Twitter

Tag: arci bovisa

Una settimana libertaria in Bovisa

Come sempre settimana ricchissima di idee, note, suggestioni e libertà al circolo Arci Scighera!

Si parte con l’appuntamento fisso del martedì: difatti tutti i martedì che Bakunin mette in terra ci si ritrova nell’osteria del circolo (al termine del Corso di canto popolare 2018-2019, primo modulo): un tavolo sarà riservato al cantare e suonare liberamente in compagnia e con un buon bicchiere di vino! Pronti? Voce davanti, via! Altro appuntamento fisso del circolo? Ogni giovedì, alle 16,30 la Scigherina apre il suo Giardino d’Inverno, accogliente, spazioso e con la qualità di relazioni che piace al circolo! Tutti i giovedì dalle 16,30 la Scighera accoglie i più piccini e i grandi che li accompagnano, lo spazio e il tempo li si gestiranno insieme, per gioco libero e attività auto organizzate. E se poi viene fame, tutti i ghiottoni insieme in osteria. Andate a condividere lo spazio… stare insieme fa bene a tutte le età!

Venerdì 16 via alla musica improvvisata! Brevi composizioni, allusioni, schizzi, partenze. Il resto è improvvisazione: viaggio. Un trio che, nel secondo set, sarà integrato dai musicisti del Milano Music collective. Per i golosi la cucina apre alle 19.00. Il giorno dopo ancora musica: serata milonga (del pueblo!)…ll nome scelto per queste serate vuole sottolineare la natura del tango dove musica, poesia e ballo sono sintetizzati in una cultura che ha orgogliosamente conservato la sua nobile origine popolare, raggiungendo esiti estetici raffinatissimi e forse imprevisti anche dai suoi stessi protagonisti. Pasadiscos sarà il maestro Franco Finocchiaro.

Domenica, alle ore 16.30 teatro “scigherina”. In scena “VOLO”, spettacolo di teatro danza e oggetti volanti. Una storia raccontata nel disegno teatrale di forme volatili e nella danza dei due performer. Questo etereo spettacolo di teatro danza ci porterà lontano dai problemi della materia, in un viaggio per immagini attraverso i nostri sogni, primo fra tutti quello archetipico del volo! Uno spettacolo che lascia a bocca aperta grandi e piccini e invita tutti a godere della gioia della vita. In scena e nella regia Valentina Fariello e Massimo Politi. Lo spettacolo è adatto a sognatori di ogni età.
Lo spazio sarà aperto dalle ore 16.00, durante il pomeriggio e fino a sera il bar osteria sarà aperto per merende e aperitivi.

Infine alle ore 21.00 al circolo si parlerà di violenza di Stato. Per la rassegna “La pianta Anarchica: sotto le nuove fronde” si dibatterà di come lo Stato illegittimamente eserciti violenza: L’uccisione di Stefano Cucchi, raccontata nel film che ripercorre i suoi ultimi giorni di vita, è solo uno dei casi di abusi e brutalità commesse da appartenenti alle forze di polizia emersi pubblicamente, soprattutto per il loro esito tragico. Aldrovandi, Cucchi, Uva, Bianzino, Ferrulli, Mastrogiovanni, le donne e gli uomini massacrati dalla Diaz e a Bolzaneto… è lungo l’elenco delle persone uccise o malmenate durante l’arresto, nel corso dell’esecuzione di un TSO o mentre erano trattenute nelle stanze delle questure o delle caserme dei carabinieri. Poi ci sono i proiettili sparati da agenti delle forze dell’ordine, come quelli che, ad esempio, hanno ucciso Carlo Giuliani e Gabriele Sandri.

Dietro questi casi, divenuti pubblici, si intravvede un uso diffuso e sistematico della violenza da parte delle cosiddette “forze dell’ordine”. Non è una novità: la brutalità della polizia è talmente usuale e nota da essere citata in romanzi, film, canzoni. I casi di abuso, tortura e assassinio commessi da ufficiali e agenti di polizia non sono peraltro storia recente, ma sono connaturati all’esistenza stessa degli apparati repressivi dello stato. La memoria del movimento anarchico, in questo senso, non può che continuare a richiamare l’uccisione del compagno Giuseppe Pinelli, coi depistaggi e la rimozione pubblica che ne sono seguite.

