forte richiesta di ‘sussidiarietà’ nel variegato mondo delle attività e dei beni culturali.

di Carlo Testini, responsabile politiche culturali Arci

 

VI edizione di Strati della Cultura. A Reggio Emilia il 15 e 16 novembre

strati2013L’edizione 2013 di Strati della Cultura si svolgerà a Reggio Emilia il 15 e 16 novembre e si concentrerà sulle politiche per la Cultura che generano nuove forme di imprenditorialità giovanile, profit e no profit.

Siamo convinti che creatività, cultura e conoscenza possono diventare gli elementi principali per un nuovo sviluppo sociale ed economico del nostro Paese. Già oggi esistono energie creative straordinarie che si esprimono in forme anche non convenzionali ed intersecano mondi diversi come quelli dei ‘makers’, dell’auto-organizzazione associativa, del recupero di spazi urbani abbandonati o inutilizzati, delle produzioni culturali diffuse.

C’è bisogno di promuovere un piano nazionale organico che coinvolga governo ed enti locali, sfruttando le opportunità dei nuovi programmi della Commissione Europea, per costruire le condizioni per la nascita di esperienze imprenditoriali promosse da giovani.

Anche in questa edizione il confronto su questi temi coinvolgerà enti ed istituzioni, intellettuali ed esperti, con grande attenzione al ruolo delle amministrazioni locali.

Si comincerà venerdì 15 novembre alle 11, alla Sala Capitano del Popolo, in piazza del Monte 2, con Cantieri culturali: incontri tra progetti culturali dell’Arci. Un confronto fra gli operatori dell’associazione sulle esperienze imprenditoriali giovanili, per fare un bilancio dei progetti culturali tematici, creare reti e promuovere nuovi progetti comuni tra operatori e circoli. È previsto l’incontro Megagalattico! – Sezione Eroi, con la presentazione dei progetti più innovativi. Si prosegue con Protagonisti: incontri/intervista; dalle 15 alle 16.30 Giovani e start up culturali, con Walter Dondi della Fondazione Unipolis e Vincenzo Santoro dell’Anci. È stato invitato il ministro Massimo Bray.

Dalle 16.30 alle 18 Giovani e contemporaneo, col docente universitario Michele Dantini, Piero di Domenico della Bottega finzioni, Andrea Rebaglio della Fondazione Cariplo.

Dalle 18 alle 19.30 Giovani e partecipazione culturale, col presidente nazionale Arci Paolo Beni, l’assessore alla cultura del comune di Reggio Emilia Massimo Mezzetti e Giulio Stumpo di SmartIT/Eccom. A seguire la proiezione, a cura di Ucca, del film Slow Food story.

Alle ore 21.30 ci sarà la presentazione del libro Lavoro Male Comune Arci GA3, presso Ghirba e alle 23 Live & Danze Prosperosa presso Arci Tunnel.

Sabato 16 novembre si comincia alle 9.30 con Cervelli in Azione, tre workshop tematici in parallelo. Il primo è dedicato a Fare impresa culturale giovanile, con Roberto Calari di Legacoop e Paolo Marcolini, presidente Arci Emilia Romagna. Il secondo workshop si intitola Attrezzi per l’associazionismo culturale e ci si confronterà su Siae e Enpals con Daniele Catellani di Arci Emilia Romagna, Giuditta Nelli di Arci Liguria, Giovanni Maria Ruiccio di Studio E-Lex. Il terzo workshop è dedicato a Progettazione Culturale e Rigenerazione Urbana – Studio di casi e laboratorio progettuale, con Massimo Maisto del comune di Ferrara e Bertram Niessen di cheFare.

Infine , alle 12.30 Quattro anni di associazionismo per la cultura: Cosa abbiamo fatto. Cosa vorremmo fare in futuro.

Diretta streaming su www.arci.it tramite Arci Real Radio.

“No agli F35. Cambiamogli rotta. Fermiamo la guerra”. Manifestazione sabato 14 a Milano

nof35In una fase di crisi come quella attuale, le organizzazioni della società civile, alcuni rappresentanti degli enti locali e singoli cittadini scendono in piazza per chiedere con forza al governo di cambiare rotta e rinunciare al Programma di acquisto degli F35.

Sospendere questa folle spesa comporterebbe un risparmio immediato di 10 miliardi di euro. Con la somma necessaria a pagare un bombardiere e mezzo si potrebbe finanziare l’intera spesa sociale di un Comune come quello di Milano per un anno.

