Tag: antifascismo

Anche l’Arci il 9 dicembre a Como contro ogni fascismo e per la democrazia

L’Arci aderisce e parteciperà alla manifestazione antifascista che si terrà il 9 dicembre a Como.

Siamo infatti  convinti che sia assolutamente necessario che le forze democratiche rispondano con fermezza ed unità ad ogni atto di provocazione di gruppi e  forze che si richiamano apertamente al fascismo e al nazismo. A preoccuparci è anche il tema della qualità della nostra democrazia,perché risulta per noi evidente come la diffusione del fascismo sia correlato all’aumento della sofferenza sociale di parte della popolazione italiana, soprattutto quella che vive situazioni di marginalità.

Non vanno in nessun modo sottovalutati le provocazioni,  gli atti di stampo squadristico e  xenofobo come quello recente contro ‘Como senza frontiere’. L’accoglienza, l’antirazzismo, l’apertura verso il ‘diverso’ sono valori che devono caratterizzare la democrazia e la civiltà di un paese.

Per questo l’attenzione verso simili atti – che dimostrano  come il sonno della ragione possa partorire mostri – deve restare alta.

Contro questa stessa ideologia, contro gli orrori che ha determinato nel secolo scorso, ha combattuto chi ci ha preceduto. Il sacrificio di tanti e tante che hanno animato la Resistenza contro il nazifascismo, sconfiggendolo,  ha permesso all’Italia di avere una delle Costituzioni più avanzate del mondo e un sistema democratico.

Sta a noi ora difenderlo ed ampliarlo. Per questo saremo anche noi a Como.

 

Roma, 5 dicembre 2017

La solidarietà dell’Arci alla rete ‘Como Senza Frontiere’

L’Arci nazionale esprime piena solidarietà alla rete di associazioni ‘Como Senza Frontiere’ e al comitato Arci di Como per l’irruzione, nel corso di una riunione, di un quindicina di individui del Veneto fronte skinhead. Il gruppo di neofascisti, con atteggiamento paramilitare, ha letto un farneticante comunicato razzista, infarcito di accuse rivolte alle associazioni che lavorano per i diritti dei migranti.

Purtroppo, episodi di intolleranza fascista come questo, si stanno moltiplicando in tutta Italia. Anche qui l’estrema destra sta rialzando la testa,  approfittando di un clima, alimentato soprattutto da alcuni  politici e media, che indicano nei migranti il ‘nemico’, dalla cui ‘invasione’ dovremmo proteggerci.

Raccogliamo e rilanciamo la proposta del comitato Arci di Como che invita a partecipare in massa all’iniziativa cittadina Raccontarci, promossa per il 2 dicembre allo spazio Gloria, un’occasione per conoscere l’associazione e le tante attività di promozione sociale e solidarietà che mette ogni giorno in campo, ma anche per ribadire con i fatti che le intimidazioni non fermeranno le nostre attività.

Continueremo a promuovere  ovunque il nostro impegno antifascista con gli strumenti che riteniamo più efficaci, quelli della cultura e della conoscenza, perché siamo convinti che soltanto tenendo viva la memoria della Resistenza e promuovendo i valori sanciti dalla nostra Costituzione sia possibile combattere le pericolose derive dell’intolleranza e dell’ideologia  fascista.

L’antifascismo in marcia. Ma il tema è la qualità della democrazia

di Andrea La Malfa, referente Arci per la Presidenza sulla Memoria

 

