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Nollywood – Nigeria: l’immaginario dell’invisibile nel cinema-video

NollywoodMercoledì 22 giugno alle 17.30 allo Spazio delle Culture del Mudec, via Tortona 56, scopriremo l’immaginario del Cinema-Video Nollywood sviluppatosi in Nigeria, che rappresenta un fenomeno importante della produzione cinematografica, seconda al mondo, per gli spaccati che offre delle grandi metropoli africane e della crisi culturale ed economica che le attraversa.

Nelle storie si rivelano le ambiguità, le paure e gli incubi dell’essere umano alle prese con i cambiamenti sociali ed economici e l’insicurezza latente della società contemporanea africana, dove interagiscono conflitti radicali di potere in una società che ancora mantiene potenti immaginari delle ritualità ancestrali.

Ne parleremo con
SIMONA CELLA, laureata in Storia del Cinema con una tesi sul regista senegalese Djibril Diop Mambety. Dal 2008 collabora con il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano e scrive di cinema africano su riviste specializzate.
GIGI PEZZOLI studioso e scrittore africanista – Presidente del Centro Studi Archeologia Africana -co-curatore della mostra al MUDEC “L’Africa, la terra degli spiriti”

Conferenze sull’arte africana @ Contaminafro

conferenze contaminafro
Due serate nell’edizione 2015 del FESTIVAL CONTAMINAFRO che ragionano sulle esperienze della vivace e importante comunità milanese di artisti, operatori e cultori delle arti africane, che da molti anni danno vita ad una ricca sequenza di eventi, ricerche e manifestazioni.

Un luogo concreto di incontro e di confronto, un momento di progettazione integrata per il futuro che collega le esperienze sul campo con le radici delle tradizioni africane e i movimenti artistici nazionali ed internazionali.

2 SETTEMBRE ORE 18
IBRIDE COSTELLAZIONI: ESPERIENZE DI PRODUZIONI ARTISTICHE INTORNO ALL’AFRICA

L’incontro si propone come momento di scambio e riflessione intorno all’esperienza italiana dell’arte africana contemporanea. Una breve mappatura di alcuni progetti e pratiche milanesi ed italiane introdurranno ad un dialogo con gli artisti Mor Talla Seck e Ako Atikossie che da anni lavorano in Italia e che in occasione di Contaminafro espongono i loro lavori negli spazi della Cattedrale della Fabbrica del Vapore.

Mappe:

Africa & Mediterraneo: riflessioni e pratiche intorno all’arte africana contemporanea
A cura di Simona Cella
Una breve panoramica dell’esperienza della rivista Africa & Mediterraneo che dal 1999 attraverso dossier tematici e l’organizzazione di mostre riflette sull’arte Africana contemporanea

Arte Africana nelle istituzioni milanesi:
A cura di Daniela Frigo
Un excursus che partendo dalla La Casa delle Culture del Mondo fondata nel 2009 passa in rassegna il Museo delle Culture MUDEC e la piattaforma M-WAM, network degli artisti internazionali, analizzando brevemente il ruolo che le istituzioni milanesi hanno avuto nella promozione dell’arte africana a Milano in questi ultimi anni.

Dialoghi:

Ako Atikossie e Mor Talla Seck presenteranno i lavori esposti negli spazi della Cattedrale della Fabbrica del Vapore.

4 SETTEMBRE ORE 18
ARTISTI AFRICANI TRA TRADIZIONE E CONTEMPORANEITÀ

Con Francesca Guerisoli, Geppino Materazzi, Kikoko

La conversazione prova a ragionare sul significato dell’arte tradizionale riguardo al contesto rituale e sociale delle comunità africane e all’incontro con il sistema critico e formale occidentale.La 56.ma Biennale di Venezia, diretta dal nigeriano Okwui Enwezor, vede una presenza consistente di artisti africani e diventa occasione per una riflessione sulla ricerca artistica africana contemporanea.
Kikoko, completa l’incontro ragionando del suo percorso artistico e delle radici e dei materiali della sua ricerca.

