Il primo di marzo deve essere una data importante. Perché, semplicemente, non si può continuare a essere indifferenti. A tante cose, certamente, siete indifferenti. Ma la peggiore di tutte è il razzismo.
Volete gli immigrati per raccogliere gli agrumi e poi li fate vivere con i topi, volete gli immigrati di notte per fare i turni in fabbrica, ma non volete i loro bambini di giorno; volete gli immigrati perché si arrampichino per due lire sulle impalcature per rifare le facciate delle vostre case, o per costruirvene di più nuove e di più belle, e riservate loro delle luride stanze a cinquecento euro al mese a posto letto. Volete donne che puliscano il culo e che si prendano cura dei vostri vecchi e dei vostri bambini, ma non volete metterle in condizioni di curare loro stesse, e le lasciate morire perché han paura di andare in ospedale.
"Camminando in città come Milano per le vie del centro, e io lo faccio, per il numero di persone non italiane sembra di essere non in una città italiana o europea, ma in una città africana. Questo noi non lo accettiamo, dovevamo intervenire con azioni di respingi-mento". Lo ha detto il primo ministro di questa "repubblica" che il prossimo 19 gennaio sarà condannata dalla Corte europea pro-prio per la politica dei cosiddetti respingimenti.
Signor Berlusconi, signor Maroni, signor Napolitano, signori e signore che sedete sulle poltrone del parlamento e dei ministeri, avete tradito non solo la Costituzione di questo Paese, non solo gli ideali della rivoluzione borghese di Francia, ma finanche le basi della società occidentale. E verrà il giorno in cui sarete ripudiati.
Per questo PeaceReporter ha scelto di sostenere con tutte le sue poche forze la mobilitazione del primo marzo. Diventandone megafono, per raccontare le storie che milioni di persone sof-frono in questi tristi anni di regressione della nostra civiltà.
Ma per questo vogliamo rilanciare, proponendo a tutti i lavoratori italiani (indipen-dentemente dalle sigle sinda-cali a cui appartengono, sempre che vi appartengano) di aderire alla giornata di scio-pero degli immigrati. Non astenendosi dal lavoro, ma con lo strumento dello scio-pero bianco. Devolvendo la giornata di lavoro, o anche solo due ore, a chi concretamente supplisce alle vergo-gnose carenze dello Stato italiano.
Io devolverò la paga della mia giornata per sostenere il poliambulatorio di Palermo di Emergency, e in generale il progetto che vuole l'associazione impegnata in Italia e non solo all'estero. Ma ognuno scelga quello che ritiene. Il gesto però crediamo che vada fatto. Un gesto importante, ancor più significativo in un momento di crisi come questo, che può dare voce, forza e coraggio a chi cerca ostinatamente di costruire una società più giusta. Per noi che siamo nati qui, non solo per coloro che sono stati costretti a raggiungerci.
Maso Notarianni,
direttore di peacereporter.net