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6-8 novembre 2015 – 4° Festival dei Beni Confiscati alle Mafie

mafia

Dal 6 all’8 novembre torna a Milano il Festival dei Beni sequestrati e confiscati alle mafie, un appuntamento realizzato dall’Assessorato alle Politiche sociali, con la direzione artistica di Barbara Sorrentini.

Sono in programma diverse iniziative cui parteciperanno numerosi ospiti tra cui il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti, il regista cinematografico Marco Tullio Giordana, il magistrato Gherardo Colombo, lo psicoanalista Massimo Recalcati e il rapper antimafia Othelloman.

Il festival apre venerdì 6 novembre a Casa Chiaravalle (il bene più grande mai confiscato in Lombardia) con un incontro dedicato agli studenti delle scuole milanesi e prosegue tutto il giorno con le visite ad alcuni beni aperti per l’occasione in collaborazione con Libera.

La sera alle 19 nella Sala Consiliare di Palazzo Marino si svolgerà l’incontro con Don Luigi Ciotti, Nando dalla Chiesa e Marco Tullio Giordana che, in anteprima a Milano, presenterà il suo nuovo film “Lea”, dedicato a Lea Garofalo, vittima della mafia nel 2009. La rassegna è nata per raccontare il ritorno della legalità in spazi e luoghi fino a qualche anno fa teatro di storie criminali, oggi recuperati e patrimonio di tutta la cittadinanza.

I beni sequestrati e confiscati a Milano, attualmente gestiti dall’Assessorato alle Politiche sociali, sono complessivamente 161: sono stati assegnati ad associazioni del Terzo Settore e del Volontariato e sono utilizzati per numerose e diverse attività di sostegno alla persona e promozione della socialità: assistenza agli anziani e alle persone con disabilità, laboratori di quartiere per giovani, abitazioni per famiglie in difficoltà, negozi solidali, spazi per iniziative culturali. Durante questa edizione del Festival il Comune consegnerà le chiavi di tre beni, due al Centro Ambrosiano di Solidarietà (Ce A. S.) e uno alla Fondazione Padri Somaschi Onlus, che saranno destinati all’accoglienza di donne maltrattate e vittime di violenza.

Il festival vedrà confrontarsi i rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, del Terzo Settore, del mondo della cultura e dell’economia su come rafforzare l’alleanza contro le mafie. Sarà anche un’opportunità per coinvolgere i giovani e le scuole milanesi con azioni di promozione e sensibilizzazione alla cultura della legalità per costruire con loro percorsi di cittadinanza attiva.

Sabato 7 novembre, dalle 9 alle 13, presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale (piazza Duomo 12) incontro con Gherardo Colombo e Massimo Recalcati sul tema “La responsabilità delle relazioni nella società orizzontale” organizzato da Associazione Sulleregole.

Alle ore 10 alla Casa Chiaravalle in via Sant’Arialdo 69 è in programma “Valorizzare i beni confiscati in Lombardia come opportunità per lo sviluppo territoriale. La necessità di un impegno multi-stakeholder”, organizzato da Assolombarda, ALDAI e Fondirigenti, con il supporto scientifico di Fondazione Istud, Fondazione Politecnico, SDA Bocconi, Università Cattolica e Luiss Business School. Il programma completo delle inziative a Casa Chiaravalle: volantino festival beni confiscati

Un altro appuntamento dedicato all’impegno delle donne è quello delle ore 15.30 all’ATS Occhi Aperti in via V. Monti 41: Maria Silvia Fiengo e Francesca Pardi presentano “La dichiarazione dei diritti delle femmine” e “La dichiarazione dei diritti dei maschi”di Elisabeth Brami. Interviene Mauro Grimoldi, direttore scientifico della Casa dei Diritti del Comune.

Alle ore 19 in via Curtatone presso la Casa della Legalità si svolgerà la performance di Othelloman con l’intervento del rapper Fabrizio Bruno e con i ragazzi di Suoni Sonori.

Domenica 8 novembre, alle ore 10 al Centro sportivo Iseo di via Iseo 4, si giocherà la Partita di Rugby contro la mafia. Intervengono l’assessore Pierfrancesco Majorino e il cantante hip hop Othelloman.
Il Festival si chiude in serata, al teatro Out Off alle ore 21: Daniele Biacchessi e Giordano Sangiorgi presentano “Culture contro le mafie” con il live di Piotta e Il Muro del Canto. “Cultura contro le Mafie” è l’iniziativa organizzata dal MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti insieme a “Ponti di Memoria” per segnalare chi si è distinto nel mondo della cultura, del giornalismo e della musica per il suo impegno a favore della legalità.