Alla ricerca dell’identità africana: l’Africa di Cheikh Anta Diopp

africa, cheikhSabato 11 luglio ore 18,30 presso il MUDEC – Museo delle Culture di Milano, si approfondirà la figura dello storico senegalese Cheikh Anta Diopp.
Lo storico sarà presentato secondo i ricordi e gli studi di un suo allievo, Ibrahima Cisse. L’evento è a cura di Sinafrica e Arci Milano. Introduce: Geppino Materazzi.

Cheikh Anta Diopp (1923 – 1986) è stato uno storico, antropologo e fisico senegalese. I suoi studi sull’Africa precoloniale furono ripresi nei confronti e dibattiti sull’identità africana e ne fecero uno dei più controversi intellettuali del suo tempo. Sono celebri le sue ricerche sull’origine delle culture africane collegata alla cultura e alla storia dell’antico Egitto.  La figura di Cheikh Anta Diopp gioca così un ruolo cruciale e ancora oggi attuale nel tentativo di conoscenza e comprensione dell’identità del popolo di un continente così vasto come quello africano. Egli rappresenta inoltre un esempio del desiderio che gli studiosi africani sviluppano di ritrovare le proprie origini per ricostituire le proprie identità territoriali e l’indipendenza dopo il difficile periodo della colonizzazione.

Ingresso libero

Segnali in Transition

transition_segnalidifuturoVenerdì 6 marzo 2015 alle 20.15 nel Salone d’Onore della Triennale di Milano all’interno della progetto/evento SEGNALI DI FUTURO si terrà la presentazione SEGNALI IN TRANSITION – Accompagnare l’innovazione sociale.

Verrà presentato il progetto Contaminafro – festival di cultura africana di Arci Mo O’ Me Ndama.

Cosa hanno in comune un festival di cultura africana e un laboratorio di restauro di auto d’epoca? Come costruire percorsi di supporto ai segnali di futuro?
Transition apre la seconda fase di accompagnamento alle idee di innovazione sociale, con il racconto di due esperienze in corso, con un nuovo calendario e con nuovi appuntamenti.

TRANSITION – Transnational Network for Social Innovation Incubation è un progetto europeo di 30 mesi che ha l’obiettivo di promuovere e sostenere lo scaling-up delle esperienze di innovazione sociale in tutta Europa. POLIMI DESIS Lab (Politecnico di Milano) e Make a Cube³ sono i partner italiani della rete europea TRANSITION. Insieme hanno sviluppato un percorso per accompagnare gli innovatori sociali e dar loro la possibilità di sviluppare le proprie idee, approfondirle e sperimentarle.

organizzato da POLIMI DESIS LAB e Make a Cube3
http://www.transition.milano.it/

20.15 – 20.20 Introduzione
20.20 – 20.30 Esperienze in progress: i-Battilatra
20.30 – 20.40 Esperienze in progress: Contaminafro
20.40 – 20.50 Transition 2° round: lancio del secondo ciclo di incubazione sperimentale

Bookcity presenta “Leggere l’Africa Oggi” dal 14/11 al 16/11 presso la Casa della Cultura

bok
BookCity

LEGGERE L’AFRICA OGGI

Ciclo organizzato da:
Casa della Cultura, Libreria Azalai, Arci Milano, Edizioni Ibis, Associazione Culturale La Tenda

Venerdì 14 novembre ore 21.00
Narrare l’Africa al tramonto dell’era coloniale: i grandi romanzi del nigeriano Chinua Achebe
Itala Vivan (Università degli Studi di Milano)
con voce narrante di Maria Matarrese

Sabato 15 novembre ore 18.00
Ahmadou Kourouma: saper ridere, saper piangere, dire sempre la verità
Liana Nissim (Università degli Studi di Milano)

Domenica 16 novembre ore 18.00
Giovani romanzieri nigeriani, una generazione cosmopolita: Chimamanda Ngozi Adichie, Chris Abani, Teju Cole e Uzodinma Iweala
Itala Vivan (Università degli Studi di Milano)
con voce narrante di Maria Matarrese

Le letterature dell’Africa subsahariana sono poco conosciute fra i lettori italiani. Il fascino del contatto diretto della lettura apre nuove finestre su un mondo ancora spesso tradito da rappresentazioni stereotipate e legate a esotismi coloniali che impediscono un autentico apprezzamento della complessità culturale del continente e della ricchezza della sua espressione letteraria.

