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Tag: cosa fare a milano

Arci Pessina: e quindi uscimmo a riveder le stelle…

Sky Watching al circolo Arci Pessina: il 19 gennaio alle ore 18 si svolgerà il primo dei quattro appuntamenti del corso base di astronomia tenuto dal socio Franco Tonali. La lezione sarà strutturata in una sessione teorica ed in una sessione di osservazione del cielo con il telescopio. Il corso prevede una quota di iscrizione di 10 euro. Per iscriversi al corso e suggerire argomenti da approfondire durante gli incontri scrivete alla mail: arci.pessinamilano@hotmail .it con oggetto scritto ‘corso astronomia’, oppure in alternativa compilate il modulo cartaceo disponibile al Circolo e consegnatelo al Circolo entro il 10 gennaio 2019. Per informazioni: 02 539 8546

Promozione “Bartleby”, Teatro della Cooperativa 15 – 25 novembre

La tessera Arci vi fa volare a teatro: aspprofittate della convenzione con il Teatro della Cooperativa e andate a gustarvi lo spettacolo: “Bartleby”, in scena dal 15 al 25 novembre.

di Herman Melville – traduzione Luca Radaelli
con Luca Radaelli e Gabriele Vollaro
regia e scenografia Renato Sarti
luci e tecnica Graziano Venturuzzo
musiche Carlo Boccadoro
illustrazione e grafica Roberto Abbiati
coproduzione Teatro Invito | Teatro della Cooperativa

Una narrazione sul filo dell’ironia che ci conduce sull’orlo di un abisso. Bartleby è l’Umanità intera, salvarlo l’impresa.

Il contrasto tra la vita frenetica e rampante incarnata da Wall Street e Bartleby, un personaggio che si rifiuta di svolgere le mansioni lavorative che il suo principale gli affida, finendo a poco a poco col rifiutarsi di vivere.

L’opposizione radicale di questo eroe solitario viene descritta dal suo esterrefatto datore di lavoro, un pacifico avvocato che prova una strana attrazione mista a compassione e al desiderio di scoprire quale mistero si celi dietro a questo rifiuto sempre più reciso.

 

Pessina: Watermelon Slim, dal Missisipi alla Vettabia passando per il Mekong!

Bill Homans, meglio conosciuto nel mondo con lo pseudonimo di Watermelon Slim, propone il suo blues, suonando il dobro con la slide. Il suo stile musicale affonda le radici blues del Delta del Mississippi. Esecutore poliedrico e polistrumentista, si è esibito negli anni con musicisti blues di notevole spessore artistico, come John Lee Hooker, Robert Cray, Champion Jack Dupree, Bonnie Raitt, “Country” Joe McDonald, e Henry Vestine dei Canned Heat.
Coerente con il suo stile musicale anche lo stile di vita adottato da Slim è poliedrico, infatti si dedica a qualsiasi lavoro gli venga proposto e gli consenta di sostenere economicamente la propria famiglia, dall’autista, al falegname, all’agente di recupero crediti. Nel suo vagabondare, in stile homeless, si ritrovò anche a lavorare in una coltivazione di meloni in Oklahoma, attività che gli fece guadagnare il suo famoso nome d’arte: Watermelon.
La vita da vagabondo non interferisce con la sua preparazione intellettuale: Slim riesce a conseguire in questi anni di vita frenetica ben due lauree, in storia e giornalismo e diventa anche membro del Mensa (associazione internazionale riservata alle sole persone che abbiano raggiunto o superato il 98 % del QI).
Figura complessa, intellettuale e popolare il suo tour europeo lo porterà anche in #Chiaravalley, un luogo che come Waermelon Slim è complesso, intellettuale e popolare allo stesso tempo.