In occasione del Festival saranno visitabili anche numerosi beni confiscati alle mafie:

–        Casa Chiaravalle in via Sant’Arialdo 69 (“Sistema Imprese Sociali – SIS” capofila, “Arci Milano”, “Chico Mendes scs” e “La Strada scs”. Progetto di pensionato sociale e lavoro con cooperative B che impiegano persone con disabilità);
–        appartamento via Monti 41 (ATS Occhi Aperti, attività con adolescenti e prevenzione cyberbullismo);
–        negozio via Leoncavallo 12 (Social Market – Associazione Terza Settimana, attività con famiglie e povertà);
–        negozio via Momigliano 3 (Coop Zero 5 Laboratorio di Utopie Metropolitane, progetti educativi per famiglie e minori);
–        appartamento via Ceriani 14 (Consorzio Farsi Prossimo, accoglienza di famiglie);
–        appartamento via Curtatone 12 (Associazione Suoni Sonori, attività con adolescenti in difficoltà);
–        negozio in via Leoncavallo 12 (Associazione Terza Settimana – Negozio solidale per famiglie in difficoltà in collaborazione con Fondazione Mike Bongiorno);
–        appartamento in viale Jenner 31 (Casa Accoglienza Anziani – Comune di Milano).

Radiopoplare, media partner della manifestazione, seguirà il Festival con dirette e servizi.

Per partecipare:

https://www.facebook.com/events/460044710854406/

Cooperativa Lavoro e Non Solo: i frutti dell’antimafia

liberarci dalle spineFare fronte alla mafia, contribuendo allo stesso tempo all’inserimento nel mondo del lavoro di persone con problemi di salute mentale e alla salvaguardia dell’ambiente?

Il progetto della Cooperativa Lavoro e Non Solo è questo.

La Cooperativa Lavoro e Non Solo, nata da un progetto di Arci Sicilia e partner di Libera, gestisce dal 2000 un’azienda agricola che coltiva terreni confiscati a Cosa Nostra tra Corleone, Morreale e Canicattì. L’attività agricola, condotta interamente secondo i principi e i metodi della coltivazione biologica, va di pari passo con l’impegno della Cooperativa in fatto di inserimenti lavorativi di persone con problemi di salute mentale.

La Cooperativa nasce alla fine degli anni 80, quando, nell’ambito di un complesso percorso di rinnovamento con cui Arci Sicilia mirava a porsi come soggetto politico di un cambiamento possibile, si faceva strada anche l’idea di dare vita a imprese sociali capaci di dare lavoro e sviluppo tenendo fede ai principi etici e di inclusione sociale ai quali l’Arci è da sempre legata.

Le attività prendono avvio effettivo quando nel 1999, Pippo Cipriani, sindaco di Corleone, annuncia l’intenzione di dare in assegnazione un lotto di terreno di 10 ettari confiscato a Giovanni Marino, uno dei boss più potenti di Cosa Nostra. Nel frattempo si instaurarono contatti col Dipartimento di Salute Mentale di Corleone che assegnò i primi casi di inserimento lavorativo.

Ad oggi, oltre ai 58 ettari di terra a Corleone e ai 72 ettari nel territorio di  Morreale, assegnati dal Consorzio Sviluppo e Legalità, e ai 19 ettari di Canicattì, la Cooperativa Lavoro e Non Solo gestisce anche un laboratorio di lavorazione dei legumi e la vecchia casa della famiglia Grizzaffi, oggi  Casa Caponnetto. Qui ogni estate dal 2008, alloggiano centinaia di giovani volontari del progetto LiberArci dalle Spine che scelgono di affiancare i soci della Cooperativa nell’attività agricola e di prendere posizione contro la mafia.

Attualmente, insieme al Comune di Corleone, al Laboratorio della Legalità, all’Arci Sicilia, all’associazione i Girasoli, al CE.RI.FO.P., la Cooperativa si trova ad attuare un’ambiziosa iniziativa: il progetto D.R.A.G.O., Developement Resources Agricultural Growth Organic, sostenuto dalla Fondazione Con il Sud, che ha l’obiettivo di rilanciare l’agricoltura sostenibile favorendo l’inclusione sociale di soggetti in condizione di disagio e di marginalità.