Un’iniziativa per chiedere che questi soldi vengano ridati  al sociale, alla cultura, alla scuole, al welfare e al lavoro.
 
Un’iniziativa per ribadire il valore della pace e ripudiare l’idea della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.

Una manifestazione promossa da un ampio arco di forze, associazioni e personalità (Coordinamento La Pace in Comune, Forum Terzo Settore Città di Milano, Franco Bomprezzi , Alessandro Capelli, Don Virginio Colmegna , Lella Costa , Paolo Limonta, Pierfrancesco Majorino , Diego Parassole, Sabina Siniscalchi , Gino Strada , Cecilia Strada , Francesco Vignarca, CnCa Lombardia, Auser Milano, Arci Milano, Acli Milano e Monza Brianza, ArticoloQuattro, Mondo Senza Guerre, Centro Internazionale Helder Camara, AceA onlus, Altropallone Asd onlus, SEL Milano, CAIM, SIPEM SOS LOMBARDIA, Rifondazione Comunista Milano, e molti altri

Sabato 14 settembre, ore 15

Piazza San Babila

No agli F35. Cambiamogli rotta. Fermiamo la guerra

II Campo Nazionale Arci

Il campo è rivolto ai ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni appartenenti all’Arci di tutta Italia.

Nato da un’idea di Arci Torino, il lavoro effettuato dal Gruppo Giovani dell’Arci ha portato all’individuazione di alcune priorità sulle quali concentrare l’attenzione e attivare la rete Arci. Tra queste, certamente rilevante è considerato lo scambio di esperienze e conoscenze tra giovani provenienti da vari circoli e associazioni dentro e, in alcuni casi, anche esternamente alla nostra associazione. Si considera, inoltre, rilevante contribuire allo sviluppo di maggiori opportunità di mobilità per i giovani, nell’ottica, altresì, di facilitare la costruzione di relazioni tra persone giovani provenienti da varie parti del territorio nazionale. Ciò potrebbe costituire, nel tempo, il terreno su cui far germinare ogni sorta di scambio tra i soggetti che costituiscono il panorama Arci.

SARANNO CON NOI: PERTURBAZIONE, DON LUIGI CIOTTI, PAOLO BENI, MINA WELBY,…

Obiettivi principali del campo

1. Rilanciare, attraverso il confronto e la condivisione i valori fondanti della nostra associazione
2. Sollecitare lo scambio di conoscenze e la mobilità dei giovani appartenenti all’Arci o vicini al nostro mondo
3. Consentire l’acquisizione di competenze utili alla gestione delle attività delle proprie strutture (circoli o associazioni

Si prevede di realizzare quattro giornate nelle quali il tempo sarà scandito da attività di gruppo (pratiche, tecniche e teorie) e momenti dedicati alla riflessione e al confronto su temi che originano dalla rilettura creativa e critica dell’acronimo ARCI, con la finalità di ritrovare le radici della nostra associazione, e restituire ai giovani la possibilità di rifondare la propria Arci, a partire dall’esperienza di chi l’ha fatta crescere. Una parte del tempo, la sera, sarà occupata dalla creatività artistica dei giovani con performance di vario tipo presentate da gruppi o singoli della galassia Arci.

Insieme alla possibilità di apprendere tecniche e ampliare la propria capacità di gestire problematiche legate alla gestione pratica del proprio circolo o di eventi, di estrema importanza saranno i momenti dedicati agli incontri nei quali si tenterà di ritrovare i valori e le motivazioni fondanti, che hanno dato vita alla nostra Associazione, per trasmetterle ai nuovi arrivati, perché questi stessi valori possano essere fatti propri e rifondati da loro stessi, con il supporto di quelli che sono arrivati prima, per creare un forte senso di appartenenza.

Qui di seguito il programma delle giornate:
L’appuntamento è  fissato per venerdì 24 agosto alle ore 16.00 presso la Certosa del Gruppo Abele, in via Sacra di San Michele, Avigliana – Torino. Durante il pomeriggio verrà fatta la divisioni in gruppi e verrà presentato il campo.

