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Ni shagu nazad!…ciao Gianca!

Ancora affranti dalla scomparsa del compagno Giancarlo Migliavacca, qui al comitato abbiamo deciso di “rubare” le parole di un nostro collega e, pubblicandole, salutarlo ancora una volta: Ni shagu nazad compagno Giancarlo!

“Non ricordo quando ho conosciuto Giancarlo, forse agli inizi degli anni “90” cercavamo un posto per raccogliere gli aiuti umanitari per la ex jugoslavia, non ricordo chi fosse il presidente del Bellezza di allora ma ricordo il Gianca che fù il nostro grimaldello per aprire la palestra ed entrare, mentre assemblavamo scatoloni per il tir gironzolava su e giù ,ci dava consigli, ma non stava nella pelle e dopo pochi minuti era li che scocciava scatoloni insieme a noi.

Più tardi organizzammo una mostra per Mostar e Sarajevo e il Gianca era l’uomo delle mostre, …no così non va bene, …non è illuminata bene , cazzo non si fa così… e poi si metteva col metro andava a casa a prendere qualcosa e la mostra era su, con quattro soldi, bellissima.

Non ricordo quante volte in tutti questi anni mi ha tirato le orecchie per l’arci, per la politica, per la sinistra… cazzo questa sinistra che non fa più la sinistra, solo per l’arci valeva la pena fare ancora qualcosa, anche se dopo Genova avevamo perso un pò la strada .

Il Gianca lo conoscevano tutti a Milano in quartiere, i soci del Bellezza, i militanti della sinistra , il vecchio sindaco l’unico per cui si era dato un gran da fare e aveva ripreso a fare campagna elettorale, e quando gli chiedevo di darmi una mano con i santini c’era sempre… naturalmente se i candidati erano veramente di sinistra e mi diceva e da qui che dobbiamo ripartire.

Certe volte ti faceva proprio incazzare, ti provocava perché ti voleva portare a parlare di politica come si faceva una volta e allora tiravamo fuori l’ideologia e alla fine capivi che era solo una questione di coinvolgimento di partecipazione , gli spiaceva che il bellezza avesse perso quella funzione che in tanti anni aveva avuto, una casa comune delle tante sinistre anche se a lui piaceva di più quella radicale, quella che difendeva i deboli gli oppressi e gli operai.

Ricordo che quando abbiamo messo la sede al bellezza dell’ennesimo tentativo di rimettere insieme la sinistra era molto scettico, ma non passava una pausa pranzo senza partecipare alle discussioni alle organizzazioni e a darci una mano per realizzare le iniziative… sempre critico ma sempre presente.

Ho avuto la fortuna di seguire questo Circolo più da vicino un paio di anni fà , mi chiamavi Commissario politico per prendermi in giro, e così ho avuto la fortuna di aver passato tanti momenti con il Gianca, veniva giù per il caffè e tante volte mi riportava in ufficio in via Adige “al comitato” con la sua vecchia automobile a cui era molto legato, e come sempre sacramentava dei compagni e della sinistra, ne aveva anche per i compagni dell’ arci e del bellezza, ma la sua non era mai una critica sterile cercava in un mondo dove non c’è più la bellezza, la bellezza dei suoi quadri, la bellezza del suo lavoro, la bellezza della sua vita e di chiamarsi compagni.

Il Gianca non era un tipo facile e per questo mi piaceva, e per questo ci piaceva, non te le mandava a dire era onesto e coerente ed era bastiancontrario per principio, se la massa andava in una direzione c’era qualcosa di sbagliato, perché la storia la fanno le avanguardie e il Gianca a modo suo era una bella avanguardia.

Ci mancherai, mancherai ai tuoi cari Lucia e Roberta ai tuoi nipoti e mancherai a tutti i soci del bellezza e anche ai tuoi avversari che faranno fatica a trovare qualcuno all’altezza di non fare un passo indietro, e mancherai all’ arci tutta con la tua storia, le tue storie le tue parole e le tue azioni , buon viaggio compagno … ni shagu nazad Giancarlo”

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