Rispondendo anche all’attuale situazione di emergenza e criticità, il progetto D.R.A.G.O. è destinato a beneficiari richiedenti asilo. Accolti all’interno del bene confiscato “Casa Caponnetto” a Corleone, assegnato alla nostra Cooperativa, i protagonisti del progetto stanno svolgendo un percorso formativo teorico-pratico, che li condurrà a sviluppare tutte le competenze necessarie per seguire l’intero processo di filiera riguardante la coltura, il confezionamento e la diffusione sul mercato dei prodotti provenienti dalle terre confiscate alla mafia.

Attualmente, i giovani che partecipano al progetto stanno svolgendo la fase di work experience. Uno dei prodotti, frutto del loro lavoro, è l’uva da tavola, proveniente dalle terre confiscate, assegnate alla cooperativa dal Comune di Canicattì. I proventi della vendita dell’uva andranno a sostenere il progetto.

Convegno Mafie senza confini: le infiltrazioni nell’economia legale

Il 3 aprile 2014 il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno adottato la Direttiva 2014/42/UE relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato.

A poco meno di un anno dalla storica direttiva europea, i partners di ICARO organizzano, all’interno del progetto stesso, un

Convegno Internazionale
“Le infiltrazioni delle mafie nell’economia legale: mafie senza confini”
Venerdì 10 Aprile 2015
Comune di Milano – Palazzo Marino – Sala Alessi – Piazza della Scala n. 2

per illustrare quanto le mafie siano intrecciate con l’economia legale, quanto sia gravoso il loro peso e che anticorpi siano stati studiati e realizzati per stroncare le infiltrazioni e ridare ossigeno ai settori economici che sono entrati in contatto con il virus mafioso, sia a livello nazionale sia a livello europeo.

Durante il convegno verranno presentati casi studio ed esperienze spagnole, inglesi, francesi, tedesche e serbe e verrà ampiamente illustrata la casistica italiana; verranno inoltre socializzati i primi risultati e le ricerche del progetto ICARO.

ARCI, Università degli Studi di Milano, CGIL Lombardia, Avviso Pubblico, SAO e il CdIE sono i partners del progetto europeo ICARO – Instrument to remove Confiscated Asset Recovery’s Obstacle, un progetto nato con l’obiettivo di favorire la conoscenza di questa realtà, e di proporre soluzioni che permettano alla gran parte di queste aziende di assumere valore sul mercato, rilanciando produttività e occupazione.

PROGRAMMA

Ore 8:30-9:00 Registrazione dei partecipanti

Ore 9:00-9:15 Saluti Istituzionali di Basilio Rizzo, Presidente Consiglio Comunale

Relazioni – Coordina Jole Garuti, Associazione Saveria Antiochia Osservatorio antimafiaOre 9:15-9:30 Presentazione del progetto “ICARO” – Luigi Lusenti, coordinatore del progetto, ARCI Milano

Ore 9:30-10:00 Le imprese mafiose: origini, caratteristiche, evoluzione: alcuni tratti del caso italiano – Nando Dalla Chiesa, Università degli Studi di Milano

Ore 10:00-10:30 Sequestro e confisca di beni e aziende mafiose in Italia. L’ANBSC oggi –Umberto Postiglione, Direttore di ANBSC

Ore 10:30-11:00 Le aziende confiscate alle mafie e l’economia legale – Francesco Menditto, Procuratore della Repubblica – Tribunale di Lanciano

Ore 11:00- 11:15 Pausa caffé

Ore 11:15-11:40 Ruolo degli Enti locali nella gestione dei beni confiscati alle mafie – Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico

Ore 11:40-12:05 Strumenti principali di cooperazione giudiziaria in ambito europeo di contrasto ai fenomeni d’infiltrazione mafiosa nell’economia (riciclaggio ed autoriciclaggio) – problematiche e prospettive – Pietro Suchan, Eurojust Europa

Ore 12:05-12:30 Presentazione della ricerca ICARO “Politiche, norme e raccomandazioni europee in materia di beni/aziende confiscati e loro riutilizzo sociale” – Francesco Memo, Ricercatore C.d.I.E, Ilaria Meli, Ricercatrice Università degli Studi di Milano

Ore 12:30-12:55 Presentazione della “Ricerca ICARO sulle aziende confiscate in Italia” –Stefania Pellegrini, Università di Bologna

