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Tag: concerti milano

Pessina: Watermelon Slim, dal Missisipi alla Vettabia passando per il Mekong!

Bill Homans, meglio conosciuto nel mondo con lo pseudonimo di Watermelon Slim, propone il suo blues, suonando il dobro con la slide. Il suo stile musicale affonda le radici blues del Delta del Mississippi. Esecutore poliedrico e polistrumentista, si è esibito negli anni con musicisti blues di notevole spessore artistico, come John Lee Hooker, Robert Cray, Champion Jack Dupree, Bonnie Raitt, “Country” Joe McDonald, e Henry Vestine dei Canned Heat.
Coerente con il suo stile musicale anche lo stile di vita adottato da Slim è poliedrico, infatti si dedica a qualsiasi lavoro gli venga proposto e gli consenta di sostenere economicamente la propria famiglia, dall’autista, al falegname, all’agente di recupero crediti. Nel suo vagabondare, in stile homeless, si ritrovò anche a lavorare in una coltivazione di meloni in Oklahoma, attività che gli fece guadagnare il suo famoso nome d’arte: Watermelon.
La vita da vagabondo non interferisce con la sua preparazione intellettuale: Slim riesce a conseguire in questi anni di vita frenetica ben due lauree, in storia e giornalismo e diventa anche membro del Mensa (associazione internazionale riservata alle sole persone che abbiano raggiunto o superato il 98 % del QI).
Figura complessa, intellettuale e popolare il suo tour europeo lo porterà anche in #Chiaravalley, un luogo che come Waermelon Slim è complesso, intellettuale e popolare allo stesso tempo.

E il Mekong direte voi? All’inizio degli anni ’70, come molti americani, passa il suo periodo di leva durante la guerra del Vietnam che lascia un segno indelibile nella sua vita. Al ritorno, nel 1973, pubblica un disco, come Merry Airbrakes, che viene definito l’unico disco di canzoni di protesta pubblicato da un veterano del Vietnam che era diventato un attivista contro la guerra (gli altri in Vietnam non ci erano andati). Alcuni brani di quel rarissimo album sono stati ripresi anche da Country Joe McDonald nel suo repertorio. Nei trenta anni successivi mille lavori, mille storie da raccontare attraverso le sue canzoni e le rughe che solcano la faccia e raccontano una vita al limite (le leggende intorno allasua figura raccontano abbia bazzicato anche la piccola criminalità). Un solo punto fermo: è rimasto un attivista e pacifista, coerente e solido nelle sue prese di posizione. Lui afferma di essere costantemente pedinato da due agenti della C.I.A. Esagerazione? Fantasie di un mito per autogenerare l’alone “mitologico”??? Fosse anche così, ad un musicista e ad un uomo di questo spessore gli si può perdonare tutto allo scoccare del secondo riff…riff che potrete ascoltare venerdì 6 luglio alle ore 21.30 al circolo Pessina. Mano alla tessera e andate ad incontrare una leggenda!

Il concerto di Watermelon Slim è una delle attività rivolte al territorio sotto il progetto #NuoviPaesaggiCulturali e come programmazione musicale del Circolo Arci Pessina, Sounds of #Chiaravalley.

 

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Lacittàintorno
Anguriera di Chiaravalle
Arci Pessina

#NuoviPaesaggiCulturali è un progetto a cura di terzo paesaggio, Federgat / Teatri del Sacro e Arci Milano, con il patrocinio di Comune di Milano – Cultura, nell’ambito del programma Lacittàintorno. Il programma triennale intersettoriale di Fondazione Cariplo, dedicato alla rigenerazione urbana e volto a trasformare le periferie, a partire da Milano, in luoghi di aggregazione sociale attraverso, tra l’altro, interventi culturali e creativi.

