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Tag: costituzione

Venerdì 11: Mobilitiamoci!

Venerdì 11 non prendete impegni!

A MILANO, MOBILITAZIONE CIVILE!
UNITI PER LA DIFESA DEI DIRITTI DELL’UOMO, LA COSTITUZIONE, LA DEMOCRAZIA, L’ACCOGLIENZA, L’EUROPA
Tutte le associazioni della società civile, i sindacati e i partiti sottoscritti si sono riuniti per un esame dell’attuale congiuntura politica nel nostro paese ed hanno espresso vivo allarme per una serie di fatti su cui indicono una grande manifestazione unitaria per venerdì 11 gennaio 2019, ore 18.00 Piazza della Scala.
IL GOVERNO VARA UNA MANOVRA ANTIPOPOLARE CHE COLPISCE I LAVORATORI, I PENSIONATI, IL VOLONTARIATO, IL MONDO DEL NO PROFIT, IL TERZO SETTORE, SENZA NESSUNA STRATEGIA CONTRO LA PRECARIETA’ DEI GIOVANI, PER LO SVILUPPO, PER LA CRESCITA ECONOMICA DEL PAESE, PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE, IL CLIMA, I TERRITORI.
IL PARLAMENTO VIENE ESAUTORATO DELLE SUE PREROGATIVE:
CIO’ RAPPRESENTA UN ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE.
LA CHIUSURA DEI PORTI È PRIMA DI TUTTO UN ATTO RAZZISTA CONTRO L’UMANITA’: BAMBINI, DONNE, FAMIGLIE CONDANNATI A INUTILI SOFFERENZE.
AUTORITARISMO, SOVRANISMO, ANTIEUROPEISMO, XENOFOBIA, INDIFFERENZA, SONO LE CIFRE CHE CONNOTANO L’AZIONE DI QUESTO GOVERNO.
Milano, la Milano democratica e antifascista, orgogliosa della sua storia, della sua dimensione europea e internazionale, accogliente e solidale, impegnata a combattere contro la povertà, la disoccupazione,
il degrado, l’inquinamento, la Milano che lotta per la democrazia, la libertà, i diritti, l’inclusione e la giustizia sociale, chiama tutti alla difesa dei valori della Costituzione, nata dalla Resistenza contro il nazifascismo.

Milano 28 agosto 2018, il presidio dell’umanità

 

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” (Art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana”

 

Salvini sogna un’Italia sul modello ungherese. Muri e paure, chiusure fisiche e mentali, razzismo.

Un ministro solo al comando. Un governo ombra, fagocitato dalla spocchiosità e dalla voce forte del ministro degli interni.

Salvini domani – martedì 28 agosto – incontrerà a Milano Viktor Orban, leader del partito Fidesz, ultraconservatore, sovranista e anti-immigrati, ad oggi al governo in Ungheria.

Arci sarà in presidio per gridare un forte NO a questa politica ottusa, al farneticante “prima gli italiani” che sottotraccia significa solo il riportare indietro le lancette dell’orologio: prima dell’Unione europea, prima della Costituzione, prima della Convenzione di Ginevra: prima gli italiani in un’Italia nazionalista, autoritaria, con un governo al di sopra delle leggi e dell’umano buon senso.

Arci in sessant’anni di storia mai si era trovata a manifestare contro un governo di queste fattezze. I circoli mai si erano trovati a fronteggiare un’ondata di insensibilità simile: ci si trova di fronte un egoismo politico di tali proporzioni, egoismo che rovescia le regole del buon senso, dell’umanità, dove compi un reato penale se aiuti qualcuno in difficoltà, dove le ronde paramilitari terrorizzano – per il momento – le spiagge strizzando l’occhio al Ministro che queste ronde dovrebbe proibire.

Dove soffia forte il vento dell’intolleranza, del pregiudizio e dell’antisemitismo.

Siamo sicuri che i cittadini italiani che non vogliono essere privati dei diritti, dell’umanità, della possibilità di vivere in un paese migliore, siano maggioranza.