Per capire meglio il fenomeno dei gruppi fascisti è di una certa utilità controllare la comunicazione che adottano, soprattutto sui social network. È un esercizio che ogni tanto compio. Dopo alcuni scroll risulta chiaro che dietro alla comunicazione di questi gruppi c’è un pensiero e un modello organizzativo preciso. Scorrendo la pagina di un gruppo locale di Casapound ho notato alcuni dettagli, ve ne riporto tre. Il primo, la promozione con un hashtag #CPècultura di convegni sulla Prima guerra mondiale, il cui centenario cadrà l’anno prossimo: l’uso della memoria di questi fatti storici come creazione di una mitologia, la riproposizione dell’irridentismo, Fiume e D’Annunzio, gli Italiani che sparavano sugli stranieri perché non superassero il Piave. Il sottointeso è la ‘vera’ Italia, quella che se vedeva stranieri che tentavano di superare i confini gli sparava.  Il secondo è la sede di questo gruppo, un luogo di ritrovo con bar, simile ad alcuni nostri circoli. Terzo dettaglio le due ong, per quanto piccole, che si occuperebbero di Birmania e a cui puoi devolvere il 5×1000. Insomma il modello organizzativo dei ‘fascisti del  terzo millennio’ è novecentesco, nel tentativo di legare il partito all’associazionismo, ai luoghi di ritrovo, alla solidarietà. Questo è stato per anni il metodo di radicamento sociale della Sinistra. Un saper fare che negli anni abbiamo un po’ perso.

In questo tentativo di radicamento sociale dei fascisti, le manifestazioni  come quella del 28 ottobre indetta da Forza Nuova diventano la parte più evidente di una questione più ampia. Il vero obiettivo è il radicamento nei luoghi collettivi. Avrete letto l’episodio del gruppo ultras della Lazio che, come offesa verso i romanisti, ha lasciato all’Olimpico adesivi con Anna Frank con la maglia giallorossa. Da qua il maldestro tentativo di riparazione del presidente della squadra che ha deposto una corona di fiori in memoria delle vittime della Shoah. Subito dopo all’aeroporto è stato registrato mentre sosteneva «famo sta sceneggiata» verso gente che «non valgono un c….». Il giorno dopo la corona di fiori è stata rinvenuta nel Tevere. Anche in questo episodio quello che deve far riflettere è l’infiltrazione di gruppi fascisti nella curve calcistiche, un fenomeno che si è diffuso negli anni. Per questo motivo organizzare manifestazioni politiche di contrasto alle provocazioni, come la tentata marcia del 28 ottobre, è importante ma non sufficiente. Avremo infatti bisogno di una risposta di più ampio respiro, in primo luogo istituzionale e culturale. La radice del problema è sempre più la qualità della nostra democrazia, i meccanismi che la regolano e la capacità delle forze democratiche di organizzare il consenso. Perché è su queste mancanze che i gruppi fascisti tentano di costruire il proprio consenso, di creare domande di sicurezza a cui rispondere con una caricaturale fermezza.

Essere antifascista significa oggi impegnarsi per la costruzione di una democrazia più forte, per la ricostruzione di spazi comunitari sani e inclusivi: significa  togliere l’acqua, cioè il contesto, in cui un pesce chiamato intolleranza nuota e cerca di crescere. Rafforzare la democrazia, migliorandone la qualità, è il tema su cui dobbiamo interrogarci se vogliamo dare una risposta più completa a questo fenomeno.

 

Raccontare la resistenza

Trovare le “parole per dirlo” fare emergere la memoria “per non dimenticare”.

Il circolo Arci “Centro Culturale Conca Fallata” propone un laboratorio rivolto a tutti coloro che sono interessati a conoscere, raccontare, ascoltare, scrivere un periodo della nostra storia fervido di passioni, idealità e grandi sacrifici. In 5 incontri (da giovedì 19 ottobre a giovedì 16 novembre 2017 ore 16,00-17,30) il laboratorio resistente condividerà e farà conoscere le storie de “La Resistenza”. Obiettivo è quello di condividere un racconto e scriverlo, strumento per trasmettere e mantenere viva la memoria storica. Il Laboratorio sarà condotto da Livia Rosato. Durante il primo incontro è prevista la partecipazione del Prof. Giuseppe Deiana che introdurrà storicamente il periodo della RESISTENZA, nei successivi incontri i partecipanti diventeranno protagonisti attraverso il racconto e la lettura di brani scelti.