Associazionismo:
Il mattino di sabato 25 agosto verrà proposta una tavola rotonda con alcuni rappresentanti di esperienze associazionistiche e sociali italiane. Essi verranno chiamati ad esprimersi sul ruolo politico e sociale che hanno avuto sia all’interno dei movimenti che hanno attraversato la nostro penisola negli ultimi anni che sul apporto che ogni singola realtà può avere in relazione alla rete Arci localmente e nazionalmente.Nel pomeriggio verrà invece proposta la testimonianza di giovani dirigenti  dell’Arci e tutti assieme saremo chiamati a riflettere sullo stato dell’autogestione democratica che viene portata avanti dalle nostre basi associative. Come è possibile, oggi, portare avanti l’attività che parte dal dibattito democratico e dalla partecipazione e si concretizza in un’azione condivisa?
Come mettere a valore tale patrimonio di conoscenze, esperienze e pratiche innovative in maniera continuativa e progettale?

Ricreatività:
La giornata di domenica 26 agosto sarà dedicata alla lettera “R” dell’acronimo ARCI. R come ricreatività. Etimologicamente la parola ricreatività, descrive un momento di svago, di divertimento ma nella sua accezione più ampia è anche l’atto del ri-creare, del ri-crearsi per dare nuova vita al corpo, alla mente e allo spirito…ed infine alle relazioni. Lo svago può servire ad ognuno di noi come raccoglimento, come coinvolgimento come scambio e interazione. La nostra vita è sempre più caratterizzata dal singolo a scapito del collettivo. La dimensione che vogliamo esplorare è proprio quella della “comunità”, della “complessità”, della moltitudine.

Nell’affrontare questo tema abbiamo deciso di utilizzare il teatro quale strumento atto a rispondere appieno alle necessità “ri-creative”. Dopo la “testimonianza” della mattina, al pomeriggio ci sarà un laboratorio a cura della compagnia teatrale torinese “L’interezza non è il mio forte”. Grazie a loro riusciremo a far fronte alle esigenze di conoscenza, di espressione e di crescita evolutiva che l’interazione, l’appartenenza, la complessità e la molteplicità della gruppalità ci presentano.

Cultura:
Lunedì 27 agosto
 sarà la volta della Cultura e dunque si analizzerà l’A.R.C.I. come polo di resistenza culturale per il territorio: basandosi sulle esperienze dei circoli situati in territori non fortemente urbanizzate come quelli in cui si trovano i circoli dei comitati Langhe, Asti e Monviso, la discussione verterebbe sulle modalità in cui i vari circoli affrontano, promuovono e diffondono tematiche culturali “alternative” in territori potenzialmente “ostili” . La musica indipendente come percorso culturale e polo di protagonismo giovanile creativo e aggregativo. sarà proposto poi un laboratorio webradio. Dopo una spiegazione generale sulle webradio e sul loro funzionamento, i gruppi verranno divisi: 1 gruppo per la redazione, 1 gruppo per la parte tecnica, ed 1 gruppo per gli speaker.

Italianità:
Nella giornata di martedì 28 agosto si parlerà invece di italianità. Gli Articoli 4 (secondo comma) e 8 della Costituzione e gli articoli 416 e 416 bis del Codice Penale saranno i presupposti ‘teorici’ dell’incontro. Le due testimonianze fanno da contraltare/contrasto. L’obiettivo dell’incontro sarà quello, attraverso due storie, ma anche due progetti dell’Associazione, di stimolare la discussione ed il lavoro fra giovani dirigenti ed elaborare tracce di lavoro per l’associazione.Le due testimonianze saranno suddivise fra mattino e pomeriggio e costituiranno la prima ora di ciascuna sessione. Successivamente si lavorerà in gruppi con una breve restituzione finale.

Il campo finirà mercoledì 29 agosto con al mattino l’incontro/ confronto con il presidente nazionale A.R.C.I. Paolo Beni e il responsabile delle attività giovanili A.R.C.I. Franco Uda. Per i giovani partecipanti sarà l’occasione di avere un confronto diretto con due dirigenti nazionali e provare ad avere con loro un confronto sui temi trattati nelle giornate precedenti. La partenza è fissata, dopo la plenaria conclusiva, nel primo pomeriggio.

Per partecipare al campo bisogna essere un socio Arci tra i 18 e i 35 anni.
Costi: 30 euro al giorno pensione completa, 13 euro il singolo pasto.