Per questo invitiamo tutti i compagni dei circoli ad iniziare a manifestarsi domani a Milano (ore 17.00, P.zza San Babila) , per dire no alle politiche sovraniste dei due sinistri figuri che si incontreranno a Milano. Per ribadire che l’Europa che vogliamo non è quella cinta da muri ma un ‘Europa ricca di umanità, partecipazione e democrazia.

I 40 anni della legge 194: una conquista di civiltà da salvaguardare

di Francesca Chiavacci, presidente nazionale Arci

Dalla Polonia, dove in questi giorni migliaia di donne stanno manifestando nelle piazze, all’America di Trump la libertà di scelta sull’aborto è sotto attacco. E anche per questo è giusto oggi, a quarant’anni dall’approvazione della legge 194,  ricordare quella data. Anche per ribadire come in quella seconda metà degli anni 70 non ci furono solo terrorismo e violenze, ma anche conquiste di civiltà, frutto dell’iniziativa politica del movimento delle donne,  che seppe imporre nella società italiana questo  tema, insieme a tutti coloro che si battevano per la laicità dello Stato. Prima che venisse approvata questa legge, l’aborto era considerato un delitto contro la salute e  l’integrità della stirpe, punito severamente. Eppure centinaia di migliaia di donne, anche cattoliche,  lo praticavano clandestinamente, in condizioni sanitarie pessime, rischiando la vita, mentre molti medici si arricchivano. Abrogando il reato d’aborto, il fenomeno emerse dalla clandestinità e, anche se all’interno di rigide procedure e in nome della tutela della salute psicofisica della donna, anziché della sua libertà di autodeterminazione (come chiedeva il movimento femminista),   la legge   stabilì che comunque spettasse alla donna la decisione finale su questa scelta. All’art.9 la legge prevede la possibilità per il personale sanitario di dichiararsi obiettore di coscienza, e già 40 anni fa fu chiaro quanto sarebbe stato necessario vigilare perché l’obiezione non fosse usata come strumento per boicottarla. Nacquero così i Comitati per l’applicazione della 194, che videro il protagonismo di donne, associazioni, medici, operatori sanitari.

Nel 1981 la legge venne anche sottoposta a due referendum, di segno opposto, e ne uscì indenne. Stiamo parlando di un provvedimento che indubbiamente ha raggiunto con successo il suo obiettivo: in questi quarant’anni le interruzioni volontarie di gravidanza sono diminuite del 40%, sono praticamente scomparse le morti per aborto, il profilo sociale delle donne e delle coppie italiane è molto cambiato. Ma la sua applicazione sta diventando sempre più difficile, perché l’obiezione di coscienza, che sarebbe dovuta essere un fatto straordinario, è aumentata in maniera enorme, raggiungendo percentuali del 90% dei medici in alcune regioni. Tra il 2005 e il 2014 si è registrato un aumento dal 59% al 71% per i medici e quasi il 50% per gli anestesisti. Questo fa sì che i pochi medici non obiettori in alcune strutture siano costretti ad occuparsi per tutta la loro carriera professionale quasi esclusivamente di aborti, mentre le pratiche di IVG non sono contemplate dai programmi di specializzazione dei ginecologi. C’è allora da chiedersi come mai, mentre il numero di aborti è in costante calo, il personale medico accampi sempre più spesso problemi di coscienza. C’è chi ha parlato di una sorta di ‘agonia’ della legge 194. Siamo certamente di fronte a un arretramento della responsabilità pubblica nella tutela di un diritto, quello alla salute,  garantito dalla Costituzione.

Assistiamo  a una discussione pubblica (basti pensare a quella sulla legge sulla procreazione assistita) che sempre di più vuole imporre morali e modelli, riaffermare il controllo sul corpo femminile, restringere la libertà delle donne. Noi non ci stiamo e continueremo a batterci per la piena applicazione di una legge che resta ancora oggi una grande conquista di civiltà.

 

L’appello di Arci, Anpi e CGIL per il NO al referendum

Alle cittadine e ai cittadini raccomandiamo un voto consapevole e responsabile.

Non si tratta di una legge ordinaria ma della Costituzione, la nostra Carta fondamentale.

Modifiche sbagliate e destinate a non funzionare, così come lo stravolgimento del sistema ideato dai Costituenti, avrebbero effetti imprevedibili e disastrosi per l’equilibrio dei poteri, per la rappresentanza, per l’esercizio della sovranità popolare, in sostanza per la stessa democrazia, che invece va rafforzata, potenziata e difesa con la piena attuazione della Costituzione repubblicana. 