Siete tutti invitati allo SPAZIO BARRILI – Via Barrili 21 Milano

Il ciclo di incontri sarà gratuito

 

 

Domenica 8 ottobre: OGGI COME ALLORA, E’ SEMPRE TEMPO DI ANTIFASCISMO!

Il 1° marzo 1944 i lavoratori delle fabbriche delle regioni d’Italia ancora occupate dai tedeschi e dai fascisti scendono in sciopero: per una settimana la grande industria italiana si ferma e così la produzione per la Germania. Epicentri del grande movimento di lotta sono le città di Torino e di Milano, dove gli operai vivono ormai in condizioni di estrema precarietà e sono perennemente sottoposti alla minaccia – che per molti di loro è realtà – della deportazione.

In Lombardia gli operai dell’Alfa Romeo, della Breda, della Ercole Marelli, della Falck, della Innocenti, della Isotta Fraschini, della Dalmine e di molte altre piccole realtà incrociano le braccia.

Gli stabilimenti che partecipano alla protesta hanno al proprio interno CLN aziendali, Gruppi di difesa della donna, SAP e altri organismi, e prendono parte alle agitazioni – alcune di rilievo – dal marzo del 1943, per continuare così fino alla liberazione.

Lo sciopero assume subito un carattere generale. Accanto agli operai delle fabbriche, si fermano dal 2 al 4 marzo i tranvieri, che paralizzano il trasporto pubblico della città. In Lombardia si calcolano in totale circa 350.000 scioperanti. Sicuramente il più imponente movimento di scioperi scoppiati in Europa contro l’occupazione nazista e in tutta Italia partecipano oltre un milione di lavoratori, imprimendo alla causa nazionale il carattere di guerra di popolo.

La repressione è molto dura – minacce di morte e occupazione delle fabbriche da parte della RSI e dei tedeschi, arresti, deportazioni.

Un monumento ricorda i compagni deportati al Parco Nord di Milano. Fu inaugurato il 28 novembre 1998. Un monumento del ricordo, un monumento che deve essere monito alle generazioni presenti e future. Mai più è il grido che esprime il monumento.

Ma questo grido infastidisce tutto il ciarpame nostalgico che in questi anni si sta riaffacciando con prepotenza. E così nella notte tra domenica e lunedì 25 settembre 2017 è stato devastato – per la terza volta – il Monumento dedicato al Deportato al Parco Nord di Milano.

L’ANPI Provinciale di Milano denuncia questa ennesima provocazione neofascista che offende la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà di tutti noi.

In Europa e nel nostro Paese si sta manifestando una pericolosa deriva xenofoba, razzista e antisemita. Occorre una risposta ferma da parte delle istituzioni, dello Stato repubblicano nato dalla Resistenza. Fenomeni così pericolosi e contrari ai principi costituzionali non possono essere assolutamente sottovalutati.

Vi invitiamo quindi a partecipare alla manifestazione indetta dall’ANED (l’Associazione Nazionale ex Deportati) domenica 8 ottobre presso il monumento al deportato del Parco Nord. Gli ignoti nazifascisti che lo hanno per la terza volta devastato, hanno usato le pietre che vengono dalla cava di Gusen per rompere le teche che contengono le ceneri dei “passati per il camino” dei campi di sterminio.

OGGI COME ALLORA, E’ SEMPRE TEMPO DI ANTIFASCISMO.

 

Info ANPI.ZONA9@GMAIL.COM

Ci saranno due cortei: il nono Municipio si ritrova all’entrata del Parco in fondo a Viale Suzzani , i Comuni in via Clerici 150 (parcheggio consortile) prima delle 10.

 

History Camp 2.0: ora e sempre resitenza!

Il 18 giugno 1946 l’Italia fu proclamata Repubblica e il primo gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione.