Per ulteriori informazioni rivolgiti al nostro comitato

Il potere deflagrante della rimozione

Da Trapani a Ponteranica in provincia di Bergamo. Dal nord che si scopre contaminato dal fenomeno mafia, al sud che ha appena concluso i cerimoniali per il ventennale della strage di Capaci. Non c’è molta differenza nonostante i mari e i chilometri di distanza. Perchè a Trapani il neosindaco Vito Damiano ex generale dei carabinieri (ora in pensione) sbrodola in affermazioni che ricordano alcuni suoi illustri predecessori, tra i tanti a negare l’esistenza della mafia. Lui, il primo cittadino, si lascia andare a giudizi sulla legittimità e opportunità di parlare di mafia nelle scuole. “Le si da troppa importanza” e non da ultimo “i giovani si spaventano”. Per Damiano bastano l’educazione alimentare e i progetti sull’integrazione a creare coscienza civile. Dall’altro capo d’Italia una storia già sentita: la scuola intitolata a Peppino Impastato viene ribattezzata a Padre Giancarlo Bazzi studioso di storia locale. A farlo è il sindaco leghista Cristiano Aldegani che, incurante delle proteste piovute da tutta Italia, non ritorna sui suoi passi. Ci aveva provato infatti tre anni fa ma aveva dovuto rinunciarci. Oggi ci riesce con un bel raggiro: programma per oggi martedì 5 giugno l’intitolazione di un passaggio pedonale a cui, all’ultimo momento, si affianca la nuova intitolazione alla struttura comunale che portava il nome di Peppino. Non staremo qui a dire quanti e quali persone hanno sacrificato la vita per la lotta alla mafia. Perchè ci sono date come quella appena trascorsa del 23 maggio che rimangono dei buchi neri nelle coscienze dei siciliani e degli italiani.
A noi spetta la lotta quotidiana contro queste opere di rimozione collettiva che sembrano non deflagrare come le bombe ma tolgono il fiato al lavoro faticoso e meticoloso sulla coscienza civile e sulla cultura della legalità, un’opera di tessitura che non può permettersi di prescindere dalla memoria storica e dalla sua intrinseca forza di operare il cambiamento.

Manuela Longo

Triennale: serve una scelta adeguata per il bene di Milano

La polemica sulla nomina di Claudio De Albertis alla presidenza della Triennale dopo Davide Rampello pone diversi interrogativi su situazioni, alcune già accadute ed altre che ci troveremo inevitabilmente ad affrontare, noi, come opinione pubblica e cittadini attivi ed il governo della città come coerenza programmatica e metodo operativo.

Il luogo della polemica LA TRIENNALE di Milano una delle più prestigiose istituzioni internazionali “l’istituzione italiana per il design, l’architettura, le arti decorative e visive, la moda e la produzione audiovisiva che negli ultimi anni ha raggiunto altissimi livelli di progettualità, di espansione operativa e di internalizzazione in alcuni territori della periferia milanese.

Gli animatori della polemica l’Assessore alla Cultura del Comune Stefano Boeri ed il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia. L’uno chiede un gesto di discontinuità e quindi un passo indietro di De Albertis o l’utilizzo del diritto della non convalida da parte del Comune. L’altro afferma la libertà delle delibere interne all’ Istituzione e quindi la non possibilità di intervento del Comune.
Una polemica che sta assumendo dimensioni importanti e che tocca il cuore della visione della nuova Milano e per questo sta coinvolgendo personalità e soggetti di diversa opinione in appelli ed interventi sui più diversi canali mediatici.
Noi che ci consideriamo parte di quella gran parte di operatori e di animatori culturali che operano in diversi ambiti con compiti e funzioni molteplici nella Comunità Milanese, che amano la nostra città e lavorano per la sua crescita confidando nella “stagione di aria nuova” ci poniamo alcune e diverse domande di metodo e di contenuto.

Considerato il profilo dei protagonisti evidentemente la polemica non tocca la loro immagine ma l’opportunità che un protagonista così forte del mondo dell’impresa edile occupi anche la sedia di presidente di un’istituzione culturale di ricerca e, se necessario, anche di visione antagonista alla semplice impresa. Un dialogo tra i due soggetti è indispensabile ed utile ma concentrarlo nella stessa persona, ci pare una scelta non lineare ed in ultima analisi problematica.

Milano è una città ricca di protagonisti di altissimo livello internazionale del mondo culturale e professionale collegato al ruolo ed alle attività della Triennale, alcuni già attivi nella sua gestione. Perché non rivolgersi ad essi e individuare il più adatto per professionalità, esperienza, conoscenza e non cumulo di incarichi?
Se giusta anima del dibattito democratico è la polemica e la diversità di vedute che può coinvolgere operatori e protagonisti della società culturale milanese questa, pensiamo, deve trovare percorsi e livelli che possono aprire scenari nuovi di coinvolgimento e di protagonismo e soluzioni di alta qualità e non solo un siparietto che volta a volta corre il rischio di essere letto come una polemica personale di antichi conti in sospeso .