Convenzione ALTRISCHERMI dal 29/10 al 17/12 al Cinema Beltrade

Altrischermi
ALTRISCHERMI al Cinema Beltrade

Mercoledì d’autore da AFRICA e ASIA

dal 29 Ottobre al 17 Dicembre 2014

Nuove generazioni di filmmaker, film premiati ai maggiori festival internazionali, novità assolute nel panorama dei film in distribuzione nelle sale in Italia.

Associazione COE – che organizza dal 1991 il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina – e il Cinema Beltrade presentano “Altrischermi. Il Cinema che racconta il mondo”.

Una iniziativa che vuole favorire la visione di un cinema di qualità che fatica a trovare spazi a Milano, ma che vuole essere anche un viaggio nelle culture dei tre continenti.

In attesa della 25 edizione (4-10 maggio 2015), il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina (FCAAAL) vi dà appuntamento al Beltrade con il cinema dei tre continenti e propone cinque film in versione originale, con sottotitoli in italiano. Ogni proiezione verrà introdotta da un esperto. Il ciclo continuerà con altre proposte nel corso del 2015.

Per i film in programma clicca qui

CINEMA BELTRADE
Via Nino Oxilia, 10, 20127 Milano | 0226820592 | prenota@cinemabeltrade.net
www.cinemabeltrade.net | FB Cinema Beltrade

ASSOCIAZIONE CENTRO ORIENTAMENTO EDUCATIVO ‐ COE
Via G. Lazzaroni 8, 20124 Milano | 026696258 |info@coeweb.org
www.festivalcinemaafricano.org | www.coeweb.org | FB Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina

Africa Day al Carroponte il 2 giugno

26 maggio: Giornata mondiale dedicata all’Africa.
2 giugno: Festa della Repubblica Italiana
L’incontro tra la Giornata mondiale dell’Africa e la Festa della Repubblica Italiana è l’occasione per un omaggio all’Africa attraverso le testimonianze di protagonisti e amici della Cultura africana a Milano.

PROGRAMMA:

Stage di danza con SELLOU NADEGE
accompagnano lo stage Kassoum Diarra, Abdoullay Traore e Hamadou Konate

Livello base: dalle 11.30 alle 13.30
Livello avanzato: dalle 16 alle 18

Stage di percussioni con OUMAROU BAMBARA
accompagna lo stage al doundoun Siriki Ouattara

Livello base: dalle 11.30 alle 13:00
Livello avanzato: dalle 14 alle 16
Prenotazione per gli stage obbligatoria scrivendo a sinitah@tiscali.it

ore 16.00-18.00
I TAMBURI LONTANI
Stage di Tam Tam con PAULIN GASPAR
Per info e iscrizioni: laura.pomari@yahoo.com 3407740668

ore 19.00
Laboratorio di danza e musica per bambini e genitori
a cura di Mo ‘O Me Ndama – partecipazione Gratuita

ore 20
Speaking for Africa
Personaggi della cultura e della società dell’area metropolitana milanese presentano immagini e pensieri sul loro rapporto con l’Africa

ore 22
RUE DE LA JOIE
Spettacolo a cura della compagnia MOMENDAMA di Lazare Ohandja con Britta Oling, Lazare Ohandja, Edond Ayissi Paulin Gaspar.

