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Tag: associazionismo

Arci, quelli che…

La Riforma del terzo settore ti mette in difficoltà?

Non vedi il senso dietro la burocrazia?

Il tempo che dedichi alla tua associazione non basta più?

NON SEI IL SOLO…

La riforma del Terzo Settore può essere un’opportunità; un solo registro, certezze maggiori, e ruolo centrale delle reti associative, ma può anche essere un grande stress e creare difficoltà a chi non ha competenze specifiche…

MA NON SEI PIÙ SOLO!

Arci può aiutarti a comprendere la normativa e a strutturare il tuo lavoro. ARCI LOMBARDIA è la casa di più di 5oo associazioni di promozione sociale, è sede regionale della filiera Arci, protagonista del Terzo Settore prima e dopo la Riforma. Se hai bisogno di aiuto, contattaci; possiamo aiutarti ad unire i puntini e a ristrutturare il tuo lavoro. Per conoscere le normative ed identificare le opportunità. Per recuperare il senso del tuo operato sul territorio. Per risparmiare tempo e lavorare meglio e per aiutarci a tutelare la tua associazione.

QUELLI CHE… LO FACCIAMO DA 60 ANNI!

Se avete l’idea giusta ma non avete chiaro da dove partire Se avete paura di dovervi occupare di burocrazia e non della vostra mission…E se la vostra mission è quella dell’aggregazione, della promozione culturale, del protagonismo dei cittadini per il bene comune… ARCI è la rete giusta per il vostro progetto! Costruire oggi un’associazione è meno complicato di quanto possa sembrare.

Tirate fuori il sogno dal cassetto ed affidatelo a…

QUELLI CHE… LO FANNO DA 60 ANNI!

Aderendo ad ARCI farai parte di una rete associativa nazionale prevista dal nuovo Codice del Terzo Settore (D.lgs 117/2017) che attribuisce funzioni importanti alle reti in termini di semplificazioni per i propri associati (iscrizione al registro unico, adeguamenti statuti, bilanci, relazioni di missione). Se siete una associazione già costituita o ne create una nuova aderendo ad arci troverete tutela, sostegno consulenze e servizi:

  • consulenza (legale, fiscale, associativa) e formazione sulla normativa in vigore
  • assistenza legale e servizi assicurativi (infortuni e tutela giudiziaria)
  • sconti per i soci e per i circoli, convenzioni con Siae e Scf (diritti d’autore e diritti connessi)
  • sostegno alla progettazione di attività culturale di promozione sociale e di volontariato
  • servizi bancari in convenzione con Banca Popolare Etica
  • piattaforme di crowdfunding su produzioni dal basso (raccolta fondi online)

per info:

Arci Milano, piazzale Gambara 7/9 – tel. 02.23058139 – circoli.mi@arci.it

Arci Bergamo

Arci Brescia

Arci Como

Arci Cremona

Arci Lecco – Sondrio

Arci Mantova

Arci Pavia

Arci Varese

 

 

L’antifascismo in marcia. Ma il tema è la qualità della democrazia

di Andrea La Malfa, referente Arci per la Presidenza sulla Memoria

 

Per capire meglio il fenomeno dei gruppi fascisti è di una certa utilità controllare la comunicazione che adottano, soprattutto sui social network. È un esercizio che ogni tanto compio. Dopo alcuni scroll risulta chiaro che dietro alla comunicazione di questi gruppi c’è un pensiero e un modello organizzativo preciso. Scorrendo la pagina di un gruppo locale di Casapound ho notato alcuni dettagli, ve ne riporto tre. Il primo, la promozione con un hashtag #CPècultura di convegni sulla Prima guerra mondiale, il cui centenario cadrà l’anno prossimo: l’uso della memoria di questi fatti storici come creazione di una mitologia, la riproposizione dell’irridentismo, Fiume e D’Annunzio, gli Italiani che sparavano sugli stranieri perché non superassero il Piave. Il sottointeso è la ‘vera’ Italia, quella che se vedeva stranieri che tentavano di superare i confini gli sparava.  Il secondo è la sede di questo gruppo, un luogo di ritrovo con bar, simile ad alcuni nostri circoli. Terzo dettaglio le due ong, per quanto piccole, che si occuperebbero di Birmania e a cui puoi devolvere il 5×1000. Insomma il modello organizzativo dei ‘fascisti del  terzo millennio’ è novecentesco, nel tentativo di legare il partito all’associazionismo, ai luoghi di ritrovo, alla solidarietà. Questo è stato per anni il metodo di radicamento sociale della Sinistra. Un saper fare che negli anni abbiamo un po’ perso.