Questo per noi è doloroso e pensiamo non aiuti a costruire quel programma che tutti abbiamo condiviso e promosso e per questo ci pare opportuno che sui temi scottanti si pratichi una non difficile consultazione preventiva che può essere consumata in tanti luoghi istituzionali, culturali o ricreativi della nostra città, seduti ad un tavolo neoclassico o al tavolino di un circolo.

In ogni caso speriamo che questa polemica si risolva positivamente con una scelta adeguata senza ombre e sospetti per il bene di Milano.

Geppino Materazzi

Proposta di documento per il movimento

Premessa.
La serie di interventi attuati negli ultimi anni dall’amministrazione comunale, finalizzati al controllo dell’ordine pubblico e relativi alle attività di spettacolo e intrattenimento notturno, ha portato a una sorta di paralisi del settore. Artisti, associazioni, organizzatori e attività commerciali hanno lamentato la impossibilità di proseguire le proprie attività serenamente.
Al tempo stesso i cittadini hanno visto sempre più assottigliarsi gli ambiti della proposta culturale e di spettacolo, schiacciata tra norme restrittive, limiti burocratici, tutela della quiete e ordine pubblico.
Parallelamente la chiusura di piazze e parchi nonché l’assenza di mezzi pubblici nelle fasce orarie notturne, hanno spinto verso un modello di sicurezza in opposizione alla vivibilità e qualità della città. Sostanzialmente si è preferita una “politica del coprifuoco” rispetto a soluzioni frutto di confronto e dialogo tra le parti interessate e cioè tra cittadini e cittadini.

La manifestazione.
Il quadro descritto ha portato alla mobilitazione del 19 marzo che aveva l’intento di mettere in discussione questa politica e indicare un diverso modo di vedere la città. Della manifestazione si sono fatti promotori per primi gli artisti e hanno aderito e partecipato moltissime realtà associative e imprenditoriali. Questo fronte comune e spontaneo è una novità alla quale i cittadini hanno guardato con favore. L’atteggiamento trasversale e civile dell’iniziativa ha sollevato problemi e ragionamenti non etichettabili nell’ambito stretto del confronto politico. Al contrario ha fatto emergere discussioni di ampio respiro relative ai concetti di vivibilità, qualità della vita, sicurezza, bellezza, cultura e così via.
Ci si è mossi quindi su due aspetti. Da un lato si è stimolato un rapporto con l’amministrazione comunale perché si attivi un tavolo permanente di confronto tra i soggetti, si arrivi a soluzioni condivise, si assimili quest’elemento come organico all’amministrazione e indipendente dalle scadenze elettorali, si restituisca ai cittadini la possibilità di aggregazione, si agevolino le attività d’associazionismo e d’impresa.
Dall’altro si è avviato un processo che, considerando le problematiche affrontate come espressione particolare di fenomeni più ampi, ha portato alla nascita di un movimento d’opinione e discussione sui temi della cultura e dei valori.

Il modello culturale attuale.
Il confronto di queste settimane, le numerose riunioni, hanno messo in relazioni realtà diverse tra loro, ma legate da un sentire comune: l’insofferenza verso il modello culturale attuale.
Un modello percepito come lontano, superficiale, commerciale, televisivo. Legato ad un immaginario fatto di ricchezza e sperpero, dove la velocità è mitizzata, l’approfondimento inutile, l’omologazione imperante.
Questo modello si declina in varie forme e con vari effetti. Innanzitutto tende a diventare dominante, spegnendo o fagocitando le diversità, proponendo dei riferimenti comuni a tutti senza considerare la molteplicità come ricchezza.
Tende poi a impadronirsi degli spazi, a concentrare le risorse, ad escludere le iniziative spontanee, a prediligere logiche strettamente commerciali, a promuovere iniziative di forte impatto mediatico a discapito di una cultura diffusa e multiforme.
Divide gli ambiti artistici definendo una cultura “alta”, spesso usata per operazioni d’immagine, in contrapposizione a un’arte “popolare”, bollata come amatoriale, di scarso interesse e alla quale non si riconosce professionalità e competenza.
Considera la carriera artistica esclusivamente finalizzata al successo e, di conseguenza, all’acquisizione di ricchezza e privilegi, riducendo quindi gli scopi dell’arte ad obiettivi analoghi a quelli del mercato.
Riduce le forme di aggregazione al concetto di “vita notturna” o “movida”, negandone di fatto la valenza sociale ed artistica.
Propone poi un concetto di sicurezza perverso che, nel tentativo di controllare reprimendo, impedisce ai cittadini di godere delle proprie città liberamente, creando un clima di paura, d’intolleranza verso qualsiasi iniziativa, quasi sempre percepita come disturbo e non come opportunità.
Si manifesta infine nelle forme urbanistiche e architettoniche. Il concetto di bellezza sottostà ad esigenze di apparenza o profitto. L’estetica è sottomessa alla creazione di economia, l’edilizia snatura e cozza con il preesistente, la cartellonistica pubblicitaria letteralmente invade ogni superficie e rende vani i tentativi di miglioria dell’arredo urbano.