Consapevolmente e responsabilmente, votate NO.

Carlo Smuraglia – Presidente nazionale ANPI
Susanna Camusso – Segretaria generale CGIL
Francesca Chiavacci – Presidente nazionale ARCI.

Roma, 1 dicembre 2016

L’editoriale di Francesca Chiavacci

Un flash mob e una festa per dire NO: giovedì 1 dicembre

Giovedì 1 dicembre alle 18.45 un flash mob in Piazza del Duomo in cui formeremo un grande NO “illuminante”.flashmob-no-piazza-duomo-1-12

festa-no-camera-del-lavoro-1-12 Alle 20.30 una festa per dire No al Referendum costituzionale nel Salone Di Vittorio della Camera del Lavoro metropolitana di Milano in Corso di Porta Vittoria, 43.

Saluti di Massimo Bonini, Segretario Generale della Camera del Lavoro metropolitana di Milano.

Partecipano:  Roberto Cenati, Gianni Barbacetto, Salvatore Borsellino, Maria Agostina Cabiddu, Massimo Cortesi, Nando Dalla Chiesa, Stefano Innocenti, Moni Ovadia.

La musica di “Renato Franchi e l’orchestrina del suonatore Jones” e il coro ”Suoni e l’Anpi” faranno da contrappunto agli interventi dei relatori.

Difendiamo la Costituzione il 4 dicembre, vota No.

23 maggio: C’è chi dice no

cechidicenoResistere alla pubblicità ingannevole, al nuovismo spacciato per riforma, alla demagogia della falsa semplificazione, ai plebisciti ricattatori.
I governi passano, la Costituzione resta !
Lunedì 23 maggio 2016 alle ore 20,30 nel Salone Di Vittorio, Camera del Lavoro CGIL, Corso di Porta Vittoria 43, Milano, il Comitato metropolitano milanese aderente ai comitati nazionali per il NO alla “deforma” costituzionale imposta dal governo e per il SÌ all’abrogazione delle peggiori storture contenute nella legge elettorale vi invita a partecipare all’incontro con
GHERARDO COLOMBO editore – ex magistrato
ANTONIO LETTIERI presidente del Centro Internazionale Studi Sociali
ANTONIO PIZZINATO presidente onorario ANPI Lombardia
MASSIMO VILLONE costituzionalista – presidente del Comitato Referendum contro l’Italicum

Durante la serata si potrà firmare per i referendum.

Sei mai stato dentro un CIE? Giovedì alla Casa dei Diritti

I Cie (Centri di identificazione ed espulsione) sono luoghi di detenzione per persone che non hanno commesso crimini, ma che semplicemente hanno deciso di migrare. Non hanno subito alcun processo e non sanno quanto lunga sarà la loro detenzione.
I Cie sono luoghi di violenza, disperazione e umiliazione, tanto da portare le persone detenute a gesti estremi come cucirsi le labbra o peggio. I Cie sono una ferita al diritto di tutt* di non essere privat* della propria libertà senza un giusto processo (art 111 della Costituzione).
Questa lacerazione dello stato di diritto incrina la base della nostra società democratica e insulta la Costituzione.
Garantire i diritti dei/delle migranti è giusto in sè ed indispensabile per garantire i diritti di tutt*.
Diciamo no alla sospensione dello stato di diritto, chiudiamo immediatamente i Cie!

Giovedì 20 marzo ore 20.30
Casa dei Diritti di Via De Amicis, 10, Milano

INTERVENTI:
-I racconti di Mohamed e Zizo dentro un CIE
-Paolo Oddi, avvocato immigrazionista, esperto dell’ASGI (Associazione Giuridica Studi Immigrazione)
-Valeria Verdolini, associazione Antigone
-Proiezione del documentario “La vita che non CIE” con la partecipazione della regista Alexandra D’Onofrio.
-Esibizione dei Fandema (compagnia di Teatro dell’Oppresso)

La libertà personale è inviolabile

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
Articolo 13 della Costituzione

Il Coordinamento Nella stessa barca di Milano
per info stessabarcamilano@gmail.com
https://www.facebook.com/events/366099376861737
Nella Stessa Barca Milano
www.facebook.com/StessaBarcaMi

“A 65 anni è sempre la più bella”. Appuntamento al Corvetto venerdì 25 ottobre per parlare di Costituzione

repubblicaitalianaLa Costituzione della Repubblica Italiana a 65 anni è sempre la più bella. E’ proprio necessario stravolgerla?