In questo tentativo di radicamento sociale dei fascisti, le manifestazioni  come quella del 28 ottobre indetta da Forza Nuova diventano la parte più evidente di una questione più ampia. Il vero obiettivo è il radicamento nei luoghi collettivi. Avrete letto l’episodio del gruppo ultras della Lazio che, come offesa verso i romanisti, ha lasciato all’Olimpico adesivi con Anna Frank con la maglia giallorossa. Da qua il maldestro tentativo di riparazione del presidente della squadra che ha deposto una corona di fiori in memoria delle vittime della Shoah. Subito dopo all’aeroporto è stato registrato mentre sosteneva «famo sta sceneggiata» verso gente che «non valgono un c….». Il giorno dopo la corona di fiori è stata rinvenuta nel Tevere. Anche in questo episodio quello che deve far riflettere è l’infiltrazione di gruppi fascisti nella curve calcistiche, un fenomeno che si è diffuso negli anni. Per questo motivo organizzare manifestazioni politiche di contrasto alle provocazioni, come la tentata marcia del 28 ottobre, è importante ma non sufficiente. Avremo infatti bisogno di una risposta di più ampio respiro, in primo luogo istituzionale e culturale. La radice del problema è sempre più la qualità della nostra democrazia, i meccanismi che la regolano e la capacità delle forze democratiche di organizzare il consenso. Perché è su queste mancanze che i gruppi fascisti tentano di costruire il proprio consenso, di creare domande di sicurezza a cui rispondere con una caricaturale fermezza.

Essere antifascista significa oggi impegnarsi per la costruzione di una democrazia più forte, per la ricostruzione di spazi comunitari sani e inclusivi: significa  togliere l’acqua, cioè il contesto, in cui un pesce chiamato intolleranza nuota e cerca di crescere. Rafforzare la democrazia, migliorandone la qualità, è il tema su cui dobbiamo interrogarci se vogliamo dare una risposta più completa a questo fenomeno.

 

MiGeneration Lab – percorsi formativi gratuiti per i giovani milanesi

migeneration16-3-12-723x1024Il Comune di Milano, in collaborazione con 18 partner, propone per la prima volta, attraverso il progetto “MI-Generation Lab”, dei percorsi formativi gratuiti sulle nuove tecnologie ma non solo, dedicati ai giovani studenti e non dai 18 ai 35 anni con residenza o domicilio a Milano che non lavorano o che hanno lavori precari, finalizzati allo sviluppo di nuove competenze e di idee imprenditoriali in ambiti innovativi.

I percorsi formativi sono 21 per 320 posti complessivi. A questi si accompagneranno 3 attività trasversali di supporto alla partecipazione ai corsi: un corso d’italiano per stranieri, un servizio di baby-sitting per giovani mamme e papà, incontri ed eventi per rimotivare e riattivare i giovani che ne abbiano maggiore necessità, fornendo loro informazioni utili per l’accesso al mercato del lavoro. Tutti i corsi sono gratuiti.

Il progetto è co-finanziato dal Comune di Milano, da Regione Lombardia, dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai 18 partner che lo realizzano: 3 fablab e makerspace, 10 enti del privato sociale, 2 associazioni giovanili e 3 Università.

L’avviso pubblico è consultabile sul sito del Comune di Milano.
All’interno del progetto Arci Milano propone due corsi: DIRE, FARE, ASSOCIARE e Vivo dal vivo.
– DIRE, FARE, ASSOCIARE
Corso di avviamento al mondo dell’associazionismo
Corso tenuto da Arci

Il percorso didattico è orientato a far conoscere ai partecipanti il mondo del Terzo settore in tutte le sue forme giuridiche (Aps, Odv, Cooperative ed impresa sociale), attraverso un analisi e una riflessione sulle specifiche peculiarità delle diversità sostanziali e formali delle nature giuridiche. Nei moduli formativi si approfondirà la specificità della forma associativa in tutte le sue dimensioni (legislativa, fiscale, statutaria, economica e gestionale). Ogni tema sarà oggetto di moduli specifici con il supporto di dispense didattiche, si prevede inoltre l’attivazione di un laboratorio “ vita associativa” che faccia esperire e sperimentare ai partecipanti la costruzione di un’associazione a partire dalla definizione del proprio progetto associativo.

Al termine del percorso i partecipanti potranno fruire di un periodo di supporto e di analisi di fattibilità della propria idea associativa, sia in termini gestionali, operativi e finanziari, presso il circuito di Arci Milano e la rete allargata dei partner del progetto.

Durata: 32 ore di corso, a partire dal 4 febbraio al 24 marzo 2016, più 34 ore di accompagnamento esperienziale che verranno concordate via via coi ragazzi nel corso dei momenti formativi e che si terranno nei week end

Cadenza e orari: 8 appuntamenti settimanali da 4 ore ciascuno, il giovedì dalle 14.30 alle 18.30

Sede: Milano, via Adige 11 (zona Porta Romana)
Raggiungibilità con i mezzi: M3 Fermata Porta Romana o Corso Lodi (entrambe a 500 mt.), Filobus 90, 92, Tram 9, Autobus 62, 65

Requisiti di accesso minimi richiesti:
Avere un’idea o un progetto associativo
Se ti interessa partecipare clicca qui: http://www.migeneration.it/tutti-i-corsi/dire-associare/

– Vivo dal vivo
Percorso formativo sull’organizzazione di eventi dal vivo

Corso tenuto da Arci Milano

Il corso sarà dedicato alle principali fasi di organizzazione di un evento dal vivo, a partire dell’ideazione del concept, passando per gli adempimenti formali fino all’effettiva gestione dell’iniziativa (produzione). Professionisti con esperienze pluriennali nei più grandi e importanti festival nazionali metteranno a disposizione le proprie competenze e modalità operative per tutti quei giovani interessati a scoprire tutto ciò che si muove dietro il concerto del loro gruppo preferito, e potersi potenzialmente avviare nel mondo della produzione eventi.

