E’ alla sua terza edizione “L’Italia che non si vede” rassegna itinerante di film di qualità che – promossa e organizzata dai circoli cinematografici dell’Arci - sarà realizzata in più di venti città italiane, tra le quali (hanno già aderito) Torino, Firenze, Napoli, Catania, Pisa, Roma, Aosta, Modena, Bari, Iglesias, Rieti,Carpi, Orvieto, Ferrara, Legnago.
Si tratta di una rosa di dodici film molto interessanti che raccontano il paese reale con i suoi problemi e i suoi disagi, ma anche con la sua voglia di cambiare e affrontano il tema dell’immigrazione, della mancanza del lavoro, dell’economia,dell’invadenza della mafia.
Ogni circolo potrà scegliere in modo autonomo almeno tre titoli da proporre nella propria rassegna - che si dovrà svolgere da gennaio a maggio 2012 - in modo da dare la massima visibilità possibile all’iniziativa e tentare così di costruire un circuito di distribuzione diverso da quello commerciale.
Gli autori di questi film sono tutti giovani, pieni di passione per il loro lavoro e disponibili – nei limiti del possibile - ad essere presenti alle proiezioni, a portare la loro testimonianza, ad approfondire il tema affrontato.
Per questi film l’Ucca mette a disposizione gratuitamente oltre agli accordi per la circuitazione, i manifesti, le locandine, il catalogo con le schede illustrative per ogni film.
I dodici film
Black Blok, di Carlo Bachschmidt [ Italia, 2011, 76’ ]
Attraverso le dichiarazioni di Lena e Niels (Amburgo), di Chabi (Saragozza), di Mina (Parigi), di Dan (Londra), di Michael (Nizza) e in particolare di Muli (Berlino), il documentario intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona, le violenze del blitz notturno della polizia italiana, alla scuola Diaz di Genova, in occasione delle manifestazioni contro il G8 del 2001 e le torture alla caserma di Bolzaneto.
Et in terra Pax, di Daniele Coluccini e Matteo Botrugno [Italia, 2010, 89']
Tre storie che si intrecciano sullo sfondo di un quartiere estremo della periferia romana. Corviale, detto il serpentone Un film fiction sul disagio giovanile e su dure condizioni di vita che sfociano nella violenza.
Ferrohotel, di Mariangela Barbanente [Italia,2011, 73’- Premio Ucca Venticittà al TFF 2011]
Bari, a due passi dalla stazione centrale. Un piccolo albergo dimesso,un via vai ininterrotto di persone che entrano e escono. Sono ragazzi e ragazze somale che non hanno ancora trent’anni e che fuggono da una guerra che non sembra finire mai. Hanno il permesso di soggiorno, non sono clandestini, hanno occupato un piccolo spazio in città per cavarsela da soli, per riscattarsi da una condizione di indigenza e per ritrovare la propria dignità.
Italy, love it or leave it, di Gustav Hofer e Luca Ragazzi [Italia, 2011, 75’]
Un viaggio in lungo e largo per l’Italia alla ricerca dei buoni motivi per amarla o lasciarla.
Un viaggio con la mitica 500, simbolo del miracolo economico, per raggiungere la Rosarno degli immigrati-schiavi, la Napoli della spazzatura, gli ecomostri di Giarre in provincia di Catania, fino alla Predappio dei nostalgici di Mussolini. Un’indagine per mettere in luce situazioni apparentemente insanabili intorno alle quali, però cominciano a generarsi reazioni, opposizioni,forze contrarie che danno una tiepida speranza.
Un mito antropologico televisivo, di.M. Helene Bertino, Dario Castelli, Alessandro Gagliardo [Italia, 2011, 54’]
L’idea della televisione come soggetto di narrazione .L’intento degli autori è quello di giungere alla scrittura di un mito il cui medium di fruizione è il tempo.Alla base del film una ricerca iniziate nel 2008 e ancora in fieri.
MM Milano mafia, di Bruno Oliviero e Gianni Barbacetto [Italia, 2011, 73’ ]
Sulla presenza della mafia a Milano e sulla cecità di una città che non vuole vedere i segnali di pervasione delle mafie sul territorio.
Piazza Garibaldi, di Davide Ferrario [Italia, 2011, 100’ – dis: Cinecittàluce]
Il film documentario ripercorre l’itinerario affrontato dagli uomini di Garibaldi per verificare cosa è rimasto del senso di quella impresa. Gli incontri con i discendenti dei garibaldini e il racconto dei personaggi e delle loro storie sono intervallati dalla messa in scena di brani tratti dai classici della letteratura nazionale, (da Macchiavelli a Leopardi, da Umberto Saba a Sciascia) tutti basati sul carattere degli italiani e interpretai da Salvatore Cantalupo, Marco Paolini, Luciana Litizzetto, Toni Servillo, Filippo Timi.
Pugni chiusi, di Fiorella Infascelli [ Italia, 2011, 60’]
La storia degli operai del Petrolchimico Vinils, di Porto Torres, che come forma di lotta si sono autoreclusi, per più di un anno, nell’ex super carcere dell’Asinara.
(Primo premio come miglior film documentario alla 68° Mostra Internazionale di Venezia e Osella per la fotografia a Francesco Di Giacomo).
40%, le mani del destino, di Riccardo Jacopino [ Italia 2010, 95’ – Film fiction]
Lucio ha passato la prima parte della sua vita a mettersi nei guai. Un’adolescenza vissuta nell’anonimato della periferia con la droga, i traffici, i problemi con la legge da cui riesce a ritrarsi appena in tempo. Quando esce dalla comunità di recupero comincia a lavorare in una cooperativa sociale dove incontra un gruppo di personaggi con alle spalle storie altrettanto complicate. Ma dopo i conflitti iniziali, Lucio entra a far parte del gruppo che lo salverà da un finale già scritto quando i pericoli del passato sembrano riaffacciarsi.
Rimetti a noi i nostri debiti, di Stefano Aurighi, Davide Lombardi, Paolo Tomassone [Italia, 2011, 46' ]
Quella degli indignados è una rivolta destinata a spegnersi o è davvero l’inizio della prima rivoluzione globale? Gli “Indignati” italiani sembrano non avere dubbi e dalle vie di Roma, in cui hanno manifestato il 15 ottobre 2011, urlano “la rivoluzione è già iniziata. Quello che vedete è solo un milionesimo di quello che potrà succedere”
Attraverso interviste ai militanti e interventi di esperti,il docu-film mette al centro la lotta del 99% degli abitanti del pianete che gli Indignados sostengono di rappresentare.
(Il documentario è anche disponibile gratuitamente online sul blog
officinetolau.blogspot.com)
Sic Fiat Italia, di Daniele Segre [ Italia, 2011,Dv, 57’]
Una riflessione su un’importante storia d’Italia, in un momento cruciale per il mondo della fabbrica.
Un nuovo viaggio nella storia del lavoro incontrando le lavoratrici e i lavoratori fuori dai cancelli della Fiat di Mirafiori durante il referendum imposto dall’AD, Sergio Marchionne il 13 e 14 gennaio 2011.
Vite da recupero, di Enrico Verra [Italia, 2011, 61’]
Nel 2010 in Italia sono state lavorate oltre venti milioni di pratiche di recupero crediti.
Il film racconta l’indebitamento degli italiani attraverso un moderno “guardia e ladri”, tra recuperatori e indebitati e il risveglio amaro di un paese di risparmiatori diventati “cattivi pagatori”.
INFO
Sabrina Milani e/o Paola Scarnati
06 41608501 oppure allo 06 41609220
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