E il Mekong direte voi? All’inizio degli anni ’70, come molti americani, passa il suo periodo di leva durante la guerra del Vietnam che lascia un segno indelibile nella sua vita. Al ritorno, nel 1973, pubblica un disco, come Merry Airbrakes, che viene definito l’unico disco di canzoni di protesta pubblicato da un veterano del Vietnam che era diventato un attivista contro la guerra (gli altri in Vietnam non ci erano andati). Alcuni brani di quel rarissimo album sono stati ripresi anche da Country Joe McDonald nel suo repertorio. Nei trenta anni successivi mille lavori, mille storie da raccontare attraverso le sue canzoni e le rughe che solcano la faccia e raccontano una vita al limite (le leggende intorno allasua figura raccontano abbia bazzicato anche la piccola criminalità). Un solo punto fermo: è rimasto un attivista e pacifista, coerente e solido nelle sue prese di posizione. Lui afferma di essere costantemente pedinato da due agenti della C.I.A. Esagerazione? Fantasie di un mito per autogenerare l’alone “mitologico”??? Fosse anche così, ad un musicista e ad un uomo di questo spessore gli si può perdonare tutto allo scoccare del secondo riff…riff che potrete ascoltare venerdì 6 luglio alle ore 21.30 al circolo Pessina. Mano alla tessera e andate ad incontrare una leggenda!

Il concerto di Watermelon Slim è una delle attività rivolte al territorio sotto il progetto #NuoviPaesaggiCulturali e come programmazione musicale del Circolo Arci Pessina, Sounds of #Chiaravalley.

 

Segui il progetto sui social:
Lacittàintorno
Anguriera di Chiaravalle
Arci Pessina

#NuoviPaesaggiCulturali è un progetto a cura di terzo paesaggio, Federgat / Teatri del Sacro e Arci Milano, con il patrocinio di Comune di Milano – Cultura, nell’ambito del programma Lacittàintorno. Il programma triennale intersettoriale di Fondazione Cariplo, dedicato alla rigenerazione urbana e volto a trasformare le periferie, a partire da Milano, in luoghi di aggregazione sociale attraverso, tra l’altro, interventi culturali e creativi.

Arci Mo’O Me Ndama presenta: Contaminafro 2018

L’edizione 2018 di CONTAMINAFRO, Identità in evoluzione si terrà dal 26 Giugno al 1 Luglio 2018

PROGRAMMA 2018: CLICCA QUI

Benvenuti nell’Italia e nell’Europa che cambia pelle, dove i figli d’immigrati compongono un nuovo arcobaleno multietnico. Giovani, cosmopoliti, culturalmente consapevoli, cresciuti nelle metropoli internazionali ma gelosi e orgogliosi delle proprie radici, i figli della diaspora africana raccontano le tante anime del loro mondo al Festival delle culture contemporanee africane, alla sua quinta edizione, ideato e diretto dal danzatore e coreografo camerunense Lazare Ohandja insieme al circolo Arci Mo’O Me Ndama, in programma a Milano dal 26 giugno al 1°luglio 2018.

Contaminafro 2018 è un viaggio sulla rotta dell’arte, luogo d’incontro per performer che vivono e affondano le loro radici africane nel mondo: spettacoli, concerti, mostre, sfilate di moda, cucina e artigianato dal continente africano, laboratori, esposizioni fotografiche e pittoriche. Una finestra sul fermento creativo che sta attraversando il continente europeo dove le seconde generazioni affrontano i delicati temi dell’identità e dell’appartenenza nell’intreccio complesso ma fecondo tra due culture.

Quest’anno il tema è più che mai attuale: l’accoglienza. Accogliere superando le paure e accettando la sfida dell’incontro con la diversità dell’altro che ci mette in difficoltà perché rompe i nostri schemi ma ci apre nuovi mondi.

I luoghi di Contaminafro 2018 saranno tre sedi importanti della vita culturale milanese: mare culturale urbano, centro di produzione artistica della zona ovest di Milano, la Triennale in occasione di TRI-P e la Fabbrica del Vapore con patrocinio del comune dove per la prima volta verrà organizzata una mostra/mercato dell’artigianato proveniente da tutto il mondo e “nuovi talenti” nel campo delle arti (sotto i 30 anni) avranno la possibilità di esibirsi in uno spazio dedicato a loro in mezzo all’agorà.

I nostri partner:

mare culturale urbano, Ponderosa Music & Art, Studio Azzurro.

Il programma del Festival è fittissimo di appuntamenti: prevede concerti di musicisti africani, jam session di percussionisti, performance di danza e teatro, proiezioni di cinema africano, mostre e videoproiezioni, afro dj set, una sfilata di moda, conferenze e cucina africana e si propone di raccontare un mondo eterogeneo le cui numerose anime si dipanano tra colori, natura e creatività, ma anche contraddizioni e conflitti.

Un’occasione unica per conoscere le infinite ricchezze e i contrasti del meraviglioso continente africano, lontano dagli stereotipi, alla ricerca di una identità tuttora in evoluzione.

