Assemblea nazionale antirazzista per un’Italia giusta

assembleaantirazzistaArticolo di Kossi Komla-Ebri pubblicato su ecoinformazioni

È possibile questa convergenza per «condividere una battaglia di civiltà in cui sia visibile un’Italia che non discrimina, un’Italia più giusta, un’Italia che valorizza e riconosce pari dignità sociali e uguaglianza davanti alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali?» Con quali contenuti? Quali azioni intraprendere?

Questi i quesiti posti sabato 6 luglio a Firenze all’assemblea convocata dall’Associazione nazionale Prendiamo la parola presieduta da Mercedes Frias, Edda Pando e Rachid Khay al Dopolavoro ferroviario di via Alamanni, dalle 10 alle 17.

Il contesto italiano attuale è stato affermato, è attraversato da una serie di contraddizioni, tra cui lo sdoganamento del razzismo più becero e una discriminazione dilagante di fronte ad isolate proteste e al silenzio assordante della maggioranza.

A questa convocazione hanno risposto rappresentanti di associazioni di migranti e di persone di origine migrante (Prendiamo la parola, Todo cambia, Convergenza delle culture, Redani), associazioni antirazziste (Associazione nazione Rom, Lunaria, Rete dei diritti senza voce di Bolzano, Associazione petit rosso di Terni, Rete antirazzista di Firenze, Comitato stop razzismo di Prato, Ass. Laicità e diritti, Brescia diritti per tutti, Rete primo marzo) organizzazioni laiche (Arci, Naga, Associazione sopra i ponti, Casa delle donne) e religiose (Comboniani), sindacati (Cgil) e partiti (Prc, Sel, Socialismo rivoluzionario, Pd forum migrazione) e singoli, provenienti dal nord al centro. Un prossimo incontro è già in programma con le realtà del sud a Matera.

L’atmosfera era quella delle adunate in cui si respirano sensazioni ed emozioni di persone militanti convinti e determinate in totale sintonia, consapevoli dell’importanza dell’occasione e carichi d’entusiasmo. L’ultima esperienza di grande manifestazione nazionale antirazzista risale al 1995 e l’ultimo incontro delle organizzazioni antirazziste, sempre a Firenze nel 2010, era finito male.

È stato ritenuto urgente allearsi e convogliare forze ed energie per una rinnovata battaglia per i diritti. Una campagna non solo per i diritti degli immigrati ma una prospettiva di diritti per tutta la società, da costruire tra tutte le soggettività e cittadini.

I partecipanti, circa ottanta persone, hanno condiviso la necessità di una convergenza-senza omologazione- su una cornice comune: l’orizzonte di una società non più caratterizzata dal razzismo in tutte le sue sfaccettature.

In quel panorama sono emersi i diversi punti da affrontare: dal razzismo istituzionale a quello diffuso, dalla negazione dei diritti d’uguaglianza come il tema della cittadinanza, e del voto come esercizio di cittadinanza attiva. Il tema del lavoro, diritto primario, emerso come un punto cruciale a sé in questo momento di crisi perché vincolato per i migranti al permesso di soggiorno. La negazione d’ingresso legato al lavoro è già in partenza una negazione di tanti diritti. L’urgenza di una legge, tanto attesa sul diritto d’asilo, la revisione delle politiche d’ingresso e di libera circolazione e la denuncia del fiorire di luoghi di reclusione come le Cie, aeroporti, Lampedusa hanno completato il quadro dei contenuti per il quali impegnarsi.

L’assemblea ha elaborato un appello rivolto a tutte le associazioni per una manifestazione nazionale da costruire fin d’ora entro la seconda settimana di settembre, con un lavoro capillare sul territorio, organizzando assemblee o iniziative cittadine aperte come stimolo a favorire con un percorso lo sviluppo della coscienza civile in difesa dei diritti e che possano articolare meglio le proposte emerse.

A conclusione dell’incontro i partecipanti si sono dati un secondo appuntamento nazionale a Firenze per sabato 21 settembre 2013 per fare il punto delle riflessioni emerse dal territorio e organizzare la manifestazione nazionale da svolgersi entro la prima quindicina di novembre 2013. [Kossi Komla-Ebri per ecoinformazioni] [Foto Mercedes Frias]

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