Durata: 7 aprile / 26 maggio 2016

Cadenza e orari: 8 giovedì, 4 ore, dalle 14.00 alle 18.00, a cui faranno seguito 30 ore di accompagnamento esperienziale, che verrà concordato di volta in volta coi ragazzi e si terrà nel corso di alcuni week end

Sede: via Adige 11 (zona Porta Romana)
M3 Fermata Porta Romana o Corso Lodi (entrambe a 500 mt.), Filobus 90, 92, Tram 9, Autobus 62, 65

Requisiti di accesso minimi richiesti: Avere tra 18 e 29 anni, non studiare e non lavorare

Se ti interessa partecipare a questo corso clicca qui: http://www.migeneration.it/vivo-dal-vivo/

I CONTEST: Premio di Illustrazione Sociale

I contest immagineI CONTEST è un Premio di Illustrazione Sociale istituito dall’Arci Lombardia al fine di premiare le migliori opere originali che meglio comunicano lo spirito e l’azione di Arci e dell’associazionismo di Promozione Sociale in genere.

 
OGGETTO DEL CONCORSO

“Ideazione di Illustrazioni originali dedicate al Sociale e al Settore Culturale e ricreativo in genere” nel quale i partecipanti dovranno sviluppare un progetto grafico-illustrativo inedito, basandosi sulle informazioni raccolte nel Brief, nella Dichiarazione di Missione oltre che ricalcando la storia dell’associazione e le campagne più recenti di Arci.
Gli elaborati dovranno evidenziare al meglio le potenzialità di Arci, il suo valore ed impatto innovativo nel settore Culturale e Sociale, l’impegno profuso per le grandi Battaglie dei Diritti Civili, oltre che le nuove sfide della globalità per l’infanzia e i giovani.
Gli elaborati dovranno essere intelligenti, creativi, d’impatto e trasmettere valori positivi e responsabili in maniera non convenzionale.

Per conoscere tutti i dettagli del concorso visita il sito: http://www.arcicontest.com/

Ulteriori materiali possono essere reperiti sui siti istituzionali (www.arci.it, www.arcilombardia.it, etc.) oltre che da esperienze personali dirette di volontariato in strutture circolistiche o dovute alla partecipazione a particolari eventi o iniziative di Arci.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

La partecipazione ad I CONTEST  è aperta a tutti i maggiorenni, italiani e stranieri, fatta eccezione per gli organizzatori di I CONTEST, i membri delle strutture Direttive di Arci Lombardia e delle strutture Provinciali federate, la giuria e i loro familiari.
Ogni partecipante (singolo o gruppo, circolo, studio associato) potrà presentare massimo un progetto per Tema individuato.

Gli elaborati dovranno essere inviati dal 28 Settembre al 30 Novembre 2015. I concept potranno essere votati dal pubblico iscritto al social network Facebook, dal 1 Dicembre al 20 Dicembre 2015 sulla pagina www.facebook.com/arcilombardia .

Il vincitore riceverà: • Premio del valore di 1000,00 € (Contanti o buono-acquisto di pari valore al lordo di imposte e/o ritenute a norma di legge); • Possibilità di esporre in uno degli eventi organizzati da Arci Lombardia in Collaborazione con i suoi Comitati Territoriali e/o Circoli aderenti, oltre che in quelli Organizzati da Arci Lombardia in Collaborazione con i Partner (a qualsiasi titolo) del Contest; • altri eventuali premi assegnati dai Partner anche dopo la pubblicazione del presente regolamento; • Stampa su minimo n.1000 Cartoline da distribuire sul territorio di competenza di Arci Lombardia e nelle iniziative dove sarà presente a vario titolo Arci Lombardia.

Per i premi in palio per gli altri classificati visita il sito.

Presenta il tuo progetto!

 

Dalla parte buona della vita: XVI congresso nazionale 13-16 marzo a Bologna

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Si terrà dal 13 al 16 marzo a Bologna il XVI congresso nazionale della nostra Associazione. Nella sezione “Arci va a Congresso” i contributi alla discussione congressuale dei due candidati alla Presidenza, Francesca Chiavacci e Filippo Miraglia.

I lavori del congresso potranno essere seguiti in video e audio su sito www.arci.it

COMUNICATO STAMPA

1.115.000 soci, 17 comitati regionali, 116 comitati provinciali, 4867 circoli diffusi su tutto il territorio nazionale: l’Arci si conferma la più grande associazione italiana di promozione sociale, impegnata sui temi della cultura e della formazione, della pace, dei diritti, del welfare, della legalità democratica, del tempo liberato.

L’Arci è una delle pochissime organizzazioni di massa nate nel ‘900 che ha superato senza traumi il passaggio di secolo. Radicata nel territorio, presente in tutte le regioni, è una comunità che organizza ogni anno migliaia di iniziative con pochi operatori retribuiti e tanto impegno volontario di donne e uomini che si riconoscono in un sistema di valori e che per praticarli mettono a disposizione una parte del proprio tempo di vita.

Ognuno contribuisce alla realizzazione del progetto collettivo scegliendo autonomamente, in base alle proprie inclinazioni e soprattutto interpretando le domande del territorio in cui opera, a quali attività dedicarsi. I nostri circoli sono quindi i nodi essenziali della grande rete Arci, ne garantiscono il radicamento nella società e la vitalità del progetto.