Lo spettacolo è un inno alla vita
Un’esplosione di colori che si mescolano,sfumano uno nell’altro per dare il via alla tinte meravigliose dell’esistenza
I ricordi riaffiorano . Risate e racconti sulle strade polverose dove la terra è ancora rossa.
Ragazzi e ragazze giocano con ritmo intenso, serrato, amando ciò che è, in un momento.
Energia pura, viva, vibrante risuona nei corpi che si cercano, nelle voci che sfiorano il cielo,nella musica che segue il ritmo della Terra.
Tutto si fonde portando tradizioni lontane di identità in continuo cambiamento.
Lo spettatore verrà trasportato in uno spazio senza tempo,in un luogo senza inizio dove tutto semplicemente accade in quell’istante universale che porta sulla strada della gioia,la strada del cuore.

ore 23
YELE – La Luce
Spettacolo di musica e danza tradizionali del Burkina Faso a cura dell’Ass. SINITAH. In Burkina Faso l’evoluzione della musica tradizionale dei villaggi ha portato lo sviluppo della musica popolare del cabaret. Il cabaret è un luogo dove viene prodotta dalle donne e si può degustare birra di miglio mentre si suona musica dal vivo. Frequentato eterogeneamente da anziani e giovani, è il luogo naturale dove si diffonde e tramanda la tradizione musicale del Paese, in particolare nel quartiere Bolomakote della città Bobodioulasso.
Il gruppo si compone di 5 musicisti ed una ballerina tutti burkinabè e residenti in Italia da diversi anni.
E’ uno spettacolo di cabaret tradizionale.  La melodia dei balafon, strumento ritenuto sacro dal popolo africano e che accompagna ogni momento rituale della vita quotidiana,  si fonde con i ritmi delle percussioni: djembè e tamburi bassi. Alcuni brani sono accompagnati dal suono della ‘ngoni, uno strumento a corde che rimanda al suono dell’arpa, e da altri strumenti ritmici che cadenzano il canto-racconto degli artisti, secondo l’usanza dei cantastorie africani che tramandano oralmente storie epiche e tradizioni. Completano lo spettacolo brani classici di percussioni, dove ogni strumento, dal più piccolo al più grande trasmette l’energia di un grande popolo.
I ritmi sono così incalzanti e coinvolgenti che nessuno, ascoltando la performance, potrà restare seduto senza cedere al richiamo del ballo e del ritmo.
Artisti
Abdoullay Ablo Traore, Kassoum Diarra, Hamadou Konate, Siriki Ouattara,Mamadou Ouattara, Mamadeni Coulibaly
Per il 2 giugno, special guest: Oumarou Bambara e Sellou Nadege

Ingresso agli spettacoli serali gratuito

Festival Contaminafro: 3 giorni di ricerca artistica dall’Africa

festival-contaminafroDal 25 al 27 aprile al Teatro Pime si terrà il “Festival Contaminafro – Identità in evoluzione“: tre giorni di spettacoli, laboratori, conferenze, mostre ed esposizioni, presentazioni di libri, degustazioni e sapori dall’Africa.

Il programma del Festival è pensato per evidenziare l’obiettivo che le associazioni e gli enti organizzatori perseguono: la diffusione dell’arte come contaminazione di tradizioni e tecniche lontane, comunione di diversità culturali, espressione del cambiamento sociale del nostro tempo. Molte realtà di valore riconosciuto nell’ambito dell’arte dal vivo hanno deciso di unire le forze e organizzare una tre giorni dedicata al creare un focus sull’arte del continente africano a Milano, portandola all’attenzione del proprio pubblico con una grande varietà di linguaggi: dalla danza al video, passando per il teatro, l’arte e gli approfondimenti teorici. Ruolo di rilievo avrà anche una sfilata, che vuole invitare i partecipanti a riflettere su come la cultura e l’arte respirino all’interno di qualsiasi espressione dell’animo umano e sia per sua natura terreno di condivisione del se e della propria cultura.