E anche una manifestazione a forte impatto sociale perché il ricavato andrà a finanziare un progetto artistico in Camerun: la ricostruzione e il riammodernamento di un centro multifunzionale per la promozione delle arti e dei saperi a favore dei giovani artisti del quartiere di Abobo’, nella città di Yaoundé.

Il progetto è stato realizzato con Fondazione Cariplo impegnata nel sostegno e nella promozione di progetti di utilità sociale legati al settore dell’ arte e cultura, dell’ ambiente, dei servizi alla persona e della ricerca scientifica. Ogni anno vengono realizzati più di 1000 progetti per un valore di circa 150 milioni di euro a stagione. Fondazione Cariplo ha lanciato 4 programmi intersettoriali che portano in sé i valori fondamentali della filantropia di Cariplo: innovazione, attenzione alle categorie sociali fragili, opportunità per i giovani, welfare per tutti. Questi 4 programmi ad alto impatto sociale sono: Cariplo Factory, AttivAree, Lacittàintorno, Cariplo Social Innovation. Non un semplice mecenate, ma il motore di idee. Ulteriori informazioni sul sito www.fondazionecariplo.it

Associazione Mo’O Me Ndama

Via Pinerolo, 40 bis – Milano

www.moomendama.it

www.contaminafro.com

 

Russian Style Aperitiv: rivoluzione firmata Aurora e Check Point Charlie!

L’incrociatore Aurora è il simbolo per antonomasia. Con il suo scafo corazzato ha solcato i mari burrascosi della storia del ‘900. Nel 1905 è l’unica nave russa a tornare dalla disastrosa guerra russo giapponese. 50 marinai russi che successivamente operarono sull’Aurora furono i primi a soccorrere i messinesi scampati al terribile terremoto del 1908. L’incrociatore ottenne le onorificenze della città di Messina due anni dopo, nel 1910. Distrutto durante la seconda guerra mondiale nell’eroica difesa di Leningrado, recuperato e adibito a di addestramento nei gelidi mari di Kronstadt durante l’ancor più gelida guerra fredda…già questo curriculum basterebbe a rendere l’incrociatore una leggenda. Ma l’Aurora entrò negli occhi e nel cuore di milioni di cittadini come simbolo di libertà, per un colpo – a salve – di cannone. Sono le due di notte tra il 7 e l’8 novembre 2017 quando quattro distaccamenti militari attraversano curvi nel buio i ponti per attaccare il sistema circolatorio della capitale Pietroburgo. Senza consultare Lenin, Trotzkij ha deciso che non serve più aspettare. Segnale per partire alla conquista del Palazzo d’Inverno, sede del governo? Un colpo a salve dell’incrociatore Aurora, che placidamente solca il fiume Neva. Speriamo che il nuovo circolo Arci “ Aurora” – A.M.A. (Associazione Multiculturale Aurora) possa, col suo fulgido esempio, scatenare tante e tante rivoluzioni culturali anche a Milano! Costituito da giovani nate nei diversi territori della fu Unione Sovietica, il circolo si prefigge di far conoscere la cultura russa nelle sue molteplici sfaccettature: la musica, la letteratura, le arti visive, le specialità culinarie. Se volete fare un assaggio di tutto questo non vi resta che andare venerdì15 giugno in via Mecenate 25 alle ore 19.00 per partecipare al Russian Style Aperitiv! Il circolo 5 Giornate – Check Point Charlie ospiterà le compagne dell’Aurora per il primo di una serie di appuntamenti dove musica, cultura e prelibatezze si fonderanno armoniosamente come l’acciaio rivoluzionario che tanto adorava il grande Vladimir Vladimirovic Majakovskij…

Io sono orgoglioso
di questo
miglio metallico;
vive in esso
s’innalzano le mie visioni:
invece di stili
lotta
per le costruzioni,
calcolo rigoroso
di bulloni
e d’acciaio.

 

Mitoka Samba porta il Brasile a Milano!

Come ogni anno Toko Loko, la festa Junina del circolo Arci Mitoka Samba vi farà ballare, saltare, sorridere e pensare!