Un (quasi) spettacolo su Jannacci e un karaoke terapeutico al Pessina

Venerdì 8 giugno, in quel di Chiaravalle, risuonerà la scanzonata allegria di Jannacci, Al Pessina andrà in scena lo spettacolo “Andava a Rogoredo”. Come ricordava Gianni Mura “Mettiamola così: Jannacci non ha mai rifatto il verso a nessuno e nessuno lo ha mai imitato”. Lo spettacolo quindi non sarà una sua imitazione, ma una serata passata insieme per stargli vicino, vicino al suo ricordo. Andava a Rogoredo è un racconto, ad opera di Paolo Ronchetti e Gabriele Paludetto, che parte da lontano, dalla fine degli anni ’50, e che incontrerà nel suo cammino decine di persone e luoghi. Un pugno di canzoni scelte tra quelle scritte e pubblicate tra il 1964 e il 1966 dalla Jolly. Uno straordinario corpo di canzoni che rappresenta il giovane Jannacci: quello che scriveva in milanese, quello che fece tesoro della gavetta preziosa fatta suonando rock and roll e jazz in una scena milanese vivacissima (il clan di Celentano, Gaber, Mina, Tenco e tanti altri) che stava rivoluzionando la musica italiana nella forma e nel contenuto. Jannacci visse e crebbe, non a caso, nella stessa periferia, vicino agli stessi campi, dove vivevano i barboni di De Sica in Miracolo a Milano. Lì tra Lambrate e l’Ortica, a poche centinaia di metri dalla casa di Jannacci vicino a piazzale Susa erano le baracche dei protagonisti del film. Ecco, il bambino orfano che crescendo cerca il miracolo dell’autenticità dei rapporti umani tra i barboni, ha gli stessi occhi di chi, nello sguardo suo e dell’altro, sapeva riconoscere un’umanità unica e vivere l’incontro con l’altro in quella maniera creativa che ritroviamo in Jannacci. Ma il raccontare “l’altro”, da parte di Jannacci, non era “banalmente” neorealista era, piuttosto, una ricostruzione poetica della realtà.

Se anche a voi manca la sua surreale allegria, la sua scanzonata anarchia puntate il navigatore: Milano, via San Bernardo, 17 . Arci Pessina, e sai cosa ascolti!

Nemmeno 24 ore e, sempre al Pessina, potrete cimentarvi nel karaoke taumaturgico! La serata “canta che ti passa!” sarà un momento imbarazzante e allo stesso tempo bellissimo, come è giusto che sia una karaoke!. Non importa che siate intonati o meno, l’importante è essere convinti mentre lo si fa. In più si dice che la musica sia terapeutica… quindi, cantate con i compagni del circolo sabato 9 giugno, dalle 21.00, e vedrete che vi passa tutto!

PS. Se al cantare ci unite il cibo allora si che starete una pacchia. Potrete cenare presso il circolo con orecchiette condite con polpette al rosso e poi patatine. Come sempre info e prenotazioni allo 02 539 8546.

La musica chiama, via Benaco risponde…

Ohibò, via Benaco 1, Milano. Latitudine: 45.444657 – Longitudine: 9.211962, ovvero le coordinate per ascoltare grande musica in uno spazio polivalente e multiculturale, dedicato alla musica, all’arte e alla cultura in tutte le sue forme, ma anche un luogo di aggregazione, di solidarietà e promozione sociale. In una parola sola: in un circolo Arci!

Questa settimana la proposta musicale spazia dal cantautorato spregiudicato all’indie folk, dal rock (nostalgicamente “fm”) alla miscela esplosiva di britpop, shoegaze e psychedelic rock. E chiude con l’indie rock dei We Are Scientists. Tante latitudini di divertimento. Ma procediamo con ordine: mercoledì 23 saliranno sul palco del circolo Ohibò Elton Novara e Marco Levi con il loro live “in concerto dal vivo per davvero!”. Elton è uno spregiudicato cantautore e chitarrista di Milano; il suo genere è una miscela di pop, electro, e cantautorato contraddistinti da una forte venatura rock e da una marcata ironia nei testi. Marco e un trentenne cantautore milanese che ha scelto un registro ironico e divertente per raccontare anche cose serie, solitamente legate alle delusioni d’amore…