A ridosso del settantesimo anniversario di questi due importanti avvenimenti per la nostra storia, Arci Modena, Arci Regione Emilia Romagna, Arci Reggio Emilia hanno deciso di lanciare la seconda edizione di History Camp sul tema Dalle Repubbliche Partigiane alla Repubblica Italiana.

Una delle più famose Repubbliche partigiane fu quella di Montefiorino (così denominata dallo storico Ermanno Gorrieri), zona liberata dal nazifascismo situata nell’Appennino emiliano tra Modena e Reggio Emilia dove si trova  il Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza Italiana.

Proprio a Montefiorino si terrà, dal 21 al 25 agosto 2017, History Camp 2.0, corso di formazione residenziale sulla storia del ‘900 rivolto a giovani e giovani adulti.

Il corso è suddiviso in otto moduli: quattro moduli prevedono lezioni ‘frontali’ curati da storici all’interno delle sale collegate al Museo di Montefiorino, i restanti quattro sono attività che si svolgono nei luoghi di memoria. In particolare le lezioni intendono approfondire le seguenti tematiche: fascismi-antifascimi, resistenze, Costituzione, diritti umani.

Le altre attività prevedono: un orienteering all’interno del Parco-Memorial Santa Giulia di Palagano (Mo); una camminata lungo il Sentiero Partigiano n. 15, da Cervarolo al Passo delle Forbici (Re); una visita all’interno della Centrale idroelettrica di Farneta (Mo); una visita al Comune di San Pellegrino in Alpe. Alla sera, oltre ai tempi riservati al confronto tra i partecipanti stessi, verranno organizzati due momenti di spettacolo aperti alla cittadinanza.

I/le partecipanti alloggeranno presso l’Ostello del Comune di Montefiorino.

La Presidenza nazionale dell’Arci intende sostenere la partecipazione di dirigenti associativi  under 35 (presidenti di circolo, dirigenti di comitato) mettendo a disposizione 6 borse di studio a copertura della quota di partecipazione (150 € per le lezioni frontali, le uscite e vitto e alloggio per 5 giorni e 4 notti).

L’obiettivo di questa misura è sostenere la formazione storica e politica antifascista verso i giovani che sul territorio rappresentano l’Arci.

Le candidature per  le borse di studio sono da inviarsi all’Ufficio di Segreteria di Presidenza (presidenza@arci.it) entro il 24 luglio 2017.

Chi fosse invece interessato ad organizzare la partecipazione di gruppi di giovani può rivolgersi ad Arci Modena (tel. 059/2924711; modena@arci.it; www.arcimodena.org) ricordando che il termine ultimo per le iscrizioni è il 30 luglio.

Pieghevole

ArciReport, 13 luglio 2017

Solidarietà ai compagni di Pescara

Due neofascisti denunciati per l’aggressione davanti al circolo Scumm di Pescara. L’Arci si costituirà parte civile

A pochi giorni dall’aggressione a due giovani, avvenuta a Pescara davanti al circolo Arci Scumm nella notte tra il 20 e il 21 maggio,  la Digos ha individuato e denunciato due persone  appartenenti all’area di estrema destra, come testimonia il materiale rinvenuto nelle loro abitazioni.

Bene ha dunque fatto l’Arci di Pescara a denunciare subito la matrice neofascista dell’aggressione, invitando a indagare in quella direzione.

I due presunti aggressori, di 24 e 25 anni, secondo alcuni testimoni erano entrati allo Scumm dichiarandosi fascisti e razzisti, per poi provocare la rissa.

Un’aggressione all’intera città e alle sue tradizioni antifasciste, il cui sindaco ha partecipato alle iniziative del 27 maggio, giornata contro tutti i fascismi promossa dall’Anpi, a cui l’Arci ha aderito in tutta Italia.

Ora l’impegno è a non abbassare la guardia, affinchè episodi simili non debbano più ripetersi, né a Pescara né altrove.

L’Arci, nel ringraziare le forze dell’ordine per la rapidità con cui hanno individuato i presunti colpevoli, annuncia che chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario.

