In base alla tua esperienza di dirigente dell'Arci milanese cosa si attendono i soci e amici e simpatizzanti dal congresso Nazionale?
Credo proprio che da questo Congresso i nostri soci e anche tutti quelli che ci guardano con interesse, si aspettino che l'Associazione sappia con condivisione rafforzare due obiettivi: da un lato riesca sempre di più a tutelare e sviluppare il suo tessuto associativo, in nome della promozione del diritto all'associazionismo, dall'altro a continuare a svolgere quel ruolo politico in campo sociale e culturale, soprattutto in questo difficile momento di crisi, che le spetta.
Ascolto del territorio, costruzione di reti e spazio autonomo di cittadinanza attiva, che assieme rafforzano ruolo e senso dei nostri circoli, dei loro soci e dell'Arci in generale.
La cultura per l'Arci è prima di tutto diritti e partecipazione al bene comune. Come rendere più efficace questa 'mission'?
Abbiamo il dovere innanzitutto di promuovere sempre più i diritti culturali, il riconosci-mento delle differenze culturali come base per lo sviluppo delle nostre società, proprio in risposta alla deriva egoistica e anti-sociale delle nostre comunità.
Un'attenzione forte alla questione dell'accesso alla cultura, tema assolutamente nelle corde di ogni nostro circolo, di qualunque tipologia esso sia; promozione della creatività e della mobilità giovanile; lotta contro ogni discriminazione, in particolare l'omofobia ed il razzismo.
Da questo punto di vista i temi riguardanti i migranti sono centrali. Quali impegni dovrebbe assumere in congresso su questo tema?
L'Arci in questi ultimi anni su questo tema ha fatto molto. Ritengo si sia mossa molto bene a partire dalle tante esperienze territoriali che in questi anni hanno contribuito a rendere meno 'cattiva' la (in)capacità di accoglienza del nostro Paese.
Ha fatto bene a livello nazionale dove grazie anche al nostro lavoro, si è riusciti a mobilitare reti importanti del terzo settore, assieme al sindacato, e a tenere ancora alta la voce contro le discriminazioni, l'ingiustizia e il razzismo. Il Congresso deve riconoscere questo percorso e per quanto possibile deve chiedere che si faccia ancora di più in questa direzione.
E' ormai diventato luogo comune la necessità di nuovi stili di vita, ma spesso alle parole non conseguono i fatti, come l'arci può impegnarsi nelle piccole, quotidiane buone pratiche? Dal congresso uscirà un impegno più puntuale?
Credo che si debba partire dal dodecalogo delle buone pratiche che approvammo all'indo-mani della prima marcia per il Clima che si svolse a Milano due anni fa.
Coerentemente con quello che abbiamo scritto su questi temi nel documento congressuale, dobbiamo rafforzare la capacità dei nostri circoli di poter non solo capire, ma praticare realmente azioni e comportamenti che possano modificare questa deriva ambientale che stiamo vivendo.
Questo è il vero tema dei temi da cui dipenderà tutto lo sviluppo della nostra civiltà nei prossimi anni. Abbiamo il dovere di salvare il Pianeta ora, adesso.
Qual è il contributo più originale che l'Arci di milano può portare al congresso rispetto alle esperienze delle basi associative? (Per esempio nel documento stilato per l'assemblea congressuale del 6 marzo si fa menzione degli strumenti di cui il comitato si è dotato: Icra Due e la cooperativa di lavoro per i circoli.)?
A Milano crediamo che questo tema del sistema complesso dell'Arci sia una delle chiavi più importanti di lettura dello sviluppo associativo. Tema complesso ma che è doveroso affrontare, anche con le giuste cautele: è proprio da questi riflessioni che potremo far crescere ulteriormente la nostra Associazione. La patrimonializzazione delle sedi, l'accesso al credito, il tema del lavoro nei circoli, lo sviluppo sostenibile, il volontariato e l'impresa sociale, oramai non sono più 'accidenti' di percorso, ma anzi in alcuni casi stru-menti e realtà del nostro tessuto associativo.
'Utilities' si potrebbe dire che però non possono e non devono sfuggire ai valori ed all'etica dell'agire dell'Arci.
Nella foto un'autocaricatura di Emanule Patti, presidente di Arci Milano