Il coordinamento delle sezioni ANPI della zona 4 di Milano in collaborazione con AMIQUA – progettazione, realizzazione e gestione di attività volte al miglioramento della qualità della vita – promuove una iniziativa sulla Costituzione, per il giorno venerdì 25 ottobre alle ore 18,00 al circolo ARCI Corvetto in via Oglio 2 – Milano.

Intervengono:

Alessandro Pace – Professore emerito di Diritto Costituzionale presso l’Università Sapienza e Presidente dell’Associazione “Salviamo la Costituzione: aggiornarla, non demolirla”

Sandra Bonsanti – Presidente Associazione Libertà e Giustizia

Roberto Cenati – Presidente dell’ANPI Provinciale di Milano

La Costituzione e il suo popolo

arci in manifestazione«Sono molto felice. Non speravo di avere, raggiunta questa età, un’occasione così bella e vi ringrazio molto per essere giunto oggi a questo traguardo con voi. Non avrei pensato di condividere questo percorso con tante persone che hanno voluto essere qui oggi o che hanno contribuito alla riuscita di questa straordinaria giornata»: attesissimo e acclamato dalla piazza, che lo invoca più volte con cori e applausi, Stefano Rodotà conclude con un discorso schietto, essenziale e fortemente evocativo la grande manifestazione Costituzione: la via maestra, nata in difesa della Carta Costituzionale italiana, ma anche e soprattutto per rivendicare la sua applicazione.

Parlare di felicità potrebbe risultare quasi provocatorio, al termine di questa giornata, dopo aver ascoltato le voci sul palco e quelle della gente comune, giunta da tutta Italia per manifestare con tanti colori, dal blu della Via Maestra scelto per le magliette all’arcobaleno delle immancabili bandiere e sciarpe della pace al nero dei nastrini portati in segno di lutto per le centinaia di persone annegate solo pochi giorni fa nel Mediterraneo, con in mano stampe degli articoli della Costituzione, con i cartelli che urlano ‘Vergogna!’ per la strage di Lampedusa (sono quelli realizzati dall’Arci) e con altri altrettanto drammatici, come ‘Senza stipendio, senza pensione, senza lavoro’ del Coordinamento esodati.

Sono messaggi di indignazione, di rabbia, messaggi indirizzati al Governo e al Parlamento, che chiedono con forza che la Costituzione non sia più calpestata e umiliata: sono i messaggi di «tante persone diverse, che fanno cose diverse e continueranno a fare cose diverse – come spiega Maurizio Landini – sono sindacalisti, giuristi, esodati, studenti, lavoratori, disoccupati, migranti, che non avrei mai pensato potessero essere messe insieme da un unico documento», quello appunto lanciato dai cinque promotori (Rodotà, Zagrebelski, Carlassare, Ciotti e Landini) che ha dato il via a questo grande percorso culminato in piazza del Popolo il 12 ottobre. Un percorso che non si conclude qui, come ribadisce ancora una volta Landini: «Quello che ci unisce nella lotta quotidiana che facciamo tutti i giorni è la lotta per l’applicazione dei principi fondamentali della Costituzione. Non è la fine di un percorso, ma la tappa di un percorso che dobbiamo continuare nelle fabbriche, nelle scuole, nei territori».

Un percorso variegato che ha davvero messo insieme decine di associazioni, organizzazioni, movimenti, alcuni partiti e tantissimi singoli, nomi della cultura e dello spettacolo: ci sono gli studenti rappresentati da un’agguerrita Diana Armento della Rete della Conoscenza, secondo cui «l’università è oggi la più grande fabbrica di precarietà del nostro paese, e allora la Costituzione deve vivere anche e soprattutto a partire dalle lotte sociali in cui siamo quotidianamente impegnati con i nostri temi»; ci sono i migranti, difesi dalla nostra Edda Pando, che ricorda che «la Costituzione italiana è ora anche di quelle persone come me, uomini e donne che vivono in questo paese, dei nostri figli nati e cresciuti qua ma che non sono considerati italiani. Noi la Costituzione l’abbiamo fatta nostra».