Il giorno dopo, giovedì 24, saliranno sul palco i Giulia’s Mother, ovvero Andrea Baileni, voce e chitarra (premio ADGPA Miglior Chitarrista Acustico 2013) e Carlo Fasciano alla batteria. Pubblicano nel 2016, l’album di debutto “Truth” che riceve consensi unanimi sia da pubblico che critica venendo inserito anche tra i miglior dischi dell’anno da riviste di settore come Il Mucchio o webzine come Rocklab.
I Giulia’s Mother con il primo disco vengono accostati ad artisti quali Bon Iver, James Blake, Antony and the Johnsons. Il 13 Ottobre 2017 esce il loro secondo Album “Here” registrato negli Studi Andromeda di Max Casacci (Subsonica). Ad aprire gli Oregon Trees, una band indie/folk italiana nata a Brescia nel Novembre 2015 da un’idea di Andrea Piantoni, Stefano Borgognoni e Andrea Buffoli. Contemporaneamente ai primi concerti cittadini, la band comincia a scrivere fin da subito pezzi propri prendendo ispirazione da sonorità folk/pop vecchie e nuove.

Venerdì 25 maggio al circolo suonerà la “Rock FM All Stars Band”. C’era una volta un’ “isola felice” nell’etere italiano, dal nome semplice e programmatico, che non dava adito a fraintendimenti: Rock FM. Alcuni dei suoi Dj decisero di sostituire la classica squadra di calcetto con una band di Rock’n’roll, la prima band aziendale d’Italia, Max Deriu alla voce, Edo Rossi e Ariele Frizzante alle chitarre, Mox Cristadoro alla batteria (con l’ausilio di Mr.Pinguino dei PAY) diedero cosi vita alla ROCK FM ALL STARS BAND. 10 anni dopo la chiusura di Rock FM sono pronti a tornare dal vivo e farci ballare fino allo sfinimento…e infine domenica 27: l’indie rock dei We Are Scientists arriverà in via Benaco! Nati dal fortunato incontro di Keith Murray  e Chris Cain al Pomona College di Claremont, California, i We Are Scientists arrivano al successo mondiale col secondo album With Love And Squalor (2006) grazie al singolo Nobody Move, Nobody Get Hurt e iniziano presto a calcare i palchi dei maggiori festival europei e ad aprire i concerti di Kings Of Leon, Editors e molti altri. Dopo qualche avvicendamento nella formazione, nel 2016 esce Helter Seltzer, il quinto album della band, che ottiene buoni riscontri di pubblico e critica. Lo stile leggero e ironico dei We Are Scientists si riflette anche al di fuori della carriera discografica. Murray e Cain, infatti, nel 2009 creano Steve Wants His Money, una serie comica di 7 episodi che durante lo stesso anno viene ospitata all’interno del programma Lil MTV su MTV UK. Ad aprire i The Backlash sono caratterizzati da un “british sound”, miscela di britpop, shoegaze e psychedelic rock. Le principali influenze sullo stile ed il suono dei The Backlash sono da ricercare principalmente nel Madchester Sound (The Stone Roses, The Charlatans), nel britpop (Oasis, The Verve) e nell’alternative/indie rock dei 2000 (Arctic Monkeys, We Are Scientists, Black Rebel Motorcycle Club). La musica dei The Backlash gioca con la ricerca di un equilibrio tra le linee melodiche del cantato, dirette ed orecchiabili, e l’arrangiamento degli strumenti, dove chitarre sporche, delay, basso distorto e loop di batteria incalzanti strizzano l’occhio allo shoegaze…

Per tutte le altre mille iniziative andate a curiosare sul sito! Centro estivo, spacci di golosità a km zero – o quasi (Verdura, frutta, carne, salumi, riso, latticini di capra e vacca, miele, puoi trovare di tutto in un Alveare. Arci Ohibò tutti i martedì dalle 18.00 alle 19.30 si trasforma nell’alveare Benaco: si potranno incontrare i produttori e, se siete interessati, scegliere i prodotti! Il tutto sostenendo l’agricoltura locale) e grande fucina di corsi (portatevi avanti e scegliete il vostro corso prossimo venturo!)