Ore 13:00-14:15 Pausa pranzo

Ore 14:15 Ripresa dei lavori. Coordina Vincenzo Moriello, CGIL Lombardia

Ore 14:15-14:45 Vecchie e nuove mafie. Mafie senza frontiere – Federico Varese (Università di Oxford); Beni confiscati ed economia illegale in Spagna – J. Palomo (Università Rey Juan Carlos, Madrid)

Ore 14:45-16:00 Testimonianze: Ousseynou Dieng, Fondazione Sevilla Acoge – Il contrasto alla criminalità organizzata in Spagna; Francesca Festa, borsista Erasmus Unimi –”La criminalità organizzata in Francia: monitoraggio e spunti di ricerca”; Monica Usai, FLARE – Free Legality and Rights in Europe – Associazioni antimafia in Europa; Verena Zoppei, Associazione “Mafia? Nein Danke” di Berlino- Il contrasto alla criminalità organizzata in Germania; Darjia Sajin, Sottosegretario del Dipartimento di Economia, Lavoro e pari opportunità –Provincia di Vojvodina, Serbia- Attività antimafia in Serbia.

Ore 16:00-16:15 Pausa Caffé

Ore 16:15-18:00 Tavola rotonda: Franco Mirabelli (Commissione Parlamentare Antimafia),Maurizio De Lucia (Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia), Davide Pati (Responsabile di Libera per i beni confiscati), Elly Schlein (Parlamentare europea), Luciano Silvestri (CGIL, promotore della campagna “Io riattivo il lavoro”), Un Rapresentante della Comunità Europea.

Ore 18:00-18:15 Conclusioni di Luigi Lusenti

Casa Chiaravalle: quali alleanze per la gestione dei beni confiscati

chiaravalle-02Sabato 8 novembre dalle 10.00 alle 13.00 a Casa Chiaravalle in via Sant’Arialdo, 69 si terrà il seminario “Quali alleanze per la gestione dei beni confiscati” che si propone, partendo dall’esperienza di Casa Chiaravalle (Consorzio Sis, Arci Milano, Chico Mendes e La Strada) di individuare i nodi critici e le opportunità che nascono dalla gestione di beni confiscati e di connettere i diversi attori che intervengono nella “filiera” dei beni confiscati per costruire nuove alleanze.

Introduce: Claudio Bossi, Casa Chiaravalle, Presidente Consorzio Sistema Imprese Sociali.

Coordina: Marella Caramazza, Direttore Fondazione Istud e autrice del libro “Le aziende confiscate alla mafia. Perché falliscono e cosa fare per salvarle

Ne parleremo e discuteremo con:
Volantino_seminario_CasaChiaravalleGiovanni Bocchieri (in attesa di conferma), Direttore Generale Istruzione, Formazione e Lavoro, Regione Lombardia,
Gianandrea Caramella, Politecnico di MIlano,
Andrea Checchi, Sindaco del Comune di San Donato Milanese,
Alessandra Clemente, Assessore alle Politiche Giovanili, Creatività, Innovazione del Comune di Napoli,
Giuseppe Fantigrossi, amministratore giudiziario,
Giovanni Fosti, Fondazione Cariplo,
Alberto Grando, Università L. Bocconi,
Alessandro Lorenzano, Sindaco del Comune di San Giuliano Milanese,
Laura Mengoni, Responsabile Area Sistema Formativo e Capitale Umano Assolombarda,
Anna Meroni, Politecnico di Milano, direttrice del Master in Housing Sociale e Collaborativo,
Fabio Roia, Presidente Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano

Conclude: Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali, Comune di MIlano.

Al termine del seminario verranno presentati i progetti e assegnato il Premio messo a disposizione da Fondazione Cariplo al gruppo di studenti del Master in housing sociale e collaborativo del Politecnico di Milano.

 

Terzo Festival dei beni confiscati alle mafie

3festivalbeniconfiscatiRitorna dal 6 al 9 novembre 2014 la terza edizione del Festival dei beni confiscati alle mafie organizzato dal Comune di Milano

Un’occasione per raccontare le storie criminali che hanno segnato la nostra città.

Un appuntamento che permette di mostrare la ricchezza dei percorsi sociali che oggi animano i beni.

Un’opportunità per ragionare insieme – con il coinvolgimento di rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, del terzo settore, del mondo della cultura e dell’economia – di come rafforzare l’alleanza contro le mafie, nella città che si batte ogni giorno per consolidare la “legalità organizzata”, anche in vista dell’EXPO.