Ci sono i cattolici, fortemente rappresentati dall’appassionato don Luigi Ciotti, che, «tenendo come punti di riferimento il Vangelo e la Costituzione e figure come Don Gallo, che sicuramente sarebbe stato in piazza con noi oggi, e don Tonino Bello, il prete dei poveri e degli ultimi, devono operare con impegno e coerenza, perché la nostra Costituzione diventi carne, vita». Un altro messaggio però lo rivolge a tutti: «Siate eretici, perché l’eretico è una persona che sa scegliere, che sa esprimere in modo civile un giudizio autonomo, eretico è chi ama la ricerca della verità e che concepisce la verità sempre come ricerca e mai come possesso».

E ancora, c’è il messaggio di Sandro Plano, presidente della comunità montana Valle di Susa e Val Sangone, c’è l’appello di Melting Pot per l’apertura immediata di corridoi umanitari, c’è la citazione dell’indimenticabile capo dello Stato Sandro Pertini che amava ricordare che «dietro ogni articolo della carta stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza; quindi la Costituzione è una nostra conquista, che dobbiamo difendere a tutti i costi».

Insomma, una vera e propria «coalizione dei vincenti» come l’ha definita Rodotà, capace di mettere assieme tutte quelle battaglie che hanno avuto successo nel nome della Costituzione: dal referendum sull’acqua pubblica a quello comunale sulla scuola di Bologna, dall’assunzione delle maestre precarie a Napoli in violazione del patto di stabilità alla sentenza della Consulta sui rappresentanti sindacali della Fiom. E quelle ancora da combattere, come racconta Landini dopo aver parlato con un detenuto nel carcere romano di Rebibbia, che gli ha detto: «Anziché spendere soldi per costruire nuove carceri, li spendano per insegnarmi un lavoro e reinserirmi nella società. Un buon modo per attuare un articolo della Costituzione».

E allora anche la felicità evocata da Rodotà piace, perché lancia un messaggio di speranza e di volontà di continuare in questo impegno comune: «Non fermiamoci qui, c’è bisogno di tutti voi». Si continua subito, proprio in questi giorni, con un nuovo appello dei cinque promotori indirizzato ai senatori sulla revisione dell’art. 138 della Carta.

I video con tutti gli interventi dal palco sono su www.costituzioneviamaestra.it

Ortensia Ferrara

La Costituzione “via maestra” di un’Italia civile e democratica. Partecipiamo alla manifestazione del 12 ottobre

costituzione-via-maestra-12-ottobre

Arci organizza un pullman per raggiungere Roma da Milano e partecipare alla manifestazione: 25€ il costo del biglietto che prevede andata da Milano (ore 5.30) e ritorno (entro le ore 24).

Per info e prenotazioni: telefonare allo 02.541781 la mattina dalle 9.30 alle 13.

 

Giovane, nuova, da riscoprire e da attuare: è la descrizione, di certo originale ma molto efficace, della Costituzione italiana, fatta da Sandra Bonsanti durante la conferenza stampa di lancio della manifestazione ‘Costituzione. La via maestra’ che si svolgerà a Roma il prossimo 12 ottobre. Proprio per la difesa e l’attuazione della Costituzione è stato concepito l’appello La via maestra – promosso da Lorenza Carlassare, Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky. È online il sito www.costituzioneviamaestra.it che raccoglie tutte le informazioni utili.

La manifestazione si svolgerà a Roma sabato 12 ottobre. Un corteo partirà alle 14 da Piazza della Repubblica per raggiungere Piazza del Popolo dove, alle 15.30, inizieranno gli interventi dal palco.

Arci organizza un pullman per raggiungere Roma da Milano e partecipare alla manifestazione: 25€ il costo del biglietto che prevede andata da Milano (ore 5.30) e ritorno (entro le ore 24).

Per info e prenotazioni: telefonare allo 02.541781 la mattina dalle 9.30 alle 13.