Dopo centinaia di assemblee congressuali svolte nelle nostre strutture di base, 116 congressi territoriali e 16 regionali, l’Associazione si avvia a celebrare il XVI Congresso nazionale, che si terrà a Bologna dal 13 al 16 marzo.

Dalla parte buona della vita. Il valore dell’associazionismo nel tempo della crisi” è il titolo scelto per questo appuntamento, che si colloca in un periodo denso di difficoltà e incertezze, contrassegnato da una profonda crisi culturale, economica, sociale, ambientale e democratica, che investe il nostro Paese, l’Europa e l’intero pianeta.

In tessuto associazionistico, che rappresenta, grazie alla sua diffusione, una ricchezza peculiare dell’Italia, può svolgere un ruolo importante per rispondere allo smarrimento che si accompagna al disagio sociale che investe ormai la maggioranza dei nostri concittadini.

Noi vogliamo continuare a rappresentare una alternativa alla solitudine, alla sfiducia, alla disgregazione sociale, sostenendo i cittadini svantaggiati, prevenendo il disagio, opponendoci all’emarginazione e alla discriminazione in tutte le sue forme, rafforzando le possibilità di accesso alla cultura e valorizzando le capacità creative delle persone, sperimentando pratiche ispirate a un diverso modello di sviluppo, ecologicamente e socialmente sostenibile. Scegliendo, cioè, di stare dalla parte buona della vita, nel campo di chi, a partire dal territorio in cui abita, si adopera per costruire alternative concrete allo stato di cose presenti e gettare le basi per un futuro diverso.

In questo Congresso cercheremo di analizzare a fondo le trasformazioni che attraversano il Paese per aggiornare il nostro progetto e il nostro modello associativo, cercando di attrezzare innanzitutto noi stessia resistere alle difficoltà di questo tempo, salvaguardando il nostro patrimonio associativo.

Saranno 592 i delegati chiamati a portare il loro contributo e a votare, nella giornata conclusiva, i documenti congressuali e i nuovi organismi dirigenti.

I lavori del congresso potranno essere seguiti in video e audio su sito www.arci.it

Dalla parte buona della vita

Il valore dell’associazionismo nel tempo della crisi

XVI Congresso nazionale Arci

13/16 marzo 2014 – Bologna, Palazzo Re Enzo

Tavola rotonda: Il valore dell’associazionismo al tempo della crisi

tavola-rotonda-congressoSabato alle 18.15 all’Arci Corvetto, nell’ambito del Congresso Provinciale di Arci Milano si terrà una tavola rotonda
Il valore dell’associazionismo al tempo della crisi

con Vittorio Rinaldi (Altromercato), Claudio Bossi (Consorzio Siss), Paolo Petracca (Acli Milano), Pierfrancesco Majorino (Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano ), Graziano Gorla (Cgil Milano).

Coordina Ilaria Scovazzi (Arci Milano).

Più cultura, più democrazia:Presentazione del Manifesto per la Cultura dell’Arci

manifesto cultura1Una discussione partecipata sui temi della cultura, sulla pluralità delle produzioni culturali, sui lavoratori. Sabato 11 maggio dalle 17 alle 19  in Triennale nell’ambito della mostra evento “Milano e Oltre”

Arci promuove nell’ambito dell’evento “Milano e Oltre” la discussione partecipata del “Manifesto dell’Arci per la Cultura” cercando di evidenziare i nodi che la nostra associazione ritiene fondamentali per rafforzare cultura e conoscenza nel nostro Paese e in Europa. Abbiamo l’ambizione di contribuire al dibattito sul futuro dello sviluppo del nostro Paese e dell’Europa coinvolgendo il maggior numero di persone.

Riteniamo infatti che il nostro manifesto per la Cultura sia uno strumento per attivare dialogo e confronto con amministratori locali, artisti ed intellettuali, imprese, associazionismo culturale e mondo dell’università e della conoscenza, che inviteremo ad una tavola rotonda in cui ci concentreremo in particolare sul ripensamento delle città e dei quartieri perchè diano modo alle persone di incontrare spazi collettivi dove produrre e fruire cultura, sul rilancio dell’università pubblica come luogo dei saperi collettivi, della ricerca indipendente e di qualità, sulla tutela del pluralismo delle produzioni culturali, sulle (troppo precarie e dimenticate) condizioni dei cosiddetti “lavoratori della cultura”. In apertura presenteremo una selezione video de La Ville Ouverte, programma di azioni di arte pubblica di ARCI: verranno proiettati una serie di video sul rapporto tra arte e spazio pubblico relativi alle esperienze progettuali realizzate con il coordinamento di Cantieri d’arte e nell’ambito della rete della Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo (BJCEM), a cura di Marco Trulli e Claudio Zecchi.

