Linguaggicreativi: marzo primaverile in promozione!

Anche se sembra ancora molto lontana…la primavera sta arrivando in anticipo a Teatro Linguaggicreativi con un marzo ricco di appuntamenti sempre all’insegna della convenzione tra Arci Milano ed il teatro! Mano al calendario e segnate le date:

 

GOOSE La sindrome del gioco dell’oca | 2/3/4 marzo 2018
Spettacolo con le maschere larvali originarie del carnevale di Basilea (Svizzera).

GOOSE La sindrome del gioco dell’oca è uno spettacolo tragicomico ispirato al Gioco dell’Oca, in cui trova una metafora calzante per descrivere il tortuoso cammino dell’uomo. Il Gioco dell’Oca, oltre ad essere un gioco popolare, è anche una tavola simbolica apprezzata da popoli diversi, che osa tradurre la vita in un percorso scandito dalle trappole che si presentano nelle diverse età (da tradizione: il Ponte, l’Osteria, il Labirinto, la Prigione, la Barca e la Morte), trappole che l’uomo deve superare per poter raggiungere l’Oca, o l’Unità. Il progetto di ricerca ha, dunque, come obiettivo tematico quello di affrontare le questioni critiche che l’uomo attraversa durante il suo percorso di vita, mostrando i momenti chiave di ciascun personaggio, momenti critici che tutti attraversiamo.

Bisogna crescere, guadagnare, realizzarsi, relazionarsi, saper scegliere, contribuire, e poi morire. Come si comporta l’essere umano in queste situazioni? Il giocatore pellegrino, che con ben due dadi alla mano inizia il suo percorso, deve superare trappole ed ostacoli alla ricerca del significato dell’ultima casella: il giardino dell’Oca, luogo di beatitudine e sinonimo dell’arcaica ciclicità del tempo. Per raccontare questo “sali-scendi” tra perdita e conquista, La Cavalcade en Scène ha scelto e costruito artigianalmente le maschere larvali ed espressive. Perché le maschere? Tutto ha avuto inizio con le maschere larvali, originarie del carnevale di Basilea, in Svizzera, (attualmente candidato ad essere protetto come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità – UNESCO): “Sono grandi maschere molto semplici che non sono ancora arrivate a definirsi in un volto umano”, scrive Jacques Lecoq, il primo ad utilizzare queste maschere nel teatro come strumento pedagogico, “Con queste maschere, si lascia il mondo reale per un altro mondo, ancora da inventare”. Coprendo l’intero volto, le maschere portano naturalmente ad un gioco senza parole, molto fisico e ricco di poesia, che rende GOOSE uno spettacolo muto capace di abbattere le barriere linguistiche.

oltre alla convenzione potrete usufruire della …
PROMOZIONE FAMIGLIE Bambini e ragazzi sotto i 16 anni: 5 euro

 

QUEL CHE RESTA | 9/10/11 marzo 2018

Lo spettacolo Quel che resta. A proposito di mobbing, shocking e altre amenità nasce da una riflessione sul mobbing che l’autrice/interprete Monica Faggiani sta portando avanti da diversi anni. I dati statistici ci raccontano che questo fenomeno è in largo aumento e spesso le “vittime” non ne sono neanche consapevoli. Viene raccontata una storia di “ordinaria follia” come ce ne sono tante… ma spesso sommerse dall’abitudine e dalla difficoltà di parlarne. Bisogna raccontarle invece e bisogna combatterle! Una storia in cui la vicenda legata al mobbing viene inserita all’interno di relazioni più ampie in cui si giocano “dinamiche di potere”. Perché si entra in queste dinamiche? E’ possibile uscirne? Con lucido disincanto e potente ironia la protagonista cercherà di rispondere a queste domande facendoci partecipare alla sua storia, raccontandoci come ne è venuta fuori e soprattutto testimoniando come questa possibilità ci sia sempre per tutti. Momenti lirici si alterneranno a momenti di cruda informazione sulle modalità e conseguenze del mobbing e soprattutto a momenti di comicità in cui la protagonista si divertirà a prendere in giro se stessa, le illusioni e le fragilità del nostro tempo. E la narrazione si apre così a temi quali l’amore, le speranze per il futuro e la capacità di riappropriarsi del proprio destino. Le vicende di Candy Candy e il mito di Persefone accompagnano trasversalmente tutta la storia della protagonista, un viaggio che la porta dal mondo delle fiabe dell’infanzia all’età adulta, età della consapevolezza e della possibilità di scegliere.

Una semplice fanciulla che diviene Regina degli Inferi! Una storia di coraggio e di cambiamento.

 

                                       SOSPIRI. Un amore di contrabbando | 16/17/18 marzo 2018

Lo spettacolo Sospiri ci racconta di Mimì, che con la sua alfetta carica di “bionde”, ci conduce tra le storie di chi ogni giorno desidera, perde, insegue e fugge, rimpiange ricchezze mai possedute e spera ciò che sembra impossibile.A quale velocità viaggia l’amore? A quale velocità viaggia una macchina di contrabbandieri? Molto veloce… e forse l’amore è una merce di contrabbando, è qualcosa da nascondere, qualcosa di vietato, specialmente se gli oggetti cui si rivolge amore non sono oggetti canonici, ma oggetti carichi di quella diversità e di quella straordinarietà che è propria del sogno.