 

STEFANO RODOTA’ presenta la manifestazione del 12 ottobre all’Huffington Post

 

Riportiamo di seguito  l’intervento d’apertura del Presidente del Consiglio Comunale Basilio Rizzo all’assemblea pubblica dell’1 ottobre scorso, assemblea dedicata ai temi della revisione costituzionale e in preparazione della manifestazione nazionale in programma il 12 ottobre.

“Quando abbiamo deciso di trovarci insieme, questa sera, avevamo ben presente il momento difficile che il nostro paese sta attraversando.
L’appello che ci ha portato qui chiede infatti a tutti noi di impegnarci per portare l’Italia a voltare pagina, a ritrovare un futuro di speranza, di giustizia sociale, di onore per tutti nelle sue radici migliori -i valori della Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza.
Tuttavia quanto è accaduto, nelle ultime giornate da sabato in poi, ci propone una realtà ancora più drammatica di quella che abbiamo immaginato.
Sono confermate in pieno le ragioni dell’appello per la manifestazione di Roma. Anzi si impone una ancora maggiore determinazione nella mobilitazione, nella richiesta di una via “maestra” dalla quale non si può prescindere e che non prevede alcuna variante di collaborazione con chi è nemico della Costituzione, dei suoi principi, dell’Italia civile e democratica. Siamo molto orgogliosi che questa Assemblea si svolga qui a Palazzo Marino”.

In difesa della Costituzione: domani assemblea pubblica in Sala Alessi

costituzione-via-maestra-12-ottobreAspettando la manifestazione nazionale prevista il 12 ottobre prossimo assemblea cittadina domani a Palazzo Marino con Maurizio Landini e Lorenza Carlassare, promotori dell’appello “La Via Maestra”

Martedì primo ottobre alle ore 18 a Palazzo Marino sala Alessi si terrà un’assemblea pubblica sui temi della revisione della Costituzione.

Interverranno Lorenza Carlassare e Maurizio Landini firmatari insieme a don Ciotti, Rodotà e Zagrebelsky del manifesto “Costituzione: la via maestra” che ha lanciato la mobilitazione del 12 ottobre a Roma contro le modalità e le proposte del Governo per una riforma della Carta.

Il Paese, alle prese con la crisi politica ed economica e con la devastazione sociale che ne consegue ha bisogno della Costituzione! Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione; per noi la difesa della costituzione non è la difesa d’un passato ma un programma per un futuro da costruire.

Insieme a LORENZA CARLASSARE e MAURIZIO LANDINI interverranno nel dibattito fra gli altri DON GINO RIGOLDI e MONI OVADIA.

Presiede BASILIO RIZZO

Martedì 1 ottobre 2013
ore 18

Sala Alessi, Palazzo Marino

Piazza della Scala, 2 Milano

Ecco il testo dell’appello che ha convocato l’assemblea dell’8 settembre da cui scaturisce il percorso di mobilitazione per la difesa e l’applicazione della Costituzione.
 
1. Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. La difesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testo scritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore, superato dai tempi. Non abbi amo forse, oggi più che mai, nella vita d’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazione bonificante nel nome dei principi e della partecipazione democratica ch’essa sancisce?
Invece, si è fatta strada, non per caso e non innocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; che essa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; che la solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione di individui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che il governo debba essere solo efficienza della politica economica al servizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque, un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto deve subordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che la democrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempo post-democratico: il tempo della sostituzione del governo della “tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica” democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme” – come sono state definite –, ineludibili per passare da una costituzione all’altra.
La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorso politico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà di cambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ci accorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzione che pone il lavoro alla base, a fondamento della democrazia: un articolo a lungo svalutato o sbeffeggiato come espressione di vuota ideologia. Oggi, riscopriamo il valore dell’uguaglianza, come esigenza di giustizia e forza di coesione sociale, secondo la proclamazione dell’art. 3 della Costituzione: un articolo a lungo considerato un’anticaglia e sostituito dall’elogio della disuguaglianza e dell’illimitata competizione nella scala sociale. Oggi, la dignità della persona e l’inviolabilità dei suoi diritti fondamentali, proclamate dall’art. 2 della Costituzione, rappresentano la difesa contro la mercificazione della vita degli esseri umani, secondo le “naturali” leggi del mercato. Oggi, il dovere tributario e l’equità fiscale, secondo il criterio della progressività alla partecipazione alle spese pubbliche, proclamato dall’art. 53 della Costituzione, si dimostra essere un caposaldo essenziale d’ogni possibile legame di cittadinanza, dopo tanti anni di tolleranza, se non addirittura di giustificazione ed elogio, dell’evasione fiscale. Ecco, con qualche esempio, che cosa è l’idea di società giusta che la Costituzione ci indica.
Negli ultimi anni, la difesa di diritti essenziali, come quelli alla gestione dei beni comuni, alla garanzia dei diritti sindacali, alla protezione della maternità, all’autodeterminazione delle persone nei momenti critici dell’esistenza, è avvenuta in nome della Costituzione, più nelle aule dei tribunali che in quelle parlamentari; più nelle mobilitazioni popolari che nelle iniziative legislative e di governo. Anzi, possiamo costatare che la Costituzione, quanto più la si è ignorata in alto, tanto più è divenuta punto di riferimento di tante persone, movimenti, associazioni nella società civile. Tra i più giovani, i discorsi di politica suonano sempre più freddi; i discorsi di Costituzione, sempre più caldi, come bene sanno coloro che frequentano le aule scolastiche. Nel nome della Costit uzione, ci si accorge che è possibile parlare e intendersi politicamente in un senso più ampio, più elevato e lungimirante di quanto non si faccia abitualmente nel linguaggio della politica d’ogni giorno.
In breve: mentre lo spazio pubblico ufficiale si perdeva in un gioco di potere sempre più insensato e si svuotava di senso costituzionale, ad esso è venuto affiancandosi uno spazio pubblico informale più largo, occupato da forze spontanee. Strade e piazze hanno offerto straordinarie opportunità d’incontro e di riconoscimento reciproco. Devono continuare ad esserlo, perché lì la novità politica ha assunto forza e capacità di comunicazione; lì si sono superati, per qualche momento, l’isolamento e la solitudine; lì si è immaginata una società diversa. Lì, la parola della Costituzione è risuonata del tutto naturalmente.

3. C’è dunque una grande forza politica e civile, latente nella nostra società. La sua caratteristica è stata, finora la sua dispersione in tanti rivoli e momenti che non ha consentito di farsi valere come avrebbe potuto, sulle politiche ufficiali. Si pone oggi con urgenza, tanto maggiore quanto più procede il tentativo di cambiare la Costituzione in senso meramente efficientistico-aziendalistico (il presidenzialismo è la punta dell’iceberg!), l’esigenza di raccogliere, coordinare e potenziare il bisogno e la volontà di Costituzione che sono diffusi, consapevolmente e, spesso, inconsapevolmente, nel nostro Paese, alle prese con la crisi politica ed economica e con la devastazione sociale che ne consegue.
 Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.

alcuni promotori di Milano:
 
AGNOLETTO VITTORIO
ARCHINTO ROSELLINA
BASSO PIERO
BECCALLI BIANCA
BENTIVEGNA PAOLA
BERENGO GARDIN GIANNI
BIAGI BICE
BIORCIO ROBERTO
CALAMIDA FRANCO
CERETTI ADOLFO
COLOMBO GHERARDO
COLOMBO GIOVANNI
COSTA LELLA
DALLA CHIESA NANDO
DE MONTICELLI ROBERTA
DETTONI PARISINA
FO DARIO
GANDUS NICOLETTA
LARENO ANTONIO
LERNER GAD
LIPPARINI FLORIANA
MANDREOLI CORRADO
MICULAN ANNA
MOLINARI EMILIO
OVADIA MONI
PACIOTTI ELENA
PARASSOLE DIEGO
PATTI EMANUELE
PICCARDI SILVANO
PROCACCI GIOVANNA
RIZZO BASILIO
SCIANCATI MARIA
SCIPIONI MARCELLO
SHAPIRO SHEL
SPINA CATERINA
STAJANO CORRADO
TURONE GIULIANO
VECA SALVATORE
VIALE GUIDO
WINKLER MATTEO

Associazioni promotrici

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