Il programma, in continuo aggiornamento, è sviluppato grazie alla Direzione Artistica di Barbara Sorrentini.

Parteciperà il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Nella mappa sono localizzati tutti gli immobili sequestrati e confiscati riconvertiti ad uso sociale.

Campi antimafia 2014: da quest’anno anche a Milano nella villa di Chiaravalle

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SONO APERTE LE ISCRIZIONI AI CAMPI ANTIMAFIA 2014: da quest’anno tre campi anche nella villa di Chiaravalle recentemente confiscata alla criminalità organizzata. Info: campidellalegalita@arci.it

Formazione, educazione alla legalità democratica e alla responsabilità, azioni concrete sui terreni, laboratori culturali, memoria e condivisione di esprienze: tutto questo nei tanti campi organizzati in Sicilia, Campania, Puglia, Calabria, Marche, Liguria, Veneto, Lombardia e Toscana. Luoghi che, un tempo simbolo del potere mafioso, vengono restituiti alla collettività attraverso la ricostruzione di spazi sociali ed economici e diventano liberi e produttivi.

Da aprile ad ottobre attraverso i campi promuoviamo una pacifica “occupazione”, abitata dalla presenza di centinaia di persone che si spendono con impegno e dedizione per costruire una comunità alternativa alle mafie.

A Milano, nella villa confiscata alla criminalità organizzata di Chiaravalle, saranno organizzati 3 campi:

20-29 giugno

11-20 luglio

dal 27 agosto al 5 settembre

Le iscrizioni sono aperte per i singoli, anche minorenni, e per i gruppi e si raccolgono fino ad esaurimento dei posti disponibili.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: campidellalegalita@arci.it

ISCRIZIONI

Casa Chiaravalle: la villa confiscata alla criminalità diventa condominio sociale

conterrenoE’ il più grande e prezioso tra i beni confiscati alla criminalità organizzata a Milano, e diventerà Casa Chiaravalle, un luogo per tutti.

Il Comune infatti trasferisce in concessione d’uso gratuito lo spazio di Via Sant’Arialdo ad un consorzio di cooperative – Consorzio Sis-Sistema umprese sociali, Arci Milano, la Cooperativa La Strada e Chico Mendes Onlus – che ha vinto il bando indetto dall’Ente pubblico.

Duemila metri quadrati di immobili e otto ettari di terreno: appartenevano ad un trafficante di origini calabresi, adesso diventeranno un “condominio sociale” aperto a tutti i soggetti esclusi dal mercato imobiliare e in condizione di temporanea fragilità. Il progetto valorizzerà inoltre l’orto e il giardino circostanti gli immobili e proporrà campi di lavoro e attività culturali.

Il progetto vincitore è stato presentato nel corso del Forum delle Politiche Sociali il 25 gennaio scorso.

Consulta la rassegna stampa

 

Dopo 67 giorni chiude la prima parte della Carovana antimafie, ricordando le stragi del 1993

carovanadi Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale Carovana Antimafie

67 giorni dalla partenza e la Carovana antimafie chiude la sua prima fase. Ben presto dovremo risalire sui nostri furgoni per affrontare la parte restante, tutta francese. La scelta della chiusura in contemporanea a Firenze, Milano, Roma serve per fare memoria: sono le tre città in cui esplosero le bombe del 1993. Tre città oltre quella linea della palma tanto evocata da Sciascia. Una risalita, quella delle palme, divenuta l’immagine più suggestiva e profetica per raccontare l’avanzamento delle mafie e la loro trasformazione. Le stragi del 1993 colpirono un Paese disorientato da ‘Tangentopoli’ e ancora stordito dalle tragedie di Capaci e via D’Amelio. Sembravamo tutti immobili eppure l’anno dopo è partita, su impulso di Arci Sicilia, la Carovana antimafie, poi son nate Libera e Avviso pubblico e nel 1996 abbiamo avuto, spinta da un milione di firme, la legge d’iniziativa popolare per il riuso sociale dei beni confiscati.

La Carovana antimafie è nata perché chi ha visto le stragi e gli omicidi di mafia ha voluto proteggere più la memoria che gli occhi. Continuiamo questo viaggio da quasi vent’anni per gli stessi motivi, macinando chilometri, città e stagioni: custodire, attualizzandoli, i valori e l’impegno di quella lunga fila di martiri, fatta di giornalisti, amministratori pubblici, poliziotti, imprenditori, sindacalisti, operai, magistrati.

