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Un tetto alle tante idee di Milano

di Emanuele Patti, presidente Arci Milano

Il 3 maggio 2011 in piena campagna elettorale come Arci assieme a tante altre realtà sostenemmo una iniziativa dal titolo Milano come Berlino e sul volantino che la promuoveva c’era scritto:”eppure non ci vuole molto per diventare una città europea come altre. Come Berlino, Parigi, Londra, Amsterdam o Barcellona. Non costa nulla, basta cambiare politica. A Milano c’è spazio! Per stare insieme, per fare cultura, per la creatività.
Il riuso sociale di aree dismesse e abbandonate fa: zero consumo di suolo, una città più bella, viva, sicura e sostenibile, aperta alla cultura e con più lavoro.”

Oggi dopo due anni di fatto leggo con soddisfazione che questo tema lo si vuole prendere davvero in carico, proponendo alle forze sociali e aggregative di questa città un tavolo operativo di confronto, su questi temi: riuso sociale degli spazi dismessi, sfitti e l’idea di trovare soluzioni utili alla coesione sociale e per i giovani e creativi.

Però ora è necessario che in tanti si sentano e credano di poter dare il loro contributo. Milano è attraversata e abitata da tante risorse, intelligenze, idee, di culture e provenienze diverse, ma che quando sanno produrre e lavorare assieme, nel rispetto delle autonomie e delle diversità, sanno fare innovazione e cambiamento, quello serio.

Per questo c’è bisogno tanto di confronto, tra tutti.
Abbiamo bisogno di dare un tetto alle tante idee che circolano nella nostra città, perché solo così possono trovare una relazione con il territorio e con il cambiamento che vogliono e praticano.

Abbiamo bisogno delle associazioni, come delle cooperative, dei sindacati, delle organizzazioni giovanili e delle Comunità, della politica, dei realtà informali e dei centri sociali.

Con una avvertenza, non c’è una situazione che è più importante di un’altra, non c’è una pratica migliore di un’altra, ma sicuramente c’è bisogno che tutti gli attori siano in campo.
Per questo leggo positivamente le dichiarazioni di Pisapia sui Centri Sociali come risorsa della città. Come Arci abbiamo pratiche diverse e spesso anche obbiettivi diversi ma siamo sempre stati contrari agli sgomberi crediamo ci siano altri percorsi praticabili, come abbiamo visto in tante altre città europee e non solo.

Così come leggo con favore il comunicato di Macao, altra esperienza importante che oggi di fatto sembra accettare la sfida, a patto che si rimanga “all’interno di un discorso che sia pubblico, aperto, disponibile all’ascolto ed al confronto e, sopra ogni cosa, coraggioso”.

Bene spero però che questo tavolo parta con tutti gli argomenti al centro e tutti allo stesso livello.
Per dire magari fra qualche mese Milano come Milano e non più come Berlino!

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