 

 

 

 

Scighera tra biciclettate, jazz e sogni…

Si inizia giovedì alle ore 17.30 con una bella biciclettata – da 0 a 99 anni – su e giù per Dergano e Bovisa organizzata da Tripillà….Rob de Matt, Mamusca, Nuovo Armenia, La Scighera, Teatro del Buratto e Spazio Terzo Tempo Ululì organizzano una biciclettata per grandi e piccoli, su e giù per Dergano e Bovisa. Per scoprire il quartiere, per goderci questa primavera che tarda ad arrivare e prepararci a fare tante cose assieme.Una pedalata che segna l’inizio di un nuovo percorso da fare tutti assieme nei prossimi mesi e che, immaginiamo, ci porterà lontano. Quindi compagni iniziate a tirar fuori le bici dalle cantine, gonfiare le ruote, farle sistemare, se necessario, dalla Ciclofficina di Edoardo Bovisa.
Il percorso previsto: da Rob de Matt, via Butti 18, con finale, verso le 18.30/19 in piazza Bausan per un aperitivo autorganizzato intorno a una delle poche fontane di Milano.
Cos’è Tripillà? In dialetto milanese Tripillà vuole dire essere in continuo movimento, avanti e indietro, su e giù, come in molti di noi fanno spostandosi da Dergano a Bovisa e da Bovisa a Dergano…

Giovedì 19 alle 19.00 aperitivo artistico e “museale”: in questo appuntamento si parlerà del Museo di Milano e della collezione Costume Moda Immagine. Se scopo di un museo è anche, attraverso il suo patrimonio, svolgere un racconto, qui a Palazzo Morando si rappresenta la storia recente di Milano.
La Pinacoteca allestita al primo piano offre una collezione di dipinti, sculture e stampe che  testimonia l’evoluzione urbanistica e sociale di Milano tra la seconda metà del XVII e i primi anni del XIX secolo.
Negli ambienti attigui sono invece riallestite le sale di rappresentanza della casa nobiliare, con un percorso suggestivo che documenta in modo esemplare il gusto settecentesco per l’arredo domestico ricomposto nella sua fisionomia originaria con il recupero di un patrimonio nel tempo disperso in diversi depositi esterni al palazzo. Inoltre dal gennaio del 2010 Palazzo Morando ha il compito di dare nuova visibilità allo straordinario patrimonio tessile delle Raccolte Storiche con la collezioni di abiti, accessori e uniformi conservati nei depositi delle Raccolte d’Arti Applicate del Castello Sforzesco che in questi ambienti hanno trovato la loro idonea sistemazione. Con la direttrice, Ilaria De Palma, visiteremo le sale di questo museo e ci faremo raccontare quali sono le attività che un museo milanese mette in opera per essere sempre attrattivo per il pubblico cittadino. Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Venerdì invece vecchi amici tornano ad esibirsi sul palco alle 19.00: i Terracanto, Polifonie contadine d’Italia con Laila Sage e Lorenzo Valera. Si dice che il Terracanto viva nelle paludi, nei campi coltivati, nelle regioni remote dove uomini e donne hanno seminato il loro sudore ; nei pascoli dove hanno condotto le loro greggi, sulle barricate dove hanno difeso la loro libertà.
Il Terracanto  contrabbanda i loro canti, i loro lamenti e le loro speranze. Si nutre di radici, quelle di un mondo dimenticato che freme nel nostro sangue.
Racconta l’esilio e le stagioni, il vento leggero, il crepitare delle foglie, il sussurro di fiumi, la terra spessa.Le voci del Terracanto sono quelle che hanno sempre rifiutato di tacere.

Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Dopo i Terracanto, alle 22.00, sul palco salirà il duo Montanaro-Cavez: non hanno bisogno di presentazioni. Sono un organetto e un violino…un viaggio tra in venti del Nord e i suoni dell’est…
Un’emozione, a volte improvvisa, a volte libera, dolce o tesa…una musica senza frontiere senza nome, libera …sono Sophie Cavez e Baltazar Montanaro.