La Carovana è uno strumento straordinario per conoscere meglio la trasformazione delle mafie ma anche quella dei suoi migliori anticorpi a partire dalle buone pratiche di cittadinanza.

In 67 giorni abbiamo incontrato l’Italia che in molti danno come spacciata; come se ci volessero convincere che in fondo siamo tutti indifferenti, un popolo incancrenito dalle mafie e dalla corruzione. Attraversare l’Italia con dei furgoni aiuta a scovare le trincee di quelli che questo Paese lo tirano per i capelli e se lo trascinano via ogni volta che prova a lasciarsi affascinare dalla ‘banalità del male’. Serve a capire che per sconfiggere le Mafie (e le loro sorelle, Evasione fiscale e Corruzione), abbiamo gli strumenti, le persone e soprattutto abbiamo la memoria. In carovana incontri l’amministratore onesto, la cooperativa che gestisce il bene confiscato, l’operatore sociale e il sindacalista che fanno della professione un impegno. Ma non ne parla quasi nessuno, non fanno notizia. Persone che sembrano abitare un universo parallelo.

La tv e i giornali ci inondano di storie effimere, di vite astratte, di carriere che hanno come unico obiettivo il denaro. Oppure raccontano storie di omicidi terribili. Un modello che, nel migliore dei casi, erge il bene a esempio solo quando è annientato dal male.

Sarebbe auspicabile che quotidianamente tutti i telegiornali potessero chiudere con ‘un’edizione ordinaria’: una storia di impegno, di buona cittadinanza, di dedizione al lavoro. Magari qualcuno inizia ad appassionarsi alle vicende di queste donne e di questi uomini sconosciuti, qualcuno si convince che può esistere altro, una società alternativa alle mafie ed alla corruzione.

Per battere le mafie, scriveva Bufalino, «bisognerebbe arruolare un esercito di maestre elementari». Proporrei di aggiungere un battaglione di operatori dell’informazione.

Aperte le iscrizioni al Laboratorio Antimafie 2013 di Lecco

mettiamoinscenalegalitaL’antimafia sociale, costruita dal mondo dell’associazionismo e del terzo settore, ha nei campi e nei laboratori antimafia uno dei suoi principali cardini. I campi sono organizzati dall’Arci nella convinzione che la promozione di cultura e diritti sia strumento essenziale nella contrapposizione ai fenomeni mafiosi, che si alimentano delle pratiche del privilegio e del ricatto. Sono l’esempio che, anche in quei luoghi dove la mafia ha spadroneggiato, è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla legalità e il rispetto della persona. Si tratta di uno straordinario strumento di promozione sociale, come dimostra la restituzione del lavoro che in molti territori si sta verificando con la scelta di tanti partecipanti ai campi che provano a trasformare il proprio impegno da stagionale in quotidiano.
La Lombardia è la quarta regione per beni confiscati e la terza per aziende sottratte alle mafie. Per il reato di estorsione viene seconda, subito dopo la Campania.
Il fenomeno criminale si è così esteso da permeare in modo intensivo perfino le istituzioni. Le ultime inchieste dell’autorità giudiziaria hanno visto coinvolti un gran numero di amministratori regionali e locali.
A Lecco fin dai primi anni ’80 ci sono presenze della criminalità organizzata pronta a sfruttare la vicinanza con la Svizzera per agevolare i propri interessi. Oggi è presente la seconda generazione di ’ndrangheta che non perde il vizio di fare affari e tenta di vestirsi bene e di operare in quella che il Gip di Milano Giuseppe Gennari definisce «economia bianca», cioè legale e dal volto pulito.
A questo quadro desolante la società civile ha trovato forze e idee per reagire e ha saputo mettere in pratica esperienze e buone prassi.

L’Arci di Lecco dal 2009 promuove e organizza laboratori e campi di lavoro sui terreni confiscati alla mafia.
Nell’agosto dello scorso anno, presso Colico, abbiamo dato vita  al laboratorio antimafie “Legalità Resistente”, frequentato da un nutrito gruppo di ragazzi che, fra le tante attività svolte,  hanno  anche stilato un interessante diario dell’esperienza.
Clicca qui per leggere il diario del campo antimafie 2012.