 

Roma, 30 maggio 2017

 

25 aprile, che Bellezza!

I compagni del circolo Arci Bellezza ci propongono di vivere ogni ora della Liberazione respirando libertà e bellezza…

ecco il programma del circolo:

25 Aprile, Che Bellezza
H 13.00 – Pranzo insieme all’A.N.P.I.
H 18.30 – Aperitivo Resistente: L.A.P. Balducci legge le Lettere dei Condannati a Morte della Resistenza
H 20.00 – Cena Polacca: Pierogi, Bigos e Patate alla Polacca (Solo Su Prenotazione)
H 21.30 – Una storia di amore, amicizia e avventura durante la brutale e sanguinosa Rivolta di Varsavia: eccezionale proiezione del docu-film “VARSAVIA ’44” di Jan Komasa (2015) in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano.

Sei ore di materiale documentario originale sull’Insurrezione di Varsavia dell’agosto 1944, 1440 ore di colorazione e restauro, 112000 immagini: sono solo alcune delle cifre che testimoniano l’enorme lavoro realizzato per montare il film “L’Insurrezione di Varsavia”. Quando è uscito nel 2014, il film ha subito suscitato la curiosità della stampa, anche di quella italiana, che ha dato notizia della sua prima mondiale. Infatti, si tratta probabilmente del primo film di guerra non di finzione al mondo ad essere stato montato interamente sulla base di cronache autentiche e a colori. Il film racconta – attraverso le vere immagini girate nel 1944 da due giovani fratelli reporter e cameramen dell’ufficio d’informazione e propaganda della resistenza polacca, colorate e restaurate per l’occasione – la storia dell’Insurrezione a Varsavia e le immagini, viste prima d’ora soltanto in bianco e nero, si rivestono di un’incredibile attualità. Vedi il trailer >>>

Per realizzare il suo film di 85 minuti e raccontare questi eventi storici con un realismo senza precedenti, Jan Komasa ha collaborato con una squadra di esperti di restauro audiovisivo. La chiave dell’operazione è stata la colorazione guidata da Piotr Sobociński (direttore della fotografia, fra gli altri, di “Rosa” e “Traffic Department”). Le immagini sono state colorate una per una, con il massimo del realismo possibile, senza alcuna stilizzazione e al termine di un’analisi storica dettagliata degli oggetti e dei vestiti dell’epoca conservati nei musei e nelle collezioni private. Da notare anche la qualità del montaggio (Joanna Brühl) e della musica del film (Bartosz Chajdecki). Cineuropa

Il sogno di Fausto e Iaio

IL SOGNO DI FAUSTO E IAIO

c-faustoiaio

 

Un film di Daniele Biacchessi e Giulio Peranzoni, finanziato in crowdfunding da oltre 600 persone attraverso la piattaforma Becrowdy e in forma diretta.

Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci detto Iaio avevano poco più di 18 anni.

Il 18 marzo 1978, due giorni il rapimento di Aldo Moro, vennero uccisi da tre sicari con otto colpi di pistola, a Milano, in via Mancinelli. Il film racconta, attraverso varie tecniche narrative (teatro, cinema, illustrazioni in Ldp, immagini e suoni di archivio), la enorme emozione per quella morte giovane, prematura, innaturale.
Dalle prime manifestazioni ai funerali, fino ad una fitta corrispondenza composta da bigliettini lasciata a futura memoria da migliaia di persone in via Mancinelli. Il film ricostruisce anche le indagini ufficiali e quelle parallele del giornalista dell’Unità Mauro Brutto, morto nel 1978 in uno strano incidente.
E’ un lavoro collettivo, frutto di un grande impegno artistico e civile che si basa su uno dei libri più importanti della controinformazione nel nostro paese (“Fausto e Iaio, la speranza muore a 18 anni” di Daniele Biacchessi, pubblicato da Baldini Castoldi), più volte ristampato dal 1996, fino alla più recente edizione del 2015.
E’ un film che guarda alle nuove generazioni e che parla e comunica con nuovi linguaggi.