Dopo un venerdì folk il sabato 21 la Scighera vira al jazz: doppio set: nella prima parte si ascolterà il quartetto del contrabbassista Tito Mangialajo Rantzer, a seguire il Milano Music Collective (integrato dai musicisti del quartetto).

Tito Mangialajo Rantzer è da più di 20 anni uno dei più affidabili side man nel mondo del jazz italiano, solo in anni recenti ha deciso di dar vita ad un suo quartetto. Il gruppo nasce con il cuore ben saldo nella storia del jazz, soprattutto in certo jazz californiano (Art Pepper, Shelly Manne, Curtis Counce), ma anche, e soprattutto, Ornette Coleman, Thelonious Monk e Mingus e tutta l’avanguardia newyorchese degli ’60 e ‘70; e con la testa nel presente, con tutte le sue contaminazioni e suggestioni sonore. Le idee sviluppate si sono concretizzate nel cd “Dedications” (solista records 002) uscito nell’aprile 2016.

Il Milano Music Collective ormai house band delle serate Jazz in Scighera in questa occasione proporrà alcuni dei brani dello stesso Mangialajo Rantzer appositamente arrangiati per l’ensemble, a cui si affiancheranno brani originali di altri membri del collettivo.

La settimana fitta del circolo Scighera si chiude con una “gita dentro porta”…alle 10.30 Viaggi Nei Paraggi: presenta “La Cerchia Dei Navigli”: Che Milano, fino a 70 anni fa, avesse più a che spartire con Amsterdam piuttosto che con Parigi, è noto ai milanesi, siano essi oriundi o acquisiti. Tuttavia è difficile immaginarlo, vedendo la città com’è ora: parafrasando un motto del 68, questa volta Viaggi nei Paraggi vi porterà a scoprire l’acqua sotto il pavè. Niente realtà aumentata, ma l’analogico delle foto e delle storie che ci faranno rivivere il percorso circolare che seguiva le vecchie fortificazioni della città e che è rimasto solo nelle indicazioni relative alla viabilità cittadina. Sono solo 6,5 Km,ma densi di storia : per permettere di chiacchierare agevolmente ci si muoverà in bicicletta, in modo da rendere più veloci gli spostamenti tra le varie tappe. L’appuntamento è per le 10.30 presso la conca dell’incoronata in via S. Marco. I compagni del circolo vi pregano di confermare la vostra presenza a viaggineiparaggi@scighera.org entro le 18 di venerdì 20 Aprile; visita con rimborso spese.

 

Metti una settimana in Bovisa…

Ci sono artisti italiani cocciuti come muli, morsi dal serpente del folk-blues di derivazione americana. Sonagli ai piedi e grancassa, o voce e chitarra soli. Sono cantautori che macinano chilometri e concerti, che non sognano solo i grandi scenari americani ma a volte li calpestano davvero, alzando la polvere dietro di loro, regalandoci sempre un soffio di libertà.
Arci Scighera ha dedicato la rassegna “Fargo” a questi ostinati e contrari. Venerdì 9 marzo il palco scigherino ospiterà i “Comaneci”. Alle Olimpiadi del 1976 Nadia Comaneci, un’esile ragazzina rumena, lasciò il mondo senza fiato per la grazia con cui fluttuò tra le parallele, vedendosi assegnare il primo “dieci” della storia della ginnastica artistica. A lei, alla leggerezza con cui sorprese ogni aspettativa e arrivò là dove nessuno avrebbe immaginato potesse arrivare, rimanda il nome del gruppo ravennate formato da Francesca Amati e Glauco Salvo.