Coordina Carlo Testini, Responsabile Politiche Culturali dell’Arci Nazionale

Intervengono: Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Valentina La Terza, Responsabile Cultura e Politiche Giovanili di Arci Milano, Davide D’Antonio e Gianluca Di Lauro (Progetto Cresco), Marco Trulli e Claudio Zecchi (membri del team di curatori internazionali dell XVI Biennale degi Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo), operatori culturali e artisti

Ore 17-19  INGRESSO GRATUITO

 

 

Il Presidente nazionale dell’Arci Paolo Beni candidato alla Camera nelle liste del PD

Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, la più grande associazione italiana di promozione sociale, ha accettato la proposta avanzata dal Partito Democratico di far parte del ‘listino nazionale’ che verrà candidato alle prossime elezioni politiche.

Correrà quindi per un seggio alla Camera in Toscana, nel collegio di Firenze, città in cui è nato e dove ha iniziato la sua militanza nell’Associazione, dirigendo a lungo l’Arci provinciale.

“Siamo consapevoli delle grandi difficoltà del Paese, anzitutto sul piano economico e sociale, ma anche su quello culturale, dell’etica pubblica e dei valori condivisi, della tenuta del suo tessuto democratico” – ha dichiarato Beni, che continua “Il compito sarà arduo e sappiamo che nessuno può farcela da solo. Partiti, istituzioni, organizzazioni sociali, nessuno è autosufficiente. Serve uno straordinario sforzo collettivo in cui ognuno, nel rispetto dei diversi ruoli, faccia la propria parte.

In questi anni di crisi e di derive populiste le organizzazioni sociali hanno svolto un ruolo essenziale di sostegno al welfare, hanno tenuto aperti spazi di partecipazione e di confronto democratico, hanno contribuito a salvaguardare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a diffondere i valori della Costituzione.

L’Arci – ha concluso Beni – è una grande associazione popolare impegnata sui temi della cultura, dei diritti e dell’uguaglianza, dei beni comuni, della pace, dell’antimafia sociale, dell’antirazzismo.

Dal mondo del volontariato, del terzo settore e dell’associazionismo può venire un grande contributo alla ricostruzione economica, sociale e culturale del paese. E’ necessario però che a queste energie civili venga riconosciuta un’adeguata rappresentanza nelle istituzioni, per potervi portare il proprio originale contributo di competenze ed esperienze”.

II Campo Nazionale Arci

Il campo è rivolto ai ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni appartenenti all’Arci di tutta Italia.

Nato da un’idea di Arci Torino, il lavoro effettuato dal Gruppo Giovani dell’Arci ha portato all’individuazione di alcune priorità sulle quali concentrare l’attenzione e attivare la rete Arci. Tra queste, certamente rilevante è considerato lo scambio di esperienze e conoscenze tra giovani provenienti da vari circoli e associazioni dentro e, in alcuni casi, anche esternamente alla nostra associazione. Si considera, inoltre, rilevante contribuire allo sviluppo di maggiori opportunità di mobilità per i giovani, nell’ottica, altresì, di facilitare la costruzione di relazioni tra persone giovani provenienti da varie parti del territorio nazionale. Ciò potrebbe costituire, nel tempo, il terreno su cui far germinare ogni sorta di scambio tra i soggetti che costituiscono il panorama Arci.

SARANNO CON NOI: PERTURBAZIONE, DON LUIGI CIOTTI, PAOLO BENI, MINA WELBY,…

Obiettivi principali del campo

1. Rilanciare, attraverso il confronto e la condivisione i valori fondanti della nostra associazione
2. Sollecitare lo scambio di conoscenze e la mobilità dei giovani appartenenti all’Arci o vicini al nostro mondo
3. Consentire l’acquisizione di competenze utili alla gestione delle attività delle proprie strutture (circoli o associazioni

Si prevede di realizzare quattro giornate nelle quali il tempo sarà scandito da attività di gruppo (pratiche, tecniche e teorie) e momenti dedicati alla riflessione e al confronto su temi che originano dalla rilettura creativa e critica dell’acronimo ARCI, con la finalità di ritrovare le radici della nostra associazione, e restituire ai giovani la possibilità di rifondare la propria Arci, a partire dall’esperienza di chi l’ha fatta crescere. Una parte del tempo, la sera, sarà occupata dalla creatività artistica dei giovani con performance di vario tipo presentate da gruppi o singoli della galassia Arci.

Insieme alla possibilità di apprendere tecniche e ampliare la propria capacità di gestire problematiche legate alla gestione pratica del proprio circolo o di eventi, di estrema importanza saranno i momenti dedicati agli incontri nei quali si tenterà di ritrovare i valori e le motivazioni fondanti, che hanno dato vita alla nostra Associazione, per trasmetterle ai nuovi arrivati, perché questi stessi valori possano essere fatti propri e rifondati da loro stessi, con il supporto di quelli che sono arrivati prima, per creare un forte senso di appartenenza.

Qui di seguito il programma delle giornate:
L’appuntamento è  fissato per venerdì 24 agosto alle ore 16.00 presso la Certosa del Gruppo Abele, in via Sacra di San Michele, Avigliana – Torino. Durante il pomeriggio verrà fatta la divisioni in gruppi e verrà presentato il campo.