Il film  è l’evoluzione di due lavori precedenti, tutti realizzati in crowdfunding attraverso la piattaforma Becrowdy.com e con la tecnica della narrazione fuori campo e dell’illustrazione virtuale con la tecnica LDP (Live Digital painting), sviluppata da Giulio Peranzoni: “Giovanni e Nori” (sulla storia dei partigiani Giovanni Pesce e Onorina Brambilla), e “I Carnefici” (sulle stragi contro i civili tra il ’43 e il ’45 tra Emilia e Toscana), entrambi tratti da due miei fortunati libri.

La differenza sta nei numeri. “Il sogno di Fausto e Iaio” è stato finanziato da oltre 600 persone a cui sono stati inviati altrettanti dvd, con libri e magliette come ricompense. La pagina Facebook ha raggiunto in pochi mesi oltre 11 mila likes, le proiezioni pubbliche prenotate ammontano ora ad oltre cento in ogni parte d’Italia. Diciamo che sull’idea di non essere rassegnati alla fine di un sogno di cambiamento (che era quello anche di Fausto e Iaio) ci hanno creduto in migliaia. Del resto il film parte da questa domanda: dove erano e cosa sono oggi quei 300mila che parteciparono ai funerali di Fausto e Iaio il 22 marzo 1978? In molti sono cambiati, altri non si interessano più di politica, ma molti, anche con questo film, hanno voluto appartenere ad un grande progetto collettivo di partecipazione culturale.

Daniele Biacchessi, presidente dell’associazione Arci Ponti di memoria e regista e sceneggiatore del film è disponibile per organizzare proiezioni e serate in tutti i circoli Arci.

Fausto e Iaioe_3RC

PROIEZIONI PUBBLICHE

 2016

26 ottobre Milano auditorium di Radio Popolare
27 ottobre Milano Teatro della Cooperativa con Anpi
28 ottobre Milano Cine Caveau di Ri-Make
11 novembre Rovato Centro sociale 28 maggio
12 novembre Roma Lsa 100 celle
23 novembre Bologna Labas Occupato
2 dicembre Pisa Cinema Arsenale
6 dicembre Dalmine (Bergamo) con Anpi e Cgil
9 dicembre Napoli L.O Ska con Officine 99
11 dicembre San Giuliano Milanese Eterotopia
12 dicembre Milano Arci Bellezza (in memoria le vittime delle stragi)
13 dicembre Milano auditorium Valvassori Peroni
14 dicembre Filorosso – Università – Rende (Cs)
16 dicembre Cardano al Campo Circolo Quarto Stato
17 dicembre Genova con Teatro dell’Ortica
20 dicembre Bergamo MAITE
23 dicembre Capranica Arci Zilleri

2017

13 gennaio Firenze Sms di Peretola con Marxpedia e Cortocircuito
13 gennaio Massa Liceo classico con Anpi
14 gennaio Carrara Liceo artistico con Anpi
15 gennaio Rho Corte popolare
16 gennaio Milano Cascina Cuccagna
17 gennaio Pavia per le scuole (mattina), Sottovento (sera)
18 gennaio Treviso Django
20 gennaio Parigi Maison d’Italie
20 gennaio Massa palazzo Ducale con Anpi
26 gennaio San Vittore Olona con Anpi
8 febbraio Parma Fondazione Matteo Bagnaresi
15 febbraio Milano, Lato B
16 febbraio Nova Milanese, aula consiliare
21 febbraio Sestri Levante con Anpi
22 febbraio Milano Liceo Artistico Brera
23 febbraio Milano LUMe Lab. Universitario Metropolitano
24 febbraio Milano Zam
28 febbraio Belpasso (CT) Circolo Arci Futuro
2 marzo Monza Arci Scuotivento
24 marzo Milano Biblioteca di Baggio

 