Il loro è un progetto musicale minuto e originale, di canzoni semplici in cui il folk incontra il blues, di lentezze acustiche attraversate da una voce sorprendente per la sensualità e l’infanzia che porta con sé. I loro concerti – ospitati spesso in spazi particolari, quasi che il luogo ne sia uno dei protagonisti – sono quanto di più lontano da uno “spettacolo”: piccoli riti collettivi, in cui artisti e pubblico si confondono e la musica è un filo teso, un modo di abitare il mondo, un piccolo tempo donato. Per i golosi dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Il giorno dopo nuovamente in Bovisa per stage di danze guasconi con Cristina Zecchinelli e Stefano Baldan. Quattro ore che ci porteranno in Guascogna, antica regione del sud della Francia, dove i ricercatori sono riusciti a trovare e salvare alcune forme di danza tradizionale ancora vive intorno alla metà del secolo scorso. Studieremo due danze che presentano una forma simile: in processione e in coppia aperta, retaggio dell’antica catena. Per info e iscrizione: http://www.lascighera.org/corsi/stage-di-danze-guasconi-con-cristina-zecchinelli-e-stefano-baldan

Nella serata di sabato rassegna “scighera in folk”: Presentazione del primo disco dei Kesako.

Stefano Baldan (mandola, voce, loop station, stompbox) e Adriano Sangineto (arpe celtiche e voce), due prodigi del folk italico, amatissimi lungo tutto lo stivale già come solisti, in duo hanno incantato anche festival internazionali quali Gennetines (Francia), Cadansa (Olanda), Capodanze (Puglia) e Folkambroeus. Proprie composizioni e brani tradizionali italiani, guasconi, francesi rivisitati magistralmente, il duo vi coccolerà con dolci melodie su cui l’arpa farà da sovrana e vi scatenerà con ritmi incalzanti sospinti dalla mandola.

Se volete unire il dilettevole al dilettevole (goderecci di tutto il mondo unitevi!) a partire dalle 20.00 La Scighera propone il suo “menu del ballerino”: primo e un bicchiere di vino a 5€!

Chiude la settimana la classica domenica teatrale. Per la rassegna “Brume della ribalta” alle ore 21.00 in scena lo spettacolo “Io. Ovvero come sopravvivere all’epoca del narcisismo”. Francesco Giorda sul palco è uno “one-man-show di natura commista, che nasconde sottotesti toccanti nell’apparente levità, nel divertimento per nulla innocuo. C’è sempre da ridere con Francesco…Ma tutto ha una misura, tout se tient, ed il gioco a cui l’attore fa partecipare i suoi interlocutori è molto serio. Io inizia e quasi finisce lì dove si barcamenano fiducia e dubbio, in cui il confine tra coscienza ed incoscienza e dunque anche di fine della coscienza, è labile. C’è la paura, ce n’è molta.” Parola di Maura Sesia di Sipario.it.

Se volete fare la doppietta cenetta e teatro nessun problema: anche domenica dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

Cult Night 13 luglio: ballando intorno al Toti!

Una notte al museo revisited!!!

Dj set per ballare intorno al Toti, karaoke e open mic sotto il catamarano AC72 Luna Rossa. Un tour all’interno del sottomarino e fra i ponti del transatlantico Conte Biancamano. Zona lounge e street food tra le gigantesche installazioni di Transformers Art. La serata che rende cult la tua estate.
Ecco in estrema sintesi chi, cosa e dove:

TRANSATLANTICO CONTE BIANCAMANO –
VISITA GUIDATA
DALLE 19.30 ALLE 21.30 • ATTIVITÀ PRENOTABILE IN CASSA, LA SERA STESSA DELL’EVENTO, CONTESTUALMENTE ALL’ACQUISTO DEL BIGLIETTO • FINO A ESAURIMENTO POSTI (MAX 100 PERSONE) Tour guidato all’affascinante ponte di comando del transatlantico Conte Biancamano, varato nel 1925.

ARIELE FRIZZANTE –
KARAOKE, OPEN MIC E DJ SET
DALLE 21.00 ALLE 23.00
Paladino della radiofonia alternativa, fine dicitore, punkrocker, inventore del barattolo dell’aMMore, ha deciso di trasformare i suoi leggendari e sfrenati dj set di incandescente rock ‘n’ roll, in sessioni collettive di Karaoke, lo Special K Karaoke, nelle quali non si respira il profumo fiorelliano degli anni 90 televisivi del nostro Paese, ma si è inebriati dall’eccitante furore della partecipazione. Se in vena particolarmente romantica ama cantare “I will always love you” di Whitney Houston con pessimi risultati.