Associazionismo:
Il mattino di sabato 25 agosto verrà proposta una tavola rotonda con alcuni rappresentanti di esperienze associazionistiche e sociali italiane. Essi verranno chiamati ad esprimersi sul ruolo politico e sociale che hanno avuto sia all’interno dei movimenti che hanno attraversato la nostro penisola negli ultimi anni che sul apporto che ogni singola realtà può avere in relazione alla rete Arci localmente e nazionalmente.Nel pomeriggio verrà invece proposta la testimonianza di giovani dirigenti  dell’Arci e tutti assieme saremo chiamati a riflettere sullo stato dell’autogestione democratica che viene portata avanti dalle nostre basi associative. Come è possibile, oggi, portare avanti l’attività che parte dal dibattito democratico e dalla partecipazione e si concretizza in un’azione condivisa?
Come mettere a valore tale patrimonio di conoscenze, esperienze e pratiche innovative in maniera continuativa e progettale?

Ricreatività:
La giornata di domenica 26 agosto sarà dedicata alla lettera “R” dell’acronimo ARCI. R come ricreatività. Etimologicamente la parola ricreatività, descrive un momento di svago, di divertimento ma nella sua accezione più ampia è anche l’atto del ri-creare, del ri-crearsi per dare nuova vita al corpo, alla mente e allo spirito…ed infine alle relazioni. Lo svago può servire ad ognuno di noi come raccoglimento, come coinvolgimento come scambio e interazione. La nostra vita è sempre più caratterizzata dal singolo a scapito del collettivo. La dimensione che vogliamo esplorare è proprio quella della “comunità”, della “complessità”, della moltitudine.

Nell’affrontare questo tema abbiamo deciso di utilizzare il teatro quale strumento atto a rispondere appieno alle necessità “ri-creative”. Dopo la “testimonianza” della mattina, al pomeriggio ci sarà un laboratorio a cura della compagnia teatrale torinese “L’interezza non è il mio forte”. Grazie a loro riusciremo a far fronte alle esigenze di conoscenza, di espressione e di crescita evolutiva che l’interazione, l’appartenenza, la complessità e la molteplicità della gruppalità ci presentano.

Cultura:
Lunedì 27 agosto
 sarà la volta della Cultura e dunque si analizzerà l’A.R.C.I. come polo di resistenza culturale per il territorio: basandosi sulle esperienze dei circoli situati in territori non fortemente urbanizzate come quelli in cui si trovano i circoli dei comitati Langhe, Asti e Monviso, la discussione verterebbe sulle modalità in cui i vari circoli affrontano, promuovono e diffondono tematiche culturali “alternative” in territori potenzialmente “ostili” . La musica indipendente come percorso culturale e polo di protagonismo giovanile creativo e aggregativo. sarà proposto poi un laboratorio webradio. Dopo una spiegazione generale sulle webradio e sul loro funzionamento, i gruppi verranno divisi: 1 gruppo per la redazione, 1 gruppo per la parte tecnica, ed 1 gruppo per gli speaker.

Italianità:
Nella giornata di martedì 28 agosto si parlerà invece di italianità. Gli Articoli 4 (secondo comma) e 8 della Costituzione e gli articoli 416 e 416 bis del Codice Penale saranno i presupposti ‘teorici’ dell’incontro. Le due testimonianze fanno da contraltare/contrasto. L’obiettivo dell’incontro sarà quello, attraverso due storie, ma anche due progetti dell’Associazione, di stimolare la discussione ed il lavoro fra giovani dirigenti ed elaborare tracce di lavoro per l’associazione.Le due testimonianze saranno suddivise fra mattino e pomeriggio e costituiranno la prima ora di ciascuna sessione. Successivamente si lavorerà in gruppi con una breve restituzione finale.

Il campo finirà mercoledì 29 agosto con al mattino l’incontro/ confronto con il presidente nazionale A.R.C.I. Paolo Beni e il responsabile delle attività giovanili A.R.C.I. Franco Uda. Per i giovani partecipanti sarà l’occasione di avere un confronto diretto con due dirigenti nazionali e provare ad avere con loro un confronto sui temi trattati nelle giornate precedenti. La partenza è fissata, dopo la plenaria conclusiva, nel primo pomeriggio.

Per partecipare al campo bisogna essere un socio Arci tra i 18 e i 35 anni.
Costi: 30 euro al giorno pensione completa, 13 euro il singolo pasto.

Per ulteriori informazioni rivolgiti al nostro comitato

Macao: un divario tra la Milano civile e la Milano che amministra lungo decenni

Un excursus storico che ci aiuta a capire lo scollamento tra la città del potere e la città della partecipazione in atto da decenni. Oggi è tempo di risarcire i milanesi dei diritti usurpati
Lo scenario milanese e le cronache dei media in questi tempi sono animate da alcuni movimenti che diversi per tematiche e per aree di sviluppo affondano le loro origini nelle stesse radici.

Tra la metà degli anni sessanta e la fine degli anni settanta Milano raggiunge il massimo della sua composizione abitativa “un milione e settecentomila abitanti” e si definisce sempre più come la città italiana con una vocazione sociale culturale ed economica di dimensione più europea.