INFOLINE

https://www.facebook.com/ilsognodifaustoeiaio

https://www.facebook.com/ilsognodifaustoeiaio/videos (Trailer e spezzoni del film)

https://www.facebook.com/danielebiacchessi

http://www.danielebiacchessi.it

 

PRENOTAZIONI DVD

biacchessi@gmail.com

Campagna di raccolta firme contro il neofascismo

Petizione_Locandina_A3_Alta_correttaPer la messa fuori legge di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste – Firma e fai firmare
È partita la campagna per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. La forma è quella di una lettera al Presidente della Repubblica e ai Presidenti di Camera e Senato, la sostanza è quella di sollevare con forza il problema della sempre più ampia tolleranza e legittimazione istituzionale di cui godono le tesi e i gruppi nazifascisti nel nostro paese. E l’obiettivo immediato è quello di superare le 100mila firme entro aprile.

La raccolta firme avviene principalmente on line, sulla piattaforma change.org all’indirizzo www.change.org/p/diretta-al-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-presidente-del-senato-pietro-grasso-alla-presidente-della-camera-laura-boldrini-per-la-messa-fuori-legge-di-tutte-le-organizzazioni-neofasciste-e-neonaziste.

Inoltre, sono disponibili anche i moduli per la raccolta in forma cartacea.

Arci Milano fa parte del Comitato promotore lombardo e molti circoli si sono già attivati. Invitiamo gli associati e le associate a firmare e far firmare la petizione.

Il testo della petizione:

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Al Presidente del Senato Pietro Grasso

Alla presidente della Camera Laura Boldrini

Si chiede l’immediato scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste, da Forza nuova a Casa Pound a Lealtà azione alla Comunità militante dei dodici raggi e consimili, che traggono ispirazione dal passato ventennio mussoliniano come dal nazismo e che assumono come modelli di riferimento organizzazioni terroristiche e antisemite dello scorso secolo, come la Guardia di Ferro rumena e Le croci frecciate ungheresi.

Diversi esponenti di questi stessi raggruppamenti sono stati in questi anni protagonisti di atti apologetici del fascismo, violenze gravissime, spesso a sfondo razziale, e per queste ragioni condannati dalla giustizia ordinaria.

La volontà da parte di dette formazioni di ricostituire nel presente il partito fascista, contravvenendo alla legge, è un dato inconfutabile.

La stessa Corte di Cassazione, l’8 gennaio 2010 (sentenza 19449 Quinta sezione penale), riguardo Forza nuova, ribadiva la natura «nazifascista» dell’organizzazione.

Si richiede altresì da subito il divieto alle organizzazioni citate di poter accedere a spazi pubblici, all’aperto o al chiuso, per manifestazioni, convegni, concerti, raccolta firme o altre attività a fini propagandistici.

Arci in Festa al Carroponte

carroponte2015Dal 1 al 5 luglio si terrà Arci in Festa al Carroponte, con concerti, dibatti e l’atmosfera tipica della miglior arena estiva della Città Metropolitana.

Sul palco vedremo Timber Timbre, CocoRosie, The Bluebeaters, la Treves Blues Band, Giardini di Mirò & Max Collini.

Tutti i giorni, dalle 20 alle 21.30, un incontro dedicato a diversi temi.

Parleremo di:
1 luglio  Expo dei Popoli, bilancio del forum internazionale della società civile e dei movimenti contadini
2 luglio  L’altra parte di me, presentazione del libro con la presenza dell’autrice Cristina Obber, a cura del circolo Malabrocca
3 luglio  Grecia, la solidarietà con il popolo e le ragioni del referendum
4 luglio  Le Radici del Blues, con Roberto Caselli, autore del libro “Storia del Blues” in uscita ad ottobre
5 luglio  Nuovi e Vecchi Fascismi, con presentazione della ricerca a cura del Circolo Arci 26×1 e presentazione dei viaggi della memoria a cura del Circolo Arci Ventimilaleghe.

Vi aspettiamo numerosi!