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Fare di più con meno: l’Utopia dell’urbanista e politico Stefano Boeri

Una recensione al libro di Stefano Boeri, Ivan Berni “Fare di più con meno. Idee per riprogettare l’Italia”

Un testo agile di grande leggibilità, complesso e stimolante  nelle analisi ma diretto e preciso  nell’ individuare i ragionamenti centrali che lo compongono e che rappresentano i temi portanti di quella che possiamo definire l’Utopia dell’urbanista e del politico Stefano Boeri.

Leggendo le Sue risposte  alle domande di Ivan Berni innanzitutto si sente un comune  grande amore per Milano ed una grande complicità generazionale. La voglia e la capacità di recuperare quella energia positiva del sogno necessario e possibile che  percorreva gli anni settanta purtroppo interrotta e  oscurata nella memoria dagli eventi del terrorismo.  Il centro dell’utopia è la città – comunità nella complessa e articolata rete di funzioni e di relazioni che la rendono viva e vivibile, ricca e funzionante  motore di trasformazione e di benessere nell’equilibrio  dei centri di attività che la fanno diventare potente  ed esemplare. Una  visione che  si collega alla grande tradizione della storia  italiana dalla quale è scaturita la dimensione della politica e dell’economia moderna che dopo l’implosione attuale evidentemente deve fare i conti  rileggendo le origini da cui proviene. Il riferimento che viene  immediato è alla visione del  Buon Governo che  Lorenzetti ha illustrato nel Palazzo Pubblico di Siena dove viene esaltato il rapporto armonico tra la città ed il contado e l’equilibrio delle diverse funzioni che insieme procurano il benessere ed il progresso collettivo. Erede di quella saggezza comunale che chiamava la sede del governo e della giustizia  Palazzo della Ragione.
E attualmente la  dimensione della città-comunità cresce e si amplia, arricchita dalle energie delle persone che in essa sono approdate da tante parti del mondo e che da straniere  ne diventano  protagoniste del suo sviluppo e della sua vocazione internazionale. E’ la Milano – Città Mondo, internazionale, poliglotta, innovativa che sperimenta una nuova convivenza e una diversa gestione dei rapporti e delle risorse e che si innesterà nel percorso della Città Metropolitana implementando ed esplorando  una nuova rappresentazione della politica territoriale.
I punti centrali  della sua analisi sono rappresentati dalle “ sfide” comprese nel suo “Manifesto per il futuro prossimo delle città italiane” : – La crescita delle città entro i confini attuali  mantenendo e rafforzando il rapporto tra  aree edificate  ed agricoltura periurbana – La rigenerazione della città costruita – La mobilità –  L’energia – La cultura.
Temi importanti che, originati dalla più generale  critica  alle  dinamiche economiche prevalenti del capitalismo, all’esaurimento delle risorse energetiche, all’inquinamento ed al dibattito sulle diverse forme di decrescita possibile per uno sviluppo sostenibile e la costruzione di un mondo migliore, vengono ricondotti e inseriti nella concretezza della gestione quotidiana della Milano attuale in una visione  di cui sono in corso  di definizione le linee portanti delle fondamenta  e che implica una cultura ed un approccio innovativo. Il coraggio di mettersi in gioco e di cambiare la grammatica , il linguaggio e la regola del gioco sociale e politico e quindi la necessità di una grande rivoluzione etica e morale individuale ma che,  animata da una potente spinta collettiva  sia di appoggio e di stimolo alle difficoltà inevitabili dei passaggi e delle trasformazioni che metteranno in crisi molte pigrizie e molte paure anche per la contemporanea crisi economica generale.  Un testo che  rappresenta un importante traguardo nel percorso progettuale di Boeri  promotore ed animatore di Multiplicity e del Comitato Cascine Milano 2015  e di Milano Città Mondo e che andrebbe divulgato e promosso nei ragionamenti e nel dibattito pubblico a Milano  per la sua articolazione puntuale di una  visione innovativa, della gestione   del territorio milanese e delle sue risorse in modo che  i lettori possano diventare complici operosi del percorso. Soprattutto perché quella visione è già presente nell’azione di quelle associazioni  e di quei movimenti diffusi nella  società milanese che operano attivamente  e che però dovrebbero  inserirsi con più forza nel dibattito politico e  nella costruzione dal basso della città futura.

Leggendo attentamente tra le righe   si comprendono  meglio le ombrosità e le esitazioni, a volte notate nel suo agire , che non sono incertezza o dubbio  ma desiderio di saggiare la consistenza e la fattibilità delle cose, di coglierne i sussulti e i messaggi  in modo che  da questa ricchezza proteica di intuizioni e di ricerche che nei multiformi  percorsi  sperimentali   rappresentano  i tanti nuclei e le tante tendenze  che animano la pancia ed il cuore della città,  possa uscire una “rigenerazione” della politica innanzitutto,  condizione  necessaria per il “ buon governo della città”. Quindi non possiamo che consigliare a tutti  la lettura attenta  del libro ed a Stefano Boeri di perseguire con forza  questa sua azione di permeazione della politica milanese convinti  della necessità della sua utopia e della sua presenza attiva  sul campo.

Geppino Materazzi

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