Una città irrequieta, in piena trasformazione ed evoluzione con una grande immigrazione soprattutto dalle regioni meridionali del paese dove si scontrano convinzioni e visioni diverse della città, della sua vocazione e delle diverse ipotesi di soluzione riguardo alla gestione del suo territorio e della sua dimensione di città più ricca e moderna d’Italia, dibattuta tra l’essere capitale morale e centro del potere economico e quindi attrattiva per interessi speculativi e poteri paralleli. Si completa in questi anni la sua ascesa ma inizia anche la sua crisi nel rapporto tra le visioni e le aspirazioni della parte più sensibile, colta e impegnata della sua popolazione, il governo politico ed il potere economico legato essenzialmente alla imprenditoria edile che gestiva la cementificazione della città e la sua trasformazione espansiva in parte motivato dalla crescita della popolazione ma essenzialmente dalla terziarizzazione del centro e dalla logica inarrestabile del mattone.

Una città irrequieta e densa di conflitti dove nascono e si sviluppano movimenti dalla parte più inquieta del mondo cattolico che sta all’origine della contestazione studentesca e della nascita di molte sigle rivoluzionarie ma anche dei diversi movimenti di base che fanno lavoro di alfabetizzazione culturale e sociale nei quartieri sull’esempio di Don Milani. Anche la sinistra origina gruppi e movimenti staccati dal Partito e collegati ad un forte legame ideale con la Resistenza ancora fervida nella memoria dei militanti e attenta alle nuove condizioni di disagio e di sfruttamento di un sottoproletariato che veniva a coprire i lavori meno qualificati nella città. Ma in ogni senso una città viva e pregna di attese dove vengono fondati teatri, laboratori espressivi, nascono gruppi di ricerca di musica popolare collegata al proletariato contadino ed urbano. E’ il tempo del primo Teatro Officina del CRT, del Teatro del Sole, delle sperimentazioni del decentramento teatrale, dei vari gruppi di doposcuola nelle zone del disagio sociale, del nascere delle associazioni genitori delle associazioni studenti, dei primi centri sociali e tanto altro. Ma anche dei comitati inquilini, del rafforzarsi dei gruppi di Comunione e Liberazione nelle parrocchie, delle lotte estremiste, degli assalti alla Statale, degli attentati e delle bombe a partire da Piazza Fontana, Via Bellotti, e oltre. Un grande coinvolgimento di passioni generose e di visioni sognate della città a volte ingenue e generose, di interessi economici e di infiltrazioni oscure, di conflitti politici locali ed internazionali.Un crogiolo che parve dare un risultato positivo ed euforico nella vittoria delle sinistre nel 76 con sindaco Tognoli.

In questo periodo si impostano i grandi temi che dopo un periodo di grande mobilitazione porta alla vittoria ed al governo della città ma incomincia anche il distacco tra gli impegni presi e non rispettati, i tentativi iniziati ma non compiuti che segnerà sempre più il distacco tra la politica di governo e la parte più impegnata nel protagonismo sociale e culturale, della popolazione di Milano. A poco a poco si precisano sempre più le differenze di visione tra la città del governo e del potere con le sue logiche di gestione centralistica dominata dai partiti e dagli affari delle categorie imprenditoriali e la città della partecipazione, del volontariato delle associazioni che sempre più arricchiscono il territorio di energie positive che combattono contro il degrado della città e ne impediscono il completo asservimento alla speculazione ed agli interessi più o meno leciti di faccendieri e speculatori. Sono importanti i tentativi testardi di alcuni politici molto attivi e impegnati qualche esempio Carlo Cuomo (Decentramento e Piano territoriale mai approvato definitivamente, per la sua animazione nelle periferie con i centri del tempo libero, attenzione alle presenze ROM nel territorio (Opera Nomadi), Fabio Treves che partendo dalla delega ai giovani inizierà un percorso che poi porterà alla progettazione della “Fabbrica del Vapore” di Scalpelli, Daverio con il suo intelligente attivismo culturale, Carrubba con la grande estate, la riforma del sistema dei musei e la progettazione dell’Ansaldo). Tentativi lodevoli che hanno iniziato percorsi che però ancora oggi sono irrisolti. Milano civile richiede e propone. Milano amministrativa degli assessori impegnati progetta ma poi il governo della città non finanzia, non realizza e poco costruisce o lo fa in modo confuso e isolato senza coinvolgere la città e far mai diventare le iniziative rete efficace e diffusa di focolai stabili di progettazione dialogante tra energie pubbliche e private. E diventano astratti e ripetitivi i collegamenti con le grandi metropoli europee da Berlino a Madrid invece impegnate in una radicale opera di rilancio che vede coinvolte e protagoniste tutte le parti sociali della città.

Inizia quella distanza che si trasforma quasi in una guerra di posizione tra i comitati, le associazioni i coordinamenti, i gruppi di pressione, gli appelli sui giornali e il governo centrale della città. Immobile, inossidabile e lontano che trova la sua più distante espressione nel secondo mandato Albertini ed il suo compimento nella Giunta Moratti.

E’ interessante leggere il discorso programmatico di Aldo Aniasi al suo insediamento come sindaco di Milano nel 1968 per comprendere la grande sconfitta del governo della città nel verificare il non realizzato tra l’intuizione della trasformazione della città già allora chiara nelle sue linee essenziali evolutive e tutto quello che non è stato realizzato se non in piccole e frammentate parti anche se molte importanti.