Mentre Salvini e Meloni continuano a invocare la libertà di azione della polizia, e i vertici delle forze di polizia e dello stato ricorrono, quando non possono più depistare le indagini o giustificare gli assassini, all’espediente retorico delle “mele marce”, la lotta di pochi familiari e avvocati, sostenuti solo da alcune associazioni, ha aperto uno squarcio nel muro di omertà che difende gli apparati statali anche quando commettono i peggiori abusi.

Stasera per la PIANTA ANARCHICA ne parliamo con Rossana Noris (Associazione Stefano Cucchi), Eugenio Losco e Claudia Pinelli. IPer la Scighera Andrea Molteni.

 

Scighera tra biciclettate, jazz e sogni…

Si inizia giovedì alle ore 17.30 con una bella biciclettata – da 0 a 99 anni – su e giù per Dergano e Bovisa organizzata da Tripillà….Rob de Matt, Mamusca, Nuovo Armenia, La Scighera, Teatro del Buratto e Spazio Terzo Tempo Ululì organizzano una biciclettata per grandi e piccoli, su e giù per Dergano e Bovisa. Per scoprire il quartiere, per goderci questa primavera che tarda ad arrivare e prepararci a fare tante cose assieme.Una pedalata che segna l’inizio di un nuovo percorso da fare tutti assieme nei prossimi mesi e che, immaginiamo, ci porterà lontano. Quindi compagni iniziate a tirar fuori le bici dalle cantine, gonfiare le ruote, farle sistemare, se necessario, dalla Ciclofficina di Edoardo Bovisa.
Il percorso previsto: da Rob de Matt, via Butti 18, con finale, verso le 18.30/19 in piazza Bausan per un aperitivo autorganizzato intorno a una delle poche fontane di Milano.
Cos’è Tripillà? In dialetto milanese Tripillà vuole dire essere in continuo movimento, avanti e indietro, su e giù, come in molti di noi fanno spostandosi da Dergano a Bovisa e da Bovisa a Dergano…

Giovedì 19 alle 19.00 aperitivo artistico e “museale”: in questo appuntamento si parlerà del Museo di Milano e della collezione Costume Moda Immagine. Se scopo di un museo è anche, attraverso il suo patrimonio, svolgere un racconto, qui a Palazzo Morando si rappresenta la storia recente di Milano.
La Pinacoteca allestita al primo piano offre una collezione di dipinti, sculture e stampe che  testimonia l’evoluzione urbanistica e sociale di Milano tra la seconda metà del XVII e i primi anni del XIX secolo.
Negli ambienti attigui sono invece riallestite le sale di rappresentanza della casa nobiliare, con un percorso suggestivo che documenta in modo esemplare il gusto settecentesco per l’arredo domestico ricomposto nella sua fisionomia originaria con il recupero di un patrimonio nel tempo disperso in diversi depositi esterni al palazzo. Inoltre dal gennaio del 2010 Palazzo Morando ha il compito di dare nuova visibilità allo straordinario patrimonio tessile delle Raccolte Storiche con la collezioni di abiti, accessori e uniformi conservati nei depositi delle Raccolte d’Arti Applicate del Castello Sforzesco che in questi ambienti hanno trovato la loro idonea sistemazione. Con la direttrice, Ilaria De Palma, visiteremo le sale di questo museo e ci faremo raccontare quali sono le attività che un museo milanese mette in opera per essere sempre attrattivo per il pubblico cittadino. Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Venerdì invece vecchi amici tornano ad esibirsi sul palco alle 19.00: i Terracanto, Polifonie contadine d’Italia con Laila Sage e Lorenzo Valera. Si dice che il Terracanto viva nelle paludi, nei campi coltivati, nelle regioni remote dove uomini e donne hanno seminato il loro sudore ; nei pascoli dove hanno condotto le loro greggi, sulle barricate dove hanno difeso la loro libertà.
Il Terracanto  contrabbanda i loro canti, i loro lamenti e le loro speranze. Si nutre di radici, quelle di un mondo dimenticato che freme nel nostro sangue.
Racconta l’esilio e le stagioni, il vento leggero, il crepitare delle foglie, il sussurro di fiumi, la terra spessa.Le voci del Terracanto sono quelle che hanno sempre rifiutato di tacere.

Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Dopo i Terracanto, alle 22.00, sul palco salirà il duo Montanaro-Cavez: non hanno bisogno di presentazioni. Sono un organetto e un violino…un viaggio tra in venti del Nord e i suoni dell’est…
Un’emozione, a volte improvvisa, a volte libera, dolce o tesa…una musica senza frontiere senza nome, libera …sono Sophie Cavez e Baltazar Montanaro.

Dopo un venerdì folk il sabato 21 la Scighera vira al jazz: doppio set: nella prima parte si ascolterà il quartetto del contrabbassista Tito Mangialajo Rantzer, a seguire il Milano Music Collective (integrato dai musicisti del quartetto).

Tito Mangialajo Rantzer è da più di 20 anni uno dei più affidabili side man nel mondo del jazz italiano, solo in anni recenti ha deciso di dar vita ad un suo quartetto. Il gruppo nasce con il cuore ben saldo nella storia del jazz, soprattutto in certo jazz californiano (Art Pepper, Shelly Manne, Curtis Counce), ma anche, e soprattutto, Ornette Coleman, Thelonious Monk e Mingus e tutta l’avanguardia newyorchese degli ’60 e ‘70; e con la testa nel presente, con tutte le sue contaminazioni e suggestioni sonore. Le idee sviluppate si sono concretizzate nel cd “Dedications” (solista records 002) uscito nell’aprile 2016.

Il Milano Music Collective ormai house band delle serate Jazz in Scighera in questa occasione proporrà alcuni dei brani dello stesso Mangialajo Rantzer appositamente arrangiati per l’ensemble, a cui si affiancheranno brani originali di altri membri del collettivo.

La settimana fitta del circolo Scighera si chiude con una “gita dentro porta”…alle 10.30 Viaggi Nei Paraggi: presenta “La Cerchia Dei Navigli”: Che Milano, fino a 70 anni fa, avesse più a che spartire con Amsterdam piuttosto che con Parigi, è noto ai milanesi, siano essi oriundi o acquisiti. Tuttavia è difficile immaginarlo, vedendo la città com’è ora: parafrasando un motto del 68, questa volta Viaggi nei Paraggi vi porterà a scoprire l’acqua sotto il pavè. Niente realtà aumentata, ma l’analogico delle foto e delle storie che ci faranno rivivere il percorso circolare che seguiva le vecchie fortificazioni della città e che è rimasto solo nelle indicazioni relative alla viabilità cittadina. Sono solo 6,5 Km,ma densi di storia : per permettere di chiacchierare agevolmente ci si muoverà in bicicletta, in modo da rendere più veloci gli spostamenti tra le varie tappe. L’appuntamento è per le 10.30 presso la conca dell’incoronata in via S. Marco. I compagni del circolo vi pregano di confermare la vostra presenza a viaggineiparaggi@scighera.org entro le 18 di venerdì 20 Aprile; visita con rimborso spese.

 

Scighera: non lasciamo impolverare la storia!

“Mi si reclamava insomma una rappresentazione, e rappresentazione ho fatto, affinché testimonianza resti del fatto, di lui, delle violenze subite, del dolore di Licia, di Claudia e di Silvia”…

Con queste parole Enrico Baj presentava la sua opera I funerali dell’anarchico Pinelli, dall’esplicito messaggio politico oltre che dal riconosciuto valore artistico. Ma anche un aiuto concreto alla famiglia a cui donò l’opera e poi, viste le dimensioni e l’ingombro, vendette alla Galleria Marconi assicurando il ricavato a Licia e alle figlie. E ora troviamogli una casa a questo “Funerali dell’anarchico Pinelli”, gigantesca opera di Enrico Baj, da quarant’anni peregrina da un magazzino, a una mostra a Rotterdam, a un’altra a Stoccolma, e poi Dusseldorf e anche a Milano, sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, ma per poche settimane.