Cos’ è la festa Junina? Meno famosa del carnevale ma ugualmente affascinante, la Festa Junina, si svolge in tutto il Brasile nel mese di giugno e offre un punto di vista privilegiato sulle radici della cultura carioca. Introdotta dai portoghesi nel sedicesimo secolo, la Festa Junina deriva dalla tradizione europea legata alla stagione del raccolto e al solstizio d’estate. In Brasile la Festa Junina celebra la raccolta del mais, alimento portante della dieta locale. Diffusa in tutto il Brasile è l’evento centrale dell’anno delle regioni del nord-est (che comprendono gli stati di Maranhao, Piauí, Ceará, Rio Grande do Norte, Paraíba, Pernambuco, Alagoas, Sergipe e Bahia) dove il mese di giugno coincide con la fine della stagione delle piogge.

La Festa Junina viene organizzata in tutti i centri urbani ed è in particolare una celebrazione del Brasile rurale. Se volete quindi farvi un giorno di vacanza in Brasile non dovete fare altro che accorrere sabato 28 giugno, dalle ore 18.00, in via della Pergola 15, a Milano. Cosa troverete? Un ricchissimo aperitivo, musica, danze e, ca va sans dire, tanto divertimento.

Durante l’evento si esibiranno l’orchestra junior del circolo, l’orchestra Mitoka Samba e il gruppo Delma Danza. Inoltre il live dei “S De Samba” (Serena Galleri voce e chitarra, Luigi Lavermicocca basso, Jacopo Pellegrini percussioni).

Se desiderate avere un piccolo anticipo della festa potrete partecipare all’esibizione che si terrà domenica 17 giugno presso la festa della Fondazione Sacra Famiglia onlus (a Cesano Boscone, presso la piazza Mons. Moneta 1). Il concerto si svolgerà a partire dalle 14.30.

Amanti del Brasile avvisati…

per ulteriori info: info@mitokasamba.it – 347 5779560 – www.mitokasamba.it

 

 

Arci Traverso…eroe dei due mondi!

Viaggiare, anche solo con la fantasia e il palato, apre nuovi orizzonti, fa spaziare tra culture e assimilare gusti diversi ed intriganti. Siano essi rivoluzionari, culturali o culinari…

E così il circolo Arci Traverso ci propone un fine settimana dove assaporare la Crimea e il Nicaragua, ascoltando storie e assaporando pietanze…dall’inconfondibile retrogusto rivoluzionario.

Si partirà venerdì 8 giugno, alle 19.30. Titolo della serata: dov’è finito Sandino? Diciamolo chiaro: del Nicaragua ci siamo scordati tutti. Dopo aver imperversato in ogni discussione politica per tutti gli anni Ottanta, della rivoluzione sandinista (colpevolmente) non si è più saputo nulla. Di quello staterello centroamericano capace di produrre un impasto formidabile tra Socialismo dal volto umano e Teologia della Liberazione si sono perse le tracce. Eppure aveva saputo tener testa alle porcherie statunitensi inclini ad armare gli squadroni della morte e anche al papa polacco che dopo aver visitato Pinochet se la prese pubblicamente con i sacerdoti ministri rivoluzionari e trovò un popolo cristiano poco incline agli osanna e molto alla contestazione. Oggi la cronaca ci riporta alla verità del Comandante Daniel Ortega che massacra il popolo in piazza e gli americani che si producono le loro magliette in un paradiso dell’ultra liberismo di rapina. Paolo Frediani, esperto di questioni nicaraguensi, ci aiuterà a capire. Alle 20.30 la chef Anna ci propone la gran cena dell’aceto. Insieme al classico menù della trattoria troveremo in piatti separati o in portata unica: Sarde in saor, Cotolette impanate in carpione, Zucchine alla scapece.

Sabato 9, sempre alle 19.30 potremmo decollare per la Crimea. Il circolo ha un’attrazione fatale:per questa intrigante regione.  Due penisole dalla storia antica, due terre protese fra mari su cui si affacciano popoli, lingue, culture diverse. L’Italia e la Crimea, geograficamente distanti, sono unite fra loro da una trama secolare, di Repubbliche marinare, di emigranti pugliesi che al posto di andare a Brooklyn andarono a Kerč’. Di sogni di potenza del piccolo Piemonte risorgimentale capace di organizzare una spedizione colossale di fanti piumati, dell’ultima dimora di Togliatti ma anche della minoranza di lingua italiana tuttora esistente. Storie dimenticate. O quasi… Se ne parlerà con Maria Izzo alle 19.30 vere. A seguire Andrea Seletto ai fornelli con il suo menù a sorpresa ‘Assaggio di Sebastopoli’ – (Tra cui: trenette al pesto di aneto e panna acida, Plov di riso e pollo, Chebureki (panzerotti) di patate e fagiolini, Filetti di orata alla Sebastopoli con senape)

al solito, per entrambe le serate, meglio prenotare arci.traverso@gmail.com

 

 

 

Scighera e la movimentata settimana bovisasca!