Quest’anno, dal 26 luglio al 4 agosto, presso   Campsirago (Lecco), l’ antico borgo rurale sulle pendici del Monte San Genesio, da cui si possono ammirare splendidi panorami (le Prealpi Lariane, i laghi della Brianza, la valle del fiume Adda e le colline Orobiche) Arci Lecco, in collaborazione con Arci Sondrio, Arci Lombardia, CGIL, SPI, Auser e Libera Lecco darà vita al laboratorio antimafie Mettiamo in scena la legalità.
Qui, mediante attività di   formazione  e lavoro manuale presso beni confiscati alle mafie nelle province di Lecco, Bergamo e Monza e Brianza, sperimenteremo l’utilizzo dei linguagggi del teatro  quale  veicolo alternativo per  avvicinare  giovani e non solo alle tematiche dell’antimafie e della legalità democratica.

Scarica da qui il volantino del  laboratorio “Mettiamo in scena la Legalità”.
Se vuoi, puoi compilare la scheda di iscrizione, uno strumento che ci permette di metterci in contatto con te , rispondere  a domande e richieste, inviarti maggiori informazioni.

Per iscriversi al laboratorio , per ricevere maggiori informazioni, inviare la scheda di iscrizione:
legalitademocratica@arcilecco.it  e   campidellalegalita@arci.it

ZAJEDNO: vecchi e nuovi amici in missione nei Balcani

Da domenica 28 ottobre a venerdì 2 novembre 2012 alcuni esponenti di Arci Lombardia sono stati protagonisti di un viaggio di incontro e di conoscenza in Serbia e nei territori della Repubblica Serba di Bosnia attraverso varie tappe che hanno toccato le città e i dintorni di Novi Sad, Belgrado, Bratunac, Srebrenica.

Osservando un panorama contradditorio che miscela storia passata e presente, tradizione e modernità, il viaggio si è svolto analizzando esperienze e contesti, ma anche conoscendo, trovando o ritrovando nuovi e vecchi amici con i quali l’Arci, che in queste zone è di casa, ha saputo intessere rapporti finalizzati alla realizzazione di “sogni”.

Branislav, il corrispondente ARCS a Novi Sad ci ha fatto entrare in contatto con l’ Assessorato Sport e Cultura della Provincia autonoma della Vojvodina, il quale finanzia progetti per i giovani, molti dei quali in collaborazione con il Centro Culturale Studentesco di Novi Sad. Molto interessante un progetto di riutilizzo di un bene confiscato ad un narcotrafficante che è stato destinato sia a centro di accoglienza per famiglie di bambini ospedalizzati che a centro culturale giovanile dove vengono realizzate iniziative formative e culturali per i giovani e i ragazzi possono trovare alloggio: un contesto creativo, giovane, positivo, di cui il Centro Culturale Studentesco si occupa di parte della gestione.

Novi Sad è una delle nostre tappe più importanti: qui l’Arci ha lavorato parecchio sul tema dei diritti e la città fu, nel 2009, tappa della Carovana Antimafia Internazionale; da quell’anno è in vigore in quella Regione una legge sui beni confiscati.

Qui incontriamo anche il fondo per gli Affari Europei, un’ Agenzia Regionale con sede anche a Bruxelles: l’Ufficio si occupa di informare e creare reti di partnership per progetti europei per l’educazione e l’integrazione sociale.

Tutti si dicono Interessati a creare un legame tra ARCI e associazioni locali: l’Arci continuerà a lavorare a Novi Sad anche negli anni a venire?

Il nostro viaggio prosegue con tappa a Belgrado, la città delle luci della movida notturna sugli edifici che ancora portano i segni del conflitto. Qui incontriamo un vecchio amico dell’ARCI: Vedran Vucic, che si occupa di educazione, integrazione sociale e arti visive e ci parla del progetto a cui lavora da anni per l’associazione internazionale “Young Debate Europe”, che sviluppa sia in Serbia che nel resto d’Europa workshop per giovani e non, con l’obiettivo di sviluppare nelle persone il pensiero critico e la capacità di analisi e di rielaborazione dei fenomeni sociali, culturali e politici di un paese, per poter essere parte attiva del cambiamento e della crescita della società civile. Vedran collabora anche con ARCS e ARCI Milano a progetti culturali nel campo delle arti visive: attualmente si interessa alla la promozione del codice braille quale linguaggio universale per la comunicazione promuovendo così uno strumento utilizzato da chi è “diverso” quale veicolo di integrazione. Il nostro amico ci conduce in visita al Centro Artistico Giovanile di Belgrado dove, oltre ad un ateliér e ad uno spazio per attività di corsistica, vi è una sorta di alloggio- residenza artistica per giovani che si vogliono incontrare e confrontare sperimentando i linguaggi dell’arte.

