Abisso Mediterraneo – Opera contemporanea sulla migrazione

Martedì 25 luglio 2017 alle ore 21 presso il Teatro Franco Parenti – Sala A, il New MADE Ensemble presenta a Milano in prima assoluta l’opera Abisso Mediterraneo – Pietà l’è morta, commissione alla compositrice Rossella Spinosa in prima esecuzione assoluta, su un libretto di Geppino Materazzi e Pap Khouma, adattamento dei testi di Rossella Spinosa e la coreografia di Akueson Adotey Dotcha.

Abisso Mediterraneo – Pietà l’è morta racconta la quotidianità degli sbarchi, in un’atmosfera realistica e surreale insieme, ricercando l’eredità dei classici per delineare un percorso in grado di invertire l’ordinario rapporto tra narrazione e astrazione.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Il New MADE Ensemble con il mezzosoprano Paola Cacciatori e il baritono Allan Rizzetti, sarà diretto come sempre da Alessandro Calcagnile; il cast sarà arricchito anche dalla presenza del danzatore africano Akueson Adotey Dotcha e dalla partecipazione straordinaria del Coro della Cappella Musicale del Duomo di Milano.

La compositrice Rossella Spinosa spiega come abbia affrontato l’operazione: “Abisso Mediterraneo vuole rendersi momento di riflessione sull’integrazione, sulla violenza, sul potere, sul senso dell’umanità. Un giornalista racconta la quotidianità degli sbarchi, in un’atmosfera realistica e surreale insieme, in cui ho ricercato l’eredità dei classici per delineare un percorso in grado di invertire l’ordinario rapporto tra narrazione e astrazione in una formula drammaturgica che mescolerà più dimensioni, la danza, il canto, il teatro, la multimedialità, la coralità dell’azione scenica e musicale. La danza raccoglierà i resti dei corpi, la musica ne racconterà le storie, per un teatro d’oggi in cui ho cercato di seguire il testo, riplasmandolo, assecondandolo, ma anche contrastandolo, inseguendo il flusso drammaturgico della parola stessa. La mitologia, con i mostruosi Scilla e Cariddi, Anfitrite dea del mare, Emyras traghettatore di morte, si mescola con la notizia di oggi, con il richiamo dell’attualità, della tolleranza/intolleranza, della paura e dell’ardita aggressione, in una narrazione senza filtri, che delinea il tradimento d’oggi, attraverso la figura giornalistica di Allan.
Son stata felice di lavorare con Geppino Materazzi, profondo conoscitore delle culture del mondo, e con Pap Khouma, scrittore poliedrico e visionario. Con ambedue ho avuto modo di conoscere profondamente la realtà vera dei migranti e di intervenire sul testo con consapevolezza. Con Dotcha ho compreso l’importanza della pulsazione del ritmo delle origini per l’espressione più profonda della natura umana e ciò ha rappresentato stimolo alla creazione dell’opera stessa. La partecipazione, poi, del Coro della Cappella Musicale del Duomo di Milano è stata il tassello mancante per questo lavoro che voleva sin dall’inizio essere per me la spinta alla ricerca di un linguaggio prismatico, dove la tradizione riuscisse a mischiarsi senza cesure, senza fratture, con l’oggi.
Il confronto poi con i cantanti Paola Cacciatori e Allan Rizzetti, nonché con il direttore Alessandro Calcagnile e il New MADE Ensemble, mi hanno consentito di cesellare l’atmosfera ricercata nell’idea più intima dell’intera opera”.

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