I DISTRATTI –
DJ SET
DALLE 23.00 ALLA 1.00
Impresa culturale attiva dal 2012, si occupano di edizioni musicali e di promuovere e valorizzare la musica e le forme artistiche in tutti i contesti. Hanno organizzato oltre 400 tra festival, rassegne ed eventi musicali, collaborando con il Comune di Milano e le più rilevanti realtà cittadine come Esterni, Arci, Elita, ViaAudio, Book City, Base Milano, SIAE, Museo della Scienza e della Tecnologia. Negli anni, dai piccoli club alle piazze, hanno
suonato la loro collezione di musica senza tempo, dal funky al rock, dall’indie al pop, un caleidoscopio di nuovi suoni e grandi classici.

TRANSFORMERS ART
In mostra 8 gigantesche sculture metalliche ispirate ai celebri Transformers. Alieni robotici, alti fino a 8 metri, creati dall’artista montenegrino Danilo Baletic con materiali recuperati nelle discariche.

MADSOUNDSYSTEM –
DJ SET
DALLE 19.30 ALLE 22.00
Da piccolo è caduto nel pentolone di un club di Milano e per questo è dotato di una forza musicale sovrumana. Ha la capacità di mixare qualunque cosa ma da anni è specializzato in sonorità world, tutte contaminate da bassi ed elettronica. Propone dj set a tema balkanbeats, elettroswing e globalbass. È tra i fondatori di Caravan Society. Ha condiviso il palco, tra gli altri, con Manu Chao, Dubioza Kolektiv, Gogol Bordello, Asian Dub Foundation, The Sweet Life Society, Frankie Hi Energy, Roy Pacy.
Ha avuto inoltre il piacere di suonare per: Apolo (Barcellona), SO39 (Berlino), Hootananny (Londra), Goa Boa Festival, Radio Days Europe, Milano Clown Festival, Royal Burlesque Revue.

SOTTOMARINO ENRICO TOTI –
VISITA GUIDATA
DALLE 21.30 ALLE 23.30 • ATTIVITÀ PRENOTABILE IN CASSA, LA SERA STESSA DELL’EVENTO, CONTESTUALMENTE ALL’ACQUISTO DEL BIGLIETTO • FINO A ESAURIMENTO POSTI (MAX 200 PERSONE)
Tour guidato all’interno del sottomarino Toti per rivivere l’emozione della vita a bordo.

LUCA DE GENNARO –
DJ SET
DALLE 22.00 ALLE 24.00
Pioniere delle radio private italiane, dall’inizio degli anni ’80 ha condotto programmi musicali innovativi per i canali radio della Rai, come “Master”, “Planet Rock” e “Weekendance”. Conduttore del programma quotidiano “Whatever” su Radio Capital, ha aperto con i suoi dj set i concerti di Vasco Rossi, U2, Ligabue a Campovolo, Negramaro. È l’unico dj ad avere suonato per quattro volte allo Stadio di San Siro. Ha sempre proposto dj set all’insegna del massimo eclettismo, con il solo scopo di far divertire la gente con la bella musica, perché “esistono due generi di musica: quella bella e quella brutta. Io suono quella bella”.

Durante la serata non mancheranno gli approvvigionamenti:
El Caminante: il primo ristorante su ruote che propone una cucina fusion Venezuela-Italia
God Save the Food: hamburger e centrifughe rinfrescanti per una cena saporita
Gong Express: tutte le delizie asiatiche su quattro ruote
Gusto 17: agrigelateria, laboratorio del gusto che riscopre sapori autentici ed eccellenze del territorio
Brianza che nutre e il mondo delle intolleranze: Bedford vintage decorato da Alberto Casiraghy di #pulcinoelefante serve aperitivi a base di verdure, focacce e salumi senza lattosio e senza glutine
Turné: beer & cocktail ba