Sempre in città incontriamo anche il Presidente del Centro Culturale delle Arti Visive e la Direttrice del Centro Artistico Giovanile e con loro abbiamo una lunga chiacchierata sulle possibilità di un loro coinvolgimento nella BJCEM (Biennale Giovanni Artisti del Mediterraneo) e in progetti artistici che ARCI Milano e Lombardia stanno portando avanti da diverso tempo.

Il viaggio continua verso Bratunac e Srebrenica. Qui visitiamo il mausoleo eretto nel 1995 a testimonianza di uno dei più grandi crimini contro l’umanità del XX secolo e la fabbrica di Potocari che oggi ospita un piccolo museo in ricordo della strage; questo è un momento del nostro viaggio di presa di coscienza diretta di cosa la discriminazione ha potuto causare nella vita delle persone, questo ci turba e ci fa emotivamente molto male.

Fortunatamente incontriamo anche degli amici, i Soci della Cooperativa Insieme, nata dall’esperienza comune del volontariato e dell’associazionismo italiano e bosniaco alla cui nascita ARCI Milano ha collaborato.

Dopo la fine della guerra, la Cooperativa è stata la prima realtà che nella Repubblica Serba di Bosnia ha unito, dal punto di vista lavorativo, donne serbe e donne bosniache: le marmellate ed i succhi di frutta che producono, oltre ad essere ottimi, hanno un sapore di pacifica convivenza e noi speriamo di poterli far assaggiare al più presto ai Soci dei nostri Circoli.

Conosciamo gli attivisti di Odisej, un’ associazione giovanile di Bratunac dove i giovani, figli di ex combattenti della zona, cercano di sperimentare di nuovo la convivenza mediante attività che vanno a mettere in luce quelle che sono le condizioni di vita dei giovani a prescindere dalla loro appartenenza “etnica”. Un ottimo esempio di educazione popolare, di stimolo alla partecipazione democratica ed al miglioramento della condizione economica e sociale dei giovani in un territorio dove non c’è occupazione e le prospettive sono quasi inesistenti su ogni piano.

I ragazzi ci dicono di avere in progetto di riconvertire una spiaggia attrezzata lungo la Drina in area ricreativa estiva gestita da giovani che, in questo modo, potrebbero trovare occupazione realizzando un programma di iniziative musicali, culturali e ricreative per gli abitanti della zona e chiedono ad Arci un sostegno per lo studio di fattibilità e l’avvio del progetto.

I viaggi, in quanto tali, hanno un inizio ed una fine, siamo arrivati a venerdì.

Lasciamo la Serbia, che nel 2017-2020 potrebbe fare il proprio ingresso nell’Unione Europea e gli amici che da anni hanno collaborato con l’Arci per la ricostruzione culturale e sociale di un territorio devastato dall’odio e dagli interessi politici ed economici, per la coesione sociale e la non discriminazione, per la democrazia e la promozione dei diritti di tutti e di tutte, per la cittadinanza attiva.

Ci salutiamo con l’impegno concreto di continuare a costruire insieme ponti di cooperazione internazionale, ossia di continuare a mantenere vivi, nonostante la distanza geografica che ci separa, i rapporti di collaborazione, stima e condivisione di obiettivi che ci hanno unito in questi anni e quindi di continuare, insieme, a cercare mezzi economici e modalità operative che ci permettano di realizzare, mediante attività culturali, sociali e di educazione popolare, la società coesa che vogliamo.

Il primo appuntamento è a Milano, il 29 di novembre per la chiusura del progetto “Memory in network” e per alcuni incontri che ripercorreranno i tempi del conflitto per rendere la memoria uno strumento di elaborazione del passato e di intervento sul presente.

Hanno partecipato all’esperienza:

Luigi Lusenti (ARCI Lombardia), Edoardo Madonini (ARCI Milano),Mattia Palazzi (Presidente ARCI Lombardia), Emanuele Patti (Presidente ARCI Milano), Cristian Pavioni (Vicepresidente ARCI Sondrio) Simona Piazza (Vicepresidente ARCI Lecco),

A cura di: Simona Piazza (Vicepresidente ARCI Lecco)