Il movimento.
In riferimento a questi temi, raccogliendo le sollecitazioni venute dai cittadini e con l’approvazione dell’assemblea qui riunita, si vuole sancire la nascita di un movimento d’opinione, apartitico e non violento, denominato (…), che metta in discussione il modello culturale fin’ora descritto. Che sia promotore di analisi, discussione e divulgazione. Che realizzi iniziative utili al confronto e stimoli il cambiamento. Che sviluppi un’autonomia di pensiero. Che manifesti la volontà di un superamento dello stato attuale e metta in luce le potenzialità artistiche, sociali e culturali nascoste o represse. Che rivendichi il ruolo della cultura come mezzo di coesione sociale, opposizione al degrado, sviluppo di abilità e risorse umane. Che promuova spettacoli e iniziative pubbliche, crei aggregazione e conoscenza tra le persone.

Il documento.
Si sottopone dunque all’assemblea un documento che elenca i punti principali raccolti ed elaborati, con funzione di sintesi comune. (L’approvazione del documento e della nascita del movimento si considera inclusiva delle premesse elencate e che ne descrivono la genesi).
I primi firmatari sono i membri del comitato “Milano l’è bela” cui seguiranno le firme dei cittadini partecipanti all’assemblea e le adesioni di quanti si riconosceranno, siano esse associazioni, enti, attività o privati. Le adesioni sono libere senza discriminazione di lingua, sesso, razza, religione, opinioni politiche, orientamento sessuale, condizioni personali o sociali. Sono tuttavia escluse formazioni partitiche e gruppi o soggetti i cui scopi o comportamenti siano in antitesi con gli intenti del documento o del movimento. Si elegge in ogni caso l’assemblea a sovrana per eventuali controversie in merito.
In seguito all’approvazione del documento il movimento potrà organizzarsi per realizzare tutte le iniziative atte alla realizzazione dei propri scopi, naturalmente aprendo alla possibilità di partecipazione di chiunque sia interessato.

1.Noi siamo un movimento, apartitico e non violento, finalizzato alla circolazione delle idee.
2.Vogliamo mettere in discussione il modello culturale attuale, denunciandone la superficialità, la cecità e l’arroganza. Ci ribelliamo alla sua occupazione capillare degli spazi fisici e informativi. Rifiutiamo l’omologazione forzata in tutte le sue forme comportamentali ed estetiche. Affermiamo autonomia di pensiero e indipendenza.
3.Vogliamo esaltare il ruolo delle arti nella vita collettiva e individuale. Ne affermiamo l’importanza nel vivere quotidiano. Le riteniamo necessarie quanto il pane. Siamo convinti che dove l’arte accade migliorano democrazia, conoscenza, qualità della vita. Vogliamo inoltre restituire a spettacolo e intrattenimento la dignità di trama indispensabile del tessuto sociale.
4.Crediamo che mettere tra le priorità la “bellezza” culturale, ambientale e architettonica, sia un dovere per i cittadini di un paese con il patrimonio artistico più grande del mondo. Questo coincide inoltre con la responsabilità storica verso le generazioni future.
5.Consideriamo la formazione personale, l’accesso alle conoscenze, la possibilità di studio e approfondimento come elementi determinanti della crescita individuale e collettiva.
6.Rifiutiamo le divisioni tra “cultura” e “non cultura”. Sosteniamo quindi l’importanza della produzione artistica di base, espressione e relazione con il territorio. Consideriamo pregio dell’attività artistica-culturale la libertà dagli obblighi tradizionali del mercato.
7.Prediligiamo infine l’esibizione artistica dal vivo in tutte le sue forme, che consideriamo momento collettivo fondamentale in alternativa alla fruizione virtuale e solitaria.