25 aprile, che Bellezza!

I compagni del circolo Arci Bellezza ci propongono di vivere ogni ora della Liberazione respirando libertà e bellezza…

ecco il programma del circolo:

25 Aprile, Che Bellezza
H 13.00 – Pranzo insieme all’A.N.P.I.
H 18.30 – Aperitivo Resistente: L.A.P. Balducci legge le Lettere dei Condannati a Morte della Resistenza
H 20.00 – Cena Polacca: Pierogi, Bigos e Patate alla Polacca (Solo Su Prenotazione)
H 21.30 – Una storia di amore, amicizia e avventura durante la brutale e sanguinosa Rivolta di Varsavia: eccezionale proiezione del docu-film “VARSAVIA ’44” di Jan Komasa (2015) in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano.

Sei ore di materiale documentario originale sull’Insurrezione di Varsavia dell’agosto 1944, 1440 ore di colorazione e restauro, 112000 immagini: sono solo alcune delle cifre che testimoniano l’enorme lavoro realizzato per montare il film “L’Insurrezione di Varsavia”. Quando è uscito nel 2014, il film ha subito suscitato la curiosità della stampa, anche di quella italiana, che ha dato notizia della sua prima mondiale. Infatti, si tratta probabilmente del primo film di guerra non di finzione al mondo ad essere stato montato interamente sulla base di cronache autentiche e a colori. Il film racconta – attraverso le vere immagini girate nel 1944 da due giovani fratelli reporter e cameramen dell’ufficio d’informazione e propaganda della resistenza polacca, colorate e restaurate per l’occasione – la storia dell’Insurrezione a Varsavia e le immagini, viste prima d’ora soltanto in bianco e nero, si rivestono di un’incredibile attualità. Vedi il trailer >>>

Per realizzare il suo film di 85 minuti e raccontare questi eventi storici con un realismo senza precedenti, Jan Komasa ha collaborato con una squadra di esperti di restauro audiovisivo. La chiave dell’operazione è stata la colorazione guidata da Piotr Sobociński (direttore della fotografia, fra gli altri, di “Rosa” e “Traffic Department”). Le immagini sono state colorate una per una, con il massimo del realismo possibile, senza alcuna stilizzazione e al termine di un’analisi storica dettagliata degli oggetti e dei vestiti dell’epoca conservati nei musei e nelle collezioni private. Da notare anche la qualità del montaggio (Joanna Brühl) e della musica del film (Bartosz Chajdecki). Cineuropa

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