“Mimì tussi tussi” vive nel sud italia in una città che assomiglia alla Brindisi degli anni 80, centro di grande smistamento delle “bionde”, le sigarette di contrabbando che dalla periferia della penisola raggiungevano ogni centro, prima che una famosa operazione di polizia ponesse fine a un commercio attorno a cui ormai ruotavano gli equilibri di interi quartieri, di intere famiglie. Mimì non è un contrabbandiere nel senso di fuorilegge, Mimì è un ragazzo che ha avuto poche possibilità: di lui dicono “è nu poco scemo” però sa fare una cosa meglio di tutti gli altri. Mimì guida l’alfetta, e come la guida lui, veloce come la guida lui, non la sa portare nessuno. Per questo quando ci sono le operazioni più difficili, quelle che richiedono uno svelto, Mimì è il braccio destro del contrabbando della sua città. Tutto il resto del tempo Mimì lo passa tra casa sua e la spiaggia…ci passa così tanto tempo che si è preso una tosse che non va più via e per questo lo chiamano Mimì “tussi tussi”, per via della tosse. Prima era Mimì “fuci fuci” perché era svelto a fuggire, ma adesso passa così tanto tempo in spiaggia che la tosse è peggiorata e il suo soprannome sembra l’unico possibile. Ma perché sta lì? Perché Mimì ha conosciuto una sirena e si è perdutamente innamorato di lei e attende fiducioso il suo ritorno. Ogni giorno la madre di Mimì prepara una porzione di cibo in più e Mimì la lascia sulla spiaggia per lei. Poco importa che sia il grande amico di Mimì, Lello, a prendere quel cibo, dando l’impressione a Mimì che sia la sua amata a gradire le sue offerte. Quel che conta è che questo sogno va avanti e dà forza a Mimì, gli dà una ragione per respirare, per i suoi sospiri, per cantare e per credere nella possibilità di quell’amore diverso e inammissibile, un amore da sogno che, quando non guida a tutta velocità, fa andare il suo cuore a tutta velocità.

 

ASSETATI D’AMORE | 23 marzo 2018


Lo spettacolo Assetati d’amore è il terzo appuntamento della Trilogia noir – Tre spettacoli semiseri tra omicidi, sigarette e donne fatali di e con Giorgio Ganzerli.

Aldo Macaferri è abituato a spiare orgasmi clandestini in camere d’albergo, ma questa volta il caso è diverso e troppo grosso per lui. Ha scoperto che una ditta farmaceutica sta immettendo sul mercato un farmaco altamente pericoloso e dovrà rischiare la vita per salvare il pianeta.

Non sarà solo in questa ardua impresa perché incontrerà Wanda, l’ultima guerriera in un mondo post moderno che, aiutata dalla sua fedele compagna Rebecca, sconfiggerà il male che si annida in ognuno di noi. Il terzo capitolo della trilogia noir ha come protagonista il mondo delle intercettazioni: con comicità, arguzia e vivacità lo spettacolo affronta la follia dei personaggi descritti che come spesso accade vengono definite come persone “normali”.

 

LA LIGERA | 24/25 marzo 2018

Lo spettacolo La “ligera” la marcia a pee… qualche volta anche in tram sono storie e canzoni della Mala “passeggiando” sui bastioni di Milano.

“Mi chiamo Amata Brambilla, sono nata a Milano nel 1925…”, così si presenta la protagonista della nostra storia, ex passegiatrice, che con ingenuità ed ironia, racconta l’ambiente della Mala milanese degli anni ’50: “la Ligera”, così  chiamata perché “leggera”. Esperta nell’arte dell’arrangiarsi ma con una sua etica: operare senza spargimento di sangue. Una malavita che viveva alla giornata, inventandosi mille espedienti pur di poter campare. Una “ligera” povera, che per mancanza di mezzi “lavorava” spostandosi a piedi, a volte anche in tram. Gli amici di Amata sono borseggiatori, truffatori, “rocchetté” svaligiatori, inventori di   spaccate, ladri di polli e ladri specializzati in furti con destrezza, tutti insieme appassionatamente in una Milano malconcia, appena uscita dalla guerra e pronta ad affacciarsi sul miracolo economico. Tra i vari ricordi di Amata c’è quello della rapina di Via Osoppo avvenuta il 27 febbraio del 1958, definita dal Corriere della Sera “La rapina del secolo”. Amata la fa rivivere con ritmo e leggerezza, ma lei stessa si rende conto che qualcosa è cambiato. Nei primi anni 60 la “Mala ” romantica muore col sopraggiungere del benessere, rovinata dalla società dei consumi, perché, come racconta Amata, “…si voleva vivere come i “sciori” i signori!” La “ligera” quella poetica, lascia il posto alla criminalità organizzata sempre più violenta, disposta a tutto pur di possedere tante cose di nessun valore. “E con tucc i tram che gh’é la ligera la marcia a pee…” e con questa canzoncina popolare dove ancora una volta si sottolinea la povertà della categoria dei ladri di una volta, Amata termina il suo viaggio con la consapevolezza di aver vissuto in un’epoca di gente “per bene”. Le canzoni dei grandi autori milanesi Dario Fo, Enzo Jannacci, Franco Parenti, Fiorenzo Carpi, Giorgio Strehler, Walter Valdi, Ivan della Mea, fanno parte della vita di Amata, si snodano attraverso il racconto in forma drammaturgica. Sorreggono i ricordi a volte ironici, scanzonati, o struggenti di questa donna dalla grande umanità.

 

 

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