Una vecchia conoscenza di ARCI Milano, il percussionista Simone Mongelli, che ha collaborato con noi a più riprese come musicista, ma anche come consulente e direttore artisico del festival "le vie della Musica", vive da alcuni anni in Grecia, dove ha all'attivo alcuni progetti musicali: con uno di essi è stato l'anno scorso al Carroponte, dove ha presentato il suo disco in duo con il batterista Nikos Touliatos. Quest'anno ci racconta di un altro suo progetto "greco", singolare ed innovativo.
Si tratta di Kantu Korpu, un gruppo che presenta uno spettacolo interamente basato sull'uso di un unico strumento musicale: il corpo umano!
La tecnica si chiama "body percussion", e si rifà in realtà ad una forma antichissima di produzione musicale, che oggi vive un periodo di popolarità, all'interno del movimento internazionale di "body music", in continua espansione.
I membri del gruppo sono tre, e hanno trovato nel "body percussion" il punto d'incontro dei propri percorsi artistici e delle proprie ricerche, da sempre incentrate sullo studio e l'approfondimento delle tecniche e degli stili tradizionali e del loro utilizzo nella creazione di un linguaggio nuovo e contemporaneo, del tutto personale, da applicare in progetti nuovi, sperimentazioni ed inediti incontri artistici.
Simone Mongelli, da anni ricercatore e studioso di tradizioni musicali, in Grecia ha approfondito lo studio della musica e degli strumenti locali.
Thanos Daskalopoulos, danzatore greco, si è dedicato a sua volta ad una tradizione straniera: il tip-tap, strettamente legato negli Stati Uniti al mondo del jazz.
Yiota Peklari, danzatrice greca, si è invece appassionata ad un'altra particolare tradizione coreutico-musicale, il flamenco.
Ed ecco come i tre artisti si incontrano, quasi naturalmente, nell'esplorazione dell'uso del corpo come mezzo di produzione musicale, e come, quasi naturalmente, nasce il progetto Kantu Korpu, che in un dialetto valacco, parlato nel Nord della Grecia, significa "il canto del corpo".
Date queste premesse, Kantu Korpu non poteva che rivolgersi, come fonte d'ispirazione, alla tradizione, che fornisce il materiale da rielaborare in forma assolutamente inedita ed originale. Infatti le composizioni dell'ensemble, attribuibili principalmente all'esperienza di Simone Mongelli, si basano su temi e ritmi di danze tradizionali della Tracia e della Macedonia, o su "Rebetika", canti di un genere urbano degli inizi del XX secolo, così importante da essere stato definito il "blues greco". Il tutto dà vita ad uno spettacolo contemporaneo di "body music", dove l'energia del movimento, del corpo, della voce creano una miscela dinamica ed affascinante, grazie anche alle originali coreografie, curate soprattutto da Yiota Peklari e Thanos Daskalopoulos.
Le mani battono, le dita schioccano, i piedi percuotono il suolo, tutte le parti del corpo risuonano sotto i colpi sapienti dei tre performers, producendo un risultato musicale e visivo stupefacente, dove il ritmo si muove letteralmente nello spazio.
Nato nel 2009, il gruppo conta già collaborazioni importanti, come lo spettacolo "Steps in Time" al "Going Youth Festival" di Atene, la partecipazione a spettacoli musicali, con il gruppo "Musica Mista" o la rock band "Kitrina Podilata", nonché le apparizioni a festival come "Percussion Camp" e "TapMotif Rhythm Summit", e le collaborazioni con nomi importanti della "body music" internazionale, come i newyorkesi Max Pollak di "RumbaTap" e Heather Cornell, o la francese Leela Petronio di "Hip-Tap Project".
La Grecia vive un periodo difficile, ma si mostra artisticamente più viva che mai, e Kantu Korpu si rivela come un progetto di ambizioni internazionali, ma orgoglioso di un'identità strettamente legata alla sua provenienza.
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