Presentano l’Associazione Arci Mo ‘O Me NDama e Ciridì-associazione di artisti, in collaborazione con Sunugal, Mascherenere, LEAV laboratorio di etnomusicologia e antropologia visuale dell’Università degli studi di Milano, ARCI Milano, ALA Milano Onlus, Balafon Onlus, associazione compagnia Africana, Associazione Afro Italians, Centro Studi Archeologia Africana, Teatro Utile-arte e sviluppo progetto dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano in

Domenica 9 giugno è NOSTRA MADRE AFRICA

0020_GLM4370Il Carroponte domenica si veste di Africa: si parte con TRASH,  la nuova produzione  di Lazare Ohandja della compagnia MO’O ME NDAMA. Uno spettacolo di danza denso e maturo, di grande impatto emotivo e visivo. Si chiude con  lo storico e brillante sound di SINAFRICA. Ingresso gratuito.

 

TRASH

In un mondo inquietante sommerso di veleni, rumori, rifiuti, irrompe potente l’energia di Trash. Una carica di vita che può trasformare tutto, dall’interno perché no? Pattume come ingombro o come ricchezza? Può darsi che ci sia qualcosa di più inquinante della spazzatura: parole, notizie, rumori? Da questi equivoci, il forse vero e il forse falso si accavallano senza soluzione di continuità in una danza dove musica e poesie scandiscono il ritmo a un gruppo di anime e di corpi intenti a ricercare nuove idee o speranze da cui ripartire.

Si tratta di uno spettacolo centrato sul tema dell’inquinamento ambientale e culturale che vive la società contemporanea. Lo spettacolo affronta la tematica del rifiuto da un punto di vista filosofico: un termine che evoca la spazzatura materiale che riempie l’ambiente; il rifiuto invisibile che crea inquinamento a diversi livelli; il rifiuto come sovrabbondanza e inutilità di notizie, idee, parole che nascondono e soffocano ogni senso; il rifiuto che l’uomo porta con sé, che rappresenta la materialità, l’inutilità, la rincorsa verso obiettivi sempre più distanti dalla sua natura. La trasposizione estetica di questa dimensione si completa con una tendenza verso un nuovo orizzonte, attraverso l’energia stessa dei corpi in scena che cercano una nuova verità.

Sulla scena si fondono video, danza, recitazione e percussioni dal vivo. Lo stile coreografico è basato su una fusione di danza di tradizione africana con stili contemporanei, che evocano una dimensione del tutto nuova, in cui è possibile sentire, assaporare, intravedere sensi e significati appartenenti a tradizioni lontane, ma rivissuti e reinterpretati in una chiave del tutto contemporanea.

SINAFRICA

Il Gruppo “Sinafrica” è nato nel febbraio del 1993 dall’incontro di giovani immigrati africani in Italia. Lo scopo, diffondere e promuovere la cultura negro-africana attraverso il teatro, la musica, la danza. Nel corso di questi dieci anni di lavoro il Sinafrica ha perfezionato il suo spettacolo con il contributo dei vari componenti del gruppo ( provenienti dal Senegal, Camerun, Nigeria, mali, Burkina Fasso, Costa D’Avorio e Benin). Ogni anno il gruppo Sinafrica fa una settantina di interventi musicali e didattici in tutta Italia e nelle reti televisive ( Rai, Mediaset, La 7). Da circa quattro anni rappresenta l’Africa al Festival Internazionale di Fivvizzano, che li ha inseriti l’anno scorso nel Music World 2002 di Rai 2. La strumentazione è internazionale ( JEMBE; SABAR; DUNG-DUNG; TABALA; BALAFON e MARACASS), così come i costumi. Le loro esibizioni sono un viaggio nel cuore di un villaggio africano alla magica scoperta di usanze e tradizione.

Nato come gruppo che raccoglieva artisti e musicisti originari da tanti paesi africani oltre all’impegno artistico voleva essere anche un esempio militante di panafricanismo superando le tradizionali differenze etniche e nazionali, Sinafrica dispone di un potenziale artistico di una cinquantina di percussionisti, ballerini, animatori, pittori e artigiani. Nel corso di questi anni il gruppo ha percorso l’Italia dal Nord al Sud condividendo con donne, bambini e persone di tutte le età e condizioni intensi momenti di feste e conoscenza reciproca. Di questo importante viaggio Sinafrica è stato senza dubbio un protagonista operoso che ancora è presente con forza nello scenario lombardo.