Settimana fitta come al solito in via Candiani: il circolo Scighera, ci farà “ballare” tra alieni a Lagos, jazz, orchestre vocali e yoga e teatro meditativo!

Ma procediamo con calma e soprattutto in ordine cronologico:

giovedì 7 giugno, a partire dalle 19.00, presentazione dell’insolito libro di fantascienza “Laguna” di Nnedi Okorafor, Edizioni Zona42: Libro insolito e fuori dai classici schemi. In estrema sintesi – chè sennò si rovina il finale! – Cosa ci fanno gli alieni a Lagos, in Nigeria? “Non vogliamo comandare, colonizzare, conquistare, né occupare. Vogliamo semplicemente una casa”. Il loro arrivo nella città africana innesca una vicenda a più livelli che si intreccia con le divinità mitologiche e si innesta sulla realtà complessa, vivace e articolata della metropoli. Se il consueto arrivo di alieni nelle città occidentali delle invasioni aliene, un classico della fantascienza (ma sempre a NewYork vanno?), avrebbe innescato distruzione e sterminio, a Lagos costruisce relazioni e, soprattutto, stimola il cambiamento. La scrittrice afro-americana Nnedi Okorafor, grazie anche alla bellissima traduzione di Chiara Reali per i coraggiosi tipi di Zona42, scrive un romanzo potente e affascinante, che non ha caso ha stuzzicato la fantasia e il desiderio di organizzare la rassegna FUTURO IMPERFETTO. Insomma una serata dedicata alla fantascienza innovativa, fuori dai canoni, spiazzante. Sarà presente Chiara Reali, traduttrice del libro; per la Scighera Andrea Perin.

Dalle 19.00per tutti i golosi di novità letterarie ma non solo… cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Manco 24 ore – venerdì 8 – e dalla fantascienza si passerà all’inconsueta Orchestra Vocale Ancore d’aria con il suo repertorio che rompe gli schemi e spazia tra i generi. Giocose e coinvolgenti improvvisazioni ti trasporteranno in sorprendenti habitat sonori. Ancore d’Aria rompe gli schemi, spazia e ricerca tra i diversi generi nuovi orizzonti percorribili. Gli arrangiamenti e le composizioni di Oskar Boldre enfatizzano le doti di versatilità e duttilità stilistico/timbrica del gruppo. Molti brani non usano il linguaggio delle parole bensì un linguaggio oltre i linguaggi fatto di colori vocali che attingono alla grande forza primordiale di quei suoni nati ben prima della parola. Grazie a questo allenamento attorno all’arte del suono Oskar Boldre e l’orchestra vocale coinvolgono gli ascoltatori da cuore a cuore, aldilà degli stili e delle categorie musicali. I concerti delle Ancore d’Aria si articolano e si intrecciano tra brani del repertorio (Boldre, Dibango, Gabriel, Garbarek, King Crimson, McFerrin, ZapMama, Yes…) ed improvvisazioni demonimate Tell Impro per l’interazione tra i racconti improvvisati da Fabio Maccioni (www.teatribu.it) e le sonorità evocative delle Ancore d’Aria: un viaggio raffinato e sorprendente!

Il fine settimana parte con il doppio appuntamento di sabato: dalle 16.00 alle 18.00 Yoga Beat Live: electronic session, Lezione di yoga multivello tenuta da Silvia Paonessa con accompagnamento musicale dal vivo di Domenico Toscanini
Campionatori, strumenti elettro-acustici, giradischi vintage, in un inedito dialogo tra musica, Yoga e performances multimediali, in scena in una suggestiva cornice olistica. Per info e iscrizioni:

http://scighera.org/eventi/yogabeat-live-electronic-session

Dopo aver fatto yoga cosa di meglio di un ottimo tagliere del circolo e un concerto jazz? Detto fatto: alle 22.00 sul palco del circolo Tiziano Tononi & the Ornettians plus Milano Music Collective.