E poi di nuovo alla Fondazione Marconi, in via Tadino, Milano, dove è stata visibile fino al 17 febbraio. Molti lo vorrebbero, arrivano offerte di denaro non indifferenti da mezzo mondo. Ma il “Funerali dell’anarchico Pinelli” non è in vendita, si regala. Si regala al Comune di Milano, purché lo accetti e lo tenga esposto al pubblico in modo adeguato. Il proprietario dell’opera, il gallerista Marconi ha espresso da diversi anni l’intenzione di donare l’opera alla città di Milano, a condizione che il comune trovasse un luogo adeguato a ospitarla.

Il più delle volte però, con le pochissime parentesi accennate l’opera giace nei magazzini della Galleria, vittima anche delle sue dimensioni: 3 metri di altezza e 12 di lunghezza, con 18 figure ritagliate nel legno e unite con la tecnica del collage.

Solo in questi ultimi mesi, grazie alla campagna di Radio Popolare, si sta tornando ad affrontare la possibilità di una sua esposizione permanente. Obiettivamente si tratta di un’opera dalle dimensioni importanti, ma probabilmente il vero motivo della difficoltà del Comune a trovarle un posto è la sua portata politica, infatti quello di Baj è un dito puntato su una grande ingiustizia che ha portato alla morte di Giuseppe Pinelli, precipitato dalla finestra della questura nel dicembre 1969 durante l’interrogatorio dopo la strage di piazza Fontana che lo vedeva ingiustamente accusato.

Vittime, carnefici, crudeli pupazzi, divise e medaglie, popolo sgomento, donne, bimbe attonite. Riferimenti espliciti alla Guernica di Picasso, icona della Guerra di Spagna e a “I funerali dell’anarchico Galli” ultimato da Carlo Carrà nel 1911.

E’ un grande spettacolo che evoca un’epoca di bombe, fascisti, servizi segreti, poliziotti, carabinieri, una guerra alla democrazia che falciò tante vittime tra gli anni ’60 e ’70, e una di queste vittime fu il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, falsamente indicato come terrorista, precipitato da una finestra della Questura di Milano, e la cui memoria fu salvata da un grande instancabile schieramento di lotta fino a che, quarant’anni dopo, fu il presidente della repubblica Napolitano a dover chiedere scusa, riabilitandone la figura.

Un’opera, quella di Baj, che appartiene alla nostra storia e alla storia della città,

La campagna/ sondaggio di Radio Popolare ha fatto emergere i luoghi più gettonati: Palazzo Reale, il Museo del ‘900, la Triennale, il MUDEC, il Padiglione d’Arte Contemporanea e ancora altri.

Grazie alla partecipazione degli ascoltatori di Radio Pop si è riusciti a muovere le acque, infatti l’assessore alla cultura Del Corno ha risposto in Consiglio comunale all’interpellanza sulla questione di Paola Bocci, presidente della Commissione Cultura, dicendo che è partito l’iter per verificare se è idoneo lo spazio di via Larga presso l’anagrafe, luogo caldeggiato dall’assessore, che però non entusiasma i tanti che si sono mossi per la collocazione.

Di tutto questo, della storia, del dolore e dell’ingiustizia che l’opera trasmette si parlerà giovedì 15, alle ore 19.00, al circolo Arci “La Scighera”. Ospiti saranno Claudia Pinelli e Lia Giachero, storica dell’arte. Per la Scighera Andrea Perin.

Dalle 19.00 cucina aperta con piatto del giorno, panini, bruschette e taglieri.

Ingresso con tessera Arci

 

PS: vi suggeriamo inoltre di curiosare sul sito della Scighera…appuntamenti musicali, corsi, dibattiti: al solito la ricca offerta settimanale!