Quale Africa?

pubblicato su “Aria d’Afrike” inserto a Solidarietà Come, numero 392/393, maggio 2012

L’Africa, le Afriche e gli infiniti punti dai quali si può partire per avvicinarsi alla conoscenza di un continente che oltre alla sua complessa finitezza territoriale ed alla mutevole scansione delle immagini che la possono identificare è base necessaria di ogni ragionamento che riguarda la presenza umana e della sua avventura storica che secondo la conoscenza attuale da qui partì e qui ancora ritrova nelle sue contraddizioni la necessaria partenza per indagare i possibili sviluppi del futuro dell’uomo.
Esiste una tendenza storica che si ricollega alle antiche storie di Erodoto, di Platone,e dei tanti altri filosofi, storici, studiosi di ermeneutica che nel corso dei secoli hanno individuato nell’Egitto e nell’Africa l’origine primigenia della vita e della conoscenza. E’ difficile andare a fondo ma in tanti e nelle situazioni più diverse sentono questo legame forte e insostituibile con l’Africa o con una delle tante Afriche che hanno vissuto.

Ma quale Africa?
Ryszard Kapuscinski diceva “L’Africa…. un continente-pianta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. È solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l’Africa non esiste”. Non esiste secondo le immagini distorte e marginali che ne ha saputo confezionare, viziandola e ferendola, la concezione etnocentrica ed evoluzionistica europea.

  • L’Africa letteraria che si declina dalla favola ottimista dell’uomo scimmia Tarzan o l’Africa oscura di Cuore di tenebra, l’Africa di sognante nostalgia della Blixen o quella del vuoto esistenziale, dell’eroismo disperato della legione straniera dell’esotismo erotico alla Loti, Gide, Bowles.
  • L’Africa delle cronache dei viaggiatori che l’hanno attraversata, esplorata raccontata e che amandola ed elencandone le ricchezze hanno aperto la via alla sua occupazione ed allo sfruttamento delle sue mai esaurite ricchezze che, materia per lo sviluppo degli sfruttatori per il suo popolo si sono rivelate apportatrici di sventura, di guerre, massacri e schiavitù.
  • L’Africa, delle carestie e delle guerre tribali, dei dittatori, dei riti cruenti e delle cerimonie iniziatiche e quella delle epopee dei grandi eroi tradizionali e moderni fondatori di imperi o lottatori contro l’invasione colonialista da Chaka Zulu a Sundiata Keita, a Samory Tourè, Hailè Selassiè dei grandi popoli Dogon, Mandingo, Masai Watussi Tuareg, Berberi, dei regni cristiani del Sudan e del Corno d’Africa, dei Sultanati dei Fung,e del Darfour, degli imperi del Mali e del Ghana.
  • L’Africa della tratta degli schiavi e della Diaspora che espandendosi verso oriente ad opera degli arabi e verso le terre appena scoperte del Nuovo Mondo, coltivando le piantagioni o scavando le miniere delle Americhe per sostituire gli indigeni troppo deboli o già sterminati ha dato origine alla germinazione di tradizioni e religioni nuove che dalla sono al fondamento delle culture e delle arti moderne e contemporanee da quelle visive e letterarie alla musica ed alla danza che la diaspora ha determinato rigenerando tutta la cultura degli ultimi secoli.
  • L’Africa della grande tradizione artistica dai graffiti del Sahara e dello Zimbabwe, alle sculture in bronzo e in avorio del Benin. Ai cavalieri Dogon, alle maschere che ne rappresentano riti e bellezza astratta e misteriosa che tanto ha influenzato e rivoluzionato l’arte moderna.
  • L’Africa delle grandi ricchezze che vede ancora oggi le nazioni potenti attivare conflitti e distruzioni per dominarle escludendo dal loro godimento i legittimi proprietari compensandoli con un assistenzialismo fatto di campi profughi e aiuti, che li imprigiona in una dipendenza organica che non solo non risolve i problemi e non attiva autonomia ma procura miseria, dipendenza, abulia e perdita di identità.
  • L’Africa contemporanea degli intellettuali, e dei politici orgogliosi rivendicatori dell’autonoma originalità africana culturale e politica da Senghor a Anta Diop, degli artisti, dei poeti, dei cineasti, degli scienziati , degli studiosi che operando o in Africa o disseminati nel mondo ne raccontano e ne testimoniano la forza ed il coraggio di andare oltre.