Protagonista del jazz italiano ed internazionale da decenni, senz’altro uno dei più apprezzati batteristi che abbiamo, ha collaborato con moltissime formazioni e musicisti tra cui occorre menzionare il gruppo Nexus di cui è coleader con Daniele Cavallanti e l’Italian Instabile Orchestra. Da anni ha dato vita a questo progetto sulla musica di Ornette Coleman da cui sono nate diverse produzioni discografiche compresa l’ultima di prossima pubblicazione.Con lui saranno in questa serata le ance di Daniele Cavallanti e  e il basso di Tito Mangialajo Rantzer, a cui si aggiungeranno i musicisti del Milano Music Collective ed altri graditissimi ospiti!

Infine domenica 10 al circolo, alle 21.00, in scena, per la rassegna Brume della Ribalta, lo spettacolo teatrale “Un giorno qualunque”. Un giorno qualunque nasce dalla mente di Alessia Punzo e dalla penna di Rodolfo Ciulla, con l’intento di parlare di Alda Merini e farla conoscere a tutti, ma soprattutto ai giovani della generazione 2.0, coloro che in questi anni stanno combattendo per trovare un proprio ruolo e una propria stabilità nel mondo. Da qui la domanda: che rapporto può esserci fra la poesia e la vita della Merini e questa nuova generazione? Possono intrecciarsi? Può diventare l’una l’arma e il simbolo dell’altra? In un doppio binario che si sovrappone Un giorno qualunque parla di rivoluzione e di amore; parla di Alda Merini e di chi invece Alda Merini la conosce solo per il nome. Un giorno qualunque è uno spettacolo scritto non solo per la generazione 2.0 (di cui fanno parte i due autori), ma anche per chi ama la poesia e soprattutto per chi crede – e per chi non lo fa – che fra i personaggi della nostra storia italiana possa esserci chi diventerà un simbolo di coraggio, di forza, di iniziativa e di speranza per le nuove generazioni.

Qui un assaggio dello spettacolo:

https://www.youtube.com/watch?v=fG2rkFuWY1A

https://vimeo.com/207834236
E se la cultura vi mette fame dalle 19.00 cucina aperta con ben altri generi di assaggio!

Circolo Ohibò sostiene il progetto “Missing at the borders”

Nel marzo del 1943 a Berlino in Rosentrasse seimila donne non ebree sfidano le mitragliatrici del regime nazista e liberano i loro mariti e figli ebrei dalla deportazione nei campi di sterminio. All’angolo della Rosenstrasse c’è un bar, un caffè dove le donne s’incontrano prima d’andare in strada e creano rete di solidarietà. La vicenda è un fatto storico realmente accaduto, è l’unico caso di protesta da parte di un gruppo di persone comuni nella Berlino nazista e rappresenta anche un esempio di azione nonviolenta in contesto sociale totalitario. Il coraggio, la saggezza e la compassione sono le caratteristiche umane universali che muovono le donne e da lì insieme trovano forza e creatività per attivare un percorso d’azione senza l’uso della violenza. Conoscere, raccontare e ascoltare questa storia ispira coraggio e speranza, indica il potere della gente comune e il percorso umano possibile per creare una cultura di pace.

Il 3 giugno allArci Ohibò – via Benaco 1, Milano, si ricorda come Rosentrasse sia così vicina e così dolorosamente immersa nel mediterraneo. Dalle 19.30 le porte del circolo si apriranno – inizio spettacolo dopo un’ora circa…

Reading con sonorizzazioni di percussioni e sax.
Composizione, regia e voce recitante: Jole Tramacere
Ricerca sonora e percussioni: Paolo Benzoni
Ricerca sonora e sax: Marco Franceschetti
Ricerca fonti storiche: Jole Tramacere e Marco Franceschetti

Lo spettacolo sarà fatto in sostegno al progetto Missing at the borders, pagina web, a breve on line dove saranno raccolte le testimonianze dei parenti dei migranti dispersi e vittime di scomparsa forzata durante il loro viaggio in Europa che nel presente esigono sapere: dove sono i nostri figli, mariti, fratelli, figlie sorelle, mogli?

Il ricavato della serata sarà destinato al progetto Missing at the Borders, pagina web che vuole dare voce alle famiglie dei migranti morti, dispersi o vittime di sparizione forzata nel viaggio verso l’Europa.

Passato e presente che si uniscono.