I grandi temi su cui si sviluppa la progressiva divaricazione sono essenzialmente:

a) La Milano verde collegata alla grande tradizione agricola ed al sistema delle vie d’acqua che gradatamente vede espulse le famiglie dei coltivatori dalle cascine che vengono lasciate per la maggior parte in completo abbandono

b) il centro della città completamente terziarizzato e svuotato dalle persone, il sistema della socialità di base elemento essenziale della vitalità di una comunità disperso negli altri territori della città sempre meno curati dall’iniziativa pubblica ed animata solo dalle associazioni e dal volontariato con realtà variamente auto organizzate nel corso degli anni dai circoli, ai centri sociali, ai comitati e seguito.

c) La presenza di spazi di produzione culturale indipendente oltre i grandi sistemi del Design, della moda e delle grandi istituzioni ufficiali, vivaio necessario di quella cultura creativa antagonista che rappresenta la dinamica essenziale di una città in evoluzione ed anche il campo di sperimentazione dei futuri grandi.

Le grandi visioni allora attivate, tra cui la cinta di verde intorno Milano del Parco Nord e Parco Sud in una dimensione equilibrata di sviluppo edilizio, la visione della Città Metropolitana e del coinvolgimento dei cittadini nel governo della sua gestione, il rilancio della dimensione internazionale della produzione culturale e dei tanti altri temi che in quella relazione erano annunciati: sarebbe interessante analizzare ora a che punto siamo.

Per capire come è possibile riportare quella divaricazione costruitasi nel corso dei decenni alla loro radice originaria e ridare equilibrio e ricomposizione progettuale ai poteri che l’hanno determinata. E’ chiaro che in questo momento serve un intervento virtuoso e deciso della Giunta di alto profilo politico che non può celarsi dietro ragioni di ordinaria burocrazia amministrativa. E’ suo compito nonostante le difficoltà dell’epoca assicurare il dialogo tra le anime della città e garantire che la primavera annunciata per la quale è stata eletta in modo così ampio, porti a maturazione i suoi frutti e così risarcire le generazioni di tante visioni e diritti usurpati.

Geppino Materazzi

Sequestro La Casa 139: l’ennesimo attacco alla vita culturale della città

pubblicato su Arci Report del 15 marzo 2011, anno IX, n. 10

L’ultimo palco milanese in ordine di tempo è stato quello de La Casa 139, il circolo Arci di Via Ripamonti, attivo da oltre 10 anni nella promozione culturale e musicale della città che ospiterà l’Expo 2015. Prima è toccato all’Arci Bitte, all’Arci Scighera. Ancora circoli Arci. Ma non solo. Il sequestro cautelativo de La Casa 139 non è né un caso isolato né un accanimento nei confronti della nostra Associazione, si inquadra piuttosto in una serie di azioni contro alcuni dei più importanti spazi musicali della città, in termini anche di proposta indipendente e di base. Preoccupano infatti le recenti chiusure di locali come Le Scimmie, Rainbow, Rolling Stone, Atomic, Black Hole, Plastic, o la “morte” di luoghi come Cascina Monluè. Gli appigli giuridici sono i più disparati: uscite di sicurezza, bagni a norma, inquinamento acustico, tesseramento contestuale.

Nel caso specifico riguardante il nostro circolo, vengono contestate in maniera arbitraria le nostre modalità di tesseramento, nello specifico la contestualità con cui è rilasciata la tessera ai nostri soci. In realtà la polizia annonaria classifica i nostri circoli come locali pubblici, non riconoscendogli lo status di circoli privati. Ma come ben sappiamo tutti, essi invece in quanto circoli privati non sono sottoposti alle stesse regole previste per quella tipologia di spazi, ma ad altre leggi che riguardano il nostro settore, il settore del no profit.

Siamo i primi a voler contrastare il malcostume dell’Associazionismo pro forma che nasconde attività di altro tipo ma riteniamo che i criteri di verifica per il nostro settore debbano essere diversi e volti piuttosto ad accertare il criterio del no profit, o la reale vita democratica di un’associazione. La contestualità del tesseramento non può essere un elemento limitante e lesivo del diritto garantito dalla Costituzione sulla libertà di associarsi. Per questo abbiamo deciso di far sentire la nostra voce organizzando un presidio musical-creativo “Liberiamo la musica” previsto per sabato 19 marzo in Piazza Fontana.

Anche perchè quello che spaventa è la politica del Comune di Milano che sembra orientata da tempo verso l’impoverimento e lo svilimento degli spazi giovanili, musicali e culturali della città.

I provvedimenti adottati dall’Amministrazione denunciano un’azione mirata contro la promozione della musica dal vivo, sia essa proposta da associazioni no profit, da un centro sociale, piuttosto che dalla produzione musicale profit. Il risultato è una netta penalizzazione delle giovani generazioni e un impoverimento generale della città. Perché essi sottraggono spazi di fruizione, promozione e produzione culturale, di divertimento e di crescita professionale, nonché spesso di coesione sociale. Molti nostri circoli, come molti locali pubblici, si inseriscono in quartieri difficili, spesso sono presidi sociali a tutela di tutti i cittadini. La stessa giunta Moratti si divide sull’argomento: al vicesindaco De Corato che liquida la vicenda con “una questione di ordine pubblico” replica l’Assessore ai Grandi Eventi Giovanni Terzi “Le priorità della sicurezza devono essere altre. Milano torni ad essere città della musica”. Aggiungiamo: interroghiamoci su come applicare le regole, ma non facciamo morire una città.