Un’Africa generosa che arricchisce le nazioni dove emigrano i suoi figli e poco le sue terre e le sue genti ma feconda le correnti sotterranee della conoscenza e della umana ricerca di futuro. Un’Africa che conosciamo molto poco e per lo più attraverso stereotipi superficiali e che invece ci può essere maestra di umanità e di duttilità esistenziale e culturale. Sapienza accumulata nella tradizione orale di miti e riti, racconti e proverbi e sedimentata nelle forme di rappresentazione della lingua, nelle rappresentazzioni sociali, nei costumi.

Per questa complessità di contraddizioni e di situazioni irrisolte, a volte drammatiche ma ancora aperte alle più rivoluzionarie soluzioni ci sembra importante mettere l’AFRICA al centro dei nostri ragionamenti e sentimenti.

In questo tempo di grande mobilità umana che vede regioni come la Lombardia e città come Milano rielaborate socialmente, culturalmente ed economicamente dalla grande presenza di immigrati di altri continenti che in modo diverso si insediano nelle intercapedini sociali risaltano in modo evidente gli Africani.

Per che cosa la presenza degli Africani e soprattutto dei neri inquieta e invade l’immaginario della nostra società amandoli o avendone un’oscura paura?
Non per il numero perché se si confrontano con la solidità numerica e professionale di altre presenze senz’altro non li eguaglia.
Quale è la loro forza che li colloca nel nostro immaginario e nella nostra coscienza, al fondo della nostra crisi di fondatori della società moderna occidentale e li trasforma o in invasori o nel lievito essenziale per la sua salvezza ed evoluzione?

Nei prossimi numeri ragionando con amici africani e con i tanti che si interessano di cose africane cercheremo di capire e di esplorare le tante ragioni per cui l’Africa resta centrale ed insostituibile nell’evoluzione del mondo e delle sue storie.

Geppino Materazzi

Ricordi in valigia dell’Africa che fu

Poesia del griot Koffi Michel pubblicata su “Aria d’Afrike” inserto a Solidarietà Come, numero 392/393, maggio 2012

Dico i ricordi
Ricordi memorabili
Che affluiscono eternamente la mia testa
E che affliggono in permanenza il mio cuore.
Ricordi dolorosi della mia razza cavia
Ricordi delle terre usurpate senza affitto

Dico i ricordi
Ricordi molto amari
Di più di tre secoli di tratta negriera
Attraverso i mari
Ricordi abominevoli della colonizzazione
Dei lavori forzati e delle umiliazioni

Mi parla di civilizzazione
E d’evangelizzazione
Io dico invece
Ricordi di credenze assassinate
E di culture sterminate

Dico i ricordi
Ricordi elogiativi dei grandi eroi
Battitori della fierezza della mia razza
Samory Touré gran difensore dell’Africa degli antenati Behanzin, degno figlio Guedevi, l’uomo squalo orgoglio della resistenza africana.
N’Krumah, indomabile leone del panafricanismo
Sékou Touré, degno erede dell’Africa degli antenati
Lumba Patrica, Cabral, Nasser, terrore indimenticabile
Della colonizzazione superata.
Douala Manga Bell, coscienza dell’Africa oppressa

Dico i ricordi
Ricordi delle indipencenze in cascata
Che arrivarono un giorno
Delle indipendenze nominali
Caratterizzate dalle economie di dipendenza
E dove tutto il tempo si teorizza sullo sviluppo
Ma quando sarà lo sviluppo
Per un’Africa eternamente
Intrappolata, manipolata e saccheggiata.

Koffi Michel Fadonougbo