Ingresso con tessera arci e contributo di 5 euro

Organizzano circolo Ohibò e Rete Milano senza Frontiere

 

Sound of Chiaravalley e colazione con l’autore, la doppietta del Pessina

È un mondo anacronistico quello di Veronica Sbergia & Max De Bernardi, dove si incontrano blues e ragtime, l’hokum, le jug band e la rural music degli anni ’20 e ’30 mescolati in un fantastico twist moderno. Max e Veronica suonano insieme da anni e hanno vinto l’European Blues Challenge del 2013 e sono stati selezionati nel 2015 per l’International Blues Challenge di Memphis. Hanno fatto tour negli U.S.A., Austria, Francia, Belgio, Svizzera, Ungheria, Norvegia, Spagna, Germania, Inghilterra, Scozia, Polonia, Romania ed ora suoneranno, venerdì 18 maggio alle ore 21.30, anche al Pessina, in #Chiaravalley.

Il concerto di Veronica Sbergia & Max De Bernardi è una delle attività rivolte al territorio sotto il progetto #NuoviPaesaggiCulturali e come programmazione musicale del Circolo Arci Pessina, Sounds of #Chiaravalley.

Continua anche la rassegna ”Colazione con l’autore”: Il 6 agosto del 1985 la mafia uccise a Palermo Roberto Antiochia. Sua madre, Saveria, dedicò da quel momento in poi tutte le sue energie all’antimafia; consegnò a “la Repubblica” una lettera implacabile indirizzata al Ministro degli Interni, accusandoli di aver abbandonato tutti al sud, comprese le forze dell’ordine. Fu tra i fondatori del Circolo Società Civile di Milano, del coordinamento antimafia di Palermo e di Libera. Una vita dedita a contrastare una forza oscura che le ha portato via un figlio ma non la forza di amarlo e di rendere l’Italia un Paese migliore. “In nome del figlio”, scritto da Jole Garuti ed edito da Melampo editore, ci racconta la storia di Saveria e sarà presentato al circolo Pessina domenica 20 maggio alle ore 11.00 per una colazione d’autore; con l’autrice ne discuteranno due socie del Circolo, Tiziana Galvanini e Laura Miani.

Nel pomeriggio sarà inaugurata “Casa Chiaravalle”. Il Circolo Arci Pessina parteciperà alle iniziative previste /// 20 maggio inSiEME|Inaugurazione di Casa Chiaravalle

 

Blues, cajun e pizzicate di zanzare: dal delta del Missisipi a via Figino il passo è breve

Inizia sabato 17 marzo al circolo Traverso – Trattoria popolare il primo di tre appuntamenti dedicati alla storia del Blues.

Il Blues sappiamo dove nasce e da dove deriva ma forse non sappiamo che ha avuto tante influenze dovute ai territori nei quali veniva suonato.

Primo fra tutti quella zona dell’estuario del Mississippi compresa tra Memphis ed il suo delta ed è ovviamente questo il motivo per cui questa musica prende il nome di DELTA BLUES.
Zona rurale, spietatamente difficile da abitare, tra campi sconfinati e paludi infestate da zanzare e alligatori. I personaggi che vissero col Delta Blues nell’anima sono divenuti noti per le loro vite non comprese, spesso stroncate troppo presto, allietate solo dalla loro capacità di cantare facendo scorrere un collo di bottiglia su di una chitarra a volte senza tutte e sei le corde.
Stasera vogliamo umilmente celebrare tre di questi: Son House, Robert Johnson e Memphis Minnie.
NG “Guitar Boy”, con la collaborazione di Elaiza ci porteranno nel profondo sud degli USA nella speranza di potervi far assaporare un po’ di quel Delta Blues che tanto amano!
Prima dell’esibizione l’evento sarà principalmente caratterizzato dalla interpretazione della cucina Cajun, caratteristica degli stati del sud ed in modo particolare dei luoghi in cui il Delta Blues ha avuto origine.

Iniziate a coccolarvi le papille gustative leggendo il menù:

Antipasti: Crostini del “Crocicchio del Diavolo”

Piatti Unici: Gumbo della Louisiana o Colombo di Verdure

Contorno: Gombo Stufato con Spezie Cajun

Dolce: Banana Foster

Prenotazione caldamente consigliata ad Arci.Traverso@gmail.com o al 3480559421
Ingresso Libero con Tessera ARCI